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Economia Aziendale Lezione 1

l’azienda da un punto di vista oggettivo: nascita delle aziende e componenti strutturali.

Perché esistono le aziende?

L’essere umano avverte dei bisogni naturali , sici o di altra natura. Come si soddisfano?

Attraverso il consumo di beni o di servizi. Chi li fornisce? Le aziende, nascono perché:

1) l’uomo avverte de bisogni che possono essere forniti solo dalle aziende

Le aziende sono consapevoli che l’uomo è sempre insoddisfatto , un bisogno soddisfatto non

è più motivante, perciò vuole bisogni sempre più evoluti che le aziende producono.

2) le aziende dopo aver soddisfatto un bisogno sanno che l’uomo avverte la necessità di beni

più evoluti per soddisfare le necessità più evolute, complesse e so sticate.

—> le aziende perciò cavalcano questa caratteristica dell’uomo. Sono dunque i continua

competizione tra loro, devono sempre RINNOVARE IL PRODOTTO, cercando di anticipare o

stimolare il bisogno.

TEORIA DI MASLOW

Nell’essere umano prima si presentan i bisogni siologici (mangiare bere e dormire), poi ci

sono i bisogni di sicurezza (avere una casa), poi ci sono i bisogni associativi (relazione con

gli altri), poi ci sono i bisogni di stima, secondo Maslow i più dif cili da soddisfare, (che gli altri

riconoscano le proprie qualità), poi il bisogno di autorealizzazione.

Non si presentano secondo un ordine casuale, i bisogni del livello successivo si presentano

dopo aver soddisfatto quelli precedenti. fi fi

Le componenti comuni che ci consentono di riconoscerle?

Le aziende le de niamo come un insieme di persone che grazie ad un patrimonio e con il

supporto della struttura organizzativa svolgono un attività per raggiungere determinati

risultati, immerse in un ambiente. Le principali componenti dunque sono:

1) le persone

2) il patrimonio

3) l’organizzazione, pur essendo intangibile è la più importante

Le aziende devono raggiungere risultati:

1) economici, le aziende devono fare pro tto, questo obiettivo lo raggiungono le imprese e

non tutti i tipi di aziende

2) sociali, obiettivo raggiunto da aziende che soddisfano le esigenze sociali

3) competitivi

4) sviluppo

Esempio:

La Ferrero è un’azienda ma è anche un’impresa

L’università di Tor Vergata non è u’impresa ma soddisfa il bisogno di un servizio pubblico e

dell’utenza.

TUTTE LE IMPRESE SONO AZIENDE, MA NON TUTTE LE AZIENDE SONO IMPRESE

TUTTE LE PARTI SONO IMPORTANTI MA L’ORGANIZZAZIONE è LA PIù IMPORTANTE

Insieme

universo di

tutte le

Imprese aziende

fi fi

lezione 2

l’azienda da un punto di vista oggettivo l’azienda come sistema

Concetto di azienda? 2 tipi:

—> natura giuridica: Art. 2555 (C.C. Raccolta di norme che regola i tappeti tra privati),

l’azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio

dell’impresa.

Ciò che accomuna le due de nizioni di azienda sono l’organizzazione e i beni (patrimonio).

Nella prima de nizione si parla di “un detto di persone” qui becco parliamo di “un

imprenditore”, colui che apporta il capitale e che nelle aziende più piccole gestiscono le

aziende e sono proprietari. Manca il riferimento alla forza lavoro: i dipendenti. PRIMO LIMITE

DELLA DEFINIZIONE —> no prende i considerazione tutti gli elementi (le persone)

Con esercizio dell’impresa non si intendono tutte le aziende. SECONDO LIMITE DELLA

DEFINIZIONE —> non prende in considerazione tutte le aziende.

Riguarda solo le aziende di produzione ovvero le imprese. DUNQUE non possiamo uiliazzare

questa seconda de nizione di natura giuridica ma dobbiamo tenere in constatazione quella di

natura economica.

—> natura economica: qui le aziende sono riconosciute essere come dei sistemi.

La migliore de nizione di azienda è: L’AZIENDA è UN SISTEMA

Perché l’azienda è un sistema?

È un insieme di parti che tra loro sono in forte interazione (persone, patrimonio,

organizzazione). Il valore del complesso (dell’azienda), grazie a queste interazioni, è

maggiore del valore della somma delle singole componenti. La parola chiave è

L’INTERAZIONE. (lavoro di gruppo >>> lavoro singolo)

L’AZIENDA è UN SISTEMA APERTO perchè c’è un’interazione anche dell’azienda con il suo

ambiente di riferimento. L’azienda rilascia all’ambiente: la ricchezza, i prodotti diffonde

benessere. Delle volte crea un’interazione negativa con l’ambiente: l’inquinamento. Ma

l’azienda prende anche dall’ambiente oggetti: le materie prime; e la forza lavoro: le persone.

Umberto Bertini: “gli elementi presenti in azienda danno luogo ad una struttura sporgono

superiore che danno luogo ad un sistema”

Leggi: Pagina 22 (Agrippa)

fi fi fi fi

Si dice che l’economia aziendale sia nata da un discorso di Gino Zappa all’università di

Venezia Ca Foscari; disse che: “l’azienda è qualcosa di pi della somma dei suoi componenti”

Ma anche: “l’azienda è un sistema interconnesso continuamente perturbato” che interagisce

con l’ambiente in modo non armonioso, con ittuale. (Slide 30 —> coronavirus, paesi in

guerra con un ambiente politicamente instabile, chi mette a bando determinati prodotti).

Dall’ambiente esterno provengono grandi minacce. Molte aziende hanno dif coltà dalle

organizzazioni sindacali o dalle richieste dei lavoratori stessi.

L’azienda è una struttura rigida, l’ambiente un corpo dinamico —> rapporto impresa/ambiente

che nel 98% dei casi con ittuale. AZIENDA CHE SI DEVE ADATTARE ALL’AMBIENTE.

C’è un 2% dei casi in cui l’azienda domina l’ambiente come nel caso delle aziende

multinazionali (Amazon,Apple,Microsoft) con una grande forza nanziaria che fronteggiano

qualsiasi ambiente che provino dall’ambiente; ma anche le grandi aziende che operano in

regime di monopolio, quelle aziende che producono un bene e che lo producono solo loro.

Esempio di ambiente che lavora contro le aziende: Ponte sullo stretto di Messina, nel 2006

c’erano le approvazioni dei nanziamenti che sarebbero serviti; nel 2007 ci son state le

revoche con il cambio di governo.

La teoria generale dei sistemi e le scienze sociali:

L’idea di sistema nell’azienda è stata copiata dai biologi; il concetto i sistema viene dalle

scienze naturali. Hanno riconosciuto loro per primo che gli esseri viventi sono dei sistemi: il

corpo umano è un sistema aperto. Lo ha detto per la prima volta il biologo americano di

origine tedesca: L. VON BERTALANFY.

Teoria dell’isomor smo: ci sono dei concetti che abbinano discipline tra loro anche diverse.

Sia i sistemi biologici che i sistemi sociali (le aziende) tendono all’omeostasi, all’equilibrio ma

con una profonda differenza. Il sistema biologico nel caso del corpo umano dopo esser stato

perturbato in maniera autonoma torna in equilibrio. In quelli sociali qualora ci fosse un

perturbazione dall’ambiente esterno le aziende in modo automatico non possono tornare al

loro punto di omeostasi, ma serve un manager.

fi fl fi fl

Cos’è l’ambiente?

L’ambiente è lo spazio in cui l’azienda si trova ad operare. Esistono due tipi di ambienti:

Esempio dell’Università di Tor Vergata

—> un ambiente generale, il luogo, il contesto socio-culturale e politico. (il Lazio)

—> un ambiente speci co, il settore in cui opera l’azienda, (istruzione universitaria)

Solitamente si fa solo riferimento all’ambiente generale.

Quali sono i caratteri divisivi dell’ambiente:

1) varietà: si riferisce allo spazio. (esempio: il settore dei trasporti italiano differente da quello

giapponese, diverso perché più sviluppato ).

2) variabilità: si riferisce al tempo, è l’attidudine dell’ambiente a cambiare nel corso del

tempo. Lo stesso ambiente non è mai lo stesso con i cambiare del tempo. Motivo di

sofferenza per le aziende, lotta all’adattamento a basta del bisogno dell’essere umano. Ma

deriva anche dal fatto che le aziende mandano sempre prodotti più so sticati e rinnovati.

Le aziende che lavorano su UN territorio stanno attenti alla variabilità, quelle che lavorano su

MOLTI territori devono considerare bene anche la varietà.

fi lezione 3:

le principali attività svolte dalle aziende

L’attività aziendale è:

—> strategica: svolta dalla proprietà (il proprietario, chi rischia il capitale) o il manager e

consiste nelle scelte di medio lungo periodo che riguardano: (cosa produrre, dove produrre e

come produrre). Sono scelte di lungo periodo che in uenzano notevolmente l’azienda.

ATTIVITà STRATEGICA. Colui che fa le scelte strategiche è il SOGGETTO ECONOMICO, il

più delle volte è il propietario, è colui che rischia di più perché investe un capitale.

—> operativa: svolta dai lavoratori e consiste in scelte di breve periodo: (lo spingo o non lo

spingo il tasto per far partire l’impianto). Quando si parla di attività aziendale parliamo di

scelte.

Le attività operative o di gestione

Sono molteplici ma le più importanti sono:

1) il circuito della produzione

2) il circuito dei nanziamenti

Per la produzione servono delle risorse nanziarie. Senza non potrebbe produrre.

Il circuito della produzione

Si compone di 3 fasi:

1 fase) acquisizione di fattori produttivi e servizi, come le materie prime ma anche la struttura

e la manodopera. ACQUISIZIONE SUL MERCATO DI APPROVVIGIONAMENTO. Sono

fattori materiali, immateriali (anche conoscenza ed esperienza —> know-how), a fecondità

semplice o a fecondità ripetuta. Il fattore di produzione a fecondità semplice è un fattore

che si può usare solo una volta nella produzione, una sola volta nel ciclo produttivo (le

materie prime sono fattori così, esempio legno e tavolo). Il fattore a fecondità ripetuta può

essere usato più volte in più cicli produttivi, come gli impianti.

TENERE A MENTE LA LUNGHEZZA DEL PERIODO PRODUTTIVO PER DISTINGUERE I

FATTORI A FECONDITà SEMPLICE DA QUELLI A FECONDITà RIPETUTA.

fi fi fl

2 fase) la trasformazione dei fattori di produzione in prodotti niti: legno —> processo di

combinazione produttiva o processo produttivo —> tavolo.

3 fase) la vendita dei prodotti niti. VENDUTI SUI MERCATI DI SBOCCO O DI

COLLEGAMENTO. L’azienda quando compra le materie prime sostiene un costo, un ònere,

con determinate uscite di denaro. Quando vende l’azienda consegue un ricavo ed un’entrata

di denaro. La terza fase è la più importante perchè il ricavo che l’azienda consegue deve

essere maggiore o uguale al prezzo di costo del fornitore. L’entrata deve essere superiore

all’uscita. Con la vendita dei prodotti perciò inizia la produzione del reddito.

Il reddito è: RICAVI MENO COSTI. I ricavi devono essere superiori ai costi: ho il reddito.

Le aziende pluriprodotto più facilmente realizzano, con il circuito dei prodotti, il reddito

avendo più prodotti da vendere. La scelta di essere mono-prodotto o pluri-prodotto è una

scelta strategica fatta dal proprietario o dal manager.

Le aziende mono-prodotto devono affrontare il ciclo di vita di un prodotto. Ogni prodotto

nasce, si sviluppa nel mercato, arriva a saturazione nel mercato e poi arriva ad una fase di

declino (spazzolino radiazioni le —> spazzolino elettrico). Bisogna dunque trovare ancora

una volta il modo di soddisfare i nuovi bisogni dell’uomo.

Fattori a fecondità ripetuta (materiali e immateriali): quando compro un impianto per quanto

penso di poterlo utilizzare? (Se so che dura 10 anni, so che l devo ricomprare tra 10 anni e

posso permettermi di mettere da parte risorse nanziare per 10 anni per poi ricomprarlo.

Metto da parte 10 e dura 10 anni, metto da parte 20 se dura 5.)

Ma quanto dura un impianto? Lo sa l’azienda produttrice. L’azienda dice 10 anni. Ma la loro

durata è determinata anche dal fenomeno dell’obsolescenza. Non esiste una durata

tecnica ma una durata economica dell’impianto. Perchè se dopo 5 anni arriva un impianto

migliore e più so sticato allora i miei prodotti non li compra più nessuno. Allora il volume dei

ricavi deve dare il sostegno economico per correre ai ripari in caso di OBSOLESCENZA

dovuta dalla tecnologia. In azienda un’altra cosa è a rischio obsolescenza: la conoscenza. Se

diventa obsoleta come può l’azienda produrre prodotti innovativi.

fi fi fi

PRODUZIONE

CIRCUITO DI

Mercati di

AMBIENTE Mercati di

collegamento approvvigionamento FASE 1

FASE 3 Entrata di denaro Uscita di denaro Acquistando i fattori

AZIENDA Vendita di Processo di combinazione di produzione

prodotti finiti produttiva Costo

Ricavi FASE 2

I circuiti di nanziamento

Si intende uno scambio di denaro tra l’azienda e un terzo. Possono essere diretti o indiretti:

—> diretti: in questi c’è uno scambio di denaro tra l’azienda e un terzo. Possono essere

ATTINTI (si possono ricevere) o CONCESSI (si possono prestare).

I circuiti dei nanziamenti diretti attinti:

I nanziamenti possono essere cn vincolo di proprietà, il proprietario che mette a disposizione

delle risorse nanziarie. Il vincolo di proprietà può essere in denaro o in natura

(apporti) ,congiunti e disgiunti. Quando non bastano esistono anche quelli con vincolo prestito

(indebitamento con la banca, i terzi). Il disegno gra co è opposto al circuito di produzione si

comincia con un’entrata. Non si sa quando ci saranno le uscite.

L’azienda poi paga i dividendi (ci che ci guadagna) ai proprietari, il reddito viene pagato

attraverso i dividendi.

Se c’è l’indebitamento la differenza sta che poi glie li devi ridare alla banca. Durata

preterminabile stabilita con il contratto di mutuo. E poi le banche si assicurano gli interessi. La

remunerazione dei proprietari in questo caso è incerta. Il reddito sicuramente più basso.

E se è l’azienda a concedere un nanziamento?

Finanziamento diretto concesso. Incomincia con un’uscita e termina con un’entrata + gli

interessi. Che nell’azienda rappresentano dei ricavi cioè delle entrate. Negli attinti con

l’indebitamento invece ci sono dei costi per l’azienda.

A chi si prestano i soldi? Le società holding o società capo-gruppo prestano i soldi alle

società controllate per evitare di far indebitare le società controllate con le banche.

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-

Differenze tra i nanziamenti diretti:

1) vincolo di permanenza, per quanto tempo i soldi rimangono in azienda

—> capitale di proprietà: vincolo di permanenza che rimane in azienda (per sempre),

VINCOLO DI PERMANENZA AVVINTO (permanente) perchè i proprietari hanno ducia

nell’azienda. Non ha vincolo di restituzione per cui è più conveniente questo capitale.

—> capitale di prestito/capitale di terzi : vincolo di permanenza scritto nel contratto con i terzi,

VINCOLO DI PERMANENZA TEMPORANEO.

2) remunerazione

—> capitale di proprietà: remunerazione INCERTA, perchè le aziende pagano i dividendi ai

proprietari, quelli che conferiscono il capitale di proprietà, se l’azienda produce un utile (ricavi

superiori ai costi) e se l’assemblea dei proprietari decide che l’utile deve essere distribuito

sotto forma di dividendi o che deve essere reinvestito nell’azienda.

Il proprietario che convenienza ha nell’investire i dividendi nell’azienda?

I portatori di capitale proprio, diversamente da i portatori di capitale di prestito (le banche),

sono pazienti ma molto esigenti. Prende una remunerazione molto più alta rispetto a quella

che avrebbe potuto prendere investendo in altro, senza pazientare per qualche tempo.

Chi ha capitale di prestito ragiona con la mentalità opposta, vuole ridare subito i soldi e si

accontenta di meno soldi.

—> capitale di prestito/capitale di terzi: remunerazione CERTA e si chiama INTERESSE. Può

essere a tasso sso o a tasso variabile, cioè che cambia nel corso del tempo.

Posso attingengere con il vincolo di capitale di proprietà sia in denaro che in natura con i beni

(rimanenze o immobili). Posso conferire intere aziende e questi sono beni congiunti perchè i

beni appartengono ad un complesso aziendale, beni disgiunti relazioni di beni che non hanno

relazioni gli uni con gli altri non appartengono ad alcuna azienda esistente.

Come attingo al capitale di prestito? Con quale forma tecnica?

Mutuo e (prestito obbligazionario)

fi fi

I circuiti dei nanziamenti

—> indiretti: sono nanziamenti che sostituiscono pro-tempore il denaro.

Esempio: se produco tavoli ho bisogno del legno, vado dal fornitore a comprarlo. O il fornitore

vuole subito i soldi e così incomincia il circuito di produzione, ma se il fornitore mi vende il

legno e me dice “pagalo tra 30 giorni” mi concede una dilazione di pagamento. Il fornitore mi

sta facendo credito, CREDITO DI FUNZIONAMENTO, di fatto nanzia l’azienda. Il debito

sostituisce l’uscita di denaro. Sì chiama DEBITO DI FUNZIONAMENTO.

Se vendo i tavoli posso dire al cliente pagami tra 20 giorni, questo è un credito di

funzionamento, che pro-tempore, per 2 giorni, sostituisce il denaro. FUNZIONAMENTO e

NON FINANZIAMENTO perchè non c’è un movimento di denaro.

Ci sono due metodologie per vedere se l’azienda a ne hanno produce o perde

ricchezza

1) partita doppia

2) conti di memoria

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Operazioni di gestione:

La gestione è l&rsq

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SaraSebastianelli28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Cimini Riccardo.
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