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Prof. Battisti Economia politica A.A. 2025/2026

Economia politica

Principi di economia

Oikonomos

La parola economia viene dal greco e significa "colui che gestisce l'economia di una famiglia".

Famiglia ed economia hanno aspetti comuni: devono affrontare molte decisioni.

La famiglia deve allocare risorse tenendo conto di capacità, fatica e desiderio; la società deve allocare i beni e i servizi prodotti tenendo conto delle risorse limitate della natura (es. il tempo, il lavoro) → un Paese può produrre al massimo un ammontare di prodotti → bisogna fare una scelta in condizione di scarsità di quelle che massimizza il benessere complessivo ottenibile dall'uso di risorse limitate.

L’economia è stata suddivisa in due branche principali:

  • Microeconomia = studia come le famiglie e le imprese prendono decisioni e come interagiscono nei mercati.
  • Macroeconomia = studia i fenomeni a livello economico più ampio tra cui l’inflazione, la disoccupazione e la crescita economica.

Forze che influenzano l'intera economia

  • La crescita del reddito medio.
  • La quota della popolazione che non può trovare lavoro.
  • La velocità con la quale i prezzi aumentano.

Gli economisti studiano:

  • Come le persone prendono decisioni individualmente (illustrato nei primi 4 principi).
  • Come le persone interagiscono tra di loro (decisioni collettive) (illustrato nei principi 5, 6 e 7).
  • Come funziona l'economia nel suo complesso (ultimi 3 principi).

Capitolo 1

I dieci principi dell’economia

1. Le persone affrontano trade-off

Ogni scelta implica una rinuncia: per ottenere qualcosa che ci piace di solito dobbiamo rinunciare a qualcos'altro che ci piace pure.

La società affronta di continuo trade-off tra efficienza (ciò che permette alla società di ottenere il massimo risultato possibile, date le risorse scarse di cui dispone) e l'equità (ciò che le permette di ripartire in modo equo i benefici che ne derivano).

Sono state attuate delle politiche pubbliche volte a un'equa distribuzione del benessere economico, tra cui il welfare state ed è stata imposta una tassa sul reddito individuale.

2. Il costo di qualcosa è ciò a cui rinunci per ottenerlo

Prendere decisioni comporta confrontare i costi con i benefici delle alternative e valutare i costi opportunità (ciò a cui bisogna rinunciare per ottenere qualcos'altro).

Si è soliti attribuire valori fittizi ai costi e ai benefici al fine di stimare quale scelta massimizzi il benessere complessivo.

3. Le persone razionali ragionano al margine

Gli economisti ipotizzano che tutti gli individui siano razionali: fanno intenzionalmente il meglio che si possa per raggiungere gli obiettivi.

Un decisore razionale, dunque, confronta benefici marginali e costi marginali e sceglie di agire solo se i primi sono maggiori dei secondi.

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  • Cambiamenti marginali → piccoli aggiustamenti incrementati di un piano d'azione.
  • Le decisioni vengono prese valutando piccoli cambiamenti e non confrontando estremi.
  • Il beneficio marginale dipende dal numero di unità del bene di cui l’individuo già dispone → all'incrementare di un bene si è disposti a pagare meno per averlo.

4. Gli individui rispondono agli incentivi

Incentivo = qualcosa che induce la persona a compiere un’azione (es. sconti...).

La politica pubblica cambia continuamente costi e benefici per indurre il consumatore a comprare.

e.g. prezzi più elevati in un determinato mercato costituiscono un incentivo per i compratori a consumare meno e un incentivo per i venditori a produrre di più.

5. Lo scambio può essere vantaggioso per tutti

Il commercio permette ad ogni persona di specializzarsi nelle attività che sa fare meglio e di godere di una maggiore varietà di beni e servizi – nessuna famiglia o nazione trarrebbe vantaggio dall’isolarsi dalle altre.

6. I mercati sono solitamente uno strumento efficiente per organizzare l'attività economica

Nei Paesi comunisti si pensava che una politica di pianificazione centrale fosse la soluzione migliore: i funzionari governativi erano nella posizione migliore per allocare le scarse risorse dell'economia – essi stabilivano quali beni e servizi produrre, in quali quantità…

Oggi in molti paesi l’economia pianificata è stata sostituita dall’economia di mercato: alle decisioni dei pianificatori si sostituiscono le decisioni di milioni di individui e imprese, nuclei familiari e imprese.

Nel 1776 l’economista Adam Smith enunciò un celebre principio: imprese che interagiscono in un mercato si comportano come se fossero guidati da una “mano invisibile” che li conduce verso il miglior risultato possibile.

Strumento attraverso cui la mano invisibile coordina l’attività economica sono i prezzi che oscillano in modo da ottenere un risultato che massimizzi il benessere della società nel suo complesso.

7. Talvolta l’intervento dei Governi può migliorare i risultati del mercato

L'azione dei Governi serve a dare un quadro istituzionale-giuridico all'interno del quale il mercato deve muoversi. Essi infatti:

  • Devono far rispettare i diritti di proprietà (= capacità di un individuo di possedere ed esercitare il controllo sulle risorse scarse).
  • Promuovono l'efficienza, evitando fallimenti di mercato (= situazione in cui il mercato lasciato a sé stesso non riesce ad allocare le risorse in modo efficiente).
  • Possibili cause di fallimento sono le esternalità (gli effetti dell’azione di un individuo sul benessere di un altro individuo non direttamente coinvolto) e il potere di mercato (la capacità di un soggetto di influenzare sostanzialmente i prezzi di mercato).
  • Promuovono l'equità evitando disparità nel benessere economico.

8. Il tenore di vita di un Paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi

La ricchezza di una nazione è determinata dalla produttività, cioè dalla quantità di beni e servizi che ogni lavoratore riesce a produrre.

Senza crescita della produttività nel lungo periodo non c'è crescita sostenibile del reddito.

Stati Uniti e Germania, ad esempio, hanno un reddito medio più alto della Nigeria perché la loro produttività (grazie a capitale e tecnologia) è molto più elevata rispetto ad altri Paesi.

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9. I prezzi aumentano quando il Governo stampa troppa moneta

La crescita eccessiva della quantità di moneta causa inflazione (= crescita nel livello generale dei prezzi di un'economia) → il valore reale della moneta cala.

10. La società si trova di fronte a un compromesso di breve periodo tra inflazione e disoccupazione

Gli effetti di breve periodo di un’iniezione monetaria stimolano il livello generale di spesa e, dunque, la domanda di beni e servizi: se il Governo o la banca centrale stimolano l'economia (stampando più moneta) le famiglie e le imprese spendono di più (illusione monetaria).

  • Le imprese, vedendo più domanda, assumono più lavoratori → la disoccupazione diminuisce.
  • Allo stesso tempo con più domanda i prezzi salgono → aumenta l'inflazione.

Capitolo 2

Gli economisti ricorrono a diversi modelli per descrivere il sistema economico

1° modello: il diagramma di flusso circolare

È una rappresentazione grafica di come un sistema economico funziona.

Secondo tale modello, nel sistema economico agiscono due tipi di soggetti: individui e imprese.

  • Le imprese producono beni e servizi sfruttando i fattori di produzione (lavoro, terra e capitale) (inputs).
  • Gli individui sono i proprietari dei fattori di produzione e consumano i beni e i servizi prodotti dalle imprese (outputs).

Imprese e individui interagiscono in due tipi di mercati:

  • Mercati dei beni e servizi → gli individui sono i compratori e le imprese i venditori.
  • Mercati dei fattori di produzione → gli individui sono i venditori e le imprese i compratori.

I due anelli del diagramma sono distinti ma in relazione tra di loro.

  • L’anello interno rappresenta il flusso di beni e servizi: gli individui offrono alle imprese i fattori di produzione ed esse, a loro volta, li utilizzano per produrre ciò che viene poi venduto agli individui nel mercato di beni e servizi.
  • L’anello esterno rappresenta il flusso di moneta: gli individui spendono denaro per acquistare beni e servizi dalle imprese (consumo); queste utilizzano parte del ricavato per acquistare i fattori di produzione.

I due vanno sempre in senso opposto: se la moneta va da A a B, allora i beni/servizi andranno da B a A.

2° modello: la frontiera delle possibilità produttive

Il grafico descrive la combinazione di due beni che un sistema economico è in grado di produrre data la disponibilità dei fattori di produzione.

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La frontiera illustra la massima possibilità di produzione senza sprechi → tutti i punti che risiedono sulla frontiera rappresentano livelli di produzione efficiente; quelli al di fuori sono inefficienti (= non sono raggiungibili date le risorse disponibili).

Il costo-opportunità varia a seconda della quantità di due beni prodotta nel sistema economico → quando un bene diventa abbondante l’utilità è più bassa.

Con tecnologia si intende ciò che fa tutto passare da inputs ad outputs.

L’avanzamento tecnologico provoca uno spostamento verso l’esterno/una traslazione verso dx della frontiera e una crescita economica.

Se il progresso non è neutrale ma a favore di uno dei due beni si assiste a uno spostamento dell’intercetta delle ascisse o delle ordinate.

Se la produzione fosse costante la curva della frontiera sarebbe una retta.

Tasso di sacrificio = quantità di un bene a cui devo rinunciare per ottenere una quantità in più dell’altro bene se sposto le risorse verso la produzione di un bene, ciò deve andare per forza a discapito di un altro.

Analisi positiva e normativa

Distinguiamo affermazioni positive e normative come è:

  • Le prime sono descrittive = tentativo di descrivere il mondo.
  • Le seconde prescrittive = tentativo di prescrivere il mondo come dovrebbe essere.

Differenza fondamentale tra le due è poi il criterio che si deve usare per comprovarne la validità: le prime possono essere valutate sulla base dei dati utilizzando il metodo scientifico mentre le seconde comprendono anche giudizi di valore.

(La maggior parte dell’economia è positiva: si occupa di spiegare il funzionamento dei sistemi economici).

I grafici

I grafici servono per esprimere visivamente idee che potrebbero essere meno chiare se descritte con equazioni o parole e per interpretare modelli.

Esistono grafici a una singola variabile (es. grafico a torta/istogramma/serie storica) e a due variabili.

  • Si parla di variabili correlate negativamente se le due variabili si muovono in direzione opposta; di variabili correlate positivamente se le due variabili si muovono nella stessa direzione.
  • Per stabilire in che misura una variabile reagisce alla variazione di un’altra (slope) = possiamo usare il concetto di pendenza, il rapporto tra gli spostamenti sull’asse verticale e quelli sull’asse orizzontale.
  • L’omissione di una variabile può causare errori nei grafici come quello della causalità inversa: la relazione di causa-effetto tra due variabili è invertita rispetto a quanto previsto → potremmo quindi concludere che A causi B quando nella realtà è B a causare A.

Capitolo 3

Interdipendenza e benefici dello scambio

Il baratto prevede lo scambio tra un bene e un altro.

Parte della produzione che uso per me = autoconsumo; l’altra parte la sfrutto per lo scambio.

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Frontiera delle possibilità produttive in assenza di scambio

Se l’agricoltore e l’allevatore decidono di essere autosufficienti invece di intrattenere rapporti di scambio, ognuno di loro può consumare solo ciò che produce.

Come possiamo osservare l’allevatore è migliore nella produzione di entrambi i beni mentre il coltivatore nella produzione di patate. → Il primo gode di un vantaggio assoluto (= capacità di produrre un bene utilizzando meno input rispetto a un altro produttore) nella produzione di entrambi i beni.

La produzione è costante, la curva della frontiera è espressa con una retta.

Frontiera delle possibilità produttive che mostra i benefici dello scambio

Gli scambi apportano benefici a tutte le parti coinvolte poiché permettono a ciascuno di specializzarsi nelle attività in cui gode di un vantaggio comparato.

Gli economisti usano il termine vantaggio comparato per definire la capacità di produrre un bene a un costo opportunità inferiore rispetto a quello di un altro produttore.

Condizioni dello scambio: entrambi devono guadagnare e nessuno dei due deve perdere; purché questa condizione si realizzi il prezzo a cui lo scambio avviene deve collocarsi tra i loro due costi-opportunità.

Il vantaggio comparato riflette il costo-opportunità relativo: a meno che due individui non abbiano identici costi-opportunità, il primo godrà di un vantaggio comparato nella produzione di un bene, il secondo nella produzione dell’altro.

Principio del vantaggio comparato: ogni bene dovrebbe essere prodotto dall’individuo che ha il minor costo opportunità di produzione = che gode del vantaggio comparato nella produzione di quel bene.

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È conveniente instaurare relazioni commerciali con altri paesi?

  • I beni prodotti all’estero e venduti sul mercato interno sono denominati importazioni.
  • I beni prodotti internamente e venduti all’estero sono detti esportazioni.

Sì!! I vantaggi di vivere in un’economia interdipendente sono enormi.

e.g. Gli Stati Uniti hanno un vantaggio comparato nel produrre cibo; il Giappone nel produrre automobili… valutando i costi opportunità di entrambi risulta quindi più conveniente che ciascun paese si specializzi nel settore in cui ha un vantaggio comparato e commerci con l’altro per ottenere i beni che produce in modo meno efficiente. In questo modo entrambi possono beneficiare di una maggiore disponibilità di prodotti, costi più bassi e un uso più efficiente delle proprie risorse.

Capitolo 4

Le forze di mercato della domanda e dell’offerta

La società alloca le proprie risorse grazie alle forze della domanda e dell’offerta nel mercato.

Mercato = insieme di compratori e venditori di un determinato bene o servizio: il gruppo dei compratori determina la domanda, quello dei venditori ne stabilisce l’offerta.

I mercati possono assumere svariate forme:

  • Competitivi/concorrenziali: gli acquirenti e i venditori sono molto numerosi → ciascuno di loro ha un impatto trascurabile sul prezzo di mercato – sono price taker.
  • Se al contrario le singole imprese sono in condizione di poter influenzare il prezzo del bene che producono e vendono si dice che godono di un potere di mercato.
  • Monopolistici: unico venditore sul mercato → fissa il prezzo.
  • Altri mercati che presentano caratteristiche intermedie tra monopolio e concorrenza perfetta.

La domanda

La quantità domandata di un bene è la quantità di quel bene che i compratori sono disposti e possono acquistare. Tra gli elementi che la determinano un ruolo fondamentale è quello del prezzo del bene.

La relazione tra quantità domandata e prezzo è regolata dalla legge della domanda: a parità di condizioni la quantità domandata di un bene diminuisce all’aumentare del prezzo e aumenta al diminuire del prezzo → sono inversamente proporzionali.

La curva di domanda descrive la variazione della quantità domandata totale di un bene al variare del prezzo del bene stesso. Poiché la diminuzione del prezzo provoca un aumento della quantità domandata, la curva di domanda ha pendenza negativa.

Il prezzo è indicato lungo l’asse verticale mentre la quantità lungo l’asse orizzontale.

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La domanda di mercato/quantità domandata è pari alla somma di tutte le domande individuali di un dato bene o servizio → di conseguenza, la curva di domanda di mercato si ottiene sommando orizzontalmente le curve di domanda individuali.

Qualsiasi cambiamento che faccia aumentare/diminuire la quantità domandata provoca uno spostamento verso dx/sx della curva di domanda ed è detto aumento/diminuzione della domanda.

Diversi sono i fattori che influiscono sulla curva e possono dunque provocare spostamenti:

  • Il reddito → se il reddito diminuisce gli individui hanno meno capacità di spesa e dunque spendono meno per l’acquisto di alcuni beni.
    • Se la domanda di un bene diminuisce al diminuire del reddito si dice che il bene in questione è un bene normale.
    • Se la domanda di un bene aumenta al diminuire del reddito si parla di beni inferiori.
  • Il prezzo di altri beni correlati:
    • Quando la diminuzione del prezzo di un bene provoca una riduzione della domanda di un altro bene si dice che i due beni sono sostituti (quando sono interscambiabili). E.g. auto a be
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher riccardobelvedere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Battisti Michele.
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