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Capitolo 1 – L'economia aziendale nelle istituzioni e nella società

“L’azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l’esercizio dell’impresa” (Art. 2555 del Codice Civile). Esistono due tipi di aziende: quelle che producono beni fisici e quelle che erogano servizi. Le aziende sono tante e sono molto diverse tra loro. Ad esempio, si possono differenziare per: dimensioni, prodotti, organizzazione, mercato di riferimento, mission aziendale, finalità, ecc. Tutte le aziende si presentano come un insieme di elementi diversi e tra loro interrelati; in ognuna di esse vediamo persone, macchinari e strumenti di lavoro (impianti, uffici, ecc.), denaro che viene incassato e speso, materiali che vengono acquistati e trasformati.

Un’azienda appare quindi come un insieme complesso di elementi che non sono indipendenti l’uno dall’altro. L’azienda è un sistema che si qualifica non solo per gli elementi che la compongono, ma più ancora per le relazioni che tra quegli elementi si stabiliscono.

  • Complesso: cioè un insieme di numerosi elementi tra loro integrati e interdipendenti.
  • Di natura economica: cioè finalizzato a soddisfare bisogni attraverso l’impiego di risorse limitate.
  • Avente il fine di creare ricchezza durevole nel tempo (profitto): cioè concepito per realizzare prodotti (output) di valore superiore al valore delle risorse impiegate (input).

Il bisogno è un senso di mancanza. I bisogni sono diversi tra di loro e ci sono diversi modi in cui possono essere soddisfatti in base alle nostre possibilità economiche, ai nostri gusti personali, al contesto e all’ambiente in cui viviamo, alla nostra età e alla nostra esperienza. Secondo Maslow, i bisogni si dividono in 5 tipologie messe in gerarchia a piramide: i bisogni più importanti li avvertiamo prima di altri (es. bisogni primari) e quando un bisogno viene soddisfatto ne percepiamo uno successivo. I bisogni cambiano nel tempo e molte volte vengono generati dalle imprese attraverso la creazione di nuovi prodotti. In generale, le imprese possono soddisfare i bisogni oppure crearne di nuovi.

Per fisiologia si fa riferimento ai bisogni primari come mangiare, bere, dormire. I bisogni di sicurezza possono riguardare la sicurezza fisica quindi il bisogno di tutelare la propria salute o la sicurezza economica (es. avere un posto di lavoro fisso). Per appartenenza si fa riferimento al bisogno di socialità ovvero al bisogno di essere in relazione con altre persone. Per bisogni di stima si fa riferimento al bisogno di vedere il mio valore riconosciuto dagli altri (es. dopo aver raggiunto determinati risultati in azienda, il capo apprezza il mio lavoro e mi ricompensa con una promozione). Per autorealizzazione si intende il bisogno di realizzare i propri sogni dal punto di vista professionale, familiare e sportivo.

N.B. Con il passare del tempo, le tipologie di bisogni rimangono sempre uguali e rientrano in queste 5 categorie, ciò che cambia sono le modalità con cui l’uomo soddisfa i bisogni.

L’azienda può essere intesa come la dimensione economica di un istituto. Essa deve garantire le condizioni economiche in modo che l’istituto sia nella condizione di raggiungere i propri fini. Un istituto è un complesso di elementi e di fattori, di energie e di risorse personali e materiali (es. impresa, famiglia, Stato, PA, no profit). L’azienda è un istituto:

  • Duraturo e dinamico: perché ha come scopo quello di durare e crescere nel tempo e deve sapersi evolvere, cambiare e progredire nel tempo.
  • Autonomo: dal punto di vista decisionale, organizzativo ed economico. Ci dev’essere un equilibrio tra capitale proprio e capitale di prestito, in modo che l’imprenditore abbia autonomia decisionale.
  • Ordinato: secondo proprie leggi (es. deve rispettare la normativa fiscale).
  • Unitario: perché è fatto di persone con ruoli e responsabilità diverse che operano al suo interno.

L’economia aziendale studia l’azienda come entità autonoma e studia le regole che ne assicurano il buon funzionamento e ne caratterizzano struttura e funzionamento, indipendentemente dall’istituzione alla quale si riferiscono. Essa, quindi, integra e complementa l’economia politica e l’economia industriale, aiuta a interpretare e creare azioni di intervento a livello di singole aziende. L’economia politica studia e aiuta a governare i fenomeni economici degli aggregati territoriali, nazionali e internazionali. L’economia industriale studia i processi di sviluppo o di ristrutturazione dei settori industriali ovvero di aggregati di aziende omogenei in base al processo produttivo o al prodotto finale (es. settore metalmeccanico, tessile, ecc.).

Capitolo 2 – L’azienda: caratteristiche, finalità e modelli di rappresentazione

L’attività economica consiste nelle funzioni di produzione, scambio e consumo, per il soddisfacimento dei propri bisogni. Alla base di ogni funzione economica, inoltre, c’è un’attività di scelta che riguarda l’utilizzo di risorse scarse. Le funzioni economiche possono essere realizzate da un singolo individuo, da una famiglia, o da un aggregato di individui più o meno grande e complesso. Una prima caratteristica che accomuna tutte le aziende è la necessaria presenza di una pluralità di persone. Lo svolgimento dell’attività aziendale si sostanzia nel compimento di operazioni di acquisizione, trasformazione e scambio e a tal fine si predispongono le risorse necessarie coordinandole in attività e processi.

Ci sono 3 tipi di trasformazione delle materie prime:

  1. Tecnica: da materia prima a prodotto finito.
  2. Spaziale: spostamento di un bene per renderlo disponibile da un’altra parte.
  3. Logica: quella effettuata da aziende di consulenza o di servizi che lavorano sui dati.

Le operazioni di acquisizione, trasformazione e vendita avvengono simultaneamente (nello stesso istante) ed è necessario che pur nella simultaneità ci sia il necessario coordinamento. I fattori produttivi cedono la loro utilità in un arco temporale anche molto lungo e durante il quale si susseguono investimenti e disinvestimenti. Questi possono essere generici quando si possono trasformare in qualsiasi momento e sono utili all’azienda (es. energia) oppure specifici se sono vincolati al prodotto che viene creato (es. impianti e macchinari). Il tempo è un elemento determinante per distinguere le attività aziendali da quelle entità che svolgono le funzioni economiche e in cui l’aspetto tecnico (definire in modo chiaro responsabilità e processi) è preponderante.

Le risorse riguardano una dimensione strutturale, mentre le attività e i processi rappresentano la dimensione dinamica: la gestione. La struttura costituisce la base dalla quale scaturiscono le operazioni. Al momento della nascita dell’azienda, i soci apportano risorse finanziarie che vengono successivamente impiegate per acquisire fattori produttivi.

La finalità principale dell’azienda è quella di creare ricchezza e raggiungere un equilibrio economico durevole nel tempo così da tener vincolati a sé tutti i fattori produttivi remunerandoli in modo adeguato, ovvero l’obiettivo dell’economicità. L’azienda deve creare ricchezza nelle differenti componenti dell’azienda, nel breve come nel lungo termine, in una chiave retrospettiva e in chiave prospettica e deve fronteggiare le condizioni di incertezza, di dinamica e di contesto. Ci sono altre finalità che l’azienda deve perseguire: finalità competitive cioè aumentare la propria quota di mercato e finalità sociali cioè tener conto degli interessi degli stakeholders e soddisfare tutti i loro bisogni. La finalità principale è quella economica perché senza un utile non si possono perseguire le altre due finalità, ma anch’esse sono importanti, in quanto queste si influenzano a vicenda, sono tutte collegate. Infatti, c’è il rischio che perseguendo finalità economiche, le altre due vengano trascurate.

L’economicità è una condizione necessaria al funzionamento dell’azienda al fine di garantire durabilità e autonomia all’istituto di cui è parte. L’economicità deve essere raccordata con un sistema di principi guida:

  • Durabilità: attitudine a durare nel tempo in un ambiente mutevole.
  • Autonomia: attitudine a vivere senza interventi di sostegno e copertura.
  • Equilibrio: insieme simultaneo di più equilibri (economico tra costi e ricavi, monetario tra entrate e uscite).

Un’azienda ha origine da un’idea imprenditoriale (in un soggetto o in un gruppo di soggetti) che deriva dall’individuazione di un bisogno da soddisfare. Vengono valutate le condizioni di contesto favorevoli allo svolgimento dell’attività. Viene individuata la struttura così come il target market. Viene decisa la scelta dell’investimento iniziale. La soddisfazione del bisogno richiede la combinazione di un insieme di risorse generiche e specifiche “organizzate” nell’attività aziendale (denaro, impianti, attrezzature, conoscenze, persone, ecc.).

I soggetti che hanno avuto l’idea imprenditoriale sono, solitamente, i primi che destinano o si attivano per recuperare le risorse necessarie per far partire l’attività. Nel caso di aziende costituite sotto forma di società queste risorse messe a disposizione dei soci costituiscono il capitale proprio. Tale capitale può giungere anche successivamente al momento della costituzione. Rappresenta il conferimento che i soci hanno dato all’attività della quale condivideranno i rischi futuri. Viene conferito all’azienda senza alcun obbligo di restituzione. Può essere conferito sotto forma di mezzi monetari oppure beni utilizzabili dall’azienda e in momenti differenti, quando si manifestano le necessità delle aziende. Secondo la prospettiva dei soggetti che conferiscono il capitale: si configura come un investimento nella prospettiva di una remunerazione futura (incerta) sotto forma di dividendi.

Quanto investono i soci nell’attività d’azienda corrisponde al fabbisogno dell’azienda. Spesso le aziende devono recuperare risorse secondo altre vie perché la disponibilità dei soci non corrisponde ai fabbisogni dell’azienda. Il capitale di prestito o di terzi corrisponde ad una disponibilità temporanea di denaro, acquisito da soggetti terzi che dovrà essere restituito secondo modalità stabilite contrattualmente. L’azienda sostiene degli oneri per la disponibilità temporanea del denaro (che non è di sua proprietà) sotto forma di interessi. Nel caso in cui non vengano restituiti ai finanziatori, questi ultimi possono anche richiedere il fallimento dell’azienda. I mezzi monetari recuperati tramite il capitale proprio e di terzi vengono utilizzati per dotare l’azienda delle risorse necessarie per tradurre in realtà l’idea imprenditoriale.

Tempo Rischio Remunerazione
Capitale proprio non ha scadenza alto dividendo incerto
Capitale di terzi ha scadenza basso interesse fisso

Il sistema azienda può essere governato da un solo individuo, ad esempio nel caso delle piccole imprese, o da più persone, nel caso di grandi aziende. Si chiamano soggetti economici che possono essere singole persone o più persone che si organizzano in organi diversi e che hanno poteri decisionali diversi. I criteri che orientano le scelte del soggetto economico sono: la visione sistemica, l’autonomia e l’economicità. Per visione sistemica si intende che l’azienda viene vista come sistema, cioè come un insieme di parti riunite in un tutto, per prendere delle decisioni considerando tutto il processo. L’azienda dev’essere autonoma nel senso che non deve ricorrere al sostegno di entità esterne per sopravvivere e quindi garantire che le finalità di tali entità non interferiscano nel processo decisionale. Inoltre, un’azienda deve sempre perseguire il principio di economicità creando ricchezza durevole nel tempo.

I 3 modelli di rappresentazione del sistema azienda

1. Modello input-output

L’ambiente è tutto ciò che è esterno all’azienda. Ciò che capita nell’azienda influenza l’ambiente, ma anche l’azienda può influenzare l’ambiente ad esempio quando crea un nuovo bisogno o quando crea occupazione/disoccupazione. Le influenze possono quindi essere positive o negative. L’azienda è costituita da una struttura che gli permette di svolgere delle attività che producono determinati risultati. La struttura è costituita da fattori e risorse produttivi. L’attività riguarda l’insieme delle decisioni e operazioni poste in essere dall’azienda, mentre i risultati riguardano non solo la presenza di un margine positivo tra valore degli output e degli input, ma anche l’accumulazione delle risorse necessarie per la vita aziendale. I legami tra struttura, attività/operazioni e risultati sono bidirezionali: da una parte la struttura costituisce la base a partire dalla quale promanano le operazioni, queste ultime nel momento in cui si realizzano modificano la struttura medesima sia perché alcuni fattori produttivi sono utilizzati e quindi trasformati in prodotto finito, sia perché le operazioni alimentano processi di accumulazione di risorse intangibili. Allo stesso modo, dalle operazioni scaturiscono i risultati, ma questi hanno un impatto sulla modalità di svolgimento delle operazioni future e sui processi di accumulazione di risorse.

2. Modello input-output evoluto

È simile al primo modello ma si dice evoluto perché è più completo. Infatti, l’attività si distingue in: attività strategica (tutte quelle attività legate alle strategie d’impresa che hanno un impatto sul medio lungo termine e che mirano alla modificazione della struttura) e attività operativa (tutte quelle attività del quotidiano che si riferiscono alle decisioni e alle operazioni che mirano allo sfruttamento della struttura). Se compro un macchinario influenzo l’attività operativa, ma l’attività operativa poi può influenzare l’attività strategica e così via, c’è una maggiore interazione.

  • La struttura influenza l’attività operativa fornendo i fattori produttivi e le risorse necessarie allo svolgimento delle operazioni.
  • La struttura determina le condizioni all’interno delle quali le decisioni e operazioni strategiche hanno luogo.
  • L’attività strategica determina le linee entro cui l’attività operativa ha luogo.
  • L’attività strategica determina i processi di accumulazione dei fattori produttivi e delle risorse.
  • Le decisioni e le operazioni di natura operativa offrono informazioni e input utili per alimentare le decisioni e le operazioni strategiche.
  • Lo svolgimento delle operazioni alimenta l’acquisizione di risorse di natura immateriale.
  • I risultati sono l’effetto diretto e immediato della gestione operativa.
  • I risultati influenzano l’attività operativa in quanto offrono informazioni ed evidenze circa la bontà delle operazioni compiute.
  • I risultati influenzano la necessità di acquisizione di risorse e, di conseguenza, sono un input anche per l’attività strategica.
  • I risultati possono concorrere all’accumulazione di risorse critiche o alla loro distribuzione.

3. Modello a relazioni circolari

Le relazioni che intercorrono tra struttura, attività e risultati possono essere rappresentate in modo più articolato rispetto ai modelli precedenti. Gli elementi che compongono la struttura possono essere pensati come grandezze stock, cioè variabili-livello riferite a un dato istante nel tempo. Le attività e i risultati sono, invece, grandezze flusso, sono cioè relative a un periodo di tempo e soprattutto rappresentano le modalità con cui la struttura si modifica nel tempo. Nell’ambito della struttura si individuano: le risorse primarie che comprendono le risorse imprenditoriali, manageriali e finanziarie, quelle derivate (patrimonio tecnico-produttivo composto da materie prime, macchinari e licenze, e il patrimonio commerciale legato alla vendita) e le attività vengono distinte in investimenti (gestione strategica) e attività operative. L’azienda può essere rappresentata come un insieme di relazioni di natura circolare in cui dalla struttura (nei rettangoli) promanano le attività (nelle ellissi) e quindi i risultati, i cui output modificano la struttura medesima.

Capitolo 3 – Il sistema impresa e l’ambiente competitivo

Il sistema impresa evolve attraverso l’alternarsi di fasi di stabilità e di cambiamento (possono essere positive come durante la fase di sviluppo o negative come durante la fase di declino). L’imprenditore cerca di arrivare il prima possibile alla fase di maturità del prodotto e poi di farla durare nel tempo. Il ciclo di vita del prodotto ha una diversa durata temporale in base al tipo di settore (es. il telefono arriva al declino in poco tempo). Un’impresa ha bisogno di crescere perché i costi continuano ad aumentare quindi c’è la necessità di aumentare i ricavi. Un’impresa può seguire 2 alternative: espandere la propria presenza nel settore originario oppure diversificare in nuovi settori. La prima scelta può essere attuata attraverso l'entrata in nuove aree geografiche, attraverso l'esportazione dei propri prodotti, accordi con imprese all'estero oppure investimenti diretti nel nuovo ambito geog

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GioiaCancian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Aziendale e Contabilità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università "Carlo Cattaneo" (LIUC) o del prof Giani Monica.
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