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DIRITTO dell’INFORMAZIONE

dirittodellinformazione.it.

Diritto dell'informazione si compone di 4 strumenti:

1. LEGGI: sono il più importante strumento del diritto. Ma la materia del diritto è molto più di un

insieme di leggi. Le leggi da sole non garantiscono la pacifica convivenza con le persone.

Ci sono molti ambiti del diritto dell’informazione in cui le leggi sono arrivate in ritardo, o addirittura

mancano (es. sulla tv, nate negli anni 80/90 benché esistesse già). Notizie e temi provengono da canali

diversi, non solo in formato cartaceo e sviluppate in luogo fisico, ma anche tramite web o app che

consentono di conoscere notizie di tutti i giorni, sono cambiate abitudini mediatiche delle persone ma

l’informazione rimane. --> Stanno nascendo leggi su internet= molte leggi riguardano la rete e non solo

televisione e giornali.

Internet è un fenomeno deteriorizzato. --> leggi in rete hanno spazzato via il criterio di territorialità del

diritto. Se internet venisse regolato solo da leggi nazionali (legge di un singolo stato e non applicate a

tutta Europa) non servirebbe a niente, non si può punire persone in base a norme che non vengono

applicate a loro. Per questo sono state create leggi sovranazionali, leggi europee che si applicano a

cittadini europei ---> legge ha portato a sovra-nazionalizzazione del diritto. Europa ha cercato di creare

uno spazio unico digitale.

Regolamenti e direttive sono entrambe leggi europee ma vincolano gli Stati in modo differente

• :

Regolamenti leggi europee più vincolanti. Sono scritti dal parlamento europeo. Disciplinano tutti

aspetti specifici di una determinata materia. I regolamenti sono spediti ai parlamenti degli Stati europei e

vengono applicati allo stesso modo da tutti gli Stati che non possono modificarne i contenuti. Questi

regolamenti sono sempre scritti per favorire i grandi stati che hanno più influenza nel Parlamento

europeo. L’uniformità di trattamento ha un aspetto positivo: in tutta Europa si applicano gli stessi

principi, e negativo: è la scarificazione della sovranità legislativa nazionale di ogni singolo Parlamento.

• :

Direttive contengono i principi generali, delimitano i confini di azione di ogni Stato. Le direttive non

entrano immediatamente in vigore nella loro forma originale, ma necessitano di una legge nazionale di

recepimento: ogni parlamento nazionale deve fare una legge di recepimento per farla entrare in vigore

nel proprio territorio; ogni stato è libero di scrivere ciò che vuole nel rispetto dei principi generali della

direttiva, le modalità di applicazione spettano ad ogni singolo stato. Pro: valorizzazione dei parlamenti

nazionali, delle specificità di ogni stato, rispetto della sovranità nazionale di ogni stato. Contro:

disomogeneità di trattamento, squilibri tra stati

L’anarchia creata della mancanza di leggi è stata colmata dallo strumento n.2:

2.GIURISPRUDENZA: insieme delle sentenze, delle decisioni e pronunce dei tribunali, corti d'appello,

corte costituzionale, prese dai giudici per applicare le leggi che vengono cristallizzate nel tempo;

oppure, nel caso di mancanza di leggi adatte al caso, le decisioni prese sul principio di equità. Le sentenze

si subiscono. 2 tipi:

1.applicative: applicano le leggi. Giudice fa sentenze per applicarle e decide di condannare imputato o

assolverlo sulla base di leggi già conosciute in parlamento.

2.creative: spesso avvengono situazioni nuove e impreviste che spiazzano il giudice, che emana una

sentenza creativa. Giudice alla fine riconosce un diritto che non è previsto in nessuna legge scritta, ma lo

riconosce lui per la prima volta. Preparano il terreno a nuove leggi e stimolano il parlamento a colmare

un vuoto legislativo, ispirano cambiamenti legislativi, es: con sentenze creative si è iniziato a tutelare lo

sfruttamento dei lavoratori sul luogo di lavoro (= legge sul mobbing). Se non si rispettano si viene multati

o si finisce in galera. (sanzione più grave è la radiazione)

3.DEONTOLOGIA (cap2): studio/insieme dei doveri che devono rispettare tutti i giornalisti e

diffusori di informazione. Ogni professione ha la sua deontologia. Il senso è darsi delle regole specifiche

alla propria professione per rendere più credibile e affidabile il ruolo della propria professione verso

l’utenza. La deontologia può essere definita come la declinazione del principio etico per applicarlo in

forme specifiche.

È autoprodotta: i principi, che spesso non vengono rispettati, li auto scrivono i giornalisti. È una forma di

autoregolamentazione che i professionisti in ogni settore si danno per avere fiducia nella gente. È una

scelta. Chi viola la deontologia subisce sanzioni disciplinari che comportano effetti immediati

sull’esercizio della professione. La deontologia è usata anche dai colossi del web come Facebook, Twitter

ecc

4.DOTTRINA: insieme di punti di vista, opinioni e teorie sui fenomeni che riguardano il mondo

dell’informazione. Consente di applicare meglio i primi tre strumenti

Serve a ispirare giudici che fanno sentenze creative e sono spesso decisive per cambiare le leggi. Più

punti di vista dottrinali si confrontano su dibattito sul diritto dell'informazione---> es: ordine dei

giornalisti, che è presente in Italia ma non in altri paesi= la dottrina è divisa (opinioni es: ordine dei

giornalisti è una garanzia Vs senza la dottrina non c'è professionalità, es: dibattito sui colossi della rete)

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE (cap.1)

N.B: Libertà di espressione è differente da libertà di informazione:

Libertà di espressione= ognuno di noi esprime la propria personalità in modi differenti, libertà di

esprimersi si traduce in una varietà di espressioni

Libertà di informazione= libertà dei media di dare le notizie e libertà delle persone di procurarsi le notizie

da questi canali

In Europa questo concetto ha radici nella:

-Convenzione europea dei diritti fondamentali e delle libertà dell’uomo del 4 novembre

1950 , che consente di difendere la libertà di espressione focalizzata sulla libertà di informazione.

Approvata in tutti gli stati europei, nel 1955 in Italia.

-->Articolo 10: definisce la libertà d’espressione (1950) Libertà di opinione e di ricevere e scambiare

informazione senza condizionamenti da parte di pubbliche autorità e senza limitazioni da parte di

frontiere.

Ogni cittadino è libero di maturare i propri punti di vista sulla realtà, poter ricevere e scambiare

informazioni, senza essere limitato dai confini nazionali, poter accedere a qualsiasi fonte senza censura o

senza che altri poteri esterni interferiscano nella circolazione delle informazioni.

Il giornalista può diffondere informazioni attraverso i canali grazie alle sue opinioni, bravura come

professionista a scovare notizie nuove, ha informatori= persone che con garanzia dell’anonimato danno

notizie riservate (il giornalismo infatti è scoperta di notizie che le fonti ufficiali non danno=scoop)--->

ricchezza per la libertà di espressione. L’informazione si nutre anche di fonti riservate, non fa solo

affidamento su fonti ufficiali. Giornalismo aiuta i cittadini a fare scelte più responsabili grazie alla varietà

di notizie

Questo articolo consente ai giornalisti di difendersi dalle ingerenze delle pubbliche autorità. ---> Dopo i

totalitarismi, e la censura, questo concetto non era scontato. I poteri che possono condizionare

l’informazione sono: Politico, Economico/ finanziario e Giudiziario: un giudice non può impedire ad un

giornalista di cercare e di indagare sulle informazioni. Molti giornalisti sono stati condannati dai tribunali

nazionali a rivelare le proprie fonti —> art. 200 codice penale: il giudice può sequestrare i mezzi del

giornalista quando la sua fonte è decisiva per la risoluzione del caso. Il giudice ritiene prioritaria

l’amministrazione della giustizia rispetto al segreto professionale del giornalista che deve soccombere —>

raramente è lecito, ma nella maggioranza dei casi è una violazione dell’art.10 —> ci si rivolge alla Corte

europea dei diritti dell’uomo che annulla la sentenza di condanna, e si condanna il tribunale nazionale al

risarcimento —> La Corte europea ha la possibilità di riesaminare il caso e applica la legge nell’interesse

dei cittadini europei di ricevere quel tipo di notizie, grazie alla garanzia della riservatezza delle fonti che

viene riconosciuta al giornalista —> difende il diritto dei cittadini di ricevere libere notizie

Scopo: non ridurre il panorama d’informazione, è importante ricevere notizie libere e non solo ufficiali. ---

> Libertà di tenere segrete le fonti è una libertà per il giornalista ma anche per i cittadini per ricevere

notizie libere, non va impedito

-Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea o Carta di Nizza: definitivamente

approvata nel Consiglio di Nizza del 2000. La Carta di Nizza si pone come pienamente vincolante per le

istituzioni europee e gli Stati membri e allo stesso livello di trattati e protocolli ad essi allegati. Nel 2007 è

stata recepita nel Trattato di Lisbona, gli stati europei hanno avuto 2 anni di tempo per introdurlo nella

loro legislazione, facendo diventare la carta obbligatoria in tutti gli stati Europei. Ha aggiunto un tassello

importante nella libertà di espressione

⟶ Articolo 11: Liberà di espressione e d’informazione

I. comma riprende l’articolo 10 cioè che ogni persona ha diritto alla libertà di

(comma = parte di un articolo):

espressione. Ovvero la libertà di opinione e la libertà di scambiare e ricevere informazioni senza

ingerenze da parte di autorità pubbliche e limiti di frontiera

II. comma —> introduce il concetto di pluralismo dei media. La libertà dei media e il loro pluralismo

devono essere rispettati. Gli stati devono fare leggi per garantire il pluralismo dei media, non basta la

libertà del giornalista di proteggere le fonti, occorre che i mezzi di informazione siano rispettosi del valore

del pluralismo

La libertà di pensiero è scorporata dalla libertà di espressione e d’informazione e le precede.

—> Occorre preoccuparsi che i veicoli delle informazioni non risultino paralizzati da meccanismi

verticistici di etero direzionabilità

—> È necessario assumere come valore di riferimento l’eguaglianza nell’accesso alle informazioni e il

diritto dei singoli ad essere compiutamente informati.

Non ci si ferma solo al riconoscimento della libertà del soggetto, ma precisa che anche le aziende

editoriali (editori, broadcaster, piattaforme social/web) devono essere pluraliste e devono operare in un

regime di libera concorrenza. I cittadini hanno la garanzia che anche nei processi nazionali occorre

applicare la Carta di Nizza, che è stata inserita nel Trattato di Lisbona del 2007, e quindi prevale anche

sulle leggi nazionali. A livello nazionale questo si traduce nella libertà di editori e soggetti che operano nei

media senza interferenze. In Italia, gli ‘editori puri’ non esistono; la grande stampa e televisioni sono nelle

mani di soggetti che possiedono attività imprenditoriali in altri settori —> gli interessi si mescolano, e

viene meno la libertà di informazione totale da parte degli editori —> il giornale è usato come mezzo di

condizionamento dell’opinione pubblica in base ai propri interessi. —> i direttori spesso sono scelti in

base alla funzionalità e non alla competenza —> scarsa libertà dei direttori.

Libertà di giornalisti, direttori, editori, piattaforme e pubblico

I giornali che ricevono i contributi pubblici (prima rata del 2024) - Il Post

Tutti i livelli hanno deficit, catena che inanella mancanze di libertà che si riverbera sul prodotto finito cioè

l’informazione: (da ruolo più baso a più alto)

1.livello= giornalisti: produttori di informazione. Se loro sono liberi i cittadini hanno notizie garantite,

affidabili e attendibili. Ma i giornalisti sono realmente liberi? No, molti fattori allontanano questa libertà

- 1ª ragione economica: le assunzioni sono in calo e i giornalisti devono adattarsi alle richieste e accettare

delle limitazioni di libertà per non perdere il posto. Editori assumono sempre meno giornalisti, posti

sempre più limitati in testate giornalistiche, mercato sempre più saturo --> rinuncia alla libertà. Situazione

opposta di 40 anni fa in cui c'erano molteplici opportunità di lavoro, i giornalisti erano più liberi, avendo

più opportunità e scelta di posto di lavoro in differenti giornali/testate più adatte al loro settore. Ora:

spesso per fare carriera rinunciano alle loro libertà assumendo fazioni che impediscono loro di essere se

stessi

- 2ª ragione: i giornalisti hanno iniziato a prendere posizioni nette, anche a livello politico, soprattutto

negli anni 90/2000 quando le posizioni erano molto polarizzate —> perdono di credibilità

2.livello= direttori: figure simbolo che hanno contratto da dirigenti, sono facilmente licenziabili, ma

strapagati. Se l'azienda ritiene che stia andando male per colpa di questi dirigenti, gli editori non perdono

tempo a licenziarli. Ma: nei giornali e televisioni fortunatamente non ci sono casi eclatanti di direttori

licenziati perché il proprio giornale/programma tv va male o non vende, no valutazioni meritocratiche.

Gente sempre più distaccata da giornale e telegiornale---> calo costante delle vendite, meno ascolti---> i

direttori non vengono cacciati.

Criteri di scelta di direttori è di appartenenza, affinità con interessi dell'editore. Editore preferisce avere

direttore passivo (che fa quello che dice lui pari passo), al posto di avere un direttore bravissimo e

sgamato che farebbe aumentare ascolti e mercato. Spesso si tratta di direttori molto giovani

3.livello= editori: livello critico, non sono liberi perchè i giornali e le televisioni sono in perdita. Situazione

economica in crollo, attività editoriale non è redditizia e remunerativa. Non possono limitarsi a fare solo

l'editore come lavoro---> editori impuri= hanno tante imprese e attività in altri settori più redditizi

(ambito sanitario, energetico, assicurativo), sono funzionali alla difesa degli altri interessi, portano

guadagni elevati e compensano.

4.livello= piattaforme come Meta, Apple e Google: grandi colossi nel mercato digitale, che si sono diffusi

sempre più a livello globale negli ultimi anni. Sempre meno liberi perchè condizionati da interessi

commerciali, geopolitici e nazionali. Sono i veri amplificatori dei media degli ultimi anni perché

indicizzano le informazioni tramite pubblicità, post ecc. Quelle che rifiutano le regole di editori non sono

libere perché condizionate da interessi. N.B. Le piattaforme rispetto agli editori, direttori e giornalisti non

hanno responsabilità giuridica e nessun obbligo per ora in Italia

5.livello= pubblico: informazioni che arrivano a cittadini non sono libere visto il processo che hanno

avuto le notizie. La libertà del pubblico è condizionata da due elementi:

1. Overdose informativa: la iper connessione produce un bombardamento costante di notizie, di

conseguenza si azzerano i tempi dell’approfondimento a causa del tempo limitato —> saturazione degli

spazi ---> consultare più fonti differenti, non bisogna avere paraocchi e pregiudizi ma open mind, pluralità

di punti di vista.

2. Conoscenze culturali: il pubblico non possiede sempre gli strumenti culturali per capire la fonte e

l’attendibilità delle notizie —> il pubblico è facilmente manipolabile--->coltivare una sana educazione

digitale, oltre a saper usare strumenti di diffusione notizie online anche informarsi sul tema, non affidarsi

del tutto alle tecnologie AI per non essere travolti, ma mantenere un punto di vista umanizzato. Libertà

del pubblico dipende da ognuno di noi

-European Medium Freedom Act, EMFA : regolamento europeo sulla libertà dei media, entrato in

vigore l’8 agosto 2025 in Italia.

Scritto perchè ci si è resi conto che la libertà di informazione rimane un contenitore vuoto se non viene

garantito il pluralismo dei media, e l’indipendenza editoriale dei media. ---> Se i media ci raccontano

solo notizie in linea con i loro interessi e limitano l’agire di giornalisti che vogliono fare inchieste avviene

una sconfitta della libertà di informazione di ogni cittadino di ricevere notizie di interesse pubblico---> Gli

stati devono aggiornare le leggi perchè quelle presenti tutt’ora in Italia non garantiscono ancora

l’indipendenza dei media

Importante per l’EMFA è anche la trasparenza nei confronti della collettività, no conflitti di interesse e

condizionamenti, i media dovrebbero raccontare quotidianamente la società senza secondi fini,

raccontare la realtà dell’opinione pubblica---> Per arrivare a questo risultato occorrono requisiti quali:

1.proteggere le fonti del giornalista e l’indipendenza editoriale

2.migliorare la trasparenza della proprietà dei media

3.emfa impone il funzionamento indipendente dei media di servizio pubblico = Rai, sempre stata

governata da organi istituzionali e politici, dal’ 8 agosto non è più così ---> riforma della Rai perchè non

garantisce il regolamento europeo - “La Rai non è di chi governa”. Non rispettarla è una violazione

giuridica. O il servizio pubblico Ray diventa indipendente. O non è più legittimo.

Chi si occupa di media, diritti, advocacy e public affairs ha una responsabilità concreta: vigilare

sull’indipendenza dei media pubblici e fare pressione affinché l’Italia adegui il suo servizio

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisazaia26 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'informazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Razzante Ruben.
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