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Capitolo 1: L'ordinamento giuridico internazionale

I soggetti

Il diritto internazionale disciplina i rapporti tra i soggetti internazionali (Stati) ed è diverso dal diritto interno. I principali soggetti sono gli Stati. L'insieme di soggetti di diritto internazionale forma la comunità internazionale (più corretto parlare di comunità che di società). Nella società internazionale gli Stati, ovvero entità giuridiche con propria personalità, sono i soggetti primari, mentre gli individui svolgono un ruolo secondario. Tuttavia, gli Stati possono agire solo tramite individui, i quali esercitano attività non per conto proprio ma dello stato. Gli individui nel diritto internazionale hanno un ruolo importante perché gli Stati hanno bisogno degli individui per venire in contatto gli uni con gli altri (individui organi = hanno funzione di rappresentare lo stato nelle relazioni internazionali).

La ragione per cui la società internazionale è composta di Stati sovrani e indipendenti è di natura storica. Oggi la maggior parte degli individui appartiene ad uno Stato. Nell'arco del tempo si sono affermati ulteriori soggetti di diritto internazionale fra cui le organizzazioni internazionali (ONU), insorti (parte di popolazione che insorge con limitati diritti e obblighi), movimenti di liberazione nazionale e gli individui. Gli Stati, hanno preferito rinunciare alla gestione di alcune problematiche, in favore della creazione di enti cui attribuire il compito di gestire tali questioni, in nome e per conto degli Stati membri. Questo fenomeno si è caratterizzato per il fatto di affidare agli enti in questione poteri autonomi, diritti ed obblighi distinti da quelli degli Stati membri. Ciò ha contribuito, al diffondersi delle organizzazioni internazionali.

Per quanto concerne i movimenti di liberazione nazionale e gli individui le ragioni dell'attribuzione di uno status internazionale sono soprattutto di natura ideologica. L'affermazione del principio di autodeterminazione dei popoli spiega l'emergere sulla scena internazionale di questi movimenti che rappresentano i popoli in lotta per liberarsi da un dominio coloniale straniero o un governo razzista/segregazionista. Nel caso degli individui, un'ideologia liberaldemocratica non ha soltanto portato alla stipulazione di un certo numero di trattati in materia di tutela dei diritti umani. Ma, ha condotto gli Stati a conferire agli individui il diritto di presentare reclami ad organi internazionali, per lamentare la violazione dei loro diritti umani da parte di uno Stato contraente.

Inoltre, nella società internazionale, alla dottrina dei diritti umani si sono affiancate nuove ideologie, che proclamano il rispetto pieno ed incondizionato di valori fondamentali come la pace, la protezione dei civili durante i conflitti armati e il rispetto dei principi di umanità. In conseguenza di queste ideologie, nel diritto internazionale si sono affermate norme che impongono direttamente, a carico degli individui, determinati obblighi giuridici. Questi obblighi impongono a tutti gli individui il divieto di compiere crimini internazionali.

Altri attori agiscono nell'ambito delle relazioni internazionali e con il loro operato influiscono sulla formazione e sulla applicazione del diritto internazionale sebbene, non abbiano acquisito soggettività sul piano internazionale. Tra questi abbiamo le organizzazioni nongovernative di carattere internazionale (ONG) ovvero associazioni private costituite da cittadini di Paesi diversi con lo scopo di perseguire finalità di interesse comune per la società civile. Un esempio è Greenpeace.

Una grande rilevanza hanno anche le imprese multinazionali (IMN) ovvero società che operano in diversi paesi e che hanno un impatto notevole sull'economia e sugli scambi commerciali a mondiale. Infine, sono attivi sulla scena internazionale movimenti e organizzazioni di stampo terroristico come l'ISIS che agiscono in totale disprezzo del diritto internazionale e che hanno l'obiettivo di destabilizzare le relazioni internazionali. Si tratta di attori che costituiscono una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e che sono stati, per questo motivo, oggetto di condanna e di sanzioni di varia natura da parte degli Stati e delle organizzazioni internazionali.

Differenza principale tra ordinamenti giuridici interni e internazionali

Le tre funzioni (legislativa, giurisdizionale ovvero della verifica del rispetto delle norme internazionali e la funzione di attuazione coercitiva del diritto) vengono svolte in maniera diversa (es. Valentina è un soggetto di diritto interno italiano ed è subordinata al legislatore che è il parlamento italiano).

I soggetti dell'ordinamento giuridico interno:

  • Legislatore interno (emana le leggi)
  • Giudice interno (accertamento dell'avvenuta violazione della norma)
  • Organo di attuazione coercitiva (polizia)

Noi siamo soggetti dell'ordinamento giuridico interno e quindi dobbiamo obbedire a delle leggi, a delle norme che vengono imposte da un legislatore (nel nostro caso il parlamento italiano). Ma indipendentemente dalla forma democratica o dittatoriale che assume il legislatore, noi soggetti siamo in una posizione subordinata rispetto al legislatore. Se non rispettiamo le leggi ci sarà un giudice che avrà la funzione di accertamento dell'avvenuta violazione delle norme e verificherà se abbiamo rispettato o meno la norma e al termine di questo accertamento ci sarà una sentenza nei confronti dell'individuo e se poi per esempio Valentina Grado non rispetterà questa sentenza, ci sarà un ulteriore organo che avrà la funzione dell'attuazione coercitiva della norma ossia la polizia che avrà i mezzi per far sì che tutti seguano quanto richiesto dal giudice.

Attività di produzione, accertamento e attuazione coercitiva del diritto

Quindi noi quando parliamo in generale dell'ordinamento giuridico del diritto interno noi facciamo riferimento a:

  1. Funzione legislativa (= funzione di produzione delle norme)
  2. Accertamento della avvenuta violazione
  3. Funzione di attuazione coercitiva del diritto

E nei diritti interni queste tre funzioni sono svolte in maniera centrale ossia un unico organo che svolge queste tre funzioni ma tutto questo non si verifica nel diritto internazionale. Il classico schema di funzione di produzione accentrata, accertamento e attuazione del diritto non esiste nel diritto internazionale, perché? I classici soggetti del diritto internazionale, gli Stati che sono circa 195, godono della sovranità, dunque non accettano un ente superiore, e dell'uguaglianza (dal punto di vista giuridico gli stati sono posti tutti sullo stesso piano).

Questo crea dei problemi perché se non c'è un legislatore internazionale che in modo accentrato svolge la funzione di produzione delle norme, la comunità internazionale è anorganica (non esiste un organo legislativo che svolge funzioni in modo accentrato). Se siamo di fronte ad una comunità internazionale anorganica, questo equivale a dire che la comunità internazionale è anche anarchica? Non è basata sul diritto? Vige la legge del più forte? NO. La comunità internazionale si basa sul diritto ma le fonti del diritto internazionale non sono le classiche fonti che esistono nell'ordinamento giuridico interno. Sono fonti diverse e una fonte del diritto internazionale che è compatibile con la sovranità degli stati è il trattato che dal punto di vista del diritto internazionale può prendere vari nomi (patto, carta, statuto, convenzione etc...).

Il trattato assomiglia molto al contratto del diritto interno infatti così come accade col contratto anche col trattato non siamo obbligati a concluderlo ma una volta concluso non possiamo tirarci indietro. Il trattato vincola coloro che lo hanno ratificato ad esempio il trattato dell'UE vincola i 27 stati che lo hanno ratificato così come quello delle nazioni unite che vincola 195 stati che hanno deciso di appartenere all'organizzazione delle Nazioni Unite. Se lo concludiamo lo dobbiamo rispettare perché c'è una norma di ordine superiore che ci dice che il contratto è legge tra le parti.

Il trattato è una fonte di diritti e obblighi che sono molto compatibili con la sovranità dello stato.

Esempio: Accordo di Parigi. Chi fa parte di questo accordo è interessato a ridurre emissioni di CO2. Gli Stati non sono obbligati a far parte dell'accordo. L'anno scorso Trump ha deciso di recedere dal trattato, si può fare solo se il trattato lo prevede; infatti, l'accordo di Parigi prevede una clausola di recesso anche se il diritto internazionale in generale non prevede la possibilità di recesso.

Altro esempio: la Brexit. Ci sono stati problemi dal punto di vista giuridico? No. Perché il trattato di Lisbona è formato da TUE (trattato sull'Unione Europea) e dal TFUE (Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea) e il TUE prevede una clausola di recesso (articolo 50) quindi il padre fondatore dell'UE pensando che non si sarebbe mai verificata una cosa del genere inserì la clausola dato che i fondatori percepivano l'UE come un'organizzazione internazionale molto sentita per cui non credevano che sarebbe successo che uno Stato abbandonasse l'UE e invece oggi siamo 27 stati e non più 28; prevede una clausola di recesso. Nelle Nazioni Unite non c'è clausola di recesso.

Il trattato è una fonte del diritto internazionale sebbene quest'ultimo non potrebbe basarsi solo su questa fonte dato che necessita di un minimo di regole che possono valere per tutti gli Stati. La prima regola è pacta sunt servanda ovvero i trattati vanno rispettati. Se noi siamo una comunità dobbiamo avere un minimo di regole per coesistere e convivere che valgono per tutti e la prima regola è quella che i trattati vanno rispettati. È una regola di ordine superiore, vale per tutti noi. Abbiamo bisogno di altre regole oltre i trattati che non vengono dal legislatore perché gli Stati non accettano un ente sovrano.

Vengono in rilievo un'altra tipologia di fonti del diritto, le cosiddette consuetudini o norme consuetudinarie che nella gerarchia delle fonti del diritto interno sono l'ultimo posto nel diritto internazionale solo fondamentali perché sono il cosiddetto diritto internazionale generale. Sono quelle fonti che si impongono nei confronti di tutti i membri della comunità internazionale e sono anche esse compatibili con la sovranità statale perché la consuetudine viene creata dagli stessi Stati attraverso due elementi, la prassi e l'opinio iuris. Il funzionamento dell'ordinamento giuridico internazionale è molto diverso dall'ordinamento giuridico interno proprio perché non c'è un legislatore, non c'è un giudice internazionale.

Un esempio di giudice internazionale può essere il tribunale penale dell'ex Jugoslavia? → Fu istituito dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, competente a giudicare dei crimini commessi nella ex Jugoslavia dove si sono verificati anche genocidi. Però non si tratta pienamente di un giudice internazionale in quanto furono perseguiti penalmente individui che hanno commesso crimini internazionali ossia violazione dei diritti umani. Un giudice internazionale deve giudicare gli stati e non gli individui perché i soggetti del diritto internazionale sono gli Stati.

La Corte di giustizia dell'Unione Europea? Essa ha un giudice che vale solo per i 27 stati appartenenti all'Unione Europea e che per esempio giudica se l'Italia sta rispettando le norme del diritto europeo, se sta rispettando gli atti dell'UE, i trattati dell'UE e quindi si tratta più di un giudice europeo che internazionale. La corte internazionale di giustizia può giudicare solo se gli Stati accettano, a differenza del diritto interno in cui l'individuo è costretto a presenziare dinanzi a un giudice se è richiesto e se non si presenta arriverà l'organo di polizia. Io persona fisica sono costretta a comparire davanti al giudice nazionale se violo la norma. Nel diritto internazionale il giudice internazionale non si può imporre su un individuo lo può fare solo se lo stato accetta di portare innanzi alla corte la propria controversia. L'accertamento dell'avvenuta violazione della norma c'è ma non avviene in modo accentrato.

Esempio: sanzioni che i membri dell'UE hanno adottato nei confronti della Russia. Perché? La federazione russa ha violato una delle norme fondamentali della comunità internazionale, il principio dell'integrità territoriale: ogni stato ha un proprio territorio e uno stato non può annettersi parte del territorio altrui. La federazione russa ha violato questa norma perché ha cercato di annettersi la Crimea. Abbiamo due soggetti di diritto internazionale, Ucraina e federazione russa. Può essere un classico esempio del fatto che non esiste un organo che emana una sanzione. Sono sempre gli Stati che nei confronti di altri stati agiscono nell'avvenuta violazione delle norme. Le funzioni di produzione del diritto, accertamento della violazione della norma, attuazione del diritto sono decentrate.

Pag. 25: Non c'è stato nessuno stato che si è imposto sugli altri, un super stato. Le relazioni internazionali si svolgono a livello orizzontale= non c'è un'autorità sovraordinata. Il diritto internazionale viene definito primitivo in quanto queste funzioni vengono svolte in modo decentrato. Le funzioni del diritto vengono svolte dagli Stati stessi che si danno il diritto e verificano se il diritto è stato rispettato o violato. Il carattere embrionale della comunità internazionale fa sì che le funzioni siano svolte dagli stessi Stati. Gli stati producono le norme. Per quanto riguarda la produzione di norme, lo fanno gli stati tramite i trattati che vincolano solo le parti contraenti (solo Stati che ratificano i trattati) o tramite norme consuetudinarie.

Le funzioni sono decentrate, spettando cioè ad ogni Stato. Il decentramento è presente in tutte e tre le funzioni del diritto: creazione di norme, accertamento della violazione e attuazione del diritto. Non esiste alcun organo che è munito di giurisdizione generale, il giudice esiste ma se gli stati non accettano la sua competenza lui non può intervenire. Gli stati sono liberi di scegliere il mezzo per risolvere le controversie internazionali, nel momento in cui accettano la competenza del giudice la sentenza è vincolante.

Tutto ciò dimostra il carattere primitivo del diritto internazionale, questo lo vedremo con l'autotutela. Se penso di aver subito una violazione del diritto internazionale posso reagire nei confronti dello stato che ritengo abbia violato la norma e posso adottare dei comportamenti volti ad ottenere il risarcimento del danno mediante l'autotutela. Istituto dell'autotutela è quasi inesistente nel diritto interno. Nel diritto interno ci si deve rivolgere al giudice.

La responsabilità per fatto illecito

Gli ordinamenti giuridici interni sono caratterizzati dalla prevalenza della nozione di responsabilità individuale, in base alla quale la violazione di una determinata norma giuridica è attribuita direttamente alla persona fisica o giuridica che, con il proprio comportamento, ha posto in essere quella violazione. Gli ordinamenti giuridici interni contemplano a volte alcune eccezioni, potendosi delineare, in particolari circostanze, forme di responsabilità indiretta.

L'ordinamento giuridico internazionale invece si fonda sul concetto di responsabilità collettiva, relegando ad un ruolo esclusivamente marginale la responsabilità individuale. Ciò significa che quando l'organo di uno Stato viola il diritto internazionale, lo Stato che ha subito l'illecito può rivalersi contro l'intera comunità cui appartiene quell'organo, anche se gli altri membri di tale comunità non hanno avuto alcun ruolo nel compimento dell'illecito.

In sostanza, il concetto di responsabilità collettiva implica che l'intera comunità cui appartiene l'organo di uno Stato che commette un illecito internazionale sarà chiamata a rispondere dell'illecito, subendone le conseguenze sfavorevoli. Questa forma di responsabilità è tipica degli ordinamenti giuridici primitivi o rudimentali. Il diritto della comunità internazionale è in effetti tipico delle società primitive, con l'aggravante che, a differenza delle comunità primitive, che sono altamente integrate, la comunità internazionale è invece basata sulla non integrazione sotto il profilo dei rapporti sociali e dei suoi soggetti. Il diritto internazionale ha però subito, in questo settore, alcuni cambiamenti.

In primo luogo, il regime di responsabilità derivante da illeciti ordinari è stato affiancato dalla nozione di responsabilità aggravata. In secondo luogo, la nozione di responsabilità penale individuale si è gradualmente affermata e ampliata. Questo processo ha avuto inizio alla fine del XIX secolo, quando si è iniziato a ritenere che alcune categorie di illeciti internazionali, commessi da organi statali nel corso di un conflitto armato, i cosiddetti crimini di guerra, comportavano la responsabilità penale individuale degli autori.

I rapporti con gli ordinamenti giuridici interni

Le norme internazionali, per essere concretamente applicate dagli Stati, di solito, necessitano di essere recepite dagli ordinamenti interni, ossia trasformate in norme nazionali. Ciò consente agli Stati sovrani di mantenere il controllo sugli individui sottoposti alla propria giurisdizione, decidendo se, e in che misura, le norme internazionali possono essere applicabili all'interno dell'ordinamento e stabilendo diritti e obblighi per i suoi soggetti. Il diritto internazionale, quindi, non può funzionare senza l'aiuto costante, la cooperazione e il sostegno degli ordinamenti giuridici nazionali.

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Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cereza7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Grado Valentina.
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