Economia aziendale lezione 1 – 14/09
L’economia aziendale guarda alle condizioni di esistenza e alle manifestazioni di vita delle aziende, viste come componenti elementari del sistema economico che concorrono a realizzare la produzione e il consumo dei beni e servizi necessari per soddisfare i bisogni umani.
L’oggetto dell’azienda: azienda di erogazione e azienda di produzione. L’impresa.
Per soddisfare i propri bisogni, l’uomo deve consumare i beni che possono essere immediatamente disponibili oppure richiedono di essere prodotti. I bisogni sono infiniti, mentre le risorse necessarie per la loro produzione, sono limitate. Questo comporta un’attività di produzione e consumo economico.
Termine complesso poiché può intendersi nel senso di:
- Ottimizzare l’impiego delle risorse per l’ottenimento dei beni (efficienza)
- Eliminare tutti gli sprechi al fine di soddisfare la maggiore quantità possibile di bisogni (produttività)
L’azienda rappresenta lo strumento di cui l’uomo si serve per svolgere, in modo economico, attività di produzione e consumo di beni adatti a soddisfare i bisogni. L’azienda ha però bisogno di essere amministrata seguendo tre grandi aree:
- Organizzazione: regole e processi che disciplinano come combinare e impiegare le risorse, per raggiungere gli obiettivi strategici.
- Gestione: insieme di operazioni con le quali l’azienda realizza la sua funzione di produzione per lo scambio di mercato.
- Rilevazione (o controllo): metodi e strumenti per misurare, rappresentare e interpretare i diversi fenomeni che interessano la vita dell’azienda.
Lezione 2 – 15/09
Una stessa azienda non può svolgere in modo economico, sia attività di consumo sia di produzione. Esistono infatti:
- Aziende di produzione o imprese (es. ENI S.p.a.) che si occupano di rendere disponibili al consumo i beni prodotti mediante lo scambio di mercato, generando così una soddisfazione indiretta dei bisogni umani
- Aziende di consumo o di erogazione (es. USL) volte alla diretta soddisfazione dei bisogni umani. Si possono ulteriormente suddividere in:
- Corporazioni: prevale l’elemento personale rispetto a quello patrimoniale infatti, queste, attraverso la raccolta dei contributi degli associati e di terzi, perseguono il soddisfacimento dei bisogni degli associati. (es. associazioni culturali, benefiche, sportive, etc.)
- Fondazioni: elemento patrimoniale prevale su quello personale; queste aziende sorgono grazie a lasciti, donazioni ed hanno come scopo quello di rendere disponibili beni per soddisfare determinati soggetti.
Le relazioni fra imprese e aziende erogative danno vita a intensi flussi reali (beni e servizi) e finanziari (scambi di moneta), in assenza dei quali né le une né le altre attività economiche potrebbero esistere e funzionare.
L’impresa può essere suddivisa in:
- Produzione diretta: la produzione si esprime attraverso processi di trasformazioni fisico-tecnica della materia. (es. fabbrica di cibi e/o bevande)
- Produzione indiretta: la produzione non comporta alcuna trasformazione visibile della materia (es. commercio all’ingrosso di elettronica)
- Servizi: non c’è produzione di beni, ma di servizi rendendo disponibili condizioni che facilitano lo svolgimento di altre attività (es. assicurazioni)
L'ambiente generale
L’azienda è in continua relazione di scambio con l’ambiente ovvero con molteplici circostanze e condizioni ad essa esterne. L’azienda è quindi influenzata dalle condizioni caratterizzanti dell’ambiente determinando così gli input ovvero le risorse che l’azienda acquista per svolgere la propria attività.
Le condizioni ambientali influenzano la qualità dei beni prodotti e i servizi erogati, ovvero gli output. L’ambiente, quindi, genera vincoli oppure opportunità. I caratteri che determinano l’ambiente generale sono di varia natura, e quindi possiamo identificare alcuni sub-ambienti:
- Fisico: condizioni naturali del contesto in cui l’azienda opera
- Socio-culturale: conoscenze, valori culturali delle persone
- Politico-legislativo: norme che definiscono il sistema giuridico
- Tecnologico: conoscenze scientifiche e tecnologiche
- Economico: organizzazione dell’attività economica (capitalistica)
Ambiente competitivo
Le condizioni dell’ambiente generale assumono diverso rilievo in relazione allo specifico ambito di attività dell’azienda. I connotati dell’ambiente competitivo dipendono dall’interazione tra diversi soggetti/elementi quali:
- Fornitori – potere contrattuale
- Clienti – forza della domanda e potere di imporre prezzi
- Imprese concorrenti già presenti nel settore – prodotto/servizio differenziabile
- Prodotti e servizi sostitutivi – soddisfano gli stessi bisogni, talvolta anche a prezzi più favorevoli
- Potenziali nuovi concorrenti – barriere all’entrata
Questi rappresentano le forze competitive del settore.
Dinamismo ambientale e innovazione
L’ambiente è dinamico, ovvero in continuo cambiamento. Di conseguenza, l’azienda è sempre in movimento, costretta a ricomporre, in termini quantitativi e qualitativi, gli elementi che la costituiscono per adeguarsi ai cambiamenti ambientali. Le posizioni di equilibrio raggiunte non sono mai definitive e per questo si parla di equilibrio dinamico, volto ad anticipare e orientare il cambiamento.
Questo è possibile se l’azienda promuove il cambiamento nell’ambiente attraverso l’innovazione. L’impresa cerca di governare il cambiamento a proprio favore, acquisendo una posizione di vantaggio rispetto alle forze competitive. Non tutte le innovazioni però hanno lo stesso impatto sulle condizioni di sviluppo dell’impresa e del sistema economico.
La forza dell’innovazione dipende dalla facilità e rapidità con la quale può essere riprodotta dagli altri, dipende quindi dalla sua imitabilità. Le innovazioni possono essere incrementali (semplici miglioramenti e arricchimenti es. industria della moda) oppure radicali (caratteri e contenuti rivoluzionari es. automobile, robotica, etc.). Dove non c’è un costante rinnovamento, l’impresa è destinata all’obsolescenza, superamento della produzione che non è più in sintonia con le condizioni ambientali e i bisogni che deve soddisfare.
I valori guida del sistema aziendale
Tutte le aziende sono accomunate dalla volontà di sopravvivere e svilupparsi durevolmente nel tempo, cioè perseguono un obiettivo di ordine superiore: quello della durabilità. Una volta costituita, l’azienda può essere veramente sé stessa, può servire da strumento per soddisfare bisogni umani, solo se riesce a prosperare durevolmente nel tempo.
Sono i valori a determinare l’orientamento dell’impresa verso particolari obiettivi di fondo che caratterizzano il finalismo impresso nel sistema aziendale. Ovvero deve essere in grado di governare tre diversi ambiti fondamentali:
- Economicità: La ricerca di un rapporto ottimale fra il valore monetario delle risorse impiegate e quello dei risultati ottenuti. Spesso si traduce in conseguimento di lucro, ovvero di profitto. Per poter conseguire un profitto, l’impresa deve:
- produrre in modo economico, ovvero ottimizzare il rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti
- cedere quanto prodotto al mercato poiché è solo con lo scambio di mercato che l’impresa può conseguire profitti
- Competitività: Capacità di attrarre i clienti attraverso l’offerta di un sistema prodotto costruito ponendo la massima attenzione ai loro bisogni, desideri, aspettative. Si parla di “sistema prodotto” perché i clienti oggi prestano sempre più attenzione a prerogative connesse al prodotto: assistenza pre e post vendita, prezzo e condizioni di pagamento, tempi di consegna e di trasporto, garanzia, qualità del prodotto.
- Socialità: L’impresa è al centro di una fitta trama di interessi che fanno capo a soggetti diversi (stakeholder): soci, finanziatori, fornitori, dipendenti, clienti, pubblica amministrazione, collettività. Questi diversi attori sociali hanno particolari interessi verso l’impresa, che quindi deve percepirli per fornire risposte adeguate. In conclusione, si può intendere la socialità come la capacità di valorizzare tutte le risorse che l’impresa impiega e le condizioni ambientali su cui può influire.
Tutti questi valori devono orientare l’azione del fattore umano, ricercando e mantenendo rapporti di equilibrio dinamico fra le tre dimensioni. Infatti, tra queste c’è una relazione circolare a causa della quale l’attenzione eccessiva ad una sola delle dimensioni produce squilibrio nel sistema impresa e, nel medio-lungo termine ne causa la fine.
Rischio d'impresa
La necessaria ricerca di un equilibrio all’interno di un ambiente complesso in continua evoluzione rende la vita dell’impresa dominata da un costante stato di incertezza. Incertezza, quindi, rischio. Il rischio si presenta come una componente del “fenomeno impresa”; esprime la possibilità che si verifichino eventi capaci di pregiudicare lo svolgimento dell’attività produttiva per il mercato.
È riconducibile alle condizioni che modellano l’ambiente in cui l’impresa opera, sia generale che competitivo. Queste condizioni, inoltre, sono amplificate o attenuate dalle scelte compiute in fase di gestione. Più queste scelte rendono l’impresa rigida, meno questa sarà capace di adeguarsi alle dinamiche ambientali, diventando così obsoleta.
Il rischio può riguardare determinati aspetti dell’operare aziendale:
- Non riuscire a vendere i propri prodotti (rischio operativo)
- Non ottenere un finanziamento (rischio di credito)
- Avere impianti superati dal progresso tecnologico (rischio tecnologico)
- Non riuscire a pagare puntualmente un debito (rischio finanziario)
- Subire una sfavorevole variazione dei cambi (rischio di cambio)
I diversi aspetti di rischio sono fra loro intimamente collegati; i vari rischi specifici, cioè, sono uniti da relazioni sistemiche. Per questo, si parla di sistema dei rischi d’impresa. Le varie condizioni di rischio specifico concorrono, sistematicamente a esprimere una più generale condizione di rischio che investe l’attività dell’impresa nel suo complesso. Si parla di rischio economico generale d’impresa.
Lezione 3 – 19/09
I soggetti dell'azienda
L’azienda va considerata sotto un profilo soggettivo, guardando alle persone che stanno “dietro” ad essa. La società è regolata dal Codice Civile all’art. 2247 che recita “Con il contratto di società, due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.”
Il conferimento della ricchezza ha duplice funzione:
- Fornire una dotazione di capitale per l’avvio dell’attività
- Costruire una garanzia patrimoniale per le obbligazioni assunte dall’azienda
Impresa individuale
Si ha un solo imprenditore con responsabilità illimitata in quanto risponde con tutto il suo patrimonio nelle obbligazioni aziendali a prescindere da quanto ha investito nell’azienda. È una forma giuridica largamente diffusa in Italia e riguarda principalmente artigiani (falegname, muratore, etc.) e piccoli commercianti (venditori ambulanti, etc.).
| Società | Società di persone | Società di capitali |
|---|---|---|
| Autonomia patrimoniale imperfetta | Autonomia patrimoniale perfetta | |
| No personalità giuridica | Personalità giuridica | |
| Responsabilità illimitata, solidale, sussidiaria | Responsabilità limitata al capitale investito |
Società di persone
- Due o più imprenditori
- Conferimento iniziale
- No personalità giuridica
- Soci rispondono solidamente e illimitatamente con tutto il proprio patrimonio delle obbligazioni aziendali
- La legge non prevede presenza di assemblea, ma forme di amministrazione (a maggioranza, congiunta, disgiunta, mista)
Società semplice (S.S.)
È la forma più elementare, può avere ad oggetto esclusivamente l’esercizio di attività economica NON commerciale (es. attività agricola). Non necessita di un capitale minimo ed è a responsabilità illimitata e solidale.
Società in nome collettivo (S.N.C.)
Formata da una sola categoria di soci senza capitale minimo. Responsabilità illimitata, solidale e sussidiaria. Dall’art. 2219 c.c: “Nella società in nome collettivo tutti i soci rispondono solidamente e illimitatamente per le obbligazioni sociali. Il patto contrario non ha effetto nei confronti dei terzi.”
Società in accomandita semplice (S.A.S.)
Si hanno due categorie di soci: accomandatari e accomandanti. Non c’è bisogno di un capitale minimo e la responsabilità è illimitata, solidale e sussidiaria.
Società di capitali
- Personalità giuridica e iscrizione al Registro delle Imprese (RI)
- Patrimonio minimo in base alla forma
- Assemblea dei soci è l’organo deliberativo:
- Decide a maggioranza (assemblea ordinaria)
- Per alcuni argomenti a maggioranza qualificata (assemblea straordinaria)
Società a responsabilità limitata (S.R.L.)
Capitale rappresentato da quote (min 1€ o 10.000€). Può essere amministrata da: amministratore unico o più amministratori unici o dal consiglio di amministrazione. Organo di controllo obbligatorio solo se si superano certe dimensioni. Dall’art. 2462 c.c: “nella società a responsabilità limitata per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio”.
Società per azioni (S.P.A.)
Capitale rappresentato da azioni (min. 50.000€). Amministrazione: sistema tradizionale, sistema monistico, sistema dualistico. Dall’art 2325 c.c: “nella società per azioni per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio”.
| Modello | Tradizionale | Dualistico | Monistico |
|---|---|---|---|
| Si applica in mancanza di diversa scelta statuaria e prevede la presenza di: | Consiglio di gestione costituito da almeno due componenti (anche non soci) e nominato dal consiglio di sorveglianza | Comitato per il controllo sulla gestione: nominato dal CdA al suo interno e composto da amministratori non esecutivi che devono avere almeno un componente scelto fra gli iscritti al registro dei Revisori Contabili |
Società in accomandita per azioni (S.A.P.A.)
Capitale rappresentato da azioni con due categorie di soci. Raro caso. Dall’art. 2452 c.c.: “nella società in accomandita per azioni i soci accomandatari rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali, e i soci accomandanti sono obbligati nei limiti della quota di capitale sottoscritta”.
Soggetto economico
Il soggetto economico rappresenta chi ha il comando dell’impresa e solitamente corrisponde al soggetto che risponde delle obbligazioni derivanti dall’attività aziendale; spesso è il titolare stesso. Nelle S.R.L e nelle S.P.A individuiamo:
- Capitale di maggioranza: chi ha investito di più indirizza l’attività dell’azienda (es. nomina gli amministratori anche tra i soci
- Capitale di comando: nelle SPA spesso gran parte dei soci è distante dalla vita dell’azienda, quindi una porzione di capitale può consentire di ottenere il controllo dell’azienda
- Manager: in situazioni estreme, il capitale dell’azienda può essere frazionato tra moltissimi soci con quote irrilevanti e l’impresa prende il nome di public company in quanto l’impresa è di tutti.
Nelle S.A.P.A abbiamo i soci accomandatari.
Soggetto giuridico
Il soggetto giuridico rappresenta il soggetto a cui fanno capo gli effetti giuridici conseguenti allo svolgimento dell’attività aziendale. Solitamente si ritrova nel titolare dell’azienda per quanto riguarda le imprese individuali, e nei soci nelle imprese societarie.
Nelle S.A.S il soggetto giuridico sono soltanto gli accomandatari poiché soltanto loro sono amministratori ed agiscono in nome e per conto della società. Nelle S.A.P.A. il soggetto giuridico è la società, ma dobbiamo ricordare che i soci accomandatari sono responsabili illimitatamente e solidalmente delle obbligazioni sociali.
Nelle imprese individuali e nelle società di persone il soggetto giuridico corrisponde al soggetto economico, la stessa cosa non possiamo dire per le società di capitali.
Azienda pubblica e azienda privata
I concetti di SE e SG permettono di fare una distinzione tra aziende pubbliche e aziende private. Nell’azienda pubblica, il soggetto giuridico è pubblico. È il caso delle persone giuridiche di diritto pubblico, ossia persone giuridiche distinte dallo Stato ma che perseguono scopi di interesse pubblico (es. Regioni e Comuni). Nell’azienda privata abbiamo soggetto economico e soggetto giuridico nella stessa persona fisica o persona giuridica di diritto privato.
Gruppi aziendali
I concetti di SG e SE sono utili per comprendere come le aziende si organizzano e interagiscono sia al loro interno che con altre aziende. La struttura dei gruppi aziendali può variare in base a molteplici fattori economici e legali.
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