Appunti contabilità e bilancio (A-L) – Prof.ssa Rizza
Questa materia prende spunto da economia aziendale. L'economia aziendale studia il mondo delle aziende con le sue dinamiche e i suoi equilibri: se questi equilibri ci sono e se sono in grado di essere mantenuti in futuro, in modo da garantire la sostenibilità aziendale nel medio-lungo termine. Capire quindi se l'azienda è in grado di garantire la produzione di reddito anche per il futuro, grazie agli equilibri.
Azienda
- Motivo per cui sorge
- La definizione
- I caratteri distintivi
- Le classificazioni
- Strategia
- Organizzazione
- Informazioni
Questi aspetti servono in maniera diversa a studiare gli equilibri aziendali. Gli equilibri aziendali fanno riferimento a quali informazioni si possono produrre per studiare la durabilità dell'azienda, capire se è in equilibrio e se lo stesso può essere mantenuto nel tempo. Tutto questo grazie alla contabilità.
Contabilità generale e analitica
La contabilità generale fa riferimento all'azienda del suo complesso, non a singole aree di business. Se ho bisogno di conoscere risultati di singole aree di business, la contabilità generale non aiuta perché non ha informazioni parziali, a differenza della contabilità analitica, che consente di avere informazioni dettagliate su singoli parti dell'azienda. La contabilità generale che crea informazioni per gli stakeholder è l'unica forma obbligatoria per legge, quindi ha un alto grado di attendibilità.
Corso di contabilità e bilancio
Cosa propone il corso di contabilità e bilancio? Studiare i fatti aziendali ed interpretarli con una logica contabile, descrivendoli attraverso opportuni documenti per metterli a conoscenza dei terzi garantendo omogeneità in modo che possano farsi un’idea. La ragioneria quindi è una scienza che osserva dinamiche aziendali, raccoglie informazioni e le elabora in modo che consentano di interpretare il sistema delle operazioni aziendali.
Con quale metodo? Attraverso la rappresentazione del linguaggio contabile. Quest’ultimo è un metodo di rappresentazione più affidabile e trasparente possibile. La forma di rappresentazione e descrizione di ciò che abbiamo osservato attraverso il linguaggio contabile produrrà le scritture o rilevazioni contabili: capire come viene trasformato in scritture ciò che viene osservato attraverso rilevazioni contabili.
Bilancio di esercizio
Lo strumento di comunicazione con i terzi, infatti, è il bilancio di esercizio. È un output finale ed un documento di sintesi di dinamiche dei valori di ciò che è stato osservato durante l’esercizio. Il bilancio deve essere in grado di rappresentare ai terzi le condizioni di equilibrio, in modo da poter capire se in quell’azienda persistono le condizioni di equilibrio economico – finanziario – patrimoniale.
L'informazione più sintetica in assoluto ai quali i terzi sono interessanti sono il risultato economico di periodo ed il connesso capitale netto di funzionamento. Il risultato economico di periodo è l'incremento o decremento che la ricchezza aziendale subisce per effetto della gestione e si calcola tramite costi e ricavi. Il capitale netto di funzionamento è ciò di cui l'azienda dispone per svolgere la propria attività (stock di beni o di attività e passività). È un valore statico: beni di cui dispone l'azienda al 31/12. Non le variazioni che ci sono state tutto l'anno.
Reddito d'impresa
Perché è connesso? Il capitale di funzionamento ogni anno subisce gli effetti del risultato economico di periodo, viene quindi incrementato o decrementato dall'utile o perdita di periodo. Il reddito d’impresa è una grandezza dinamica, misura tutto ciò che è accaduto in un intervallo di tempo: nel bilancio, il reddito fa riferimento all’anno 2021: quanto l’azienda ha creato o distrutto durante tutto l’anno.
Il reddito può essere:
- Totale: poco utile, perché bisogna aspettare la fine di vita dell’azienda;
- Di esercizio o periodo: riguarda un determinato arco temporale, generalmente un anno amministrativo che corrisponde a quello solare che va dal 1 gennaio al 31 dicembre. Tuttavia ci sono delle eccezioni come attività stagionali, etc., cui il bilancio non corrisponde al bilancio dell’anno solare.
Il reddito di periodo è dato dalla differenza fra ricavi e costi di periodo.
- I costi sono fenomeni economici derivanti dall’acquisizione di beni e servizi. Rappresentano gli oneri ed i sacrifici sostenuti per l’approvvigionamento di tutti i fattori necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa (es. acquisto di materie prime e macchinari).
- I ricavi sono fenomeni economici derivanti dalla concessione di beni e servizi prodotti dall’impresa e collocati sul mercato, quindi benefici derivanti durante la gestione (es. vendita di beni).
Sacrifici e benefici che producono incrementi o decrementi della ricchezza aziendale per i fatti di gestione. Quindi per costi e ricavi non si intende lo strumento di pagamento, è solo un effetto economico che servirà successivamente a studiare la capacità di un’azienda di produrre reddito durante l’anno. Bisogna chiedersi che effetto hanno sulla ricchezza.
Flussi informativi e sistemi informativi aziendali
I flussi informativi producono i sistemi informativi aziendali perché forniscono informazioni sui diversi aspetti, per garantire lo studio della durabilità e dell'autonomia. Queste informazioni sono utili per studiare gli equilibri finanziari, economici e patrimoniali.
L’equilibrio economico fa riferimento alla copertura dei costi tramite i ricavi. Il risultato di periodo essendo dato da costi e ricavi, se è positivo (quindi ricavi coprono costi) può indicare una situazione di equilibrio economico. Quando l’azienda è in equilibrio economico è in grado da generare una ricchezza tale che consenta lo svolgimento dell’attività. Il fatto che in 2-3 esercizi l’equilibrio venga meno, non è molto rilevante perché bisogna guardare al lungo periodo.
Per esempio le start-up, inizialmente non riescono a generare un ammontare di ricavi tali da coprire costi perché effettuano investimenti elevati: infatti ci si aspetta sempre che sia in perdita. Se presenta un utile addirittura potrebbe essere una cosa negativa: vuol dire che quella start-up non sta investendo abbastanza sulla crescita.
Equilibrio patrimoniale e finanziario
L’equilibrio patrimoniale fa riferimento alla ricchezza aziendale (ciò di cui dispone l’azienda nel suo complesso) cercando di capire se il suo patrimonio è equilibrato: se gli investimenti che l'azienda ha effettuato o intende effettuare sono adeguatamente finanziati. Esso attiene al pareggio tra impieghi (tutti gli investimenti che l'azienda ha in programma da fare per raggiungere il suo fine) e fonti (mezzi e le sostanze a disposizione dell'azienda). È l’attitudine dell’azienda ad accumulare e mantenere un ammontare di ricchezza (patrimonio) che sia congruo rispetto agli investimenti necessari allo svolgimento delle sue finalità istituzionali.
Il mix delle fonti di finanziamento (capitale proprio e di terzi) va scelto in funzione degli investimenti che l'azienda ha in programma da fare. L’equilibrio finanziario fa riferimento ai flussi monetari, cioè movimenti di risorse monetarie dell’azienda. Quest’ultimi non coincidono con la ricchezza aziendale, poiché non sono compresi macchinari licenze etc. I flussi monetari fanno riferimento a risorse liquide: ciò che ha sul c/c o sulle casse sociali. Per avere equilibrio finanziario bisogna fare in modo che le entrate monetarie siano almeno uguali alle uscite monetarie.
Quando parliamo di entrata e uscita di risorse monetarie si fa riferimento ad un sottoinsieme della ricchezza aziendale, quindi a risorse liquide. Una vendita di un bene produce un ricavo (economico) e un’entrata monetaria (finanziaria).
Contabilità speciale e rendicontazioni extra-contabili
Oltre alla contabilità generale, altre forme di contabilità che le aziende utilizzano nei confronti dei terzi sono i reporting:
- Contabilità speciale: mira a fornire risultati parziali riferiti a determinati gruppi o operazioni di gestione (contabilità analitica, di magazzino ecc.).
- Rendicontazioni extra-contabili: non utilizza il linguaggio contabile, ma di tipo narrativo e discorsivo (bilancio sociale, ambientale ecc.).
In questo tipo di contabilità, al contrario di quella generale, non essendoci alcuna norma che determina il contenuto, generalmente le aziende mettono ciò che più gli conviene. I circuiti aziendali sono una rappresentanza di tutto ciò che può accadere all’interno dell’azienda (fatti aziendali). Quando si osserva un fatto aziendale è fondamentale riconoscere a quale circuito fa riferimento.
Tutti i fatti aziendali possono essere ricondotti a due principali circuiti:
- Circuito della produzione: è il motivo fondamentale per il quale l’azienda sorge. Consta di tre fasi:
- Acquisizione dei fatt. produttivi (beni - input) per svolgere le azioni dell’azienda;
- Trasformazione degli stessi;
- La loro collocazione sul mercato e/o erogazione dei servizi (output).
- Circuito dei finanziamenti: modalità con cui l’azienda si procura le risorse finanziarie per sostenere il circuito della produzione (da dove prende le risorse finanziarie l’azienda). Principalmente sono risorse monetarie (per esempio da una banca per acquistare un macchinario).
Per studiare questi circuiti, dovrò per ciascun fatto individuare anche due aspetti:
- aspetto originario di osservazione: è immediatamente misurabile ed oggettivo: detto aspetto finanziario poiché vi sono variazioni di denaro (entrata/uscita di moneta) es. vendita di prodotti finiti per 100€ in contanti. Questo fatto aziendale produce delle movimentazioni finanziarie ed in particolare un’entrata monetaria di 100€, è dunque l’aspetto originario del fatto di gestione.
- aspetto derivato di gestione: spiega la causa e la conseguenza della movimentazione finanziaria (variazione di denaro) in relazione alla ricchezza aziendale. Definito quindi aspetto economico. Es. vendita di prodotti finiti per 100€ in contanti. In azienda entreranno 100€ (aspetto finanziario) a causa di una vendita. Ma una vendita genera a sua volta un incremento della ricchezza aziendale, cioè un ricavo.
Circuito della produzione
Si compone principalmente di tre fasi: La Co.Ge rileva solo le operazioni di gestione esterna, quindi solo ciò che è oggettivamente misurabile. Infatti, possono essere rilevate solo movimentazioni finanziarie poiché le fasi di operazione di gestione interna sono caratterizzate da soggettività. esempio: acquisto di materie prime per 100€ in contanti.
- Troveremo dunque una movimentazione finanziaria (uscita di denaro) aspetto finanziario (originario); a seguito dell’uscita di denaro, si riduce anche la ricchezza aziendale e dunque l’azienda sostiene un sacrificio aspetto economico (derivato).
- Esempio: vendita di prodotti per 180€ in contanti. La vendita di prodotti produce una movimentazione finanziaria, ossia entrata di denaro aspetto finanziario (originario): L’entrata di denaro farà aumentare la ricchezza aziendale, considerato come ricavo aspetto economico (derivato).
L’azienda potrebbe effettuare acquisti o vendite con pagamenti in modo dilazionato. In questo caso, anziché avere movimentazioni di denaro immediate, vi saranno variazioni di denaro future.
- Future entrate di denaro: crediti di funzionamento; “di funzionamento” perché servono al normale funzionamento del circuito aziendale.
- Future uscite di denaro: debiti di funzionamento.
I crediti e i debiti di funzionamento:
- Sorgono nel momento in cui avviene lo scambio;
- Sono valori momentaneamente sostitutivi di entrate e uscite e quindi costituiscono valori assimilabili al denaro;
- Rappresentano dilazioni nel regolamento monetario di qualsiasi tipo di operazione;
- Entrate/uscite di denaro (variazioni monetarie) si manifestano alle scadenze definite con l’incasso dei crediti ed il pagamento dei debiti.
Esempio pagamenti in modo dilazionato: Il circuito della produzione evidenzia due dinamiche:
- Dinamica monetaria: diminuzione delle risorse liquide o sorgere dei debiti di regolamento o funzionamento (acquisto dei fattori produttivi). Aumento delle risorse liquide o sorgere dei crediti di regolamento o funzionamento (vendita dei prodotti finiti).
- Dinamica economica: sorgere dei costi (acquisto fattori produttivi) conseguimento dei ricavi (vendita dei prodotti finiti).
Circuito dei finanziamenti
Dentro questo circuito si trovano tutte le operazioni con cui l’azienda si procura le risorse finanziarie necessarie per fare funzionare il core business. Nella maggior parte dei casi, l’oggetto di transazione è il denaro. Quando le transazioni riguardano solo il denaro (e non scambio di beni), e si ha quindi un circuito dei finanziamenti, si distinguono:
- Finanziamenti con capitale proprio o di rischio: riguardano come l’azienda si procura denaro
- Finanziamenti con capitale di terzi: le grandi differenze fra finanziamento con capitale proprio e capitale di terzi: il capitale proprio non ha obbligo di restituzione, comporta che ciò che acquisisco a titolo di capitale proprio entra a tutti gli effetti nel momento in cui viene conferito entra a far parte della ricchezza aziendale. Inoltre, quando viene conferito dagli azionisti (capitale di rischio) non è detto che venga remunerato. il capitale di terzi invece ha obbligo di restituzione: il capitale che entra in azienda è una risorsa che entra momentaneamente ma che deve essere restituita. Al termine della scadenza concessa, bisogna restituirlo. Col suo conferimento, non varierà la ricchezza aziendale.
- Finanziamenti a terzi: l’azienda quando possiede risorse finanziarie in eccesso e dunque più abbondanti rispetto a quelle necessarie per lo svolgimento dell’attività, può decidere di prestarle a terzi.
- Investimenti accessori: l’azienda utilizza denaro in eccesso per svolgere un’attività ulteriore rispetto al core business.
Finanziamento con capitale proprio
Il circuito dei finanziamenti a titolo di capitale proprio ha inizio con il versamento di somme di denaro e con l’eventuale conferimento di beni da parte dei soci e si conclude con la liquidazione della società. Esempio: se osserviamo in azienda un conferimento dei soci di denaro, grazie a questo varia la risorsa monetaria e produce un effetto sulle risorse finanziarie ci sarà più denaro. [aspetto finanziario] La causa dell’aumento di denaro è dovuta dal socio che conferisce capitale di rischio e quindi fa incrementare la ricchezza aziendale. [aspetto economico]
Nota bene: non può essere considerato un ricavo perché dev’essere collegato al circuito di produzione. Nel caso di rimborso di capitale ai soci (di cui non c’è obbligo) si genererà un effetto sulle risorse monetarie, ovvero uscita di denaro. [aspetto finanziario (originario)] Nel caso di rimborso, bisogna chiedersi perché sta uscendo denaro: l’azienda sta restituendo capitale proprio. Tuttavia essendo parte della ricchezza aziendale si rileverà un decremento della ricchezza aziendale [aspetto economico (derivato)] Nota bene: non è un costo perché dev’essere collegato al circuito di produzione.
Finanziamenti con capitali di terzi
All’azienda, quando riceve denaro a titolo di capitale di terzi, nasce un obbligo di restituzione, ovvero interessi, che si sommano al capitale iniziale. Ciò che differenzia capitale proprio e di terzi è l’obbligo di restituzione e di remunerazione. Esempio: una banca ci presta 200€ in contanti a titolo di capitale di terzi. Questo fa variare le risorse monetarie (entrata di denaro) e quindi vi è una movimentazione finanziaria di 200€. [aspetto finanziario (originario)] Nell’aspetto finanziario [derivato] sorge una futura uscita di denaro, quindi un debito di finanziamento, poiché essendo capitale di terzi, momentaneamente è a disposizione dell’azienda, ma che tuttavia ha l’obbligo di restituire successivamente.
In generale crediti e debiti di finanziamento nascono quando l’oggetto della negoziazione è il denaro. I valori nominali dei finanziamenti concessi e ottenuti vengono esclusi dall’aspetto economico della gestione in quanto non rappresentano variazioni della ricchezza aziendale. Nel momento in cui l’azienda si è accordata di restituire ciò che aveva ricevuto come prestito e più un interesse (es. 200€+20€) nell’aspetto finanziario (originario) ci sarà un’uscita di denaro di 220€.
Il fatto che queste risorse si siano ridotte è attribuibile a due motivazioni:
- Restituzione del denaro che era stato prestato (estinzione del debito di finanziamento) 200€;
- Remunerare la banca degli interessi accordati 20€.
Gli interessi rappresentano una diminuzione della ricchezza aziendale, quindi un costo. Nel circuito dei finanziamenti con capitali di terzi, economicamente si ha un impatto solo nel momento in cui si va a remunerare il capitale prestato. Il circuito dei finanziamenti con capitale di terzi evidenzia due dinamiche:
- Dinamica finanziaria: aumento delle risorse liquide e contestuale sorgere del debito di finanziamento (inizio del circuito) diminuzione delle risorse liquide e ...
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