Estratto del documento

I caratteri della comunità internazionale

Iniziamo definendo il diritto internazionale come: “l'ordinamento giuridico che regola la vita e le relazioni che intercorrono nella comunità internazionale”.

In particolare, la comunità internazionale è quella società costituita essenzialmente dagli Stati. È necessaria la distinzione dal diritto internazionale privato, che invece studia i rapporti tra privati che non si esauriscono all'interno di un solo stato e che ha il compito di individuare quale sia la legge statale applicabile. Il diritto internazionale si distingue anche dal diritto interno statale per quanto riguarda le tre funzioni fondamentali di ogni ordinamento giuridico, che a livello statale sono esercitate dai poteri dello Stato sovraordinato ai cittadini. Nel diritto internazionale invece le funzioni non possono derivare da un'autorità superiore agli Stati membri perché tale autorità non esiste. Sono espressione della comunità internazionale, una società formata da enti sovrani che non hanno e non riconoscono alcuna autorità a essi superiore ma che anzi si riconoscono e si relazionano reciprocamente come enti sovrani. La società internazionale, a differenza di quella statale, è priva di un'autorità superiore ai consociati e appare dunque paritaria, decentrata, orizzontale e anorganica.

Questa società, composta da enti sullo stesso piano di uguaglianza, nasce in Europa all'inizio del 1600 quando progressivamente andava a rompersi l'unità politica e religiosa del mondo medievale dominato dai poteri del Papa e dell'impero. Questi due soggetti, rappresentanti del potere medievale, assegnavano terre e possedimenti, delegavano poteri e decidevano controversie. Esistevano anche altre entità politiche extraeuropee come la Cina e l’islam, tuttavia, con la Cina non esistevano relazioni e il rapporto con l'islam non ha mai vantato reciproco riconoscimento. Tornando alla situazione europea, l'autorità del pontefice è messa in crisi dalla riforma protestante iniziata nel 1517 con l'affissione delle 95 tesi di Lutero sulla cattedrale di Wittenberg contro le indulgenze. È in questo momento che si spezza l'unità religiosa su cui si basava l'autorità politica del Papa. Dall'altro lato, anche il potere imperiale, già logorato da fenomeni come quello dei comuni e delle signorie, è vittima della scissione protestante e vede progressivamente cadere la sua autorità.

L'atto che sancisce la fine dell'unità del mondo medievale e la nascita della moderna comunità internazionale è la Pace di Westfalia del 1648, che consisteva nei due trattati di Osnabrück e Münster: essa poneva fine alla Guerra dei trent’anni iniziata nel 1618 e sono gli elementi che ne fanno l'atto di nascita della moderna comunità internazionale:

  • La rottura dell'unità religiosa: cattolici e protestanti si pongono su un piede di parità giuridica.
  • Stati indipendenti e sovrani: l'imperatore del Sacro Romano Impero mantiene la sua qualifica ma tratta da pari a pari con gli altri sovrani concludendo con essi trattati di pace senza far valere nessuna supremazia nei loro confronti.

La scelta dell'atto della pace di Westfalia come svolta nelle relazioni internazionali è una scelta arbitraria e successiva all'atto stesso che non vuole significare una rottura netta col passato ma l'inizio di un procedimento che ha dei precedenti e che durerà fino ai giorni nostri.

È necessario precisare che la comunità internazionale non è mai stata anarchica ma ha conosciuto ripetuti tentativi di egemonizzare la società o di creare aggregazione di poteri, alcuni esempi sono i tentativi attuati da Napoleone Bonaparte o da Adolf Hitler, o in contrapposizione al concerto europeo, che rappresentava un club di potenze, e dopo la Seconda guerra mondiale il bipolarismo ha dominato lo scenario fino al 1989. Al bipolarismo poi si è sostituito l'unilateralismo degli Stati Uniti almeno fino ai primi anni di questo millennio specialmente sotto la Presidenza di Bush junior.

Tutte queste esperienze, tuttavia, non hanno modificato il dato strutturale di una società di uguali formata da enti sovrani. Le aggregazioni di potere esistono tra gli Stati ma non si sono mai tradotte in rapporti giuridici di subordinazione degli uni agli altri, ovvero non hanno mai intaccato il principio dell'uguaglianza giuridica degli Stati. È un principio che troviamo anche all'interno della nostra costituzione in particolare all'Art. 3 che sancisce la pari dignità sociale e l'uguaglianza davanti alla legge senza distinzione, un concetto che ritroviamo anche all'interno dell'Art. 2 della Carta delle Nazioni Unite: l'organizzazione è “fondata sul principio della sovrana uguaglianza di tutti i suoi membri”.

Il diritto internazionale del XIX secolo era un diritto di coesistenza volto ad eliminare le rispettive sfere di competenza degli Stati. A partire dal XX secolo invece la necessità di perseguire interessi comuni degli Stati e delle loro comunità li spinge a trovare mezzi e procedimenti di collaborazione ricorrendo ad accordi bilaterali e multilaterali. Il diritto internazionale si atteggia come diritto di cooperazione in cui emergono valori condivisi come la pace, l'autodeterminazione dei popoli e i diritti umani.

Le conseguenze della cooperazione

L'emergere di questi valori e la cooperazione determinano delle conseguenze: Gli Stati un tempo gelosi della propria sovranità sono ora disponibili a limitarla andando incontro a una progressiva erosione della loro domestic jurisdiction e dando vita alle organizzazioni internazionali che rappresentano i nuovi attori sulla scena internazionale.

Le fonti di diritto internazionale

L'assenza di un'autorità sovraordinata agli Stati membri fa sì che nell’ordinamento internazionale non esistano un legislatore, un gendarme, un giudice e che le funzioni dell'ordinamento siano svolte dagli stessi consociati. Questo si verifica innanzitutto per la funzione normativa che consente nella produzione, modificazione o estinzione delle norme del diritto internazionale. Le principali fonti di questo diritto sono espressione della base sociale di questa comunità.

  • La prima fonte di diritto è la Consuetudine che consiste in una condotta costantemente tenuta e considerata giuridicamente doverosa. Nel diritto internazionale è la fonte principale di norme generali che si dirigono a tutti gli Stati. Provenendo dalla condotta, nasce dal basso.
  • La seconda fonte del diritto internazionale è egualmente espressione dei consociati e si tratta dell'Accordo, ovvero l'incontro delle volontà, di due o più stati, che si obbligano giuridicamente a rispettare il contenuto dello stesso. A differenza della consuetudine l'accordo è fonte di diritto particolare perché la sua efficacia è limitata agli Stati che lo abbiano concluso.

Per quanto riguarda l'attuazione del diritto internazionale fa affidamento sull’Autotutela: lo stato titolare del diritto in questione può attuarlo imponendone l'osservanza allo stato titolare dell'obbligo. Esso può ricorrere a misure coercitive coinvolgendo anche la forza. L'autotutela si presta ad abusi perché non è subordinata ad alcun accertamento giuridico.

Anche la soluzione delle controversie sconta l'assenza di una funzione giudiziaria in particolare nel diritto internazionale i mezzi di regolamento delle controversie sono l'accordo e la sentenza.

  • L’Accordo è la seconda fonte del diritto particolare esprime la volontà congiunta delle parti di una controversia.
  • La Sentenza internazionale proviene dall'alto e impone obbligatoriamente alle parti la valutazione delle loro pretese. Sembra a tutti gli effetti un atto autoritativo, tuttavia, la sentenza è subordinata alla concorde volontà degli Stati parti della controversia. È necessario che essi siano d'accordo per sottoporlo al giudizio di un terzo.

La nascita delle organizzazioni internazionali poi ha inciso nelle funzioni dell'ordinamento internazionale e il quadro delle fonti si è arricchito con gli atti obbligatori che varie organizzazioni hanno il potere di adottare.

Lo Stato come soggetto di diritto internazionale

Gli Stati, in quanto membri della comunità internazionale, sono anche i principali soggetti del suo ordinamento giuridico e sono i destinatari delle norme giuridiche internazionali e i titolari dei diritti e degli obblighi da esse derivanti. Originariamente erano gli unici soggetti di diritto internazionale ma oggi esistono nuovi soggetti che però non hanno una soggettività piena come gli Stati.

Il concetto di Stato consiste in una comunità territoriale sottoposta a un'autorità organizzativa di governo: è formato da un popolo, da un territorio su cui insiste il popolo e da un'autorità di governo che esercita il potere sulla comunità.

Nel diritto internazionale lo stato emerge come complesso dei pubblici poteri, ovvero come stato-apparato o stato-persona e non come Stato Nazione.

Lo stato è un ente sovrano che non ha alcuna autorità a esso sovraordinata, dunque, ha una potestà di governo esclusiva e libera sulla propria comunità territoriale. Si ha la pretesa dell’esclusivo esercizio di tale potestà nei confronti di tutti gli altri Stati che non devono interferire. Questo implica che lo stato si può dare la forma di governo che vuole, può perseguire una propria politica economica, sociale, commerciale senza ingerenze esterne.

La sovranità ha una dimensione essenzialmente territoriale, infatti, lo stato gode della potestà esclusiva all'interno del proprio territorio non può esercitarla in territorio altrui. I confini dello Stato sono la misura entro cui esso opera come ente sovrano. La sovranità limitata al territorio riguarda però il potere coercitivo dello Stato mentre dal punto di vista del diritto internazionale uno stato può legiferare riguardo a situazioni fatte o persone al di fuori del proprio territorio - è consentita ad esempio l’applicazione extraterritoriale della legge, cioè l'adozione di leggi riguardanti situazioni esterne al territorio (reati commessi all'estero).

Riassumendo, la forza dello Stato è strettamente territoriale mentre il comando può avere una portata extraterritoriale. L'attività esecutiva dello Stato può svolgersi nel territorio di un altro purché ci sia il suo consenso.

La soggettività internazionale di uno stato

La soggettività internazionale di uno stato prevede alcuni requisiti. Affinché uno stato possa considerarsi un soggetto di diritto internazionale è infatti necessario che siano presenti tutti i suoi elementi costitutivi: Il popolo, il territorio e l'autorità di governo. L'organizzazione dello Stato deve dunque essere effettiva e indipendente:

  • Principio di effettività: l'organizzazione statale deve essere in grado di governare realmente, ovvero riuscire a imporre concretamente la propria autorità. L'effettività di governo riguarda la vita interna dello Stato e richiede che quest'ultimo riesca a far valere la propria autorità sulla comunità territoriale. Su questo presupposto lo stato ha il diritto nei confronti di tutti gli altri Stati di esigere che questi rispettino l'esclusivo esercizio dei propri poteri sulla comunità; questo rivela un suo carattere avalutativo, infatti non tiene in considerazione né i mezzi né i metodi attraverso cui l'organizzazione gestisce il proprio potere. Questo principio subisce un temperamento a opera del contrapposto principio di legalità: le autorità di governo che si siano insediate in una comunità territoriale in violazione di valori condivisi possono non assurgere allo status della soggettività internazionale, ovvero l'illiceità della nascita dell'autorità può impedire che l'autorità sia riconoscibile come soggetto internazionale. (Illecita nel senso che deve consistere nella violazione di norme di ius cogens)
  • Indipendenza: questo requisito va inteso nel senso che l'ordinamento si fondi su una costituzione originaria e che non derivi cioè dalla costituzione di un altro stato. Questo significa che non hanno soggettività internazionale gli Stati membri di uno stato federale oppure le regioni di uno stato regionale. Sono invece qualificati come soggetti i microstati che hanno dimensioni popolazioni estremamente ridotte e con un proprio ordinamento originario alcuni esempi sono San Marino, Monaco o stati oceanici nati dalla decolonizzazione come Tonga, Palau, Nauru.

L'acquisto della soggettività internazionale di uno stato richiede il suo riconoscimento da parte degli altri Stati? Dobbiamo premettere che il riconoscimento è un atto unilaterale con cui uno stato dichiara di constatare la nascita o l'esistenza di un altro. Può avere carattere esplicito e prevedere l'instaurazione di relazioni diplomatiche oppure tacito (o implicito) quando la condotta di uno stato verso un altro (es. accordo internazionale) manifesti il suo riconoscimento. Molto più spesso il riconoscimento è invece bilaterale, nel senso che uno stato nuovo a sua volta dichiara di riconoscere l'altro preesistente.

Inoltre, può essere de iure, quando esprime un accertamento della sua legittimità internazionale, o de facto, quando c'è una mera constatazione dell'esistenza del nuovo stato. Il riconoscimento è un atto volontario che ogni Stato è libero di accordare o meno; tuttavia, tornando al quesito iniziale il riconoscimento costitutivo è in contrasto con il carattere paritario della comunità internazionale per cui gli Stati preesistenti non possono avere l'autorità per concedere la personalità giuridica a un nuovo stato; dunque, il riconoscimento costitutivo è smentito dalla prassi. Ciò che avviene realmente è che lo stato che non riconosce un altro, si astiene dall'avere rapporti con lui. Tuttavia, il riconoscimento non è del tutto privo di valore giuridico: esso ha un'efficacia giuridica e si deve ammettere che il disconoscimento di uno stato dalla comunità nel suo insieme può impedirne la nascita come soggetto di diritto internazionale - alcuni esempi si rifanno a quando uno stato si forma in violazione di norme imperative come il divieto di aggressione, autodeterminazione, e diritti umani - in questi casi, nonostante l'eventuale effettività di governo, la comunità rifiuta di trattarlo come soggetto giuridico.

I confini degli stati

Gli Stati sono enti territoriali, dunque, nasce l'esigenza di stabilire dei confini per delimitare la propria sovranità. “I confini dello Stato coincidono con il limite dove giunge la sua effettiva capacità di governo” - questa è una norma non sempre applicabile - si veda il caso di catene montuose o spazi condivisi, nella pratica quindi gli Stati delimitano i propri territori tramite degli accordi.

Da questo vinciamo che i confini possono essere:

  • Naturali: come un fiume
  • Artificiali: come una muraglia
  • Immaginari: Linee tracciate su una carta geografica

Le questioni confinarie sono spesso causa di controversie, dunque, è interesse generale che sia garantita la stabilità. Quando gli Stati non riescono a trovare un accordo è frequente il ricorso al tribunale arbitrale, alla Corte internazionale di giustizia (l'organo giudiziario dell'ONU) oppure alle commissioni tecniche. Nella pratica dopo la delimitazione fa seguito un'operazione di demarcazione materiale sul terreno.

Ci sono norme dal valore integrativo o interpretativo rispetto ai criteri usati negli accordi ad esempio:

  • Se il confine tra due Stati ha una catena montuosa la linea dovrebbe essere quella dello spartiacque ma non è sempre così (caso Italia-Francia).
  • Quando invece il confine è rappresentato da un fiume la linea dovrebbe essere sostituita dal thalweg ovvero dalla linea mediana del canale di navigazione. In mancanza di quest'ultimo, il confine dovrebbe coincidere con la linea mediana del fiume.
  • Se si tratta invece di un lago il confine e determinato congiungendo le linee mediane che partono dai punti del confine terrestre.

Una norma consuetudinaria esistente è quella chiamata uti possidetis, nata con la formazione di molti Stati indipendenti post-decolonizzazione in particolare In America Latina e in Africa. La regola comporta che i confini tra gli Stati nuovi coincidano con le frontiere fissate a suo tempo dalle potenze coloniali. Se i nuovi stati appartenevano alla stessa potenza invece i confini coincidono con le frontiere amministrative che questa aveva tracciato. Questa regola è applicata da una costante giurisprudenza internazionale.

La sovranità degli Stati però, oltre che sulla terraferma, si estende anche a una fascia di mare adiacente alle sue coste chiamato mare territoriale ma anche allo spazio aereo al di sopra di questo mare e al sottosuolo marino. Questa è una sovranità che non richiede l'effettività di governo ma spetta ad ogni stato come proiezione della propria sovranità. La convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del dicembre del 1982 detta montego bay riconosce allo stato alcuni ulteriori diritti esclusivi su fasce di mare.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 41
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 1 Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 41.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Diritto internazionale , Prof. Cinelli Claudia, libro consigliato Lezioni di diritto internazionale, Ugo Villani Pag. 41
1 su 41
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze giuridiche IUS/13 Diritto internazionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher DebCasse121 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Cinelli Claudia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community