Diritto dell'Unione Europea
Cooperazione economica
OECE, Organizzazione Europea per la CooperazioneEconomica, istituita a Parigi il 16 aprile 1948. Amministrazione degli aiuti del Piano Marshall, diventa l’OCSE nel 1960.
Dichiarazione Schuman
Emessa il 9 maggio 1950, oggi è il giorno della “Festa dell'Europa”. Propone la creazione della CECA; i governi europei giunsero alla conclusione che la fusione delle produzioni di carbone e acciaio avrebbe fatto sì che una guerra tra Francia e Germania diventasse "non solo impensabile, ma materialmente impossibile" (R. Schuman). I legami di fatto quando gli interessi degli stati sono in comune incentivano la pace.
Idea di porre la produzione di carbone e acciaio di Germania e Francia sotto il controllo di una Alta Autorità nell’ambito di un’organizzazione a cui anche altri stati avrebbero potuto aderire.
Istituzione della CECA
Trattato firmato a Parigi il 18 aprile 1951 da Francia, Germania, Benelux e Italia. Il Regno Unito appoggia l’idea a differenza di URSS e paesi dell’Est Europa. Entra in vigore nel 1952, dopo il completamento delle operazioni di ratifica da parte degli stati.
Organizzazione istituita per 50 anni, al termine si decise di non rinnovare l’istituzione sia perché carbone e acciaio non erano più fulcro della produzione sia perché esisteva già la CEE che era in grado di assolvere le funzioni della CECA. Per accedervi qualunque stato europeo può chiedere di aderire al trattato, rivolgendosi al Consiglio che, interpellata l’Alta Autorità, decide all’unanimità le condizioni di accesso.
Sviluppi
Pleven, ministro della difesa francese, nell’ottobre 1950 propone il piano per creare la CED, Comunità Europea di Difesa, il cui trattato istitutivo fu firmato il 27 maggio 1952 ma non entrò mai in vigore per la mancata ratifica da parte degli stati.
Jean Monnet propone l’estensione delle competenze della CECA all’ambito dei trasporti e di altre fonti energetiche, replicare il modello della CECA per creare una comunità per la ricerca e produzione di energia atomica.
Piano Beyen, creare un’unione doganale trasversale, un mercato in cui siano abolite le barriere doganali tra gli stati. Furono create entrambe con l’approvazione del Rapporto Spaak: EURATOM (oCEEA) e CEE.
Istituzione della CEE
Istituzione il 25 marzo 1957 con il Trattato di Roma. Ogni stato europeo può chiedere di aderirvi inviando la domanda al Consiglio che si pronuncia all’unanimità dopo aver interpellato la Commissione. Le condizioni per l’ammissione sono oggetto di un accordo fra gli Stati membri e lo Stato richiedente sottoposto a ratifica da parte di tutti gli Stati contraenti.
Organi: Consiglio, Commissione (individui); Assemblea (rappresentanti degli stati), Corte di giustizia entrambe comuni alle tre comunità, nate per la CECA poi ampliamento delle funzioni. Mercato comune: calendario per eliminare gli ostacoli agli scambi, regole di concorrenza, armonizzazione delle politiche economiche degli stati in tre campi principali (agricoltura, trasporti e commercio estero).
Adesione all'Unione Europea
Art. 49 § 1 TUE: ogni stato europeo che rispetti i valori dell’art. 2 e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro dell’Unione Europea. È lo stato che presenta la richiesta di adesione al Consiglio che si pronuncia all’unanimità previa approvazione del Parlamento Europeo che delibera a maggioranza dei suoi membri.
Accordo di associazione: accordo comprensivo di una zona di libero scambio globale, firmato nel 2014 tra UE e Ucraina, in vigore dal 2017. Accordo misto, deve essere ratificato dai membri dell’UE (quello per l’Ucraina non fu ratificato dai Paesi Bassi).
Allargamenti
Allargamento da 6 a 28 stati (ora 27 senza il Regno Unito):
- 1952 – Italia, Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Germania
- 1973 – Regno Unito, Irlanda, Danimarca
- 1981 – Grecia
- 1986 – Spagna, Portogallo
- 1995 – Svezia, Austria, Finlandia
- 2004 – Stati Baltici, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Malta, Cipro
- 2007 – Romania, Bulgaria
- 2013 – Croazia
Dichiarazione Schuman 9-5-1950: gruppo piccolo di partenza ma è importante creare un processo di adesione per ulteriori stati che volessero aderirvi.
Primo allargamento - Regno Unito, Danimarca e Irlanda (1973)
Decisione di natura politica, quando lo UK presentò la domanda di adesione la Francia si oppose. Adesione alle tre comunità, non è possibile scegliere a quale aderire, no adesione selettiva, non c’è la possibilità di presentare delle riserve (solo possibili deroghe). Non si può usare l’adesione per modificare norme preesistenti. Istituzione di periodi transitori per facilitare l’applicazione dell’acquis (insieme del patrimonio giuridico dell’organizzazione) dei nuovi membri, applicazione parziale delle nuove norme fino ad arrivare alla piena applicazione. Fu creato un singolo trattato di adesione per tutti gli stati coinvolti; inizialmente era coinvolta anche la Norvegia ma non ratificò l’accordo.
Secondo e terzo allargamento - Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986)
Emerge l’esigenza che i paesi coinvolti siano democratici e rispettosi dei diritti fondamentali dell’uomo. Dichiarazione del 1977 del Parlamento europeo, Consiglio e Commissione sul rispetto dei diritti fondamentali della persona; dichiarazione del 1978 del Consiglio europeo sul rispetto e il mantenimento della democrazia rappresentativa e sulla tutela dei diritti dell’uomo. Istituzione di periodi transitori per proteggere gli interessi degli stati già membri (es. limiti alla libera circolazione dei lavoratori).
Art. 237 - Atto unico europeo (1987)
Fu modificato il trattato istitutivo della CEE, in particolare l’art. 237 tramite l’Atto Unico Europeo, coinvolgimento del Parlamento Europeo nel processo di adesione. “Ogni Stato europeo può domandare di diventare membro della Comunità. Esso invia la sua domanda al Consiglio che si pronuncia all’unanimità, previa consultazione della Commissione previo parere conforme del Parlamento europeo che si pronuncia alla maggioranza assoluta dei membri che lo compongono.”
Trattato di Maastricht (1993)
Amplia i campi di competenza all’ambito politico: PESC e GAI. Le tre comunità fanno capo all’Unione Europea; quando si vuole aderire, non si aderisce più singolarmente alle tre comunità ma direttamente all’Unione Europea (art. O).
Quarto allargamento: Austria, Svezia e Finlandia (1995)
Primo allargamento secondo le regole di Maastricht. Nuovamente la Norvegia non ratifica l’accordo di adesione che aveva negoziato e firmato.
Criteri di Copenaghen, 21-22 giugno 1993
I paesi associati dell’Europa centrale e orientale che lo desiderano possono diventare membri dell’Unione Europea; avevano già accordi sullo scambio di merci. Richieste stabilità istituzionale, democrazia, legalità, diritti umani, rispetto e protezione delle minoranze, economia di mercato funzionante. Capacità di assumersi gli obblighi dell’appartenenza all’Unione, inclusa l’adesione agli obiettivi di un’unione politica, economica e monetaria, decisi dal Consiglio dell’Unione, non menzionati dal Trattato.
Art. 49 TUE – Trattato di Amsterdam (1999)
Viene inserito nel TUE l’obbligatorietà di rispettare i diritti sanciti all’art. 6 par. 1 per poter domandare di accedere all’Unione. Art. 6, paragrafo 1, principi di libertà, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dello stato di diritto.
Quinto allargamento - Stati Baltici, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Malta, Cipro (2004)
Primo allargamento secondo criteri di adesione, criteri di Copenaghen, esame annuale sul rispetto dei criteri. Si crea così una politica di allargamento, l’ingresso non è più solo una questione tecnica.
Art. 49 TUE – Trattato di Lisbona (2007)
Rispetto dei valori dell’art. 2 e promozione di tali valori: dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Criteri di ammissibilità convenuti dal Consiglio, incorporato nel diritto primario.
Domande di adesione pendenti: candidati con i quali sono stati avviati i negoziati di adesione: Turchia, Montenegro, Serbia. Candidati con i quali i negoziati devono ancora essere avviati: Albania, Macedonia del Nord. Potenziali candidati: Bosnia Erzegovina, Kosovo.
Recesso dall'Unione
Prima del 2007 (riforma del Trattato di Lisbona) non esisteva una procedura di recesso. Art. 50 TUE (Trattato di Lisbona), possibilità di recedere dall’Unione, notificare al Consiglio Europeo, negoziare un accordo di recesso. I trattati smettono di essere in vigore nel momento del vigore dell’accordo di recesso o due anni dopo la notifica al Consiglio. Se volesse rientrare, deve seguire la procedura dell’art. 49 come tutti gli altri stati terzi.
Elemento unilaterale: una volta che la notificazione è stata effettuata, inizia il conto alla rovescia dei due anni, l’accordo di recesso serve ma non è una condizione sine qua non. La notifica di recesso può essere ritirata se non sono scaduti i due anni da essa non siano stati firmati accordi di recesso. Non ci sono condizioni per il recesso, lo Stato non deve motivare la scelta, deve solo essere conforme alle proprie norme costituzionali.
Rapporti tra UK & UE
Il Regno Unito è l’unico stato che ha lasciato l’Unione Europea (1973 - 31 gennaio 2020). Dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020 era giuridicamente stato terzo ma le relazioni tra UE e UK erano retti dal diritto europeo (periodo di transizione). Dal 1° gennaio 2021 è ufficialmente stato terzo e le relazioni sono disciplinate dall’accordo di recesso, dall’accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione e altre norme internazionali (convenzionali e/o consuetudinarie).
Accordo di recesso (GUUE L 29/2020): diritti dei cittadini: i cittadini del Regno Unito continuano a vivere nel paese dell’Unione senza il bisogno dei visti se vi risiedono da almeno 5 anni.
Accordo sugli scambi e la cooperazione (riguarda tutti i paesi terzi): 783 articoli, 7 parti + allegati, protocolli e dichiarazioni.
- Parte prima: norme comuni e istituzionali
- Parte seconda: commercio, trasporti, pesca e altri accordi
- Parte terza: cooperazione delle autorità di contrasto e giudiziarie in materia penale
- Parte quarta: cooperazione tematica
- Parte quinta: partecipazione ai programmi dell’unione
- Parte sesta: risoluzione delle controversie
- Parte settima: disposizioni finali
Quella con lo UK non regola il settore finanziario e il diritto di circolazione.
Tappe della Brexit
- 23-06-2016: referendum UK (51,9% Leave, 48,1% Remain), non c’era quorum, bastava il 50% + 1, grande disparità tra le nazioni del Regno Unito, nella legge costituzionale inglese non è previsto che il referendum abbia valore legale, il recesso è revocabile entro i termini per i quali lo stato gode dello status di membro
- 29-03-2017: UK notifica l’intenzione di recedere
- 19-06-2017: avvio dei negoziati dell’accordo di recesso
- 25-11-2018: accordo di recesso e dichiarazione politica
- 21-03-2019: proroga del termine di recesso al 22-05-2019 (se approvato AdR) o al 12-04-2019
- 11-04-2019: proroga del termine del recesso al primo giorno del mese successivo alla ratifica dell’accordo di recesso, oppure al 1-06-2019, oppure al 31-10-2019 (17-10-2019: protocollo rivisto su Irlanda/Irlanda del Nord)
- 31-1-2020: entrata in vigore dell’accordo di recesso
Istituzione dell'Unione Europea
Sono due i trattati alla base dell’Unione Europea: TFUE e TUE. Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea si fonda sul trattato di Roma del 1957.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Diritto della Comunità internazionale e dell'Unione Europea, Prof. Lang Alessandra, libro consiglia…
-
Riassunto esame Diritto, prof. Santini, libro consigliato Elementi di diritto dell'Unione Europea, Draetta
-
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Rubino, libro consigliato Elementi di Diritto dell'Unione Europe…
-
Riassunto esame Diritto dell'Unione Europea, prof. Parisi, libro consigliato Diritto dell'Unione Europea, Draetta