Le operazioni bancarie – libro 2 esercitazioni
I contratti bancari
I contratti bancari fanno parte della più ampia categoria di contratti finanziari, cioè di quelli che si caratterizzano per la funzione di trasferire moneta tra diversi agenti economici all’interno di un rapporto di tipo creditizio e di attuare una distribuzione del rischio tra i diversi operatori. Possono essere distinti in:
- Contratti bilaterali: discendono da un rapporto diretto tra le parti che ne convengono il contenuto, le caratteristiche e le condizioni in base alle proprie esigenze e alla relativa forza contrattuale. Hanno un’elevata personalizzazione e una limitata negoziabilità (cioè la possibilità di un soggetto di recedere dal contratto prima della scadenza facendosi sostituire o meno nella propria posizione da un altro soggetto).
- Contratti di mercato: sono fortemente standardizzati nei contenuti, nelle scadenze, nel valore nominale e in generale in tutte le condizioni contrattuali. Sono contratti incorporati in un valore mobiliare e quindi più agevolmente negoziabili, purché per essi sussista un mercato secondario efficiente, cioè ampio, spesso e trasparente.
Nel nostro paese i contratti posti in essere dagli intermediari bancari sono prevalentemente di tipo bilaterale. Le attività che le banche sono abilitate a fare con le loro controparti sono esplicitate nel testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (Testo Unico Bancario TUB – che regolamenta l’attività svolta dalle banche). L’articolo 10 del TUB definisce l’attività bancaria come “attività di raccolta del risparmio tra il pubblico e di esercizio del credito”, precisando che tale attività deve avere carattere d’impresa. È quindi l’esercizio congiunto di due funzioni: la raccolta del risparmio (definita dal TUB come acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, o in deposito o altra forma) e l’esercizio del credito, che insieme individuano il fulcro dell’azione bancaria, rappresentato dalle operazioni di intermediazione creditizia.
Le attività ammesse al mutuo riconoscimento
- Le operazioni di raccolta: Raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione.
- Le operazioni di impiego: Operazioni di prestito (compreso il credito di consumo, il credito con garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il credito commerciale incluso il forfaiting), leasing finanziario, rilascio di garanzie e di impegni di firma.
- I servizi bancari: Servizi di pagamento, emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, travellers cheques, lettere di credito), operazioni per conto della clientela in strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.), cambio strumenti finanziari a termini e opzioni contratti su tassi di cambio e tassi d’interesse, valori mobiliari, partecipazione alle emissioni di titoli e prestazione di servizi connessi, consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e dell’acquisizione di imprese, servizi di intermediazione finanziaria del tipo money broking, gestione o consulenza nella gestione dei patrimoni, custodia e amministrazione di valori mobiliari, servizi di informazione commerciale, locazione di cassette di sicurezza.
Così individuiamo le tre grandi aree di operatività delle banche:
- Le operazioni di approvvigionamento di risorse finanziarie, definite operazioni di raccolta o operazioni passive.
- Le operazioni di prestito e di investimento delle suddette risorse, chiamate operazioni di impiego o operazioni attive.
- Le operazioni di trasferimento e gestione in senso ampio delle risorse finanziarie per conto della clientela, classificate come operazioni di servizio.
Inoltre, le banche possono svolgere una serie di attività aggiuntive riportate nel Testo Unico della finanza. I servizi e le attività di investimento sono:
- Negoziazione per conto proprio
- Esecuzione di ordini per conto dei clienti
- Collocamento, articolato in più tipologie:
- Sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente
- Collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente
- Gestione dei portafogli
- Ricezione e trasmissione di ordini
- Consulenza in materia di investimenti
- Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione
Anche per queste attività è previsto il mutuo riconoscimento in tutto il territorio comunitario. Le attività di investimento, esercitabili dalle imprese bancarie ai sensi del TUF, vanno ad arricchire la gamma di servizi che possono essere offerti dagli intermediari bancari.
Una tassonomia dei contratti bancari
I contratti realizzati dalle banche possono essere aggregati in macrocategorie, la cui composizione è variabile in relazione agli elementi caratterizzanti assunti come base del processo di classificazione.
Operazioni al dettaglio e all'ingrosso
Operazioni al dettaglio sono attuate dalla banca in contropartita con un numero estremamente ampio di operatori, normalmente per importi unitari contenuti. Operazioni all’ingrosso riguardano le transazioni, aventi importi unitari rimarchevoli, poste in essere con grandi clienti e con operatori professionali e istituzionali.
Raccolta diretta e indiretta
La raccolta diretta è rappresentata dalla quantità di risorse finanziarie che la banca raccoglie mediante l’emissione di proprie passività per le quali assume un obbligo di restituzione e pertanto viene registrata nello stato patrimoniale della banca stessa. La raccolta indiretta vede la banca quale intermediario tra il cliente e un soggetto terzo diverso dalla banca, emittente di passività che non rientrano nello stato patrimoniale della banca, ma ne trovano indicazione nella nota integrativa.
Le operazioni passive e le operazioni attive delle banche, sia al dettaglio che all’ingrosso, si prestano a ulteriori classificazioni.
Le operazioni di raccolta: classificazioni
- Depositi con funzione monetaria (depositi moneta), che mettono a disposizione del cliente una pluralità di strumenti di pagamento e consentono di accedere all’offerta di servizi bancari
- Depositi a tempo, accesi dal cliente con finalità di remunerazione delle sue disponibilità monetarie
La raccolta bancaria può dare origine alla stipulazione di contratti bilaterali in cui la forza contrattuale della banca e del cliente condiziona i contenuti e le condizioni del contratto, o di contratti di mercato, in cui la banca procede all’emissione di titoli rappresentativi di un deposito. Il rimborso delle somme depositate può essere richiesto dalla clientela in qualsiasi momento, cioè “a vista”, e altre volte è prevista una data di scadenza contrattuale alla quale avverrà il rimborso.
La raccolta a scadenza può essere distinta nella componente a breve termine, avente scadenza fino a 18 mesi, e in quella a medio e lungo termine, con scadenza dai 18 mesi in avanti. La raccolta bancaria può essere anche denominata in valuta diversa dall’euro e tale facoltà si è tradotta nell’offerta, da parte di alcune banche, di strumenti di raccolta denominati nelle principali valute trattate sui mercati internazionali.
Le operazioni di prestito: classificazioni
Le operazioni di prestito si distinguono tra prestiti di cassa e prestiti di firma, e questa distinzione attiene alla certezza e al timing dell’esborso monetario della banca:
- Prestiti per cassa sono quelli in cui la banca, una volta completata l’istruttoria e decisa la concessione del fido, è soggetta ad un esborso monetario certo e spesso immediato.
- Prestiti per firma, o non monetari, sono quelli in cui l’esborso monetario della banca non assume criteri di certezza, ma solo di eventualità. Presentano affinità con i contratti assicurativi sotto il profilo dei contenuti e della successione dei flussi finanziari cui danno luogo.
La banca non sopporta in prima battuta alcuna uscita di cassa per la concessione della garanzia; essa dovrà procedere a un esborso monetario in luogo del cliente solo nell’eventualità in cui quest’ultimo dovesse rivelarsi insolvente e il suo credito di firma si trasformerà quindi in un prestito per cassa.
- I prestiti bancari sono molto spesso assistiti da una garanzia reale o personale, che viene utilizzata in caso di insolvenza del finanziato, consentendo alla banca il rientro dalla sua esposizione.
- Ai prestiti in bianco non è associata alcuna garanzia specifica; solo la garanzia generica del patrimonio dell’affidato.
- I prestiti autoliquidabili (o a rientro autonomo) sono quelli che non vengono rimborsati direttamente dall’affidato, bensì da un altro soggetto (smobilizzo di crediti commerciali).
Due livelli di autoliquidità: in senso stretto (qualora il soggetto designato al rimborso dovesse risultare insolvente, la banca non può rivalersi sul finanziato – operazioni basate su cessioni di credito senza rivalsa come il conventional factoring e lo sconto pro-soluto) e in senso lato (quando in caso di insolvenza, la banca ha la possibilità di rivalersi direttamente sul finanziato – operazioni pro solvendo quali lo sconto e il factoring senza garanzia).
- Nei finanziamenti a rimborso diretto, il rimborso del prestito è operato dal finanziato.
Riassumendo, nel caso dei prestiti autoliquidabili in senso stretto, il finanziato ha la certezza che la banca non potrà chiedere l’adempimento dell’obbligazione del rimborso; mentre nei prestiti autoliquidabili in senso lato il finanziato può essere chiamato ad adempiere se il soggetto si rivela insolvente.
- I finanziamenti scadenzati hanno un piano di rientro con la precisa individuazione di una o più scadenze alle quali deve essere rimborsato il capitale e/o gli interessi sul prestito.
- I finanziamenti validi fino a revoca non hanno alcuna data contrattuale di scadenza, fatto salvo che la banca o il finanziato non escano dal contratto mediante revoca, esercitabile previo preavviso alla controparte.
I finanziamenti scadenzati possono essere suddivisi:
- In base alla loro scadenza contrattuale, in prestiti a breve termine, che hanno scadenza fino a 18 mesi (si inseriscono anche i prestiti a scadenza indeterminata)
- In prestiti a medio e lungo termine, che hanno durata originaria superiore ai 18 mesi.
Distinguiamo poi i finanziamenti:
- In euro
- In altra valuta
Le operazioni attive e passive nel bilancio bancario
Queste operazioni di raccolta, di impiego e di servizio sono oggetto di iscrizione contabile negli schemi di bilancio della banca. Nello stato patrimoniale, la provvista bancaria è contabilizzata tra le passività, mentre i prestiti per cassa vanno nelle attività. I crediti di firma rappresentano un’uscita solo eventuale della banca; perciò, non danno luogo a iscrizioni nel corpo principale dello stato patrimoniale, ma in nota integrativa, come molti dei servizi erogati, collegati o meno ad operazioni attive e passive che non compaiono nello stato patrimoniale.
Raccolta e impieghi nello stato patrimoniale di una banca
La raccolta diretta viene indicata nelle voci che riportano i debiti nei confronti delle banche e quelli nei confronti della clientela. La raccolta cartolarizzata (attuata mediante l’emissione di titoli) è oggetto di esposizione separata nella voce “titoli in circolazione” e comprende le operazioni bancarie, i certificati di deposito e gli altri titoli. Il resto della raccolta diretta viene esposto in nota integrativa nella parte B, come:
- Per i debiti verso banche, la distinzione tra i debiti verso le banche e le altre imprese bancarie (e per queste la composizione merceologica)
- Per i debiti verso la clientela, le tipologie di operazioni in essere
- Per i titoli in circolazione, la distinzione tra titoli quotati e titoli non quotati con l’ammontare dei titoli obbligazionari
Nelle operazioni di raccolta indiretta, la contabilizzazione delle transazioni non avviene nello stato patrimoniale poiché non rappresentano risorse che generano flussi di liquidità idonei a finanziare l’attività di impiego della banca. I crediti per cassa vanno allocati tra le attività dello schema obbligatorio di stato patrimoniale nei crediti vantati nei confronti delle banche e della clientela. In nota integrativa si procede all’evidenziazione dei crediti verso banche centrali e all’indicazione della composizione merceologica nell’ambito di prestiti erogati ad altri intermediari bancari. I crediti verso la clientela sono classificati in base alla tipologia dell’operazione: conti correnti attivi, mutui, carte di credito e prestiti personali, locazione finanziaria, factoring, ecc.
La parte relativa all’informazione sui rischi e forme di garanzia va nella parte E della nota integrativa. I crediti di firma nella parte B della nota integrativa nella voce “garanzie rilasciate e impegni”, dove le garanzie vengono distinte in crediti di firma di natura commerciale, di natura finanziaria e attività costituite in garanzia, mentre gli impegni sono suddivisi in impegni irrevocabili, impegni sottostanti a derivati su crediti e altri impegni.
Il contributo delle operazioni bancarie al conto economico della banca
Le banche corrispondono ai depositanti interessi passivi a fronte della raccolta effettuata, percepiscono interessi attivi sui crediti di cassa erogati e sono remunerate mediante un compenso costituito da commissioni per la prestazione di servizi e la concessione di crediti di firma.
- Interessi attivi prestiti
- Interessi passivi raccolta
La differenza tra interessi attivi e passivi determina alla voce margine di interesse, che segnala il risultato dell’attività di intermediazione più tipica e tradizionale. I tassi di interesse sono fissati anche in base alla rischiosità che tali transazioni presentano per l’intermediario bancario. La forma tecnica del credito non è la sola ad influenzare la determinazione del tasso: infatti a parità di tipologia di finanziamento, i tassi risulteranno inferiori per i soggetti che risultano ampiamente solvibili, mentre la remunerazione richiesta in caso di controparti esposte ad una default probability più elevata.
Nelle operazioni di raccolta, gli interessi passivi sono più contenuti sui depositi moneta rispetto ai depositi tempo. Nel conto economico di una banca, le commissioni attive sono la rappresentazione dei ricavi derivanti dai servizi bancari offerti alla clientela. Le commissioni passive si generano quando la banca si trova nella condizione di essere debitrice verso terzi, generando delle poste di bilancio negative.
Commissioni attive
- Garanzie rilasciate
- Derivati su crediti
- Servizi di gestione, intermediazione e consulenza
- Servizi di incasso e di pagamento
- Servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione
- Servizi per operazioni di factoring
- Esercizio di esattorie e ricevitorie
- Altri servizi
Commissioni passive
- Garanzie ricevute
- Derivati su crediti
- Servizi di gestione e intermediazione
- Servizi di incasso e di pagamento
- Altri servizi
Le commissioni attive e passive, assieme alle voci di dividendi e proventi simili, risultato netto dell’attività di negoziazione, risultato netto dell’attività di copertura, utili (perdite) dalla cessione o riacquisto di crediti, attività finanziarie ecc. e il risultato netto delle attività e passività valutate al fair value, consentono di pervenire al margine di intermediazione, per somma algebrica con il margine di interesse. Nel margine di intermediazione vanno a confluire i risultati della gestione di servizi, delle operazioni in titoli e in strumenti derivati attuate dalla banca, la remunerazione derivante dalla concessione di crediti di firma.
Le regole di trasparenza
Esiste un insieme di regole volte a porre il cliente in condizione di conoscere i diritti e gli obblighi che derivano dalla stipula di contratti bancari e dal rapporto con l’intermediario, per attenuare l’asimmetria informativa tra le parti e agevolare la comparazione dei prodotti. La Banca d’Italia evidenzia che le norme sulla trasparenza promuovono la tutela del cliente, costituiscono un efficace strumento di salvaguardia della concorrenza e concorrono alla sana e prudente gestione della banca. La trasparenza è fondata sul principio generale che le relazioni con la clientela siano improntate a criteri di buona fede e correttezza. Questi consentono nel lungo periodo alla banca di rafforzare il grado di fidelizzazione della clientela e di determinare benefici in termini di reputazione sul mercato.
Le regole sulla trasparenza si ispirano a principi di:
- Semplificazione della documentazione messa a disposizione della clientela ciò comporta semplificazione e snellimento dei contenuti, semplicità e chiarezza del linguaggio, da adattare al livello di cultura finanziaria delle differenti fasce di clientela, anche in relazione al prodotto proposto.
- Correttezza, completezza e comprensibilità delle informazioni da rendere informazioni sintetiche, essenziali ed esaurienti al fine di consentire al cliente di capire.
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