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Macroeconomia

Nasce dalla filosofia politica. Adam Smith consolidò questa filosofia nel 1776 con l’opera “La ricchezza delle nazioni” nella quale sostiene che dall’azione dei singoli operatori economici (i singoli consumatori) deriva l’ottimo sociale (il benessere collettivo) >> come le api per l’alveare. Questa teoria viene presentata tramite la metafora della «mano invisibile», secondo cui gli individui, facendo il proprio conto, arrivano a contribuire all’ottimo sociale come se ci fosse una mano invisibile/un ordine naturale delle cose che conduce l’azione dei singoli all’ottimo sociale.

Anticipa così il principio di laissez-faire (origine del principio storico-liberista), che verrà poi utilizzato da Colbert, basato sul lasciare agire i singoli per ottenere il benessere collettivo >> lo stato deve astenersi il più possibile dall’interferire l’azione dei singoli.

Equilibrio tra consumatori e imprese

  • Esiste
  • È unico secondo il laissez-faire se le condizioni sono fuori dall’equilibrio significa che ci sono delle forze endogene che automaticamente riportano l’equilibrio
  • È stabile
  • È ottimo (di piena occupazione di tutti i fattori di produzione KLT >> K=capitale, L=lavoro, T=tempo; output=prodotto nazionale=funzione dei KLT; se cresce input anche output)

Definizione di economia

Ottima allocazione di risorse scarse utilizzabili per fini alternativi (L. Robbins) >> es. ottima allocazione delle acque per produrre raccolti: devo scegliere in modo ottimale l’uso che ne faccio. Secondo Robbins l’economia deve essere neutrale e non deve preoccuparsi dei fini ultimi >> dicotomia tra economia e etica.

Critica a Robbins: l’economia non è neutrale rispetto ai fini (es. se devo scegliere tra economia per le guerre o per la sanità dipende dalle condizioni in cui ci si trova e varia in base ad esse) >> è giusto ottimizzare le risorse, ma non si può decidere a prescindere, bisogna considerare le problematiche annesse >> devo scegliere in cosa investire. Non si può separare l’allocazione delle risorse dai fini perché l’economia è una scienza morale (se fossero separate ad esempio non mi preoccuperei dell’inquinamento).

Critica alla metafora della «mano invisibile»: Stiglitz dice che la mano è invisibile semplicemente perché non esiste.

Critica al laissez-faire: Keynes (1926) critica il capitalismo perché secondo lui può creare disoccupazione e distribuire male la ricchezza; il mercato lasciato a se stesso non è in grado di raggiungere l’ottimo sociale, può raggiungerlo solo «by accident or by design» = o è un’eccezione oppure qualcuno interviene per crearlo.

Critica alla neutralità della scienza economica: Sen dice è impossibile separare economia e etica.

Contabilità nazionale

Flusso circolare = settore privato, pubblico, monetario finanziario, estero grandezze tra loro interdipendenti, si influenzano l’una con l’altra.

PIL = prodotto interno lordo = valore di tutti i beni e servizi finali in un dato paese e in un dato periodo. Nb: prodotto (output) interno (al paese >> es. se sei italiano, ma vivi all’estero non fai parte del PIL italiano, anche se contribuisci al reddito italiano; nb: tasse le paghi alla Svizzera) lordo (beni e servizi finali >> i beni intermedi non sono inclusi es. la ruota di una macchina, solo la macchina è il bene finale; il periodo considerato è l’anno solare quindi tipo ora si considera il 2022).

È un indice di benessere relativo >> è un indice utile, ma «imperfetto» di benessere perché se il PIL sale non è detto che la qualità della vita sia buona (vedi Cina) >> non ci dice effettivamente qual è l’indice di benessere di un paese.

(Critica famosa mossa da Robert Kennedy alla Kansas University secondo cui il PIL misura tutto «tranne ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta»)

Ci sono indici alternativi integrati al PIL per migliorare la “precisione”, tipo BES = indice di benessere equo e sostenibile che nasce con l’obiettivo di valutare il progresso di una società dal punto di vista economico, ma anche sociale; GPI = indicatore di progresso reale che misura l’aumento della qualità di vita; HDI = indice di sviluppo umano utilizzato dall’ONU per valutare la qualità della vita nei paesi membri.

Valore aggiunto = valore della produzione totale meno il valore dei beni intermedi utilizzati (es. valore pasta - valore farina usata, es. quello che so a fine lezione - quello che sapevo a inizio lezione)

Prodotto interno netto = tiene conto del deprezzamento (ammortamento) dei beni capitali (impianti di produzione)

Reddito nazionale = più alto del PIL perché tiene conto anche degli italiani che vivono all’estero e mandano ad esempio le rimesse nazionali (nb: gran parte del RN viene conseguito all’estero)

PIL può essere misurato in base a:

  • Prezzo di mercato (contate le imposte indirette)
  • Costo dei fattori di produzione KLT (senza imposte indirette >> IVA = imposta sul valore aggiunto (indiretta))

PIL nominale (o a prezzi correnti) = tiene conto della variazione dei prezzi (es. nel 2015 il PIL magari era 1600 ma i prezzi erano più bassi, mentre ora è 1900, ma sono alti) >> guardando il PIL nom. non riesco a capire cosa sia successo veramente negli ultimi anni >> per paragonarli dovrei considerare il PIL 2023 con i prezzi del 2015 >> per depurare il PIL dalla variazione dei prezzi devo considerare il PIL reale (PIL dell’anno corrente con i prezzi di quello precedente o prima) >> Il problema è che spesso nel 2015 non c’erano beni che ci sono nel 2023; un altro problema è l’indice dei prezzi; problema dei big data.

Deflatore del PIL (o indice di Paasche) = dà informazioni sulla variazione dei prezzi intercorsa tra l’anno base e l’anno corrente; si ottiene facendo PIL nominale/PIL reale.

Produzione e componenti della domanda aggregata

Y = reddito nazionale = output = quantità di produzione nell’anno di produzione

Componenti della domanda aggregata:

  • C = spesa per i beni di consumo (pane, maglie, lavatrice, macchina…)
  • I = spesa per i beni di investimento (variazione nello stock di capitale >> impianti di produzione, infrastrutture pubbliche, macchinari per produrre beni capitali) >> nella società capitalistica le imprese fanno gli investimenti (decidono lo stock di c
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maria.mazzucco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Sau Lino.
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