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Economia e gestione delle imprese

L'impresa e il management

Management deriva da "to manage" che significa gestire, amministrare, maneggiare. Gestire presume una difficoltà di fondo, perché vuol dire che noi stiamo imponendo sempre qualche limite, cerchiamo di imporre una certa direzione. Management: attività del manager, soprattutto come direzione di una società, di un’impresa commerciale o industriale, volta al conseguimento del massimo profitto e in quanto tale, soprattutto in passato, distinta dalla gestione di aziende pubbliche e dei servizi, cui si preferiva attribuire la denominazione di amministrazione. Anche, con significato concreto, l’insieme dei dirigenti di un’azienda, di un gruppo industriale e simili.

Il tema della gestione d'impresa

  • È senza ombra di dubbio uno dei temi più importanti del dibattito sociale, politico ed economico contemporaneo. Per esempio, il super bonus è un problema di gestione, cioè qualcuno ha deciso che se spendevi 100 dovevi avere indietro 110, vuol dire settare degli obiettivi senza tener conto delle risorse che hai a disposizione.
  • Un mondo migliore (qualunque sia l’accezione di migliore) dipende soprattutto da come vengono gestite le imprese, le pubbliche amministrazioni, i partiti politici, gli organi esecutivi, ecc.
  • È soprattutto il management ad essere rilevante nel tema della sopravvivenza delle imprese.
  • Il management ha un ruolo chiave nel percorso di crescita e sviluppo delle economie avanzate, di nuova/recente industrializzazione e in via di sviluppo. Il manager ha il compito indiretto di far crescere il livello di ricchezza di una nazione (il PIL di una nazione manifesta il valore della ricchezza di un paese, che è responsabilità principale del manager).

17 goals to transform our world: 17 obiettivi da raggiungere per poter trasformare il mondo; questi obiettivi dipendono principalmente dall’operato del manager, in modo da migliorare le condizioni lavorative.

Il tema della gestione d’impresa (management) diventa sempre più significativo a fronte di:

  • Accresciuto impatto e potere sociale delle imprese; per esempio, Apple fattura più della Norvegia. Le aziende hanno molto potere, non si possono prendere delle decisioni politiche senza coinvolgere le aziende.
  • Privatizzazione del settore pubblico ed esternalizzazione al privato di alcuni servizi; nel momento in cui lo Stato affida ad un privato alcuni servizi, si deve porre il problema di come vengono eseguiti quei servizi, perché se ad esempio dà in concessione a un’azienda privata le autostrade e poi crolla un ponte e muore la gente su quel ponte, quello è un problema di management: ho affidato un servizio a qualcuno che non è capace.
  • Importanza delle imprese nello sviluppo dell’innovazione e della tecnologia di base; ad esempio, il vaccino per il Covid è stato fatto da un’azienda privata (Pfizer).
  • Nascita di nuovi modelli di business dirompenti; ad esempio, la più grande libreria non ha libri (ossia Amazon). Cambia il modello di business, oggi per esempio per fare l’albergatore basta avere un sito che fa da intermediario tra il soggetto che deve prenotare la stanza d’albergo e l’albergo (es: Booking).
  • Aumentato potere del capitale rispetto al lavoro.
  • Legame sempre più stretto tra performance delle imprese e performance del sistema paese.

Questo punto di partenza spiega un approccio alla disciplina che enfatizza i temi della responsabilità, della sostenibilità e, più in generale, un approccio orientato al riconoscimento del valore sociale e non solo economico delle imprese.

Imprese di produzione

L’impresa di produzione ha avuto un cambiamento importante soprattutto partendo dal dare più importanza alla manodopera fino ad arrivare ad oggi dove si dà più importanza alla conoscenza. Si è partiti dal concetto di Ford con fabbriche giganti fino ad arrivare ad imprese sempre più piccole e concentrate.

Attualmente le imprese di produzione fanno largo uso della tecnologia, riducendo la manodopera, è un modo diverso rispetto a prima in quanto si investe molto di più sulla conoscenza per poter far funzionare sempre meglio le macchine. L’uomo è più multitasking rispetto a una macchina.

Impresa commerciale

Prima c’era solo il negozio fisico, oggi l’impresa commerciale deve avere un canale online. Si è passati da imprese commerciali fisiche, come ad esempio la “Standa”, a imprese commerciali online, senza un negozio fisico, come ad esempio Amazon. Il consumatore è completamente diverso.

Impresa di servizi

Il modello di business con la pandemia è crollato. Il servizio di intrattenimento è mutato col passaggio dal cinema a Netflix dove si richiedono capacità e competenze manageriali differenti. Netflix è il più grande produttore di contenuti, fa soldi facendo le serie. Il modello di business di Netflix è quello di produrre contenuti che vanno sulla sua piattaforma.

Le aziende di oggi hanno qualcosa molto in comune con quelle del passato con semplici differenze e cambiamenti del mercato etc…

La banca

Rispetto alle banche tradizionali, siti di crowdfunding come Kickstarter diventano un nuovo modo di fare credito. Tutti i modelli di business sono cambiati nell’ultimo periodo. Gestire le aziende e il tema della gestione è sempre più importante perché il cambiamento viene da fuori, cioè le aziende devono costantemente adattarsi. Il management cambia con le imprese e le imprese cambiano con il management.

Tra soggetti e sistemi: gli ambiti della teoria d’impresa

Impresa

  • Il concetto e l’operalizzazione di cosa sia un’impresa è ovviamente cambiato nel corso del remoto con lo stesso passo con cui sono cambiate le società, le tecnologie, i consumi...
  • L’impresa è dinamica: si adatta al cambiamento e produce il cambiamento.
  • Da orientamento alla produzione (seconda rivoluzione industriale) all’impresa moderna: chi lavorava in agricoltura si sposta nelle città che significa andare in un ambiente urbano e compiere un “passaggio avanti”.

Le fabbriche rendono possibili due cose:

  • Permettono la produzione di beni su larga scala con un elevato livello di standardizzazione. Con la creazione della fabbrica nasce la classe media borghese, classe che ha sconvolto gli equilibri economici dell’epoca perché era una classe numericamente gigante e aveva dei nuovi bisogni (elettricità…).
  • Le imprese dalla seconda rivoluzione industriale fino agli anni '60 erano di grandi dimensioni perché dovevano soddisfare un’esigenza che prima nessuno aveva, fino a quando si è raggiunto il tetto, ossia tutti avevano un’automobile, tutti avevano un frigorifero… Le donne non sanno più che fare con l’arrivo delle nuove tecnologie (frigo, lavatrice..). Cambiano gli equilibri sociali, perché a un certo punto i bisogni sono soddisfatti e c’è bisogno di differenziazione.

Si è passati quindi da un’orientamento alla produzione a un orientamento oggi completamente diverso, oggi si parla di orientamento al cliente, factoryless.

L’impresa ruota intorno al concetto di creazione di ricchezza: il maggior valore derivante dal processo di aggregazione, modifica e trasferimento di risorse in prodotti.

Il processo di creazione del valore di cui sono responsabili le imprese deriva dalla loro capacità di trasformare qualcosa dandogli una forma diversa (es: il medico trasforma la sua conoscenza, la sua esperienza e il suo studio in una diagnostica immateriale; ha creato valore).

Il processo di creazione del valore ha sostanzialmente tre momenti:

  • Aggregazione ad esempio assemblaggio; ogni pezzo che viene assemblato aggiunge valore. Processo tipico della produzione e dei servizi (posso assemblare la conoscenza del medico con quello del farmacologo).
  • Modifica ad esempio produzione/trasformazione; le imprese fanno anche trasformazione, ad esempio qualcuno assemblando farina e acqua produrrà pane, ossia trasformerà degli ingredienti in qualcosa di diverso. Processo tipico della manifattura e dei servizi (trasformo la competenza in qualcosa)
  • Trasferimento ad esempio distribuzione; compro qualcosa a 10 e lo rivendo a 13, questo è un modo di creare valore. Il distributore permette al produttore di mettersi in contatto con la domanda. La distribuzione è il modo in cui vado a trasferire questo bene sui luoghi di consumo.

Ciascuno di questi tre processi aggiunge valore e crea ricchezza. Questi processi di solito avvengono assieme. Se io continuo ad aumentare i passaggi, e quindi il processo di creazione del valore si allunga, il prezzo si alza e il reddito fa scambiare un certo tipo di quantità.

Il processo di creazione del valore si genera con l’utilizzo di risorse, che possono essere:

  • Materiali: attrezzature, immobili, hardware, macchinari…
  • Immateriali: è il saper fare, conoscenze tecnologiche, scientifiche, commerciali, organizzative…
  • Umane: dipendenti o fornitori di servizi.

L’assemblaggio di queste risorse crea valore. La creazione di ricchezza è il principio del valore aggiunto su cui si basa il calcolo del PIL ma anche il margine delle imprese.

Lega la dimensione valoriale ad alcune classi. Questa è una simulazione di un’impresa che fa le piastrelle. Se i ricavi superano i costi, l’impresa otterrà un profitto, che è la manifestazione più immediata della capacità di un’impresa di creare ricchezza.

Profitto = totale ricavi - totale costi.

La capacità dell'imprenditore è saper combinare in maniera unica ed efficace le risorse messe a disposizione oppure avere accesso a delle risorse a cui gli altri non hanno accesso.

Modelli d’impresa

Dimensione

Produzione artigiana vs produzione industriale; si tende a pensare che le imprese più piccole siano imprese artigiane, ossia un’impresa in cui il fattore produttivo lavoro prevale sul fattore produttivo capitale nell’impresa artigiana ad esempio per fare una piastrella c’è qualcuno che la colora, l’impresa non artigiana è un’impresa in cui ad esempio la piastrella viene tagliata a macchina, cotta automaticamente e dipinta da un robot, in cui le risorse materiali prevalgono sulle risorse umane. Le imprese artigiane tendono ad avere un potere contrattuale più scarso nei confronti dei finanziatori rispetto a quelle più strutturate.

Una differenza tra produzione artigiana e industriale è il grado di stimolo che danno al sistema finanziario. Un settore ad alta intensità di capitale è la robotica, produrre robotica industriale richiede elevati investimenti e tutto ciò che è innovativo produce risultati positivi nel medio-lungo termine; è un buon candidato all’indebitamento, i settori capital intensive sono quei settori in grado di muovere pesantemente il sistema finanziario. Il passaggio da scala artigiana a scala industriale è di fondamentale importanza perché muove un sacco di investimenti.

Produzione artigiana Produzione industriale
Scarsa strutturazione dell’organizzazione Alta strutturazione dell’organizzazione
Bassa standardizzazione dei processi produttivi Elevata standardizzazione dei processi produttivi
Basso potere di mercato Alto potere di mercato
Scarso potere nei confronti dei finanziatori Alto potere nei confronti dei finanziatori

PMI (Piccole Medie Imprese)

Pur con le dovute eccezioni, tipicamente le PMI si caratterizzano per:

  • Capitale investito basso e spesso finanziate con equity (cioè capitali propri o indebitamente bancari), per capitale investito si intende immobilizzazioni tecniche, ossia avere macchinari che vanno a sostituire il lavoro.
  • Avere sistemi di governance semplici e molto spesso accentrati nelle mani della proprietà.
  • Avere una struttura di costo relativamente semplice e con un numero di addetti contenuto.
  • Avere indirizzi strategici relativamente semplici e si caratterizzati da elevata flessibilità; struttura organizzativa molto semplice ed è quasi impossibile scattare di ruolo, questo significa che le imprese artigiane rimangono a una scala che le rende poco attraenti per la talent acquisition.
  • Fatturato più basso; dipende dal settore merceologico.
  • Valore aggiunto; molto spesso in termini assoluti, ossia se un’azienda fa un fatturato di 40 miliardi e ha costi per 20 miliardi, fa 20 miliardi di margine. Un’azienda che fa 4 milioni di fatturato e ha costi per 1 milione, fa 3 milioni di fatturato, in termini relativi l’azienda che fa 4 milioni va molto meglio rispetto all’azienda che fa 40 miliardi. È vero che in termini di valore aggiunto contribuiscono meno, ma in termini relativi non è detto.

Grande impresa

Le imprese di grandi dimensioni sono imprese più strutturate dal punto di vista della gerarchia, tendono ad avere un’intensità di capitale più elevata.

  • Più di 500 addetti
  • Maggiore strutturazione organizzativa
  • Maggiore potere di mercato
  • Accesso più agevole alle risorse finanziarie di terzi
  • Governance complessa (separazione tra proprietà e management)

La scelta di dimensione dell’impresa non è sempre una scelta dell’imprenditore. Alcuni meccanismi di mercato rendono necessaria l’esistenza di imprese di grandi dimensioni. Vi sono mercati in cui è necessario elevato livello di concentrazione per lo sfruttamento delle economie di scala. Vi sono mercati in cui la domanda richiede dimensioni di azienda significative vista la tipologia di scambio. Si pensi per esempio ai sistemi di qualificazione delle imprese di costruzioni verso le stazioni appaltanti.

Gruppi di imprese

Ci sono delle compagine societarie che fanno capo a un’azienda che profilano molteplici business (ossia hanno interessi in molteplici settori). Percassi ad esempio ha dentro di sé diverse aziende.

  • Diverse unità decisionali distinte, i.e. un’impresa con tante divisioni non è un gruppo;
  • Il gruppo è un insieme sistemico, dotato di coesione, ma guidate dalla capogruppo (holding);
  • La holding deve assicurare un controllo strategico, sviluppando sinergie, definendo obiettivi comuni e controllandone il conseguimento.
  • Unificazione dei processi decisionali e una fusione di capitali delle imprese del gruppo.

Ci sono due tipi di holding:

  • Holding pura (o finanziaria): è da immaginare come la cassaforte delle imprese produttive. È quella struttura prevalentemente finanziaria che non produce di per sé beni o servizi, ma che ha come oggetto sociale quello di partecipare ad altre società operative (es: Exor). Lo scopo della holding finanziaria è quello di garantire le risorse finanziarie a tutte le società che fanno parte del gruppo e dare a queste una qualche forma di controllo strategico laddove la holding detiene una quota sufficiente dell’impresa che partecipa per poterla effettivamente controllare.
  • Holding mista (o operativa): si ha nel momento in cui la società che partecipa alle imprese produttive è in grado di dirigerle, esprime ad esempio la governance, le strategie che devono essere percorse… svolge anche funzioni di organizzazione nei confronti delle partecipate. Lo scopo della holding è quello di far sì che all'interno di un settore non vi sia una vera e propria competizione; controlla la competizione.

L’impresa e l’imprenditore

La possibilità di creare ricchezza dipende anche dall’imprenditore, che è alla base dell’impresa e che deve possedere alcune doti fondamentali:

  • Capacità di immaginare: ruolo creativo dell'imprenditore, egli deve avere la capacità di immaginare un futuro che ancora non esiste, è uno che vede delle opportunità che altri non hanno visto.
  • Capacità di leadership: l’imprenditore deve saper progettare l'organizzazione aziendale, delineare i valori fondamentali dell’impresa, definire le strategie e le politiche di mercato, stimolare processi di apprendimento organizzativo, ecc.

L’impresa e l’imprenditore hanno anche bisogno di gestire dei rapporti positivi con gli stakeholder, ossia con tutti i soggetti che hanno verso l’impresa una posizione di interesse e, quindi, una capacità di influenza (azionisti, collaboratori, fornitori, clienti, finanziatori, sistema pubblico ecc.). L’impresa deve far in modo di gestire le relazioni con i propri portatori di interesse in modo da non bruciarsi la reputazione. I rapporti con gli stakeholder e, più in generale, le relazioni tra ambiente e territorio possono essere generatrici di nuove imprese.

Imprenditore e creazione del valore

Ci sono delle situazioni in cui lo stesso imprenditore diventa una fonte di creazione di ricchezza. L’imprenditore molto spesso è una delle risorse fondamentali per la buona riuscita di un business (es: nella moda il direttore creativo è quello che fa la buona e la cattiva sorte di un brand), è una risorsa a disposizione dell’azienda e bisogna farne buon uso (es: se c’è un imprenditore carismatico, che può diventare un elemento importante nel processo di creazione di valore e di ricchezza, bisogna usarlo).

L’evoluzione degli studi d’impresa

Gli studi d’impresa nascono con la teoria neoclassica, che si basa sull’idea che sia possibile ottenere un sistema in equilibrio, ossia un sistema in cui l’impresa che produce e utilizza certi fattori della produzione è in grado di remunerarli. La remunerazione dei fattori è resa possibile da un certo prezzo, che consente di scambiare sul mercato un certo tipo di quantità. L’obiettivo dell’impresa è massimizzare.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Beaa.. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Pedeliento Giuseppe.
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