Parziale 2 - Sistemi di controllo
[C1] Definizioni base
Le informazioni quantitative sono misurabili, a differenza di quelle qualitative (o non quantitative).
Si suddividono in monetarie e non monetarie (che possono essere tradotte in monetarie attraverso i principi contabili). https://app.algoreducation.com/maps
Informazioni quantitative monetarie
- Di bilancio
- Operative
- Fiscali
- Per il management (management accounting): forniscono una prospettiva di breve-brevissimo termine riguardante il controllo della gestione.
Queste ultime vengono impiegate per pianificare e implementare attività, e poi per il controllo di gestione. I feedback sono fondamentali per questo processo.
1) Pianificazione: consiste nell’identificazione di problematiche e nella ricerca di strade alternative. Successivamente, proporre una nuova pianificazione che possa generare valore per gli stakeholders, rientrando in un budget prestabilito.
2) Implementazione: mettere in atto l’attività pianificata.
3) Controllo di gestione: consiste nel monitorare e valutare l'efficacia e l'efficienza delle attività implementate, confrontando i risultati ottenuti con gli obiettivi prefissati.
Se la gestione non portasse a risultati soddisfacenti, potrebbe essere dovuto a una pianificazione corretta ma con disguidi nell'implementazione, oppure a una pianificazione inadeguata, nonostante un'implementazione coerente. In ogni caso, è opportuno mettere in atto decisioni per allineare la performance aziendale con le aspettative.
[C2] Classificazione dei costi
Costi variabili (variable cost): il valore di questi costi varia in misura direttamente proporzionale rispetto al volume di produzione. L’unità di misura del volume deve essere specificata.
Il determinante del costo è il fattore che determina direttamente l’ammontare del costo.
cvu = costo variabile unitario
Q = quantitativo di produzione = costo variabile totale = ×
Costi fissi: il valore di questi costi non varia in funzione del volume in output.
Possono essere di due tipi:
1) Costi impegnati: sono costi allocati a una determinata attività (ammortamenti impianti, stipendi dei dirigenti, canoni di locazione, ecc.)
2) Costi discrezionali: sono costi che non derivano da un obbligo contrattuale o vincolo operativo, ma che dipendono dalle decisioni della gestione. A differenza dei precedenti, possono essere ridimensionati senza mettere a rischio la performance.
= costo fisso totale
Costi semivariabili: consistono in una combinazione di costi variabili e fissi. Alcuni costi, infatti, sono costituiti da una quota costante e una che varia in funzione del volume produttivo.
CT = costo totale = +
È fondamentale limitare al massimo i costi fissi, poiché, in condizioni di mercato perish (stazionario), la liquidità potrebbe non essere sufficiente per coprirli. Costi fissi più bassi offrono maggiore flessibilità operativa, consentendo all'azienda di affrontare meglio situazioni di mercato stagnante o in declino.
Considerando invece un grafico con in ordinata il costo medio unitario, calcolato dividendo il costo totale per il volume di output, i costi fissi e variabili si comportano diversamente.
Su base unitaria:
- Il costo variabile rimane costante
- I costi fissi si riducono al crescere del volume e aumentano alla riduzione dell’output
Altri tipi di costi sono:
Costi viscosi: si rappresentano come una linea spezzata sul piano cartesiano. Per volumi elevati si ha un costo altrettanto alto, ma che si contrae meno rapidamente per volumi più bassi.
Costi a gradino: si riferiscono al consumo di risorse acquistabili in quantità minime. Graficamente, questi aumentano di una dimensione verticale.
La regressione lineare è una tecnica statistica nella quale ogni punto identifica un volume e un costo sostenuto. Si traccia poi una retta approssimativa, che minimizzi la distanza dai punti dei dati osservati. Gli outliers sono punti estremamente distaccati dagli altri, dunque tralasciatili.
Questa tecnica viene utilizzata ad esempio per approssimare una la retta in un diagramma a scalino.
[C3] Margine di contribuzione
Un diagramma del costo-volume-profitto mostra la relazione tra ricavi e costi totali al variare del volume di output.
Tale grafico identifica il punto di pareggio, o break-even point, ovvero il volume da vendere per coprire completamente i costi.
Dal momento che profitto = ricavi - costi, ovvero:
RO (risultato operativo) = RIC − CT
Il break-even point, in corrispondenza del quale il profitto o RO è pari a zero, coincide dunque con la situazione di:
RIC = CT
Il margine di contribuzione unitario (mdc) è la differenza tra il prezzo (o ricavo) di vendita unitario e il costo variabile unitario.
= − % = × %
Avvenuta una vendita, una quota parte del ricavo unitario viene utilizzata per coprire il costo variabile unitario correlato ad essa. Ciò che resta del ricavo unitario è appunto il margine di contribuzione unitario.
Questo valore contribuisce poi alla copertura dei costi fissi e, dopo il raggiungimento del break-even point, genera un profitto.
In un profitto-gramma, con il profitto riportato dall’asse delle ordinate, il coefficiente angolare coincide con il cvu.
Il margine di contribuzione totale (MDC) si definisce invece come differenza tra i ricavi e i costi variabili totali. (cvu = − = RIC − × Q) % = × %
Il break-even point può essere espresso in volume (quantità) o in valore (%). Rispettivamente:
(à) = CFT
(%) Break even point = mdc %
Una volta raggiunto il punto di pareggio, si parla di margine di sicurezza per indicare la quantità di prodotto che genera il profitto prefissato come obiettivo. Questo volume corrisponde a una percentuale, pari a X%, che rappresenta quanto il livello di produzione si discosta dal break-even point, espressa in relazione al punto di pareggio.
− () = × %
È inoltre possibile determinare quante unità andrebbero vendute (Qtarget) per raggiungere un risultato operativo target ROtarget. Quest’ultimo è al netto delle tasse.
CFT + ROtarget
Qtarget = mdc
RNtarget = ROtarget × (1 − alq)
Al fine di raggiungere un obiettivo target, è possibile modificare i ricavi al fine di aumentare le quantità vendute. Ciò può essere reso possibile attraverso due metodi principali:
1. Aumentando la propria visibilità sul mercato: sponsor pubblicitari sono costi che si è disposti a sostenere, al fine di incrementare i ricavi e, di conseguenza, il profitto.
2. Riducendo il prezzo di vendita: tale processo porta una domanda maggiore da parte della clientela.
A questo punto, si può introdurre il concetto di leva operativa. Si tratta di osservare come il profitto varia in funzione della differenza dei ricavi.
Δ % = = Δ % MDC
grado di leva operativa = reddito
Un’impresa multiprodotto, ovvero che vende prodotti differenti, rileva margini di contribuzione differenti per ognuno di essi.
I calcoli delle quantità complessive vengono ridotti a una “unità equivalente” che rappresenta il comportamento medio dei prodotti.
Per l’analisi grafica, si semplifica utilizzando un margine di contribuzione medio ponderato per facilitare la rappresentazione.
Per quanto riguarda il MDC si fa riferimento al concetto di MDC equivalente o ponderato: si tratta di una somma pesata dei vari MDC di ogni prodotto, che tiene conto dell’incidenza percentuale di ciascuno sul totale delle vendite.
MDCequival = MDC × I % + MDC × I % + ⋯! " # $Q !I % = " Q %&%
[C4] Costi pieni e loro impiego
Costo: misurazione in termini monetari della quantità di risorse utilizzate per qualche scopo.
L'oggetto del costo è il termine tecnico per indicare un prodotto, progetto, servizio o un’altra attività per cui si desidera calcolare il costo, ovvero il valore monetario delle risorse impiegate per la sua produzione o realizzazione.
Il più comune oggetto del costo di un’impresa è il prodotto.
Costo pieno: comprende tutte le risorse utilizzate per un determinato oggetto di costo. Esso si compone di costi diretti + una quota equa dei costi indiretti ad esso riconducibili.
- Costi diretti: sono riconducibili in maniera non ambigua all’oggetto di costo. Vengono dunque direttamente attribuiti al prodotto corrispondente.
- Costi indiretti: sono causati da due o più oggetti di costo e non sono dunque riconducibili a un prodotto univoco. Si dice che questi costi vengono allocati all’oggetto di costo.
I costi indiretti sorgono a seguito dell’uso di una risorsa comune, come l’attività svolta dal responsabile degli acquisti.
COSTO PIENO = costi diretti + costi indiretti' ' '
Nel caso di un’impresa di produzione, il sistema di determinazione dei costi di prodotto rileva e rappresenta i costi riconducibili ad esso.
Il costo pieno di produzione (o inventariabile) è costituito da tre elementi:
- Materiali diretti: costi diretti, sono le materie prime riconducibili alla produzione;
- Manodopera diretta: costi diretti;
- Costi generali di produzione o overheads (di produzione): sono una quota parte dei costi indiretti allocati.
Dunque:
COSTO PIENO di prod. = (costi materiali diretti + costi manodopera diretta) + overheads
I costi non di produzione sono denominati costi operativi e sono solitamente costi di periodo.
COSTO PIENO = COSTO PIENO di prod + costi di periodo
Si classificano come costi di trasformazione i costi di manodopera diretta e i costi indiretti di produzione (overheads). Si tratta di tutti i costi sostenuti per la trasformazione delle materie prime in prodotti finiti.
Un’altra distinzione tra i costi può essere effettuata:
- Costi speciali: generalmente sono una sottocategoria dei costi diretti, ma possono essere anche indiretti (xes pubblicità). Sono costi che non vengono affrontati nella quotidianità.
- Costi comuni: sono una sottocategoria dei costi indiretti.
[C5,7,8] Ulteriori aspetti dei sistemi di determinazione dei costi
I due sistemi principali per determinare il costo dei prodotti sono i seguenti:
- Sistema di determinazione dei costi per commessa: accumula i costi di ciascun prodotto a mano a mano che esso è realizzato.
- Sistema di determinazione dei costi per processo: rileva i costi sostenuti in un periodo contabile (xes 1 mese).
Se è possibile misurare oggettivamente la quantità di risorsa utilizzata per produrre un bene, si può attribuire il suo costo diretto.
- Materiali diretti: si rilevano:
- Quantità di materiale utilizzato
- Prezzo unitario
- Manodopera diretta (mod): si rilevano:
- Quantità di ore di manodopera utilizzata
- Costo orario della manodopera
Tuttavia, il costo pieno di un oggetto include anche una quota equa dei costi indiretti.
Durante l’assegnazione, gli overheads (costi generali) vengono spalmati in due centri di costo:
- Centri di costo di produzione: attività o reparti direttamente coinvolti nel processo produttivo.
- Centri di costo di servizio: non riguardano il singolo atto produttivo ma svolgono attività di supporto al processo.
Il processo di assegnazione dei costi indiretti è denominato allocazione. Mentre i costi assegnati ai CdC di produzione vengono prontamente allocati, quelli allocati ai CdC di servizio devono essere prima riassegnati ai centri di costo di produzione.
Per definizione, i costi indiretti di un oggetto del costo devono essere allocati.
Per garantire una quota ragionevole da allocare, si utilizza un coefficiente di allocazione, basato su una base di allocazione (xes unità prodotte/ore macchinario) pertinente.
= (xes: coefficiente = 20€/ora, per 10 ore: 200€)
Tramite questo coefficiente è possibile calcolare un importo coerente di costi indiretti, da sommare alla quota dei costi diretti (materiali e manodopera) per ottenere il valore del costo pieno di produzione.
Quota costi generali allocati = Coefficiente di allocazione × Base di allocazione unitaria
Molte imprese utilizzano un solo coefficiente di allocazione, detto coefficiente di allocazione di stabilimento. Si tratta di allocazione su base unica, che coincide con una misurazione dell’output complessivo.
Altrettanto diffusa è la strategia di calcolare il coefficiente in anticipo, di solito una volta all’anno, che prende il nome di coefficiente predeterminato di allocazione.
Le stime dei costi generali sono effettuate tramite il budget flessibile, che viene redatto per ogni centro di costo di produzione. Questo budget mostra gli overheads previsti in corrispondenza di diversi volumi.
La seconda fase di determinazione del coefficiente consiste nella stima del volume, ovvero del livello medio di attività (mensile) di ciascun centro di costo. Questo dato, detto volume standard o programmato, si utilizza come base di allocazione.
A questo punto è possibile ricavare il valore del coefficiente predeterminato di allocazione.
Budget flessibile in corrispondenza del V(%)
Coefficiente predeterminato = V(%)
Quando si utilizza un coefficiente, è quasi certo che i costi generali allocati saranno diversi dai costi effettivi di quel mese. Questi ultimi sono quelli effettivamente sostenuti durante un periodo di tempo, e possono differire rispetto ai costi standard o ai costi di budget, a causa di
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