Economia politica A.A. 2022/2023
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Indice
Capitolo 1
- Vincolo di bilancio
- Curva di indifferenza
- Saggio marginale di sostituzione
- Paniere ottimale
- Curve
- Bene normale
- Bene inferiore
- Elasticità della domanda
- Varia lungo la retta
- Casi limite
- Breve e lungo periodo
- Incrociata
Capitolo 2
- Funzione di produzione
- Breve periodo
- Prodotto medio
- Prodotto marginale
- Relazione tra PMe e PMg
- Rette di isoprofitto
- Lungo periodo
- Costi di produzione
- Breve periodo
- Costo medio
- Costo marginale
- Relazione tra CMe e CMg
- Lungo periodo
- Costo medio
Capitolo 3
- Concorrenza perfetta
- Breve periodo
- Ricavo medio
- Ricavo marginale
- Produzione ottimale
- Breve periodo
- Profitto ed extraprofitto
- Profitto e perdita
- Lungo periodo
- La curva di offerta dell’impresa
- Breve periodo
- Lungo periodo
- Elasticità dell’offerta
- Equilibrio del mercato
Capitolo 4
- Fallimenti di mercato
- Esternalità
- Effetti esternalità nel consumo
- Effetti esternalità nella produzione
- Beni privati
- Beni comuni
- Monopoli naturali
- Beni pubblici
- Informazione asimmetrica
- Selezione avversa
- Azzardo morale
- Potere di mercato
Capitolo 5
- Monopolio
- Ricavo totale e marginale
- Equilibrio del monopolista
- Surplus del produttore
- Costo sociale del monopolio
- Regolamentazione
- Monopolio
- Monopolio naturale
- Discriminazione dei prezzi
- Concorrenza monopolistica
- Breve periodo
- Lungo periodo
- Oligopolio
Capitolo 6
- Economia del benessere
- Surplus del consumatore
- Imposizione del prezzo
- Prezzo massimo
- Prezzo minimo
- La tassazione
- Elasticità
Capitolo 7
- Macroeconomia
- Circuito del reddito
- Contabilità nazionale
- PIL nominale e PIL reale
- Deflatore del PIL
- Inflazione
- Deflazione
- Iperinflazione
- Indice dei prezzi al consumo
- Limiti
- Disoccupazione
Capitolo 8
- Modello neoclassico
- Crisi di Wall Street
- Domanda aggregata
- Funzione di consumo
- Funzione di investimento
- Spesa pubblica e prelievo fiscale
- Export e import
- PIL di equilibrio
- Risparmi ed investimenti
- Funzione di risparmio
- PIL di equilibrio
Capitolo 9
- Modello IS-LM
- Il mercato della moneta
- Domanda di moneta
- Offerta di moneta
- Curva LM
- Il mercato dei beni e servizi
- Investimenti
- Risparmi
- Curva IS
- Equilibrio IS-LM
- Politiche fiscali e monetarie
- Politica fiscale
- Politica monetaria
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Capitolo 1
Vincolo di bilancio
È il limite massimo di beni acquistabili dato il reddito disponibile -> insieme di panieri di beni e servizi acquistabili da parte di un consumatore.
- Si supponga che il reddito sia di 100€ e che i prezzi dei beni siano i seguenti: bene X: 5€ - bene Y: 10€.
La linea che unisce le due intercette individua il vincolo di bilancio: insieme dei due beni che il consumatore può acquistare dato il suo reddito.
Vincolo di bilancio [R]
R = (p1 • q1) + (p2 • q2)
L’inclinazione del vincolo di bilancio è data dal seguente rapporto dei prezzi dei due beni con segno meno davanti:
Gli spostamenti del vincolo di bilancio sono:
- 1) Promozione lavorativa: aumento del reddito. Il vincolo viene traslato verso l’alto [o verso il basso in caso contrario]. ES: reddito da 100€ a 200€, prezzi fissi.
- 2) Inflazione: aumento dei prezzi. Il vincolo di bilancio viene spostato verso il basso. ES: reddito fisso a 100€ - prezzo Y da 10€ a 12€ - prezzo X da 5€ a 10€.
- 3) Crisi petrolifera: shock prezzo di un bene. Il vincolo di bilancio ruota in un vertice (semplificazione).
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- 4) Illusione monetaria: aumenta reddito e prezzi. Se aumentano in contemporanea, il vincolo di bilancio può spostarsi in alto o in basso o anche rimanere fermo.
Assioma di completezza -> il consumatore è sempre in grado di confrontare due panieri.
Curva di indifferenza
Rappresentazione grafica delle preferenze di un consumatore che danno la stessa soddisfazione.
- Definizione da manuale: insieme di panieri di beni e/o servizi che un consumatore considera indifferenti e ai quali attribuisce la stessa utilità.
La curva di indifferenza è una curva -> ci permette di rappresentare in due dimensioni un concetto economico che avrebbe bisogno di una rappresentazione su 3 dimensioni.
- 1) Consumo di un bene,
- 2) Consumo di un altro bene,
- 3) Utilità associata al consumo dei due beni.
Per evitare la rappresentazione su 3 piani graficamente complessa, si ricorre alle curve di livello.
Ad ogni curva di indifferenza è associato un livello di utilità (soddisfazione).
Le curve di indifferenza presentano:
- 1) Un’inclinazione negativa,
- 2) Hanno la concavità verso l’alto,
- 3) Non si intersecano mai.
Le preferenze del consumatore seguono tre regole:
- 1) Principio di non sazietà: più consumo, maggiore è la mia utilità. Non vi è un limite al consumo… In base a questa ipotesi, il consumatore preferirà C a B -> B ad A. -> Le curve di indifferenza devono avere inclinazione negativa: se il consumatore vuole aumentare la quantità di q’, per trovarsi sulla stessa I, deve ridurre la quantità di r.
- 2) Utilità ordinaria: il consumatore è in grado di ordinare i panieri che può consumare in base all'utilità che trarrebbe dal loro consumo.
- 3) Coerenza delle preferenze: se preferisco il paniere A al B e il paniere B al C -> il paniere A deve essere preferito a C.
Utilità ordinale: dal punto di vista grafico una curva più in alto mi darà maggior utilità = è associata a panieri più "sostanziosi".
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Le curve di indifferenza non si intersecano.
I panieri A e C giacciono sulla stessa curva (U2), quindi mi danno la stessa utilità.
Ma anche B e A giacciono sulla stessa curva (U1).
Quindi, se C e B danno la stessa utilità di A, anche C e B hanno la stessa utilità!
Ma è impossibile, perché il paniere B consente un consumo maggiore rispetto a C.
Se si intersecano non si rispetta la non sazietà!
La curva di indifferenza nello spazio di consumo di due beni/servizi è l’insieme dei panieri che danno al consumatore la stessa utilità.
- 1) A curve più in alto è associato un livello maggiore di qualità.
- 2) Le curve di indifferenza non si intersecano.
Saggio marginale di sostituzione
Geometricamente: l’inclinazione della curva di indifferenza in un determinato punto -> tangente. Il SMS è il rapporto tra la quantità di un bene che sono disposto a cedere e quella dell’altro bene che ricevo in cambio, a parità di utilità.
Usualmente il SMS è decrescente: il consumatore è disposto a sacrificare quantità via via decrescenti di un bene per ottenere la stessa quantità dell’altro bene.
Il SMS è la pendenza della curva di indifferenza in un suo punto, cioè la derivata.
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Paniere ottimale
Dopo aver visto cosa sono il vincolo di bilancio e la curva di indifferenza, troviamo il paniere scelto dal consumatore.
Il vincolo di bilancio rappresenta le quantità massime che il consumatore può acquistare dato il suo reddito e i prezzi, la curva di indifferenza rappresenta le sue preferenze.
Disegnando nello stesso grafico il vincolo di bilancio e la curva di indifferenza siamo in grado di determinare il paniere che darà al consumatore la massima utilità compatibile con il reddito a sua disposizione e i prezzi dei beni.
Proiettando sugli assi le coordinate del punto di tangenza individuiamo le quantità del bene X e del bene Y. Il punto di tangenza tra la curva di indifferenza e il vincolo di bilancio individua la scelta del consumatore.
Il mix prescelto di bene X e bene Y è chiamato "paniere ottimo" ed individua il consumo che assicura la massima soddisfazione al consumatore dati il suo reddito e i prezzi dei beni.
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Curve
Bene normale
Curva reddito consumo
*Teoria del consumatore
Se il reddito aumenta, il vincolo di bilancio si sposta verso l’alto.
-> Ottimo del consumatore
La curva reddito di un bene normale consumo mette in relazione tutti gli ottimi del consumatore [e]: all’aumentare del reddito [Y], aumenta il consumo del Bene1 [q] e Bene2 [r].
Ci dice quali quantità ottime [e] del bene1 e del bene2 consumiamo a seconda dei vari livelli di reddito.
*N.B. Il prezzo dei beni è rimasto costante. È cambiato solo il reddito.
Curva di domanda
Per ogni livello di reddito, osserviamo solo un Bene1. Senza una modifica al prezzo. Queste sono 3 curve di domanda.
La curva D1 è relativa al reddito Y1. Quando questo aumenta, la curva si sposta verso destra (D2).
Gli incroci sono gli stessi ottimi del consumatore del grafico precedente [e].
Curva di Engel
La curva di Engel mette in relazione vari livelli di reddito [Y] con le quantità ottime consumate [e] di un Bene.
- In un bene normale: all’aumentare del reddito [Y], aumenta la quantità consumata del Bene1 [q].
Prende in considerazione un bene e il reddito del consumatore e si chiede: “Quando varia il reddito, come cambia la q del Bene1?”.
[La curva reddito consumo ci dice: “Quando varia il reddito, come varia la q dei due beni?”]
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Bene inferiore
Curva reddito consumo
Per i beni inferiori, la ICC avrà una forma del genere, dove:
- Ascisse: bene inferiore.
- Ordinate: bene normale.
All’aumentare del reddito, diminuisce il consumo dei beni inferiori [q] ed aumenta il consumo del bene normale [r].
Curva di Engel
- In un bene inferiore: all’aumentare del reddito [Y], diminuisce la quantità consumata del Bene1 [q].
Effetto traino effetto snob surplus del consumatore
Elasticità della domanda
L’elasticità della domanda rappresenta in che modo varia la quantità domandata al variare del prezzo.
ε
Si rappresenta con la lettera greca.
Iniziamo col dare un’idea generale: se il prezzo cambia, in che modo cambia la quantità domandata?
Abbiamo due curve di domanda: D1 e D2. Abbiamo la medesima variazione di prezzo: ∆P.
La quantità di domanda aumenterà, ma con la stessa differenza di prezzo:
- In D1, ∆q (variazione di quantità del bene) è poca.
- In D2, ∆q è molto di più.
N.B. Non confondere la pendenza della curva con l’elasticità.
[Elasticità puntuale]
Riordinando i fattori si può scrivere anche così:
N.B. Il valore di ε è diverso se la medesima variazione di Q e p viene riferita al valore finale piuttosto che a quello iniziale -> elasticità puntuale, ovvero il difetto di ottenere un risultato diverso invertendo coppia iniziale e finale.
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ε varia lungo la retta
L’elasticità può assumere valore 0 ≤ |ε| ≤ +∞ in valore assoluto -> l’elasticità è sempre negativa ma la consideriamo in valore assoluto.
- 0 ≤ |ε| ≤ 1 Domanda anelastica.
- |ε| = 1 Domanda ad elasticità unitaria.
- |ε| > 1 Domanda elastica.
Nonostante la pendenza di una curva di domanda sia costante, l’elasticità varia lungo la curva di domanda: più alto è il prezzo, maggiore sarà l’elasticità.
[Data la curva di domanda]
Più il prezzo sarà alto, più il totale sarà alto (in valore assoluto).
[Dati i punti]
Il rapporto tra i due differenziali, essendo una retta, sarà sempre costante.
Infatti, considerando ad esempio la retta nel grafico, andando dal punto A al punto B, avremo che
Allo stesso modo, spostandoci dal punto B al punto C, avremo che
Andiamo a calcolare ora l’elasticità nelle due soluzioni d’angolo:
Nel punto A(0;8) avremo che
Nel punto E(6;0) invece, avremo che
È importante ricordare come il valore dell’elasticità, essendo legato all’inclinazione della curva di domanda (che è negativa) sia sempre negativo (finché la curva è inclinata negativamente).
Per comodità, quando si parlerà di elasticità si farà riferimento al suo valore assoluto, dando per sottinteso il segno meno.
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Casi limite
In entrambi i seguenti casi, l’elasticità non varia = è fissa.
Domanda perfettamente elastica
In questo caso, l’elasticità è ∞ ed è fissa -> non varia.
Questo perché in questa curva di domanda, i consumatori sono disposti a pagare solo P1 = al variare del prezzo, Q va automaticamente a 0.
Domanda perfettamente anelastica
In questo caso, |ε| = 0 -> la quantità sarà sempre la stessa a prescindere dalle variazioni di prezzo.
Breve e lungo periodo
[Beni non durevoli]
La domanda di lungo periodo è più elastica della domanda di breve periodo:
Il passaggio da A > B è definito di breve periodo.
Il passaggio da A > C è definito lungo periodo -> ottengo una curva di domanda di lungo periodo.
ES: crisi petrolifera -> si alza il costo del carburante.
*Carburante bene non durevole
Breve periodo = vai più piano o prendi l’autobus
Lungo periodo = cambi macchina
[Beni durevoli]
La domanda di breve periodo è più elastica della domanda di lungo periodo:
ES: aumento costi dell’automobile
*Automobile bene durevole
Breve periodo = rimandi l’acquisto
Lungo periodo = il bene invecchia e l’acquisto di uno nuovo è necessario
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ε incrociata
È la variazione della quantità domandata di un bene se varia il prezzo di un altro bene.
- Varia Q1, cosa succede a Q2?
- Varia Q2, cosa succede a Q1?
Può avere 3 valori:
- 1) Negativo -> ES: se diminuisce il consumo di caffè, seguirà quello dello zucchero = beni complementari.
- 2) Zero -> ES: se varia il prezzo dei maglioni, il grano non varia = nessuna relazione.
- 3) Positivo -> ES: se diminuisco il consumo di caffè, seguirà un aumento del tè = beni sostituti.
Beni complementari beni sostituti
Capitolo 2
Funzioni di produzione
La funzione di produzione misura la relazione tra produzione e fattori nel breve periodo, considerando costanti il capitale e la tecnologia degli impianti produttivi a disposizione dell'impresa. È quindi una curva di produzione statica.
Parte 1)
Consideriamo l’utilizzo del mercato da parte dell’impresa senza alcun costo di alcun tipo -> il processo produttivo si semplifica enormemente.
L’impresa si riduce ad una scatola nera, capace di trasformare degli input in una certa quantità di output.
ES: impresa automobilistica = input
Possiamo immaginare che necessita di tutta una serie di materiali, attrezzi, stabilimenti, etc… = output
Automobile
Possiamo descrivere così la funzione di produzione:
Parte 2)
Dividiamo gli input in:
- Input di breve durata (mattoni, cemento).
- Input di lunga durata (pala, cazzuola).
Possiamo ora riscrivere la funzione di produzione in questo modo:
*Problema -> questa è una funzione a tre variabili, quindi rappresentabile solo su un sistema tridimensionale.
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Collina della produzione
Parte 3)
Suddividiamo gli input ulteriormente così:
- Input x1 = variabile [più muri costruisco, più cemento necessito].
- Input x2 = fisso [la cazzuola sarà la stessa per tutti i muri].
Per chiarire ulteriormente le cose:
- X1 = lavoro [L], il più importante fattore variabile.
- X2 = fattore fisso [K].
L’arco temporale può variare a seconda del settore produttivo a cui ci riferiamo:
Breve periodo Lungo periodo
Quando almeno uno degli input è fisso Quando tutti gli input sono variabili
Un’impresa è una funzione di produzione.
Breve periodo
È una relazione tra l’input variabile e output.
1) Prima proprietà fondamentale
In una funzione di produzione, la quantità prodotta è sempre una relazione crescente con la quantità dei fattori di produzione.
2) Seconda proprietà fondamentale
In una funzione di produzione, ogni variazione incrementale nell’utilizzo di un fattore produttivo, aumenta la quantità prodotta in maniera meno che proporzionale.
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Prodotto medio
[Prodotto medio]
Il prodotto medio si ottiene dividendo il prodotto to
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