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Organizzazione sociale e scambi economici

L'organizzazione sociale è fatta di scambi. Queste attività comprendono anche i beni culturali.

Micro e macroeconomia

Micro: comportamento dei singoli, cosa muove il singolo consumatore/prodotto nell'attività economica.

Macro: cerca di comprendere il comportamento che regola le leggi del sistema economico: quanto si produce? Quali sono le forze che determinano la quantità di produzione? La macroeconomia si interessa anche della moneta.

I. Adam Smith

(Concetto di produttività, divisione del lavoro, scambio, allargamento mercati, mano invisibile, scambi internazionali)

È considerato il padre dell'economia politica. Con lui, l'economia politica diventa una disciplina autonoma separandola dalla filosofia morale: infatti, Smith è il primo che si pone domande sul funzionamento del sistema economico. La domanda che si pone Smith, mai fatta prima, è la seguente: da cosa dipende la ricchezza delle nazioni?

Viene introdotto quindi il concetto di ricchezza (capacità di un paese di produrre reddito), che introduce a sua volta il termine di produzione. La risposta a questa domanda riguarda la divisione del lavoro: più il lavoro è diviso in attività produttive, più la nazione produce ricchezza. La divisione del lavoro comporta scambio (compro da altri ciò che non possiedo) e si soddisfano i bisogni. Più il lavoro è diviso, più c'è bisogno di mercati.

Produttività e divisione del lavoro

In sintesi: quando il lavoro viene diviso, aumenta la produttività.

x=πL

Questa equazione rappresenta il rapporto fra prodotto e lavoro. Quanto più L genera X, tanto più è alta la produttività.

Ragioni per cui si diventa più produttivi tramite la divisione del lavoro

  • Learning by doing
  • Introdurre innovazione sociale, quindi la possibilità di inventare/innovare
  • Facilità di introduzione delle macchine da lavoro. Macchine su cose semplici e uomini su cose complesse.
  • Ridotto tempo di passaggio da un'operazione all'altra (standardizzazione dei processi)

Altra faccia di divisione del lavoro: allargamento dei mercati. La moneta facilita lo scambio, che funziona solo se ci sono regole rispettate dagli scambisti.

Variabili economiche

Variabile stock: si riferisce ad un istante nel tempo. Generalmente è costante nel tempo, ma può anche variare o restare uguale.

Variabile di flusso: viene definita con riferimento ad una variabile di tempo. Quanto guadagno in un determinato momento. Si definiscono in base al trascorrere del tempo.

Prezzo e valore delle merci

Sappiamo quindi che lo scambio delle merci avviene ad un prezzo, ma cosa determina il prezzo di una merce? Smith distingue il prezzo naturale (costi necessari per produrre) dal concetto di valore di una merce (valore delle cose che lo compongono, inclusa l'inventiva dell'inventore, il capitale di chi ha investito i soldi per la produzione).

Il prezzo si collega al valore. In economia, a partire da Smith si distingue:

  • Valore d'uso: l'importanza che noi diamo ad un bene (es: l'acqua ha un valore di uso alto nella soddisfazione dei bisogni, a differenza di un diamante). Varia in base alla soggettività. (La moneta non ha nessun valore d'uso, serve solo per effettuare lo scambio).
  • Valore di scambio: viene determinato dalla quantità di lavoro necessaria a produrre le merci.

Secondo Smith, il prezzo naturale delle merci si avvicina al valore di scambio delle merci. Sia in Smith, Ricardo e Marx, il tema di come il valore si trasforma in prezzi non è del tutto risolto in modo chiaro e definito.

Scambi internazionali

Smith è anche il primo a difendere gli scambi internazionali: introduce l'idea che se due paesi sono bravi a produrre cose diverse, si mettono d'accordo, specializzandosi nella produzione di una merce in cui sono bravi e scambiandosele, traendo vantaggio a vicenda. Smith ha quindi un'idea positiva degli scambi internazionali: rendono più efficiente il sistema e si aumenta la produttività. Questi scambi non vanno limitati poiché sono un fattore di aumento della ricchezza. Bisogna essere bravi a capire quali sono le merci più convenienti da produrre in base alla disponibilità del paese.

II. Ricardo

(Teoria della distribuzione, teoria dei costi comparati)

Mentre Smith si focalizza su una serie di concetti economici e crea una disciplina che studia il processo economico, Ricardo è colui che ha avviato l'analisi economica: fa quindi un'analisi precisa del funzionamento del sistema economico partendo dal tema della distribuzione del reddito tra le classi, mettendo poi a fuoco in che modo la distribuzione è collegata allo sviluppo del sistema economico.

Stratificazione sociale

Ricardo analizza la società capitalistica dividendola in tre classi sociali (viveva nel tempo della rivoluzione agricola):

  • Proprietari terrieri
  • Capitalisti
  • Lavoratori

I proprietari terrieri non fanno niente, ma hanno il diritto di proprietà sulla terra. Partecipano al processo produttivo mettendo a disposizione i terreni da coltivare ai capitalisti. Tali terreni sono “scarsi” e hanno una produttività diversa. I proprietari terrieri sono proprietari di un fattore produttivo importante nel sistema di produzione.

Nell'ottica ricardiana, il capitalista è il vero motore dello sviluppo economico: è colui che prende in affitto il terreno, ci mette dei lavoratori a lavorare e realizza una produzione. I lavoratori cedono la loro forza-lavoro al capitalista. Il proprietario terriero fa uno scambio con il capitalista: cede terreno in cambio di una rendita. Il lavoratore, invece, cede forza-lavoro in cambio di salario. Ciò che resta quando il capitalista ha pagato entrambi è il residuo: in ogni teoria della distribuzione c'è un residuo e nella visione ricardiana, il residuo va in mano al capitalista, poiché è colui che gestisce il sistema produttivo.

Esempio: se si prende in coltura un terreno e il capitalista è uno, non c'è concorrenza. Questa nasce quando arriva il secondo capitalista: o va sul terreno due (che produce 80 e non 100) oppure prova ad andare sul terreno uno. Si faranno concorrenza offrendo al proprietario terriero una parte del prodotto. Se subentra un terzo, i capitalisti, secondo le leggi della concorrenza, sono costretti a cedere di più al proprietario terriero fino a quando il profitto del capitalista si annulla.

È questa la visione negativa di Ricardo: il motore dello sviluppo è la messa a coltura di terreni sempre nuovi e ciò viene svolto grazie ai capitalisti. Purtroppo, i terreni sono sempre meno fertili e i proprietari terrieri hanno sempre più margini per guadagnare loro, senza cedere nulla. Alla fine, i capitalisti non avranno più interesse a coltivare i terreni perché non riusciranno a guadagnare nulla. Quando il profitto si avvicina a zero, si interrompe il processo di sviluppo: entra in ciò che Ricardo chiama lo “stadio stazionario”, cioè una condizione di cui non cresce profitto. Si dice che Ricardo sia il fondatore della “triste scienza” proprio perché si raggiunge tale limite.

Secondo Ricardo, quindi, il capitalismo è un sistema destinato allo stadio stazionario. L'ingiustizia del capitalismo, non è lo sfruttamento che il capitalista fa nei confronti dei lavoratori, ma è che ci sono persone (i proprietari terrieri) che intascano una quota di prodotto sempre maggiore senza fare niente, sottraendo al processo di sviluppo, per il solo fatto di avere il diritto di proprietà su una risorsa scarsa. Nell'ottica ricardiana, il cattivo è quindi il proprietario terriero. Il capitalista si assume il rischio del processo produttivo (visione positiva).

Nell'ottica ricardiana, ovunque è presente una risorsa scarsa, c'è un potere di estrarre una rendita. Le rendite sono un fattore di abbattimento delle potenzialità di sviluppo perché il proprietario terriero non reinveste, fa consumi di lusso e non aiuta il processo produttivo ad andare avanti. (es. se si ha la proprietà di un quartiere, lì c'è la possibilità di estrarre una rendita).

La rendita è uguale alla differenza tra il prodotto sul singolo terreno e il prodotto del terreno marginale.

Teoria dei costi comparati

Teoria dei costi/vantaggi comparati negli scambi internazionali: se Smith aveva parlato principalmente di vantaggi assoluti, Ricardo parla di vantaggi comparati. Nel senso che, se un paese è più bravo a produrre tutte e due le merci rispetto ad un altro, si comparano e il primo (cioè quello che le produce meglio) deve specializzarsi nella produzione di tali merci. Lo scambio è conveniente anche quando c'è un vantaggio a produrre tutte e due le merci da parte di uno dei due paesi. Se un paese è svantaggiato ma decide comunque di produrre un prodotto (materiali agricoli), si fa la differenza di prezzo: il paese in vantaggio ricava, dalla vendita di beni industriali, soldi in più che può investire nell'acquisto di beni agricoli; d'altro canto, il paese in svantaggio che vende i beni agricoli, ricaverebbe qualcosa in più dalla vendita dei beni agricoli di quanto gli servirebbe per produrre i beni industriali che compra dall'altro paese.

Ogni paese decide di specializzarsi laddove ha costi comparati migliori. Conviene che produce il prodotto in cui è meno peggio e lo scambia. Questo è il fondamento della divisione internazionale del lavoro: non bisogna alzare barriere doganali proteggendosi dalla concorrenza internazionale, poiché quest'ultima aiuta la specializzazione.

III. Marx

(Teoria del valore-lavoro, conflitto sulla distribuzione, plus lavoro, esercito industriale di riserva)

È un filosofo, sociologo, economista. Dal crollo del modello sovietico, si è avuto anche il crollo delle idee di Marx. Lui è il critico del sistema capitalistico: è il sistema di sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Anche il governo e le istituzioni sono parte della borghesia, quindi la società viene vista come un'organizzazione funzionale a rendere possibile lo sfruttamento.

Già avviata in parte da Smith e Ricardo, Marx riprende la teoria del valore-lavoro focalizzandosi sullo sfruttamento tra capitale e lavoro. Il capitalismo è un sistema economico dove prevale una dicotomia tra capitalisti e lavoratori.

Conflitto tra classi

Nell'ottica di Marx, la classe dei proprietari terrieri era un ceto destinato a scomparire, poiché si sarebbe inglobato nella classe dei capitalisti. Ci sono quindi solo due classi sociali che si contrappongono: capitalisti e lavoratori. Questo conflitto si svolge nel concreto sulla distribuzione: il capitalista compra forza-lavoro ad un salario uguale al valore della forza-lavoro, che è uguale al valore delle merci che servono per la sussistenza del lavoratore. Il capitalista ha sempre modo di pagare poco il lavoro rispetto a quello che estrae dal lavoro: i lavoratori percepiscono il salario minimo di sussistenza.

Plus lavoro: lavoro in più che viene fatto dal lavoratore che genera produzione di merci che vengono poi vendute. In questo caso, le merci non vanno al lavoratore che le ha prodotte, ma vanno al capitalista. Il plus lavoro diventa plus valore. Più è lunga la giornata di lavoro, più c'è sfruttamento.

L'unico fattore produttivo nella visione di Marx è il lavoro, poiché il capitale non esiste in natura. Il capitale è il prodotto del lavoro (primo capitale: anticipazione che il capitalista fa al salario del lavoratore). Alla base di tutto c'è lavoro. Nella visione di Marx, il capitalista non è colui che mette in moto il processo produttivo, non è l'innovatore e l'inventore, ma è lo sfruttatore che estrae più valore possibile dal lavoro con salari minimi.

Secondo Marx, il capitalismo presenta anche elementi di contraddizione: le macchine, che sono capitale morto, rendono più produttivo il lavoro. Più è produttivo il lavoro, più il capitalista immagina di incassare più merci nel minor tempo. Ogni capitalista è spinto dalla voglia di fare sempre più profitti. Quando il capitale si trasforma in capitale morto (uso di macchine), non è più in grado di produrre plus valore. Solo il lavoro può generare plus valore: quando più aumenti l'utilizzo delle macchine, secondo Marx, più tende a ridursi il profitto.

Anche per Marx, quindi, il capitalismo è destinato al crollo perché c'è una caduta tendenziale del saggio di profitto, che viene schiacciato da processi produttivi generati sempre di più da macchine. Adesso ancora non è successo, ma tra tre secoli probabilmente ci sarà un cambiamento tendenziale (crollo) del sistema produttivo ed economico. La fine del capitalismo potrebbe essere causata dalle argomentazioni di Marx. (Evoluzione delle biotecnologie)

Dovremmo utilizzare le idee di Marx per comprendere come non rendere il terzo settore un settore privato. Il terzo settore nasce come non-profit.

Esercito industriale di riserva

Il sistema capitalistico è un sistema in cui i lavoratori percepiscono un salario che è almeno di sussistenza. (Immaginare di creare un grafico con assi: lavoro sull'asse delle ascisse x, salario sull'asse delle ordinate y, la linea retta sull'asse delle ascisse – tale linea dimostra che il salario non cambia al cambiare del livello di occupazione). In sintesi, l'esercito industriale di riserva dice che ci sono sempre lavoratori disposti a lavorare per un salario minimo di sussistenza.

Immigrazione (attualità) è un grande meccanismo di rigenerazione dell'esercito industriale attuale.

Microeconomia

Se nella fase iniziale, l'oggetto di sviluppo era l'analisi della società nel suo complesso, con il pensiero neoclassico la prospettiva si sposta e l'oggetto dello studio dell'economia è la scelta individuale. L'economista smette di utilizzare gli strumenti utili all'analisi sociale e si concentra sui comportamenti individuali. Questi comportamenti individuali vengono interpretati a partire da un'ipotesi: l'homo-economicus.

Si tratta di un agente economico: uno che ha la libertà di scegliere. È razionale ed egoista. Razionale vuol dire che è sempre in grado di mettere in ordine gli obiettivi da perseguire, fa una graduatoria chiara e sa sempre come deve agire. Sa in che direzione deve orientare la propria scelta. Quando si trova di fronte a risorse scarse, bisogna distribuirle in modo tale da raggiungere al meglio il proprio obiettivo.

Il consumatore è l'individuo razionale che massimizza l'utilità. Il suo obiettivo è massimizzare l'utilità. Come fa il consumatore ad effettuare le sue scelte sapendo che si tratta di un individuo razionale? Il problema che si pone dinanzi al consumatore è massimizzare l'utilità di fronte ad un vincolo. Il vincolo è rappresentato dal fatto che il consumatore ha risorse scarse (reddito) e i beni sul mercato hanno un prezzo maggiore di zero; quindi, non può comprare ogni cosa poiché consuma il reddito.

In modo più specifico, bisogna analizzare il lato psicologico del rapporto tra i beni e l'utilità, e poi il lato economico che mostra come funziona il vincolo di bilancio.

L'utilità è un concetto molto ampio e complesso da definire. Le funzioni sono regole di trasformazione: dato il valore che acquistano alcune variabili indipendenti (x1, x2) l'utilità dipende dalla quantità consumata di questi n beni. La nostra utilità e felicità dipende dalla quantità consumata dei beni acquistati sul mercato. Funzione di utilità: U = U (X1; X2) Quantità di beni consumati (x1, x2)

Analizziamo in che modo il consumatore, avendo a disposizione tre variabili, combini due prodotti in modo da ottenere il massimo dell'utilità avendo a disposizione due ipotesi:

  • Il postulato di non sazietà: più aumentano le dosi dei beni che il consumatore consuma, più è alto il suo grado di utilità. Funzione crescente in modo decrescente, non è mai una linea retta (grafico). Se fosse retta, l'aumento del consumo dei beni dà sempre lo stesso grado di utilità.
  • Il postulato di utilità marginale decrescente dei beni: convenienza a compiere un incremento (marginalità). Quanto aumenta l'utilità complessiva se aumento il consumo di X1 di un'unità. Quando aumenta il consumo di un bene, l'utilità aumenta (grafico). Funzione dell'unità marginale: ΔU > 0 Δx1. Nonostante questo aumento sia maggiore di 0, è sempre più piccolo: più è ampia la quantità, meno aumenta l'utilità.

Creazione curva d'indifferenza

Costruzione delle curve d'indifferenza per ragionare sulla scelta del bene da consumare che garantisce la massimizzazione dell'utilità del consumatore. L'utilità complessiva del consumatore dipende dalla quantità che consuma di x1 e x2, sapendo che entrambi sono soggetti ai postulati. Succede che si costruiscono le curve d'indifferenza a partire da due variabili (tre ridotte a due, poiché l'unità complessiva è data): U = U (X1; X2)

Data l'utilità (es. ha valore 100), vado a cercare tutte le combinazioni di x1 e x2 che mi danno utilità 100. (Grafico sulla curva d'indifferenza). Il grafico viene costruito con gusti dati.

Curva d'indifferenza: insieme di tutti i punti del grafico che esprimono coppie di beni in grado di dare lo stesso livello di utilità al consumatore. Luogo geometrico di tutti i punti del grafico che esprimono coppie di beni in grado di dare la stessa soddisfazione al consumatore.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ile.cecala di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Musella Marco.
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