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Corso di diritto costituzionale

Prof. Francesco Pallante

I anno – 2022/2023

Introduzione al diritto

Teniamo presente che gli uomini sono gli unici esseri che vivono in società – collettività e per questo esiste il diritto. Il diritto in sé è una scienza sociale attraverso cui si prova a tenere insieme una collettività in maniera pacifica.

Uomo animale politico/soggetto dotato di autonomia politica → ciò che lo distingue dagli esseri animali stato di natura; bisogna anche tenere in considerazione dello stato di incertezza dove ogni cosa è motivo di conflitto per gli esseri umani.

Società e sovranità

Il termine di sovranità nasce nel 1648. La società è una collettività organizzata e per essere tale deve avere un nucleo giuridico. Ricordiamo che la tendenza dell’uomo è quella di vivere in forma associata, ogni bene proprio è volto al bene del gruppo. Basti pensare all’alveare. L’alveare dà vita alle api, ma richiede a ciascuna di esse lo svolgimento di un compito nell’interesse della sopravvivenza dell’alveare intero. Ci sono l’ape regina con i fuchi che ne costituiscono la corte, le api guerriere e le api operaie: tutte svolgono una funzione essenziale per il mantenimento dell’alveare.

Capo di stato e tripartizione della società

Ogni società possiede un capo di stato, un soggetto a capo dello stato; questo individuo era individuato con tale metafora medievale che giustificava la sua funzione. Nelle società è presente una tripartizione: Società – Diritto – Stato. Es. in Francia, durante la prima rivoluzione, il ruolo di una persona era imputabile (se si era contadini lo si era a causa della famiglia e non si poteva essere o svolgere un lavoro diverso da questo) è il metodo di pensiero → questo organico.

Società chiusa e aperta

Bisogna fare una differenza tra:

  • Società chiusa: diritto di sangue usato in Italia (per esempio) che non dà piena libertà a tutti i cittadini italiani (ius sanguinus).
  • Società aperta: una società, come quella di oggi, può cambiare (ius solis).

L’Italia è una democrazia, che significa che il popolo ha il potere, quindi si dà delle regole da seguire tramite dei rappresentanti (Parlamento). Questa cosa crea dei problemi perché anche chi vive al di fuori del Paese può decidere per chi vive all’interno senza esserne influenzato.

Vaccinazioni e interesse collettivo

Esempio del doppio scivolamento (come quello dello ius che abbiamo appena visto) è quello delle vaccinazioni:

  • Scelta del singolo o del gruppo
  • Deve soddisfare l’interesse individuale e collettivo (che può essere compromesso)
  • Un soggetto viene penalizzato

Sovranità e Costituzione

Ogni vita umana è un assoluto quindi lo Stato non può usare un essere umano come mezzo. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nel potere e nei limiti della Costituzione. Ricordiamo che sovrana è solo la costituzione del frutto della storia.

ART 1 COMMA 1: La sovranità appartiene al popolo nei limiti del contenuto, il popolo non può fare pienamente quello che vuole. Tutti i poteri sono limitati. Costituzione approvata = chiude le società. Ognuno si comporta come “vuole”, tutto autonomo, svincolato dalla norma (no coordinamento).

Possiamo quindi dire che il diritto è un insieme di norme giuridiche che alle ragioni soggettive dell’agire sovrappongono ragioni oggettive; che sostituiscano l’autonomia con l’eteronomia. L’eteronomia consiste nelle norme che vengono da altri e ci spinge sui ruoli normativi di collettività umana come le norme di origini diverse dal diritto come etica e rispetto.

I sistemi normativi giuridici compongono il diritto. Quest’ultimo non interviene sempre e in modo ausiliare, opera per i soggetti che non assumono un comportamento che dovrebbero avere e implica un peso sostanziale quando altri sistemi normativi non hanno aiutato. Questa ultima cosa implica degli perscostamenti tra il diritto e altri sistemi facendo subentrare delle situazioni. Esempio: il problema dell’eutanasia dove il diritto penale lo vieta ma la società ne è favorevole. In questo caso il giudice, recentemente (2019), ha fatto valutare alla Corte Costituzionale per non applicare la norma in modo incostituzionale ed essa ha risposto di mostrare attenzione perché alcuni possono essere condizionati, bisogna valutare caso per caso. La Corte Costituzionale definisce i termini, a tal proposito, che sono molto vincolanti. Si ha uno scatto tra normativa vigente e scienza naturale che apparentemente non viola il diritto. Non c’è corrispondenza tra il diritto di fatto e il diritto.

Valore culturale del diritto

Il fondamento di validità dipende da una questione culturale che è pragmatica. Per esempio l’art. 29 (sulla famiglia) comma I: diritto di riconoscere i diritti di famiglia a partire dal matrimonio. Il comma II dice che il matrimonio dipende dai comportamenti dei coniugi, rispettando i limiti della legge (la previsione del divorzio è a favore dei coniugi). Quando fu registrato tale articolo il diritto rispecchiava lo spacco della società, che era pura etica laica. Bisogna ricordare però che chi scrive il testo deve ragionare sulla società in quel momento da cui è circondato quindi i contenuti sono flessibili.

Articolo 1 e fondamenti del lavoro

ART 1: Es. l’ afferma che l’Italia è fondata sul lavoro, i costituenti hanno cercato di non far sentire nessuno estraneo agendo nei limiti della legge. Per indossubilità del lavoro hanno dovuto votare perché non si raggiungeva un punto in comune. La disobbedienza civile fa pressione sull’ordinamento giuridico portando ad una obiezione di coscienza se imporsi oppure consentire solo ad alcune → decidere persone vincolandone altre.

Diritto positivo e naturale

Lo IUS POSITIVISMUS (diritto civile) è il diritto posto all’uomo da altri uomini. Il diritto valido è quello posto dagli uomini che disciplinano. Il diritto naturale, giusnaturalismo, è identificato come il farsi giustizia da soli per cui gli uomini vivono rispettando il diritto naturale e se delle norme vanno in contrapposizione non vengono seguite. I giuspositivisti sono coloro per cui il diritto valido è quello in cui si può porre un diritto. Il diritto può tutto o ci sono dei valori a cui bisogna affidarsi? Vedere il processo di Norimberga con il principio di umanità: ci sono delle cose che non vanno fatte nemmeno se è la maggioranza politica a chiederlo di → principio uguaglianza.

Che cosa è il diritto?

Il diritto è un insieme di norme importanti per la vita delle società umane, norme che riflettono i caratteri di ciascuna di esse. Il diritto mira a sostituire l’eteronomia. Le sensazioni sono lo strumento con cui il diritto passa al “contrattacco” con gli atti. Questa reazione consiste nell’obbligatorietà del diritto, l’inevitabilità della sanzione che si applica anche con l’uso della forza.

Diritto positivo e naturale

Occorre chiarire una distinzione tra diritto positivo e diritto naturale.

Che cos’è il diritto positivo? È il diritto posto (stabilito) dal legislatore.

Che cos’è il diritto naturale? È un diritto soggettivo, da quando Calvino e Lutero mettono in discussione la parola della Chiesa si inizia a porsi tale domanda. Consiste nel diritto non posto da nessuno ma insito nell’ordinamento naturale delle cose. Esso rappresenta uno strumento critico nei confronti del diritto positivo e può servire a contrastarne le aberrazioni. Le costituzioni permettono di non correre il rischio di sottomissione da altri facendo rivivere alcune esigenze di diritto naturale in vincoli del diritto positivo. Il diritto può intervenire nei confronti dei singoli anche contro la loro volontà, come con sanzioni. Il stare insieme implica la rinuncia alla forza mirando alla tutela della nostra pace. La legittima difesa coincide con il diritto della società di Freud dove le cose che si tengono dentro spesso escono in modo differente. Se non funzionano le norme sociali si usano le norme giuridiche, che intervengono sussidiariamente agendo in autonomia.

Caratteristiche delle norme giuridiche

Le norme giuridiche riprendono l’eteronomia (altri caratteri generali con caratteristiche):

  • Generalità: Rivolta ai gruppi di persone che definiscono una “disciplina” (es. studenti universitari) in modo da trattare tutti in egual modo tutti coloro che si comportano nello stesso modo; quando la norma è universale vuol dire che è rivolta a tutti; si prende in considerazione una categoria di destinatari.
  • Astrattezza: Il carattere che si rivolge ai gruppi di persone che dovranno adottare dei comportamenti, per esempio chi frequenta l’università deve pagare le tasse ogni anno; possiamo quindi indicare che si riferisce a un gruppo di persone che si trovano nella stessa situazione; vale per tutti i casi presenti e futuri e non solo in un caso.

Le leggi dell’ordinamento tengono conto delle caratteristiche dei destinatari e delle circostanze in cui operano. Le norme a generalità e astrattezza ridotte sono norme speciali (cerchia più ristretta di destinatari, deroghe delle leggi generali) ed eccezionali (individuato a situazioni particolari, deroghe delle leggi astratte).

Universalità = generalità → specialità – astrattezza → eccezionalità. La specialità è una sottocategoria generale che si attribuiscono ad un piccolo gruppo di norme per un periodo di tempo breve. Si può avere la convivenza di norme generali e norme eccezionali. Es. tutti i commercianti che hanno subito danni da alluvioni. In rari casi ci sono norme che riguardano i singoli soggetti. Es. in Piemonte è successo con i bambini (sostegno degli studi fino alla laurea) che avevano i genitori caduti in servizio durante il terrorismo. Più una norma generale è astratta e più rispetta il principio di uguaglianza perché impone di trattare tutti quelli che sono uguali nello stesso modo ma tutti rientrano in differenti categorie, dipende quale categoria si prende in considerazione. Col principio di Uguaglianza Formale tratto tutti nello stesso modo, indipendentemente dal soggetto. Col principio di Uguaglianza Sostanziale tratto nello stesso modo differenziando e aiuto maggiormente chi ha più difficoltà (Es. faccio pagare più imposte a chi ha meno difficoltà economiche).

Se togliamo le norme per i singoli soggetti, possiamo costruire delle norme con fattispecie, la norme dove da un fatto si crea una conseguenza. In questo caso si parla di piano normativo e piano fattuale ove i giuristi devono capire i fatti che sono successi capendo la fattispecie a cui lo assolva. Si ha una sola interpretazione giuridica e le operazioni di sussunzione sono differenti.

Le norme giuridiche sono prescrittive perché ci dicono quello che deve essere e dovrebbe essere. Es. tutti dovrebbero mettere la cintura ma non tutti la mettono. La generalità e astrattezza possono essere ridotte e devono essere decise in maniera tale da costruire delle categorie generali per tutti. Operare in modo generale permette di operare per mantenere la stabilità della collettività. Una volta costruite si hanno delle disposizioni.

Interpretazioni giuridiche

Le interpretazioni ci permettono di trarre delle disposizioni delle norme. Si ha il tentativo della legge stessa di produrre delle interpretazioni. Le interpretazioni del diritto hanno una doppia faccia; un conto è interpretare le norme e un altro è il fatto con cui si è verificato, in alcune circostanze il fatto non è controverso. Si ha una sussunzione di ciò che è accaduto nella fattispecie della normativa astratta, quindi sapere la conseguenza del fatto riducendolo a una norma. Dal fatto dobbiamo ritrovare il caso giuridico che verificheremo poi al diritto; lo stesso fatto può generare diversi casi. Es. il medico che stacca la presa di una macchina che tiene una persona in vita: eutanasia \ omicidio.

L’interpretazione del diritto è formata da parole che possono essere interpretate astrattamente. Es. la Repubblica riconosce i diritti dell’uomo; la parola “uomo” può essere interpretata come soggetto di sesso maschile o un modo astratto per definire l’umanità. Questo è un segno perché sono significati che devono ricevere delle disposizioni significati. Contengono una che è il testo scritto (significante). La norma è il significato che trattiamo dal testo scritto (significato).

Norme giuridiche e classificazione

Le norme giuridiche non appartengono al campo della normalità (come le leggi di Newton o Einstein) ma al campo della normatività (dicono ciò che dovrebbe accadere e non ciò che accade). Le norme giuridiche possono essere classificate secondo il loro contenuto:

  • Regole giurisdizionali che ci dicono come dobbiamo comportarci.
  • Regole esecutive che prevedono delle sanzioni per il comportamento che abbiamo tenuto che va contro l’ordinamento.
  • Regole legislative che producono diritto (fonti di produzione del diritto) e sulla produzione di diritto (stabiliscono come le fonti devono produrre il diritto e sono precedenti, antecedenti logici, delle altre) → ci può essere però un ribaltamento logico come la legge sull’università.
  • Regole amministrative che servono per garantire beni e servizi ai cittadini (come la sanità).

Norme primarie e secondarie

Ci sono fondamentalmente due tipi di norme:

  • Norme primarie: disposizioni che stabiliscono le regole di comportamento.
  • Norme secondarie: disposizioni sanzionatorie, che intervengono quando non si rispettano le norme primarie.

Le attività di produzione giuridica (come viene fatta una norma) sono un’attività contenenti anche norme giuridiche a cui rispondere (regole giuridiche che sono quelle che ci dicono cos’è il diritto).

Come ricondurre il più possibile a unità le espressioni di diritto? Nel tempo sono stati individuati dei termini che sono considerati patrimonio della lingua giuridica; bisogna cercare che ha affermato la norma e visionare il modo in cui è stata interpretata, che è il modo in cui è stata volutamente scritta (una norma può tollerare più norme). Es. il diritto al lavoro; il termine “lavoro” per i comunisti s’intende i lavoratori mentre per i democristiani s’intende l’atto in sé del lavoro. La prevalenza di una disposizione dipende un po' da come viene percepita una argomentoparola nella società odierna. I giuristi accettano qualsiasi purché vengano utilizzati i termini giuridici appropriati. Si sceglie il significato che si vuole che quella norma abbia. Tale argomento ha anche una componente di autonomia. Bisogna sempre utilizzare i termini giuridici in caso di contrapposizione, portando degli argomenti forti alle discussioni delle disposizioni, un giurista deve esserne consapevole.

Magistrature e fonti del diritto costituzionale

Tutti i giuristi si fanno interpreti del diritto e i contrasti portano davanti a un giudice che può dire una parola vincolante sulla lite. L’ordinamento americano e inglese dipendono dai processi avvenuti precedentemente dato che sono basati sugli usi e consuetudini (si va dal giudice solo per mostrare che il mio argomento è più sostenibile dell’attuale).

Le norme giuridiche non esistono di per sé ma devono essere prodotte per mezzo dell’approvazione di determinati atti. Le fonti del diritto consistono negli atti che contengono le norme giuridiche, approvati dagli organi competenti, con le procedure previste (leggi dal Parlamento; regolamenti dal Governo; costituzione dall’Assemblea Costituente). La fonte di produzione della Costituzione (fonte primaria) è fonte anche di altre norme.

Si ha una fonte valida quando rispetta la sua fonte sulla produzione; la legge è valida quando viene approvata dal contenuto degli articoli 70 della Costituzione il rispetto delle regole sulla produzione MA queste interessano stabiliscono le regole dal Parlamento, le procedure (quali procedure da seguire per fare la legge), i contenuti vietati da mettere nelle leggi mentre altri sono obbligati da inserire (Es. la costituzione vieta la pena di morte quindi non si può fare nulla per renderla favorevole \ solo i maschi possono frequentare l’università è una cosa che va contro l’ordinamento per il principio di uguaglianza dell’art 3 della cost.). Una fonte valida deve essere rispettata e chi non la segue riceve delle sanzioni ma se si supera un certo tasso di disinteressamento.

Tipi di fonti

Esistono due grandi differenze di fonti:

  • Di produzione: Non ha una fonte perché è la Costituzione. La sua fonte è costituzionale stessa, comprende regole primarie e secondarie ma dicono al Parlamento come produrre le regole di comportamento (art 70 cost) o non sarà considerata valida, antecedenti logici, prevale sulle fonti di produzione.
  • Sulla produzione: Non producono regole di comportamento.

ART 9 cost: tutela del paesaggio; l’interpretazione dominante era tale per cui si intendeva anche ambiente (paesaggio che ha visto cambiamenti dell’uomo per cui il paesaggio è un insieme di ambiente e uomo). Si va da un piano di effettività a un piano di validità. Da questo anno è entrata in vigore per diversi motivi logici e sociali ma questa modifica è importante (alcuni affermano che paesaggio e ambiente possono essere in contrapposizione; per esempio la costruzione di pale eoliche fa bene all’ambiente ma “danneggia” il paesaggio).

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

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