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DIRITTO PRIVATO

Capitolo 2 - IL DIRITTO PRIVATO E LE SUE FONTI

§ 13. a) La Costituzione e le leggi di rango costituzionale

La Costituzione è fondamentale nel sistema delle fonti del diritto. Disciplina la

produzione giuridica

, imponendo che leggi e atti aventi forza di legge siano regolati

da leggi costituzionali. Stabilisce regole e principi che limitano l’attività del

principio di eguaglianza (art. 3 Cost.)

legislatore. Il e le norme sui diritti e doveri

fondamentali dei cittadini sono limiti invalicabili: una legge ordinaria che li viola è

costituzionalmente illegittima. Anche il legislatore costituzionale è vincolato da

questi principi supremi, che non possono essere revisionati, come il divieto di

.

art. 139 Cost

revisione della “forma repubblicana” dello Stato ( ).

leggi di revisione costituzionale e le altre leggi costituzionali

Le hanno lo stesso

Carta

valore della e sono quindi superiori alle altre fonti; richiedono un’approvazione

. 138 Cost.

più complessa rispetto alle leggi ordinarie, come previsto dall’art

La Costituzione italiana è rigida, a di erenza dello Statuto Albertino del 1848, che

Corte costituzionale

era essibile. La giudica la legittimità delle leggi ordinarie

art. 134 Cost. “incidentale”

rispetto alla Costituzione ( ). Questo controllo, detto ,

avviene quando un giudice (giudice a quo), in una controversia, sospetta

l’incostituzionalità di una norma. Il processo si ferma e gli atti vanno alla Corte

giudizio di

costituzionale per il pronunciamento. Il Governo può promuovere un

costituzionalità in via “principale

” contro leggi regionali che eccedano la loro

competenza (e viceversa da una Regione contro lo Stato o un’altra Regione). Non è

invece consentito ai singoli cittadini rivolgersi direttamente alla Corte per denunciare

l'illegittimità di una legge. Se la Corte ritiene illegittima la norma esaminata, ne

dichiara l'incostituzionalità e la disposizione cessa di avere e cacia dal giorno

art. 136 Cost.

successivo alla pubblicazione della sentenza ( ).

norme del diritto internazionale consuetudinario fonti di rango

Le sono

costituzionale . 10 Cost.

, come stabilito dall’art , che prevede che l’ordinamento

giuridico italiano si conformi alle norme internazionali generalmente riconosciute, a

diritto

meno che non contrastino con i principi supremi della Costituzione. Il

internazionale convenzionale (i trattati), invece, ha una posizione gerarchica

. 117 Cost.

diversa. La sua rati ca è autorizzata da una legge ordinaria, ma l’art vincola

la potestà legislativa al rispetto degli obblighi internazionali. Pertanto, ai trattati sui

diritti umani (come la CEDU) si attribuisce un valore superiore alle leggi ordinarie. 1

fl fi ff ffi

§ 16. d) Le fonti dell'Unione europea

normativa comunitaria

La prevale sulle leggi ordinarie statali. L’Italia ha aderito

all’Unione Europea tramite trattati internazionali.

Fonte Descrizione Efficacia

Trattati fondamentali dell’UE,

TRATTATI (TUE E Direttamente applicabili,

modi cati dal Trattato di

TFUE) prevalgono sul diritto interno

Lisbona Direttamente applicabili,

Carta dei diritti fondamentali

CARTA DI NIZZA dell’Unione europea prevalgono sul diritto interno

Atti Direttamente applicabili,

che contengono norme

REGOLAMENTI direttamente applicabili dai nessun bisogno di una legge

giudici dei singoli Stati membri nazionale di recepimento

Atti organi

che indirizzano gli

legislativi degli Stati membri, Non immediatamente efficaci,

DIRETTIVE ssando un obiettivo ma d e v o n o e s s e r e r e c e p i t i

lasciando liberi di scegliere i attraverso leggi nazionali

mezzi per raggiungerlo

At t i v i n c o l a n t i r i v o l t i a

DECISIONI 1) Vincolanti

destinatari specifici

Corte di giustizia dell'Unione europea

La (con sede a Lussemburgo) può

pronunciarsi sulla validità e sull'interpretazione dei trattati e degli atti comunitari. Se

un giudice nazionale ha un dubbio sull'interpretazione di una norma europea, può

Corte in via pregiudiziale

(e in certi casi deve) sospendere il giudizio e rivolgersi alla

art. 267 TFUE

( ). Le sentenze interpretative della Corte di giustizia sono vincolanti per

tutti i giudici nazionali e prevalgono sulle norme interne incompatibili, che

andranno disapplicate. Per garantire un'attuazione più rapida e organica delle

Legge n. 234/2012

direttive, la ha previsto due strumenti legislativi approvati

annualmente:

"legge di delegazione europea"

1. La , con cui il Parlamento delega il Governo ad

emanare decreti legislativi per attuare le direttive.

"legge europea"

2. La , utilizzata per dare diretta attuazione agli atti europei,

modi care leggi nazionali in contrasto con obblighi UE ed esercitare il potere

sostitutivo dello Stato. 2

fi fi fi

Capitolo 3 - L’EFFICACIA TEMPORALE DELLE LEGGI

§ 19. Entrata in vigore della legge approvazione

A nché una legge entri in vigore non è su ciente la sua da parte

delle due Camere, ma sono richiesti ulteriori e speci ci passaggi:

promulgazione Presidente della Repubblica;

1) La a opera del

pubblicazione

2) la nella Gazzetta U ciale.

“vacatio legis”,

C. La un periodo di quindici giorni, a meno che la legge non ne

stabilisca uno diverso.

4) La legge si reputa conosciuta e diviene obbligatoria per tutti.

iuris non excusat:

Vige infatti il principio dell'ignorantia nessuno può invocare a

propria giusti cazione di non conoscere la norma per sottrarsi ai suoi e etti o

evitare una sanzione. La Corte Costituzionale ha stabilito che l’ignoranza è

scusabile solo se l’errore sulla conoscenza di una legge penale è “inevitabile”. Nel

diritto privato, invece, la mancata conoscenza o l’incomprensione delle leggi non

esime mai.

§ 20. Abrogazione della legge

cessazione di efficacia di una legge

L'abrogazione comporta la e può avvenire

nuova disposizione di pari grado gerarchico,

soltanto attraverso una come ad

esempio una legge posteriore.

Questo fenomeno può essere di due tipi:

ABROGAZIONE ESPRESSA dichiara in modo esplicito l'abrogazione

1) : la legge posteriore

di una legge anteriore o di suoi speci ci articoli.

abrogazione tacita

2) : norme successive contraddicono o sostituiscono

integralmente quelle precedenti, senza una dichiarazione esplicita.

- deroga

La prevede una disciplina diversa per casi speci ci, lasciando la norma

precedente valida per gli altri casi.

- L’abrogazione, invece, elimina una legge, anche tramite referendum popolare, con

cinquecentomila firme cinque Consigli regionali, maggioranza dei

o e se raggiunge la 3

ffi fi ffi fi ffi fi fi ff

voti quorum. ex nunc,

e il L’abrogazione opera mentre l’incostituzionalità annulla la

norma ex tunc, rendendola inapplicabile anche ai fatti passati, salvo i rapporti

esauriti con sentenza de nitiva. Se una norma abrogata aveva abrogato una legge

più antica, quest’ultima non torna in vigore automaticamente, a meno di una

norma ripristinatoria.

§ 21. Irretroattività della legge

non retroattiva,

La legge è generalmente cioè non si applica a fatti avvenuti prima

divieto di retroattività norme penali

della sua entrata in vigore. Il è assoluto per le e

sanzioni amministrative. ambito privatistico,

le In invece, è ammesso se rispetta

ragionevolezza, uguaglianza affidamento legittimo.

e Le leggi interpretative, che

chiariscono norme precedenti, si applicano retroattivamente a tutti i fatti regolati

dalla norma originaria, anche alle controversie pendenti, ma non alle sentenze già

passate in giudicato.

§ 22. Successione di leggi

L’avvicendamento tra leggi crea problemi quando fatti avvenuti sotto la vecchia

normativa producono e etti anche dopo l’introduzione della nuova. Il legislatore

disposizioni transitorie.

regola questo passaggio con Senza tali regole, sorgono

questioni interpretative di diritto transitorio.

Per risolvere questi problemi, la dottrina ha elaborato due teorie:

Teoria del diritto quesito La legge nuova non colpisce i diritti quesiti,

1. : cioè quelli

già acquisiti. Questa teoria è criticata per la di coltà di distinguere tra un

diritto acquisito e una semplice aspettativa.

teoria del fatto compiuto La legge nuova

2. : (salvo che non ne sia disposta la

non si applica alle fattispecie realizzatesi prima della sua entrata in

retroattività)

vigore, né ai rapporti ormai "esauriti". Questa teoria ha dei limiti: non fornisce

criteri certi per risolvere i rapporti “pendenti”, cioè quelli nati sotto la legge

vecchia ma non ancora conclusi al momento dell’entrata in vigore della nuova

legge. Per risolvere i con itti, bisogna capire se il legislatore ha voluto applicare

la nuova legge ai fatti avvenuti prima (ma non conclusi) o solo a quelli successivi.

ULTRATTIVITÀ DELLA LEGGE

• “tempus

: quando una norma, derogando al principio

regit actum”, stabilisce che atti o rapporti avvenuti sotto una nuova legge

continuino a essere regolati dalla precedente. 4

ff fl

fi ffi

Capitolo 4 - L’APPLICAZIONE E L’INTERPRETAZIONE

DELLA LEGGE

§ 23. L'applicazione della legge

della legge

L’applicazione è la sua realizzazione pratica. Per le norme di

organizzazione, signi ca creare e far funzionare gli organi. Per le norme di condotta,

signi ca evitare il proibito e fare il dovuto.

Nei rapporti di diritto privato, rispettare le regole spontaneamente (es. pagare un

debito) è il modo principale di applicarle. Se c’è una lesione del diritto, il giudice

applica la legge con provvedimenti (sentenza, ordinanza) per tutelare il diritto

giudiziale).

sostanziale (applicazione

§ 24. L'interpretazione della legge. Il precedente giurisprudenziale

Il giurista interpreta il testo normativo per comprenderne la regola concreta.

L’interpretazione attribuisce un senso al testo, scegliendo tra le letture possibili e

risolvendo i con itti applicativi.

Non si limita all’esame delle parole:

Elementi extra-testuali

1. : Non tutti i vocaboli sono de niti dalla legge. Bisogna

del legislatore.

tenere conto dell'intenzione

Sussunzione del caso concreto astratti;

2. : Gli enunciati normativi sono spetta

all'interprete decidere se il singolo caso concreto sia inquadrabile (sussumibile) in

quella norma.

Risoluzione delle antinomie criteri

3. : I con itti tra leggi si superano ricorrendo a

gerarchici, cronologici criterio di specialità.

e al

Interpretazione sistematica

4. : La disciplina di un caso concreto richiede spesso

combinazione di più norme,

la lette sulla base dell'intero sistema dell'ordinamento.

costituzionalmente orientata:

Assume oggi immensa importanza l'interpretazione tra i

alla

signi cati possibili di una norma, si deve sempre scegliere quello conforme

Costituzione alla normativa europea alla CEDU

, e .

A) interpretazione letterale o dichiarativa quando ci si attiene al senso più

—>

immediato del testo.

B) interpretazione correttiva Quando si attribuisce alla legge una portata

—>

diversa (più ampia o più ristretta) da quella suggerita dal suo tenore letterale. 5

fi fi fl fi fl fi

Dal punto di vista dei soggetti che la compiono, l'interpretazione si distingue in:

Interpretazione giudiziale

• provvedimenti

: È compiuta dai giudici e si traduce in

dotati di efficacia vincolante. Ha ruolo autoritativo solo per le parti del giudizio

precedente

speci co, ma può essere per casi simili. La giurisprudenza, ovvero

diritto vivente

l’orientamento costante dei giudici, forma il . A di erenza del

common law, dove le sentenze vincolano i giudici successivi, nel nostro

ordinamento il precedente è solo persuasivo: un giudice può decidere contro la

certezza del diritto

Suprema Corte. Per la , recenti riforme hanno ra orzato il

precedente: 360-bis c.p.c.

- l’art. dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione se

conforme all’orientamento consolidato della Suprema Corte;

374 c.p.c.

- l’art. vieta alle sezioni semplici della Cassazione di discostarsi dai

principi delle Sezioni Unite, che decidono in caso di disaccordo.

Interpretazione dottrinale

• apporti di studio dei giuristi e

: È costituita dagli

degli accademici. Non ha forza vincolante, ma o re un supporto logico e

pratico essenziale.

L’interpretazione autentica

• legislatore,

: emanata dallo stesso chiarisce norme

efficacia retroattiva,

preesistenti ambigue. Ha a di erenza della norma

novativa, che modi ca la legge e vale solo per il futuro.

§ 25. Le regole e gli strumenti dell'interpretazione

clausole generali

L’interprete si trova di fronte a una s da complessa con le (buona

fede, equità, giusta causa), espressioni elastiche che richiedono una valutazione

concreta del caso.

12 disposizioni preliminari

L’art. delle impone di considerare non solo il signi cato

intenzione del legislatore, ovvero la ratio legis

letterale, ma anche l’ , non la

teleologica

volontà dei politici. L’interpretazione cerca di individuare questo scopo,

lavori preparatori

utilizzando i (discussioni parlamentari, relazioni) come indicazioni

utili, ma non vincolanti. 6

fi fi fi ff ff ff ff fi

Oltre allo scopo della norma, vi sono altri criteri a cui l'interprete ricorre:

criterio logico:

• che si avvale di vari argomenti:

Argumentum a contrario

1. : se la legge ha voluto una cosa, l'ha detta; se non

l'ha detta, vuol dire che ha inteso escluderla.

Argumentum a simili (analogia)

2. : estende la norma a fenomeni simili se

la somiglianza giusti ca un'identità di disciplina.

Argumentum a fortiori (a maggior ragione)

3. : estende la norma a

fenomeni che meritano ancor di più quel trattamento.

Argumentum ad absurdum

4. : impone di scartare l'interpretazione che

conduce a un risultato irragionevole o assurdo.

criterio storico:

• che consiste nell'analizzare l'evoluzione storica di un istituto

(dal diritto romano ad oggi) per comprenderne l'attuale assetto.

criterio sistematico:

• collocare la norma nel quadro dell’ordinamento è

fondamentale. Come diceva Celso, giudicare una singola parte di legge senza

l’intero testo è “incivile”. Questo evita contraddizioni, vuoti normativi e coordina le

norme.

criterio sociologico:

• conoscere gli aspetti economico-sociali dei rapporti regolati

è spesso illuminante per pervenire a un'interpretazione che sia congruente con la

realtà pratica.

criterio equitativo:

• è volto a evitare interpretazioni che contrastino con il senso

di giustizia di uso nella comunità, favorendo soluzioni equilibrate nel

bilanciamento degli interessi con iggenti.

La giurisprudenza considera la “rubrica” (il “titoletto”) un elemento imprescindibile per

l’interprete nei casi dubbi.

§ 26. L'analogia

Il legislatore non può disciplinare ogni aspetto dell’esperienza umana, creando

“lacune” nell’ordinamento. Il giudice non può ri utarsi di giudicare queste lacune, pena

la negazione della giustizia. L’evoluzione scienti ca, tecnica ed economica genera nuove

situazioni, rendendo impossibile la previsione casistica. 7

ff fi fl fi fi

12, comma 2, delle disposizioni preliminari

L’art. impone al giudice di risolvere i casi

analogica di norme

con norme speci che, interpretazione estensiva o applicazione .

Il procedimento analogico applica una regola a un caso simile, purché la giusti cazione

fondamentale sia la stessa. Ad esempio, se una norma tutela i lavoratori dipendenti in

base al contratto d’opera, e questa tutela è necessaria anche per alcuni autonomi, si

può applicare analogicamente.

art. 12, comma 2, disp. prel. c.c.

L' autorizza due forme di analogia:

L'analogia "legis" in via analogica

1. : L'applicazione di speci che disposizioni scritte

ritenute adatte a regolare fattispecie simili.

L'analogia "iuris"

2. : Se manca una norma applicabile per analogia legis, si ricorre ai

principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato. La regola per risolvere il

caso deriva dai generali orientamenti del sistema legislativo, non da un’altra

norma scritta.

I divieti di analogia 'art. 14 disp. prel. c.c.

limiti rigidissimi.

Il ricorso all'analogia incontra però dei L vieta

categoricamente l'applicazione analogica per due categorie di norme:

Le norme penali

• principio di stretta legalità 25 Cost.):

: il divieto si basa sul (art.

nessuno è punibile per un fatto non previsto come reato. Si applica alle norme

incriminatrici e a quelle che prevedono un trattamento più severo per il reo.

Le norme eccezionali

• norme eccezionali che derogano ai precetti generali.

: sono

Il divieto evita l’eccessivo ampliamento delle deroghe, applicando la disciplina

generale ai casi non previsti.

Attenzione : L’interpretazione estensiva, che adatta la portata letterale della norma

alla volontà legislativa, è consentita per le leggi penali ed eccezionali, a di erenza

dell’applicazione analogica, vietata. Tuttavia, in pratica, distinguere tra le due è

spesso di cile. 8

ffi fi fi fi ff

Capitolo 5 - I CONFLITTI DI LEGGI NELLO SPAZIO

§ 27. Il diritto internazional

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Appunti-top di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Gorgoni Antonio.
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