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Riassunto economia aziendale

Le persone e l’attività economica

Al centro dell’economia c’è la persona. Quando si dice che al centro c’è la persona significa che si vuole riconoscere la complessità, la varietà della persona, il fatto che le persone hanno proprie aspirazioni. Si cerca di osservare la persona per quello che è. L’obiettivo non è quello di far diventare la persona un agente economico per costruire modelli, come succede per altri casi, ma bisogna cercare di capire di cosa ha bisogno una persona. È prima di tutto un’osservazione per capire le caratteristiche della persona (comportamento, ecc..). Non si pensa quindi che la persona è un agente economico.

Ad esempio, riconosciamo che le persone hanno dei fini. Alcuni di questi fini richiedono il soddisfacimento di bisogni, questo si può ottenere tramite l’acquisizione ed il consumo di beni economici. Una persona, qualunque aspirazione/desiderio abbia, per! raggiungerlo ha bisogno di disporre di beni economici. Un bene economico è un bene soggetto ad un vincolo di scarsità, devo rinunciare a qualcosa e devo procurarmi il mezzo che mi permette di ottenere quel bene. (Es: acquisto di un paio di scarpe! devo procurarmi il mezzo per acquistarle, ovvero il denaro). Non tutti i fini di un individuo trovano soddisfazione tramite il soddisfacimento dei bisogni, né questi richiedono l’acquisizione e il consumo di beni economici, ma alcuni sì. Questo introduce il concetto di attività economica, ma l’attività economica non è compiuta dalla persona. La persona non è l’attore economico, ma entra a far parte di istituti. Sarà proprio l’istituto ad essere l’attore economico (Es: quando vado a comprare delle scarpe non sono un agente economico, ma sto comprando un paio di scarpe in quanto membro di istituto, che potrebbe essere ad esempio la mia famiglia.) (se entro in un negozio delle scarpe per salire su un’impalcatura non sono io come persona ad essere agente economico, ma è l’impresa che produce quel prodotto che compra quel fattore produttivo che serve per svolgere l’attività. In questo caso l’attore economico è l’impresa per cui presto la mia attività lavorativa.)

L’istituto è un gruppo sociale che si dà regole di funzionamento, regole di partecipazione, regole che separano l’istituto dalle persone che lo compongono. (l’ospedale rimane l’ospedale anche se cambia il personale).

I beni economici si distinguono rispetto ai beni liberi, in quanto i beni economici sono beni in cui c’è un vincolo di scarsità e conseguentemente se lo vogliamo dobbiamo sostenere un sacrificio. Se quel bene lo voglio solo io lo posso ottenere a condizioni che in qualche modo detto io, ma se tutti vogliono lo stesso bene si entrerà in competizione per averlo, quindi ci sarà qualcuno disposto a pagare di più. La scarsità e il sacrificio condizioneranno la relazione economica. Un altro aspetto da osservare è che le persone fanno parte di istituti che svolgono l’attività economica, che consiste nella produzione e nel consumo di beni economici. Svolge un’attività economica non solo chi consuma, ma anche chi consuma. L’attività economica compiuta mediante istituti richiede una qualificazione di quali siano gli istituti presi in considerazione. Ci sono 4 tipologie di istituti:

  • Famiglia: istituto originario
  • Impresa:
  • Amministrazioni pubbliche
  • Istituti no profit

Differenza tra istituto e azienda

Non è corretto usarli come sinonimi. L’istituto esprime la pienezza e la varietà delle caratteristiche che un ente ha, in quanto queste diverse caratteristiche sono dei membri che ne fanno parte! (istituto no profit che svolge attività sportiva! possiamo essere 10 persone a cui piace giocare a tennis! decidiamo di costituire un’associazione per organizzare le partite! abbiamo formato un istituto perché abbiamo qualcosa in comune ( passione per tennis) e pensiamo che riunendoci possiamo soddisfare meglio questa passione! possiamo organizzare più facilmente tornei informali! insieme agli altri è più facile negoziare una struttura. In tutto questo io non ho nessuna finalità economica, l’unica motivazione che mi spinge è la passione per lo sport, ma è proprio per soddisfare questa passione che devo organizzare attività per trovare maggiore gratificazione quando mi avvicino a questo sport! a un certo punto posso rivolgermi ad un centro che noleggia attrezzature per questo sport! qui entra qualcosa che ha a che vedere con una dimensione economica, perché l’azienda che noleggia attrezzature svolge attività economica, a cui rispondo con un’attività economica! per pagare il noleggio devo provvedere ad acquisire le risorse per far fronte a quell’esigenza. Quindi può esserci qualcuno che all’interno dell’istituto creato opera solamente sugli aspetti gestionali dell’attività economica! rispetto a quest’entità nata e cresciuta sull’interesse di una base non economica questo è l’istituto.

C’è poi un’azienda! posso osservare l’istituto nelle sue manifestazioni economiche! compra, noleggia, consuma, affitta! introduce comportamenti economici che non sono mossi da un obiettivo di reddittività, ma sono mossi dall’obiettivo di acquisire risorse per rendere sempre più interessante quello che l’attività creata fa! non è attività economica ma richiede un’attività economica.

Se guardo l’istituto che non è nato per attività economiche, ma lo guardo solo per le sue sole manifestazioni economiche io osservo l’azienda. L’azienda no profit è l’istituto no profit osservato nelle sue sole manifestazioni economiche.

Per svolgere delle attività che soddisfano un bisogno espresso dalla collettività è necessario acquisire risorse ed impiegarle, svolge quindi un’attività economica.

Se osservo l’istituto solo nelle sue manifestazioni economiche trovo l’azienda composta pubblica, che è l’ordine economico dell’istituto. L’azienda composta ha caratteristiche simili sia alle aziende di consumo e sia alle aziende di produzione. Nelle aziende composte una parte della produzione di beni o servizi è dedicata al soddisfacimento dei bisogni delle persone che lavorano nell'azienda. Non bisogna confondere istituto con azienda e bisogna sempre riconoscere che anche per chi non ha una finalità di fare attività economica esiste un’azienda che deve svolgere l’attività economica. L’attività economica si attua utilizzando fattori di produzione. Il lavoro è una condizione primaria di produzione ed è pertinente alla persona: non è possibile dire che i prestatori di lavoro fanno parte del patrimonio dell’azienda. Il lavoro è una manifestazione della persona, che trova gratificazione nel lavoro e gli permette di mantenersi. Il lavoro è qualcosa di molto stretto alla persona, per questo va tutelato e ne va riconosciuta l’importanza. Quindi l’attività economica non si può fare senza lavoro e che il lavoro è un modo in cui si manifesta la persona.

I bisogni

L’attività economica serve anche al soddisfacimento dei bisogni. Quando un’azienda svolge un’attività economica deve sapere anche che cosa è importante per il destinatario.

Per comprendere in che modo gli istituti si comportano per prendere decisioni, raggiungere i propri fini, perseguire il soddisfacimento dei propri bisogni è necessario prima di tutto che vengano riconosciuti:

Noi acquisiamo da altre discipline studi per aiutarci a capire i bisogni, ad esempio la sociologia e la psicologia.

Ci sono due categorie di bisogni: naturali e sociali. Entrambe queste categorie si suddividono a loro volta in bisogni essenziali e bisogni voluttuari.

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Quando le persone cercano di soddisfare i propri bisogni sviluppano una capacità di apprendimento! capiscono il modo migliore per arrivare a ciò che è importante per loro e definiscono una gerarchia dei bisogni! per noi i bisogni non sono tutti uguali, ce ne sono alcuni per i quali abbiamo maggiore interesse, altri per cui abbiamo un minore interesse. Quindi nel modo in cui ci comportiamo tendiamo a privilegiare quello che è in cima alla gerarchia dei bisogni e siamo disposti a rinunciare a qualcosa che vediamo meno importante per ottenere il raggiungimento dei nostri fini e per la gratificazione che ci attendiamo da quei comportamenti. Le priorità che noi diamo ai bisogni possono cambiare nel tempo, qualcosa che prima era voluttuario può diventare essenziale e viceversa. Può emergere un bisogno nuovo che ci appare più importante rispetto a prima. Spesso il soddisfacimento dei bisogni richiede l’acquisizione di beni, che hanno diverse caratteristiche.

  • Beni primari e voluttuari: un bene primario è un bene che soddisfa un bisogno primario, mentre un bene voluttuarie tende a soddisfare un bisogno voluttuario.
  • Beni complementari: beni che tra loro assieme permettono di fruire di quel servizio/bene
  • Beni fungibili: beni diversi che soddisfano lo stesso bisogno
  • Beni differenziabili e non differenziabili: un bene differenziabile è un bene che il consumatore distingue rispetto ad un bene analogo (posso pensare che quel bene che può essere simile a quello della concorrenza ma per me è diverso per qualche ragione)
  • Beni di consumo e strumentali: un bene di consumo è un bene attraverso il quale noi esauriamo l’utilità (se si beve una lattina di birra alla fine non c’è più, se invece prendiamo una bottiglia dall’impianto allora è un bene strumentale)
  • Beni ad utilizzo singolo e durevoli: beni che esauriscono la loro attività con un solo atto e beni che continuano a fornire il loro servizio per lungo tempo.
  • Beni a consumo individuale e a consumo collettivo: ci sono alcuni beni di cui noi fruiamo da soli e ci sono beni di cui fruiamo insieme ad altri senza che questo comprometta la nostra fruizione di quel bene o di quel servizio (se si va al cinema insieme ad altri non è un problema se ci sono altre persone)
  • Beni privati e pubblici: il bene privato è l’output dell’azienda di produzione, viene negoziato tramite il meccanismo dello scambio, che è libero, sono quindi libero di decidere se sono disposto a pagare quel prezzo per quel bene oppure se non farlo. Il bene pubblico viene erogato da un’amministrazione pubblica, ma non viene ceduto a condizioni di mercato, ma le condizioni dello scambio sono regolato, infatti non si parlerà di scambio. (Es. quando andiamo in ospedale per fare una visita si paga il ticket, questa è l’erogazione di un bene pubblico). Quello che noi paghiamo solitamente non è a condizioni di mercato, ma ci viene offerto ad un prezzo più basso, perché l’amministrazione pubblica vuole rendere accessibile quel servizio. Noi non paghiamo un prezzo di mercato, ma una tassa che è il corrispettivo per la fruizione di un bene pubblico, a cui in questo caso diamo il nome di pagamento della prestazione.

Operazioni tramite le quali si svolge l’attività economica

Una classe centrale per il funzionamento dell’azienda è quella delle operazioni di trasformazione tecnica/ fisico tecnica.

Operazioni di trasformazione tecnica

Sono operazioni che modificano fattori produttivi per generare un output che normalmente corrisponde all’attività economica in cui l’azienda si è specializzata. (Es: operazioni di trasformazione tecnica di una gelateria! prendere latte, zucchero, trasformare questi fattori produttivi ed esaurendo la loro attività, anche attraverso l’utilizzo di beni strumentali, generare l’output che è il gelato che consumiamo). Ogni attività è diversa, ma ognuna ha alla base di ciò che fa la trasformazione tecnica. Sono attività di trasformazione che possono riferirsi anche ad elementi immateriali, ad esempio per aziende che svolgono attività di elaborazione di dati hanno in questo la trasformazione tecnica.

Operazioni di negoziazione

La negoziazione è un’operazione con cui cede qualcosa a qualcun altro, che a sua volta gli riconosce un corrispettivo (gli dà in cambio qualcosa). Tutto questo non si può chiamare scambio, perché lo scambio è solo una tra le negoziazioni possibili. La negoziazione, generalmente in base a chi produce quel bene, determinerà condizioni differenti. Solamente la negoziazione di beni privati può essere chiamata scambio.

Operazioni di configurazione e di governo degli istituti

Operazioni che modificano l’assetto istituzionale, il coordinamento e il controllo di un’azienda e le operazioni di rilevazione e informazione.

Produzione economica, di beni e redditi

Nel linguaggio comune si tende a identificare nella produzione la realizzazione di qualcosa. È produzione di beni non solo la realizzazione di qualcosa con caratteristiche tangibili, ma anche l’erogazione di un servizio è produzione di beni. Quando si parla di produzione si può intendere la produzione economica, che non è soltanto la produzione di beni, ma anche negoziazione (Se si considera l’attività di un negozio è un’attività di negoziazione perché acquista dei beni per rivenderli). Sicuramente più importante è la produzione di redditi.

Produzione di redditi

La produzione di redditi è la produzione di remunerazione che diventa lo scopo dell’azienda, mentre la produzione economica è il mezzo. La produzione di redditi corrisponde all’obiettivo, mentre quella economica corrisponde all’identificazione della funzione strumentale dell’attività economica.

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Le classi di operazione

Negoziazione beni privati

Quando si parla di negoziazione di beni privati, si parla di scambio. Lo scambio nasce come baratto.

Quello che è più diffuso nelle nostre esperienze è lo scambio monetario! a fronte di qualcuno che mi da un bene in cambio io do moneta/denaro. Lo scambio monetario si caratterizza per le condizioni dello scambio, che possono essere associate alle clausole di un contratto. (quali sono i termini di questa operazione)

Condizioni dello scambio

  • Prezzo! ti do questo bene a questo prezzo
  • Quantità! compro un pezzo, due o cinquanta
  • Garanzia
  • Trasporto

Questi elementi insieme formano lo scambio e l’aspetto che caratterizza la negoziazione di beni privati è che entrambe le parti sono libere (ognuno decide se vendere o se comprare basandosi sulle sue valutazioni di convenienza). Lo scambio inoltre è anonimo, ovvero non devo essere condizionato da chi ho di fronte.

Una delle condizioni dello scambio è la modalità di pagamento: le parti possono stabilire che il pagamento è immediato o che è differito. Posso avere un mercato al dettaglio quindi il pagamento in genere è immediato (acquisto in un negozio). Posso avere anche un mercato all’ingrosso (quando il negoziante compra dal fornitore non paga immediatamente, ma paga in tot tempo). Quando si ha un pagamento o incasso differito, quel debito o quel credito viene chiamato debito/credito di regolamento e verrà distinto rispetto al debito/credito di prestito.

Quel credito/debito di regolamento verrà definito manifestazione numeraria, mentre il sorgere di un credito/debito di prestito verrà definito variazione non numeraria.

Negoziazione di beni pubblici

Quando si osserva una negoziazione di beni pubblici, l’elemento centrale è che non sempre vi è una correlazione tra il corrispettivo che noi paghiamo e il costo del servizio che noi riceviamo. Questo perché le scelte di chi eroga un bene pubblico non sono guidate da considerazioni di mercato, ma da valutazioni politiche sull’opportunità di rendere accessibile o meno accessibile un bene alla collettività. Se la collettività decide che vuole facilitare l’accesso a quel servizio (es. spingere le persone ad usare il trasporto pubblico) mette a disposizione della collettività quel bene pubblico ad un corrispettivo che non copre il costo necessario per produrlo ed erogarlo. Il corrispettivo che noi paghiamo si chiama tassa, che viene pagata solo su quel servizio (es. chi non paga le tasse universitarie non va all’università). La parte mancante proviene dalle imposte! altra componente dei tributi che le persone pagano, che non è in cambio di qualcosa che ricevo, ma dipende dalla mia capacità contributiva (es. può dipendere dalla proporzione del mio reddito) es ho un reddito di 100, devo pagare imposte pari a 40 perché faccio parte di questa collettività e ho un reddito di 100. I 40 pagati vanno a coprire il pezzo mancante. La collettività decide che tutti paghiamo perché le persone possano accedere a qualcosa.

Negoziazioni di capitale di prestito

Identificano l’operazione con cui qualcuno chiede denaro per un certo periodo e qualcun altro decide se darglielo o no. Quando decide di darglielo abbiamo una negoziazione di capitale di prestito. Quest’operazione è caratterizzata dall’importo, ma anche questa tipologia di negoziazione è in realtà caratterizzata dalle condizioni a cui la negoziazione avviene. Le condizioni sono il prezzo, che qui è il tasso di interesse (1,2,3,4%). Questo prezzo è commisurato alla quantità di denaro che ricevo in prestito e al tempo in cui io mantengo la disponibilità di quel denaro (se mi prestano 10000 euro al 10% l’anno, se lo tengo per un anno dovrò pagare interessi per 10000 euro, se lo tengo per 6 mesi dovrò pagare interessi per 5000 euro.) Possono esserci condizioni diverse di negoziazione. Esistono altre modalità di concessione di capitale di prestito, sia per il medio term

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alex__988 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia delle aziende pubbliche e non profit e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Di Toma Paolo.
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