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Economia politica: oikos nomos

L’economia si occupa del mondo che ci circonda. Deriva dal greco: oikos (casa) nomos (legge) amministrazione della casa, legge che si utilizzava all’interno delle case: di ciò che riguarda la vita di tutti i giorni.

Politica: comportamento umano.

L’economia è una scienza sociale che studia alcuni aspetti del comportamento umano, quelli legati a produzione, consumo e distribuzione di beni e servizi.

Agenti economici

Chi sono gli agenti economici? Sono individui, imprese e paesi. In economia loro interagiscono continuamente tra di loro (sui mercati). Gli agenti economici allocano, distribuiscono risorse, che hanno a disposizione, tra usi alternativi. In economia bisogna sempre scegliere. L’idea di questa distribuzione ha lo scopo di avere il massimo vantaggio per se stessi (massimo benessere) per l’impresa è il massimo profitto.

Di cosa si occupa l’economia

L’economia si occupa di:

  • Confronto dei problemi: far comunicare le persone lontane, parcheggi a pagamento, fame nel mondo, ambiente […] (macro-economia). Soprattutto si tratta di problemi di organizzazione. Più si vedono su ampia scala e più sembrano grandi.
  • Scelte: possibilità concrete (non si parlerà mai di sogni o speranze), qualcosa che possiamo permetterci di scegliere. Scelte dei consumatori: studiare o no, cambiare piano/gestore telefonico, utilizzare uno sconto […]. Scelte dei produttori: aule/docenti, ripetitori/copertura, offerte speciali […] dietro c’è un ragionamento economico, per attirare una fascia della popolazione che economicamente non potrebbe permetterselo. Le scelte servono per utilizzare al meglio le risorse scarse. Se non esistesse la scarsità non dovremmo scegliere e quindi non servirebbe l’economia.
  • Equilibri: in base alle scelte di tutti. Chi vuole scambiare scambia e chi non vuole scambiare non scambia. I consumatori sono contenti? I produttori coprono i costi? Nessuno obbliga qualcuno a fare qualcosa, sono tutte scelte libere: da qua si raggiungerà un equilibrio. Si potrebbe stare tutti meglio?
  • Politiche: inserire un numero chiuso o no in una facoltà, approvarlo oppure no […]. Definito un obiettivo, la politica economica cerca di perseguirlo. Ci occupiamo di fornire strumenti per affrontare problemi più o a meno complessi dall’acquistare un caffè al bar, alla distribuzione e utilizzo delle risorse del pianeta.

La scarsità

La scarsità è il problema economico fondamentale (si vorrebbe avere tanto/tutto, ma non si può). A fronte di desideri potenzialmente illimitati l’economia ci mostra quello che potremmo raggiungere per avere il massimo benessere (es. desideri di consumatori e imprese potenzialmente illimitati). Tutte le scelte sono dettate dal fatto che c’è un problema di scarsità.

Le risorse sono limitate:

  • Le risorse prodotte da disponibilità di fattori di produzione (es. terra, materie prime, lavoro, capitale).
  • Tecniche produttive: rappresentano un vincolo tecnologico, non possono generare all’infinito beni o servizi.

La scarsità NON si può eliminare quindi si deve SCEGLIERE.

Come si sceglie

Come si sceglie? Razionalmente: confrontando costi e benefici associati alle scelte. Per quanto riguarda un bene, ci si chiede pensando a ciò che è meglio per me, benessere personale (egoismo).

In economia si descrive un comportamento umano senza applicare dei giudizi morali (non ci chiederemo mai se è giusto o sbagliato).

Ci sono due tipi di costi e benefici all’interno del sistema economico:

  • Totali: intraprendere o meno un’attività (es. intraprendo o no un’attività?).
  • Marginali: fino a che punto portare avanti l’attività. Scelte che verranno effettuate volta per volta. (es. seguire un minuto in più di lezione).

Problema

“Paola deve decidere se acquistare un computer via internet oppure recandosi al punto vendita più vicino a casa. Il prezzo proposto dal rivenditore on-line è 990€. Nel negozio lo stesso computer costa 1000€. Se decidesse di acquistare via internet, Paola dovrebbe pagare 15€ di spese di spedizione. Se scegliesse di recarsi al punto di vendita, dovrebbe assentarsi dall’ufficio e chiedere un permesso.”

Se domandaste a Paola di fornirvi tutti gli elementi necessari a valutare il costo-opportunità associato a ognuna delle due strategie di acquisto, vi direbbe che guadagna 30€ all’ora e che per collegarsi a internet ha sottoscritto un abbonamento annuale in base al quale ogni mese paga 25€.

a) Quali dei costi sopra elencati rientrano nel calcolo del costo-opportunità associato a ognuna delle due strategie di acquisto?

b) Che cosa risulta più conveniente, acquistare via internet o nel negozio?

  • 1005€ + 25€: 990+15= per acquisto online (abbonamento annuale).
  • 1005,83€: 25/30= 0,83.
  • 1000€ + 30€ = 1030€ per acquisto in negozio (persi per richiesta di ora di permesso).

Oppure: 1005€: 990+15= per acquisto online (con connessione internet già usata).

1030€: 1000€ per acquisto in negozio (con 30€ di permesso non retribuito).

L'abbonamento non va calcolato perché è stato fatto prima di pensare di comprare il computer ed è una spesa che viene fatta comunque.

Risulta più conveniente andarlo a prendere via internet piuttosto che in negozio. 990+15= 1005€ (online) 990+30= 1030€ (in negozio).

Costo-opportunità

Costo-opportunità: ogni scelta comporta una rinuncia (sempre). Se scelgo di fare qualcosa quella è l’opportunità e rinuncio a fare qualcos’altro, quello è il costo. Se dobbiamo calcolare il costo-opportunità di una scelta è pari al valore della migliore alternativa disponibile (per me) alla quale si rinuncia quando si decide di allocare parte delle proprie risorse a un determinato uso.

Se rinuncio vuol dire che ho fatto un’analisi dei costi/benefici che mi convengono di più per avere il miglior benessere. (es. andare a lezione oppure stare a casa, andare in palestra, andare al bar..).

Scelte individuali e benessere collettivo

Le nostre scelte, i nostri scambi, sono tutti volontari che hanno a fronte una contro-partita: scambi di beni e servizi.

Nella storia si sviluppano mercati perché gli individui vogliono scambiare beni e servizi: tutto questo si è sviluppato dopo la scrittura, le parole.

Si deve trovare un modo di comunicare la proprietà e la propria disponibilità a scambiare beni e servizi (diritti di proprietà e organizzazione). Gli scambi volontari sono vantaggiosi per tutti. Se non lo fosse perché dovrei farlo? Non lo farei, sono razionale.

Gli scambi avvengono per bisogni diversi. Gli scambi avvengono perché siamo tutti diversi, altrimenti non ci sarebbero. Più siamo in una società più riusciremo a:

  • Effettuare scambi convenienti.
  • Specializzarsi.
  • Sfruttare vantaggi comparati, quando un agente economico riesce a fare una cosa meglio rispetto agli altri. Mi specializzerò a quello che so fare meglio rispetto agli altri.

Gli esseri umani possono farlo (a differenza di altri animali).

Ci sono due tipi di vantaggi:

  • Vantaggio assoluto = un agente economico più bravo di tutti a fare qualcosa nel suo campo di servizi.
  • Vantaggio comparato = ognuno che fa delle mansioni più o a meno bene, il rapporto costo-opportunità è più basso rispetto a quello degli altri.

Politica economica

Sono problemi come organizzare gli scambi, definire che cosa è meglio (dal punto di vista sociale) e cosa si può fare per raggiungere determinati obiettivi.

Per capire se il mercato lavora nel migliore dei modi possibili usiamo il criterio dell’efficienza (ci permette di confrontare varie forme di mercato per capire cosa si ottiene al loro interno per il benessere sociale) e efficienza: si ottiene quella che viene chiamata l’allocazione finale delle risorse ottenute è efficiente quando non esiste un’altra allocazione realizzabile nella quale (rispetto a quella efficiente) tutte le parti coinvolte nello scambio stiano meglio o anche solo qualcuno stia meglio a partire delle condizioni dell’altro.

Un mercato è un insieme di scambi e interazioni, sul mercato si raggiunge un equilibrio che risulta da tutti gli agenti economici presenti: se quell’equilibrio è efficiente il mercato non può più fare meglio di così. Non c’è un’alternativa migliore all’efficienza. Se i mercati sono liberi di operare possono raggiungere, senza l’intervento dello stato, l’efficienza.

Date le condizioni di partenza: si affaccia sul mercato, raggiunge un equilibrio, lasciato libero raggiunge l’efficienza (non ci sono sprechi di risorse) non ci viene detto nulla sulla distribuzione delle risorse. Può raggiungere l’efficienza sia con risorse simili che diseguali.

Equità = distribuzione delle risorse, politiche, derivate dall’intervento dello stato. Completamente diverso dall’efficienza (è il massimo che può raggiungere il mercato). Criterio formulato da Vilfredo Pareto (1848-1923).

Mercato e non

Non tutto lo sviluppo della società umana passa attraverso il mercato. Alcune attività le possiamo includere nei modelli ma non necessariamente entra tutto in un’ottica economica. Ci sono diversi modi di distribuire le risorse scarse a disposizione e organizzare gli scambi. I modi sono tre, non la risolvono ma la affrontano: (a seconda di chi li decide).

  • Economia di libero scambio: passa tutto esclusivamente attraverso i mercati. Decidono, non risolvono il problema ma offrono una soluzione: prezzo più alto per quel che è più scarso e desiderabile (forte domanda). Quando il prezzo aumenta: la domanda scende (consumatore), più offerta (impresa). Domanda e offerta si muovono fino a che il mercato non raggiunge un equilibrio, dove il prezzo smette di variare. A quel prezzo chi vuole acquistare acquista e chi vuole vendere vende. Se c’è concorrenza perfetta su tutti i mercati (i mercati sono uno per ogni bene) il mercato è in grado di raggiungere il miglior risultato possibile, il benessere massimo possibile e raggiunge l’efficienza. I mercati sono degli strumenti. Sistema estremo: non è presente lo stato ma solamente il mercato. Teoria del 1776. I mercati non raggiungono sempre l’efficienza ma possono fallire (in questo caso l’intervento dello stato può essere giustificato).
  • Economia pianificata: tutte le decisioni vengono prese da un’autorità centrale, lo stato. Non elimina il problema ma trova una soluzione: l’autorità centrale decide tutto, non ci sono più delle libere scelte. Quali sono i problemi? Non si possono prendere decisioni personali (es. piani quinquennali nell’URSS), se il controllo dei comportamenti è imperfetto, manca l’incentivo di darsi da fare per ottenere il reddito, le decisioni sono prese da lontano e c’è un’imprecisione negli obiettivi.
  • Economia mista: passa tutto tra mercato e stato. Sono un misto tra l’economia di libero scambio e l’economia pianificata. È presente in varie economie del giorno d’oggi: tutte le economie che al loro interno hanno l’intervento pubblico (es. leggi), sono presenti delle tasse (che lo stato ha il potere di chiedere ai cittadini), si producono i beni pubblici (es. lampioni). Si trattano problemi di varia distribuzione delle risorse. Vengono trattati i problemi di retribuzione.

Modello economico

Modello economico: rappresentazione semplificata della realtà: definire e scomporre i problemi. Ci sono tanti desideri ma non si può ottenere tutto ma bisogna capire cosa si può fare, agendo al meglio per ottenere il massimo benessere per se stessi. Niente è gratis e ci sono sempre delle scelte da fare.

Chi decide? Stato, mercato...

Con quali strumenti?

A che scopo?

Con quali conseguenze?

Qual è la relazione tra variabili economiche: due grandezze misurabili.

Analisi matematica del grafico

Inclinazione o pendenza di una curva:

  • Se all’aumentare della grandezza misurata sull’asse orizzontale (ascisse), la grandezza misurata sull’asse verticale (ordinate) aumenta, l’inclinazione è positiva (segno +).
  • Se all’aumentare della grandezza misurata sull’asse orizzontale, la grandezza misurata nell’asse verticale diminuisce, l’inclinazione è negativa (segno -).

All’aumentare degli anni di istruzione aumenta il reddito.

Valore di indicazione di una retta: la retta è una curva con inclinazione costante.

Il valore dell’inclinazione è dato da variazioni che calcolo sull’asse verticale/la variazione che calcolo sull’asse orizzontale (diviso).

Mi dice che differenza fa passare ancora un po’ di tempo a studiare in fase di reddito.

Esercizio

Scuola elementare: (13.902-10.886/5-0)= 3.016/5= 603,2€ (aumento del reddito).

Scuola media inferiore: (16.624-13.092/8-5)= 2.722/3= 907,34€ (aumento del reddito).

Scuola media superiore: (20.857-16.624/13-8)= 4.233/5= 846,6€ (aumento del reddito).

Università: (30.338-20.857/18-13)= 9.481/5= 1.896,2€ (aumento del reddito).

L’inclinazione aumenta.

L’inclinazione per una retta è infinita (non è quantificabile). Quando la retta incontra l’asse X orizzontale (retta parallela). Caso estremo: X’ assume il valore di qualsiasi, può corrispondere a valore di Y. Per altri valori di X non c’è nessun valore di Y definito.

Retta orizzontale: parallela all’asse delle ascisse, pari a 0.

L’inclinazione di una retta parallela all’asse delle ascisse è pari a 0. All’aumentare di X il valore di Y non cambia (inclinazione pari a 0). Quel dato Y’ può corrispondere a qualsiasi valore di X. Per altri valori di Y non c’è nessun valore di X.

All’aumentare degli anni di istruzione il reddito individuale aumenta: a più istruzione si associa più reddito.

Modello economico in chiave positiva e normativa

Modello economico: rappresentazione semplificata della realtà. Può essere letto in:

  • Chiave positiva (o descrittiva): come funziona un fenomeno economico, cosa accade e perché.
  • Chiave normativa (o prescrittiva): che cosa sarebbe meglio fare per raggiungere un determinato obiettivo. Come si arriva a stare meglio?

Esempio

Quale delle seguenti affermazioni fornisce una lettura in chiave normativa di un fenomeno economico?

  • A) Il reddito aumenta all’aumentare degli anni di istruzione.
  • B) Oggi in Italia l’istruzione obbligatoria è gratuita.
  • C) Chi paga le tasse contribuisce a finanziare l’istruzione pubblica.
  • D) Per aumentare il numero di laureati si dovrebbero fornire più borse di studio (corretta).
  • E) Chi paga le tasse è un bravo cittadino.

Gli economisti vanno sempre d’accordo?

Gli economisti vanno sempre d’accordo? Sulle indicazioni dei modelli economici che utilizzano.

  • Sulle implicazioni positive: vanno abbastanza d’accordo (descrivo la realtà). All’aumentare del prezzo diminuire la domanda dei consumatori.
  • Sulle implicazioni normative: molto meno d’accordo. Si parla di obiettivi. Libero mercato o regolamentazione. Quando si tratta di obiettivi si fa riferimento alle nostre priorità (cosa è meglio per noi) valori, senso civico...

Livelli di analisi

Livelli di analisi: due branche principali.

  • Microeconomia: analizziamo le scelte di singoli consumatori e imprese, funzionamento dei singoli mercati (agenti economici individuali). Interazioni tra questi agenti. Ci sono molto dettagli da analizzare (tantissime informazioni).
  • Macroeconomia: analizziamo grandezze economiche aggregate (es. andamento della crescita di produzione, prezzi, disoccupazione e commercio con l’estero) all’interno di un sistema economico aggregato si trova l’equilibrio su tutti i mercati, e si guarda in modo generale. Studia le tendenze (in che direzione si va nel tempo) di grandi aggregati, ma si fonda su scelte individuali (microeconomie). La macroeconomia moderna è micro-fondata.

Capitolo 2

Che cos’è un mercato

Il mercato è un insieme di interazioni (tra consumatori e imprese), non è un luogo fisico. Nel mercato sono presenti agenti economici (chi compra e chi vende) consumatori che comprano, imprese che producono e vendono che interagiscono tra loro.

La diversità rende vantaggioso lo scambio (cercano di ottenere il massimo per se stessi, se viene effettuato lo scambio vuol dire che conviene).

I diritti di proprietà permettono di effettuare lo scambio, senza, sul mercato non si potrebbe fare. Violarlo è punibile per legge, equivale a un furto.

La concorrenza consiste nello scegliere l’alternativa più conveniente (più concorrenza c’è maggiore alternativa conveniente ci sarà).

Mercati dei beni e servizi

I consumatori acquistano, domandano, beni e servizi sul mercato.

I produttori offrono, producono e vendono, beni e servizi sul mercato.

Concorrenza perfetta

Mercati che operano in concorrenza perfetta: mercati perfettamente concorrenziali.

Chi compra e chi vende sono in un numero elevatissimo. Non ci saranno delle imprese enormi sul mercato in concorrenza perfetta, sono tutti relativamente piccoli rispetto alla grandezza del mercato. Influenzare il prezzo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.pascarella di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Lo Prete Anna.
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