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Lezione diritto del lavoro

Introduzione al diritto sindacale

La parte del diritto sindacale è la parte più difficile perché, nonostante non sia quella più importante che il professore Ioele reputa, il professore Ioele dà grande importanza al licenziamento come la maggior parte dei professori. La parte di diritto sindacale è quella più difficile perché non ha delle leggi che regolano in maniera completa e specifica il diritto sindacale. Quindi, molto spesso, si basa su accordi, situazioni di fatto eccetera, e quindi è un po’ più complessa per noi giuristi che siamo abituati a vedere norme scritte su cui basarci.

Il diritto di sciopero

Per esempio, nel diritto di sciopero mancano delle leggi che lo regolano. La Costituzione cosa dice? Dice che all'articolo 40 il diritto di sciopero si basa proprio sulle leggi che lo regolano. Però, in una prima battuta, notiamo che non ci sono delle leggi sullo sciopero, ma solo su una parte dello sciopero e cioè lo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Invece, lo sciopero che non rientra nell'ambito dei servizi pubblici essenziali non è regolato da norme specifiche. Perché questo? Per tanti motivi, perché i sindacati hanno voluto mantenere il potere sull'attività di sciopero e sull'attività di organizzazione sindacale, sulla zona grigia intercorrente tra legge e prassi.

I contratti collettivi

Stessa cosa per i contratti collettivi e qui si pone il famoso problema concernente l'articolo 39 della Costituzione: è il famoso problema dell'efficacia soggettiva del contratto collettivo, perché in Italia i contratti collettivi non hanno efficacia nei confronti di tutti i cittadini.

Organizzazione sindacale

L'organizzazione sindacale in Italia è libera. Che tipo di libertà si chiede? È una libertà sia positiva che negativa: positiva perché c'è la libertà di associazione sindacale e negativa perché c’è la libertà anche di non associarsi a una organizzazione sindacale. L'organizzazione sindacale è libera e ce lo dice l'articolo 39 comma primo della Costituzione e viene fatta dai sindacati. L'iscrizione è libera e quindi vi può essere anche una libertà negativa. Ovviamente, i sindacati non sono solamente i sindacati di lavoratori ma anche i sindacati dell'organizzazione sindacale: si pensi a Federcommercio, Confindustria eccetera. L'unico limite che hanno è che non possono costituire quelle che vengono definite organizzazioni sindacali di comodo (i sindacati gialli).

Sindacati di comodo

I cosiddetti famosi sindacati di comodo: quali sono i sindacati di comodo? Sono quei sindacati dei lavoratori però creati dalle organizzazioni di imprenditori e questo perché ovviamente sarebbe di facciata l'aiuto ai lavoratori per difendere i propri interessi. In questo caso però l'articolo 18 della Costituzione cosa dice? Parla della libertà di associazione e quindi in realtà non possono essere sciolti dallo Stato. In realtà, le attività poste in essere da questa tipologia di sindacati rientrano nell'attività antisindacale ma comunque non possono essere sciolti dallo Stato, per la libertà di associazione sindacale ex articolo 18 della Costituzione.

Effetto dell'articolo 39

In realtà l'organizzazione è libera, essa ha una libertà sia positiva che negativa, c'è solo il divieto di organizzazione dei sindacati di comodo. Però, nell'ambito dell'organizzazione sindacale, il problema più importante sono gli articoli non 39 comma primo della Costituzione bensì i commi due e quattro. Perché sono così importanti? Innanzitutto bisogna vedere che i commi due e quattro sono rimasti, ma questa mancanza di attuazione è a catena perché il comma due e che non è stato attuato e di conseguenza non viene attuato neanche il comma quattro. Cosa dice il comma due?

Problema dell'efficacia soggettiva

Questo è un argomento fondamentale perché qui nasce il problema dell'efficacia soggettiva del contratto collettivo, perché l'efficacia oggettiva del contratto collettivo avviene alla sua inderogabilità in peius. Sì però stiamo parlando di efficacia soggettiva del contratto collettivo. Il comma due che cosa dice? Dice che le organizzazioni sindacali sono enti riconosciuti, che cosa significa enti riconosciuti?

Organizzazioni sindacali come enti riconosciuti

In realtà, mentre l'articolo 39 comma due dice che le organizzazioni sindacali devono avere un riconoscimento che comporta anche una autonomia patrimoniale perfetta con conseguente insensibilità del patrimonio rispetto ai soggetti, a noi basta sapere però che nell'ambito del diritto del lavoro le organizzazioni sindacali nessuna di queste ha perfezionato il riconoscimento quindi non sono enti riconosciuti. Perché questo? Ciò non è mai stato fatto perché le motivazioni sono tante ma possiamo individuarne una che ricopre una importanza rilevante, ossia per mantenere un loro potere e una loro autonomia in quanto lì dove ci sono norme che regolano qualcosa c'è sempre una limitazione di potere che va a controbilanciare una libertà e quindi per avere un potere più ampio chiaramente hanno preferito ricoprire il profilo di ente o enti di fatto.

Implicazioni della mancata attuazione

Questo che cosa ha portato? Ovviamente non c'è un'autonomia patrimoniale perfetta, però questa cosa fa sì che non venga applicato nemmeno il quarto comma dell'articolo 39. Perché? Che cosa dice che la contrattazione collettiva erga omnes può essere effettuata soltanto dalle organizzazioni sindacali riconosciute ma abbiamo detto che nessuna è riconosciuta, quindi nessuno può porre in essere contratti collettivi erga omnes. Per questo in Italia i contratti collettivi non sono erga omnes e non valgono nei confronti di tutti.

Contratti collettivi nel periodo fascista

In realtà questo è accaduto nel passato cioè nel periodo corporativo durante il periodo fascista. Nel periodo fascista infatti vi erano soltanto i sindacati che erano organi dello Stato però per ogni settore vi erano dei sindacati organi dello Stato e questi sindacati ponevano in essere creando contratti che valevano erga omnes intesi però tutti i lavoratori. Non valgono nei confronti di tutti i lavoratori perché non essendo enti riconosciuti e non essendo mai stato applicato l'articolo 39 comma due della nostra Costituzione, di conseguenza siccome possono porre in essere contratti collettivi erga omnes solo quelle organizzazioni sindacali riconosciute in realtà non essendo nessun ente riconosciuto non esiste la contrattazione collettiva erga omnes.

Le fonti del diritto

Nei confronti di tutti valgono le leggi, le norme i regolamenti, cioè tutto ciò che rientra nelle fonti del diritto e allora qua si crea un problema che è soprattutto un problema di filosofia del diritto del lavoro, che concerne il fatto che se i contratti collettivi possono essere annoverati tra le fonti del diritto. Il Mazziotti le definisce come vere e proprie fonti sociali anche se poi a tratti si contraddice andando ad investire diciamo un discorso prettamente filosofico.

Problematiche di efficacia soggettiva

Tuttavia giova ricordare che non rientrano tra le fonti del diritto, perché le fonti del diritto vengono fatte valere erga omnes e sono le leggi, la Costituzione ovviamente i regolamenti, decreto legge, decreto legislativo ossia tutto ciò che rientra nella gerarchia delle fonti. Allora nei confronti di chi devono essere fatte valere e qui nasce il problema dell'efficacia soggettiva dei contratti collettivi, che cosa significa efficacia soggettiva del contratto collettivo? Nei confronti dei quali lavoratori ha efficacia e cioè di quali soggetti ha efficacia il contratto collettivo quindi... il contratto collettivo nei confronti di quali soggetti esplica la propria efficacia?

Rappresentanza e rappresentatività

Abbiamo già dato una risposta per esclusione e cioè non viene fatta valere nei confronti di tutti e allora ci viene spontaneo domandarsi nei confronti di chi viene fatta valere: una prima risposta che viene data spesso dagli studenti (sbagliando, lo anticipiamo) è la seguente: nei confronti di coloro che sono associati all'organizzazione sindacale. È corretto? NO! Il lavoratore ha comunque il diritto di non associarsi all'organizzazione sindacale. Qui si crea una problematica di efficacia soggettiva quindi io mi iscrivo ad un sindacato e faccio un'operazione che si chiama mandato con rappresentanza in modo tale che l'organizzazione possa agire per nome e per conto del rappresentato. Infatti, la rappresentanza è cosa diversa rispetto la rappresentatività. La rappresentanza è un concetto più specifico stretto: io do mandato al sindacato e lui mi rappresenta. Però quando troviamo sindacati con maggiore rappresentatività è un discorso più ampio perché mentre nella rappresentanza sono rappresentati soltanto coloro che si sono iscritti al sindacato e che hanno dato mandato, invece nella rappresentatività questa è più larga quindi i sindacati non hanno solo la rappresentanza nei confronti di coloro i quali si sono iscritti ma hanno anche forma di rappresentatività nei confronti anche di coloro che non sono iscritti. Perché se io organizzazione sindacale vado a firmare un contratto metalmeccanici non vado a coprire soltanto coloro i quali sono iscritti alla Fiom, maggiore organizzazione di metalmeccanici per esempio, ma vado a coprire anche coloro i quali non sono iscritti ed il problema dell'efficacia soggettiva è proprio quello di stabilire quali lavoratori vanno a rientrare in questa copertura sindacale del contratto collettivo.

L'efficacia soggettiva dei contratti

L'allargamento viene fatto in vari modi. Ad esempio, nel contratto individuale viene specificato a quale contratto collettivo si fa riferimento. Questo è il metodo più semplice quando io vado a firmare un contratto individuale ci sono scritte ad un certo punto: per tutto quanto non previsto dal presente contratto individuale si farà riferimento al CCNL numero etc... In questo modo si farà riferimento nel contratto individuale ad un determinato contratto collettivo e sarà anche il contratto collettivo che copre la mia attività lavorativa. Oppure ove non ci fosse un riferimento si farà riferimento al contratto collettivo maggiormente rappresentativo di quel settore sindacale. Ad esempio, se sono un metalmeccanico si farà riferimento al più importante contratto collettivo del settore metalmeccanici.

Inderogabilità in peius

Quando noi andremo a studiare l'efficacia soggettiva dei contratti che sarà un lungo discorso sui contratti ablativi dicendo che in realtà poi ai lavoratori i contratti a loro favorevoli convengono quindi non saranno mai contrari, stessa identica cosa i contratti a vantaggio del datore di lavoro mentre chiaramente ove svantaggiano il datore di lavoro basterà che il datore di lavoro non li firmi. Per i lavoratori questo non vale perché vengono vincolati anche coloro ai quali non lo firmano perché è una questione di rappresentatività e proprio per questa efficacia soggettiva che viene allargata nei confronti del lavoratore per il contratto collettivo e quindi a questo punto il problema di efficacia soggettiva si crea solamente per il profilo del lavoratore, per il datore di lavoro invece no. Ma ci sono degli escamotage per far sì che il datore di lavoro venga vincolato? Assolutamente sì! Per esempio, lo Stato pone in essere delle agevolazioni fiscali: se firmi questo contratto collettivo io ti do delle agevolazioni puoi assumere 10 dipendenti e in cambio ti garantisco delle imposte più basse.

RSU e RSA

Passiamo ad un altro argomento: le RSU e la RSA. L'organizzazione dei sindacati è una organizzazione particolare cioè non è così semplice. Innanzitutto dovete distinguere l'organizzazione orizzontale da una organizzazione verticale. L'organizzazione orizzontale, quindi i sindacati organizzati in maniera orizzontale sono sullo stesso piano perché sono distinti a seconda del settore di cui fanno parte. Ad esempio, fanno parte dello stesso piano orizzontale i metalmeccanici e tessili perché non sono organizzati in maniera verticale. L'organizzazione verticale invece è quella che distingue il sindacato anche per diversi settori però in maniera più vicina al cittadino. Quindi ci sono le confederazioni che sono quelle più in alto di tutti come ad esempio la Cgil, Cisl e Uil, confederazioni che sono a livello nazionale. Poi ci saranno dei sindacati che a livello verticale si sposteranno più verso il territorio quindi le organizzazioni sindacali regionali provinciali eccetera. Per esempio, ci può essere una Cgil campana della nostra regione che si troverà spostata in maniera verticale dalla Cgil nazionale. Questa distinzione è molto importante perché distingue la contrattazione a livello nazionale, ossia contratti collettivi nazionali di lavoro che vengono stipulati dalle organizzazioni nazionali. E poi c'è una tipologia di contrattazione che viene definita contrattazione decentrata o di secondo livello di perché non è a livello nazionale ma è decentrata e quindi a livello territoriale o aziendale perché la contrattazione può essere anche territoriale e quindi ad esempio regionale, provinciale eccetera, ma anche aziendale cioè anche all'interno di un'azienda.

Differenze tra RSA e RSU

La RSA e la RSU sono le rappresentanze sindacali aziendali e rappresentanza sindacale unitarie. Per rappresentanze sindacali aziendali si intendono quelle rappresentanze all'interno di un'azienda istituite con l'articolo 19 dello statuto dei lavoratori legge numero 300 del 1970 22 maggio, l'articolo 19 che ha avuto delle problematiche infinite, è stato modificato in maniera tale da smantellarlo completamente e mentre sono successive le rappresentanze sindacali unitarie che sono state istituite negli anni 90 dopo un referendum dove ci fu il famoso caso Fiat e comunque alla fine un referendum abrogativo è comunque un referendum del 1995 dal quale nascono le RSU. La cosa che ci interessa sottolineare giova ricordare quella che è la sostanziale differenza tra RSA/RSU: sono delle rappresentanze sindacali e a norma dell'articolo 20 e seguenti dello statuto dei lavoratori le rappresentanze sindacali hanno dei diritti sindacali sia come lavoratori e sia come rappresentanti sindacali e quindi i lavoratori cosa fanno con delle votazioni? Eleggono i rappresentanti aziendali, questo è lo scopo delle rappresentanze sindacali aziendali. Ovviamente sono solamente aziende di grandi dimensioni, come ad esempio la Fiat, la Whirlpool, questi rappresentanti sindacali hanno dei diritti e difendono i diritti dei lavoratori appunto svolgono le loro mansioni in azienda, una cosa non hanno: il potere di contrattazione perché il potere di contrattazione ce l'hanno soltanto le RSU. Le rappresentanze sindacali unitarie oggi. Non è vero che sono state abrogate le RSA ma sono state in gran parte sostituite dalle RSU, perché ovviamente hanno più potere le RSU.

Elettorato di RSA e RSU

Per quanto invece riguarda le differenze, le RSA hanno una tipologia di elettorato, cioè possono essere votate soltanto nell'ambito di quell'azienda, da quel colore sindacale, ossia da quella organizzazione sindacale cui appartengono. Esempio: io faccio parte della Fiom e sono nella Fiat. Nell'ambito dei lavoratori della Fiat, la RSA e cioè i rappresentanti della RSA potranno essere votati solo da quelli che fanno parte della Fiom, poi ci sarà un'altra votazione per un'altra organizzazione sindacale per la Cgil, per la Cisl, per la Uil. Mentre le RSU sono votate almeno in ambito aziendale, sono votate erga omnes e cioè sono votati da tutti i lavoratori dell'azienda, di conseguenza la differenza è fondamentale perché mentre le decisioni prese in sede di RSA vanno a vincolare soltanto coloro i quali li hanno votate e cioè coloro i quali partecipano e che sono aderenti a quell'organizzazione sindacale, le RSU essendo votate da tutti i lavoratori di quell'azienda andranno a vincolare tutti i lavoratori dell'azienda. Per questo sono più importanti perché esplicano una forza ed una portata maggiore di vincolatività e sono andate a sostituire grossomodo la RSA.

Inderogabilità in peius del contratto individuale

Passiamo ora ad un altro argomento ossia una domanda che viene fatta spesso in sede di esame: l'inderogabilità in peius del contratto individuale nei confronti del contratto collettivo. Perché è un argomento importante? Perché il contratto collettivo si pone come garanzia, ecco perché è inderogabile in peius, cioè si pone come garanzia del lavoratore quindi non è che tutto ciò che c'è nel contratto collettivo vale di più di quello che c'è nel contratto individuale, in realtà funziona in un altro modo. Siccome la legge e il contratto collettivo sono delle garanzie, fissano dei limiti minimi di diritti per il lavoratore mentre il contratto individuale può derogare in melius, non potrà invece derogare in peius il contratto collettivo e la legge.

Esempio di inderogabilità in peius

Facciamo un esempio così si capisce meglio: la legge fissa il tempo pieno di 40 ore settimanali ossia il massimo, l'orario medio viene definito, però consideriamolo come un orario massimo stabilito dalla legge di 40 ore. Ora la domanda che ci poniamo è il contratto è individuale visto che la legge stabilisce 40 ore, può stabilire invece 42 ore settimanali di lavoro? No perché la legge fissa un massimo di 40 ore perché il contratto individuale non può derogare in peius la legge e qui siamo in peius perché una situazione peggiorativa del lavoratore in quanto lo fai lavorare di più, altra domanda il contratto individuale può derogare a 35 ore settimanali? La risposta è sì perché...

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Scienze giuridiche IUS/07 Diritto del lavoro

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giurista86 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del lavoro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Salerno o del prof Ioele Lorenzo.
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