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Diritto costituzionale e diritto pubblico

Il diritto costituzionale costituisce una parte del diritto pubblico, che è la grande matrice all'interno dell'ordinamento giuridico che disciplina i rapporti che intercorrono tra soggetti pubblici e privati. Una di queste discipline, in particolare dopo la costituzione del '48, è il diritto costituzionale. Il suo oggetto è quello che attiene alle relazioni che intercorrono tra i poteri dello stato e tra gli organi costituzionali. Si occupa dello studio e analisi delle relazioni che intercorrono tra gli organi costituzionali e i cittadini.

Organi costituzionali e poteri

Questi sono:

  • Il corpo elettorale (potere costituente) è un potere permanente, ha il potere di costituire l'organo costituito. Ha votato il 2 giugno del '46, ha costituito la forma di stato repubblicano, e ha votato per i propri rappresentanti. Il popolo è l'organo per eccellenza perché l'art. 1 dice che la sovranità appartiene al popolo. In molti stati, ciò è negato e messo in discussione. Nella forma di stato democratico, con il suffragio universale, il popolo elegge il parlamento, la camera dei deputati, e il senato.
  • Il parlamento (potere legislativo) è l'organo cui il popolo, con il voto, trasmette la propria sovranità in forma rappresentativa. Democrazia partecipativa e diretta. Raccolta di firme referendaria, che ha il potere di annullare un decreto. La democrazia di rappresentanza non annulla altre forme di democrazia, tipo quella partecipativa o diretta (referendum).
  • Governo (potere esecutivo), ripartizione del potere che appartiene a un processo dello stato moderno che parte dalla fine del 500 (pace di Westfalia, non democratica). Il governo non ha una legittimazione diretta. L'idea originaria dei nostri costituenti era di avere un'organizzazione del potere che ruotasse intorno al parlamento. L'idea era che ci fosse un organo, il parlamento, per questo ha una legittimazione democratica.

L'organo che proviene dalla volontà parlamentare. Il governo può esercitare solo se ottiene la fiducia dal parlamento. Il governo produce altri atti (non leggi), per esempio il DPCM, decreto del presidente del consiglio dei ministri, una serie di limitazioni a libertà individuale, o il decreto legge. Il parlamento oggi vive una crisi, un forte scollegamento tra cittadini e parlamento. Costituzione materiale, che è frutto della storia, dei rapporti di forza. Presidente della repubblica e corte costituzionale.

Sovranità popolare e suffragio universale

Una forma di stato è democratica perché c'è la sovranità popolare, un altro elemento è il suffragio universale: l'esercizio dei diritti politici garantito a tutti, uomini e donne. (In Italia nel 1945 una prima votazione locale). Accanto a questi tre organi: popolo, governo e parlamento che servono a definire l'indirizzo politico di un paese, cioè quale progetto si dà e come si ripete di portarlo avanti, innanzitutto con gli strumenti normativi. L'indirizzo politico trova la fonte originaria nel programma politico sul quale il governo chiede la fiducia.

Questi tre organi contribuiscono alla funzione di indirizzo politico governante/di maggioranza. Perché il governo è espressione di una maggioranza parlamentare, il corpo elettorale esprime il proprio voto e la rappresentanza parlamentare è la proiezione di questo voto. La nostra costituzione si basa su un impianto proporzionalistico. Nel parlamento si deve creare una maggioranza, anche attraverso coalizioni, quanto più è proporzionale più si ha l'esigenza di coalizione, quindi ci sarà una maggioranza e un'opposizione. Il programma che viene presentato è quello della maggioranza. Questi organi stabiliscono l'indirizzo politico di un paese. Lo definiamo Indirizzo politico governante perché è espressione del progetto politico sul quale viene poi votata la fiducia, il binomio maggioranza parlamentare e governo, c'è un indirizzo politico di controllo, tra i 5 organi vi sono due organi costituzionali che esprimono un indirizzo politico di controllo/garanzia.

Costituzionalismo democratico

Rispetto alla corte costituzionale e al presidente della repubblica i nostri costituenti hanno fatto delle scelte, consequenziali al fatto che il parlamento è al centro del sistema, quindi gli altri due organi si devono collocare in maniera armonica rispetto al progetto costituente. L'idea è anche quella di far sì che la politica non fosse un potere assoluto, ma un potere che comunque dovesse essere controllato, limitato e incanalato rispetto a dei principi. Argomento centrale nel ventesimo secolo, se si assume il principio secondo cui la legge è espressione della maggioranza parlamentare può tutto.

Costituzionalismo democratico, democratizzazione del consenso. A partire dal popolo che esprime la sovranità abbiamo parlato di un indirizzo politico di maggioranza, attraverso l'esercizio del binomio parlamento governo. Modelli di rappresentanza e quelli maggioritari. Indirizzo politico che poggia sul popolo, sul potere costituente, sul concetto di potere permanente del popolo.

Un altro elemento del costituzionalismo democratico è che ci siano degli organi che controbilanciano il potere, del binomio parlamento, governo. Perché ci muoviamo all'interno di una costituzione rigida, e quindi parliamo del rapporto tra politica e diritto, la legge è comunque subordinata al diritto. La subordinazione del potere statuale a principi costituzionali, lo stato è un pezzo dell'ordinamento giuridico. Lo stato si può spingere finché non viola i principi fondativi costituzionali, nei primi 54 articoli della costituzione.

Nel nostro modello costituzionale sono previsti due organi costituzionali che hanno il ruolo di controbilanciare il potere: corte costituzionale e presidente della repubblica. Un altro principio è dato dal fatto che il potere è attribuito a degli organi ma va anche limitato perché in una posizione del potere politico vi sono dei principi superiori.

Sovranità statuale e limiti del potere

Si passa da un concetto di sovranità statuale (stato liberale), viene messo in discussione dopo la fine della prima guerra mondiale (Repubblica Ceca, Austria e Germania). Già in quelle costituzioni si ha il problema di come limitare il potere, nasce dal punto di vista giuridico, attraverso pesi e contrappesi è il principio secondo cui la legge è subordinata al diritto, quindi ci deve essere una politica libera e poi un organo, corte costituzionale, che si pone a salvaguardia dei principi. Poi si posero il problema di un altro organo costituzionale, il presidente. (Articolo 1, l’Italia è una repubblica) la scelta tra repubblica e monarchia fu sottratta all’assemblea costituente perché era già stata votata dai cittadini.

Accanto alla corte costituzionale (collegiale) si pensò di immaginare un altro organo, monocratico e capire che potere dargli. Un altro dei principi che attraversa la costituzione è il principio collegiale, si voleva distribuire il potere. Il ragionamento intorno al capo dello stato è stato complesso. Ordine del giorno per assi: stiamo approvando una forma di governo dove il parlamento è al centro, ma state attenti al parlamentarismo, vogliamo un governo sulla base dell'indirizzo politico del parlamento possa evitare le degenerazioni del parlamentarismo. (Repubblica di Weimar, 4 Francia)

A partire dalle prime elezioni in Italia con sistema elettorale parlamentare il parlamento diventa il centro del potere politico, grazie a un sistema dei partiti che diventa sempre più evidente (sistema partitocratico, si regge attraverso il ruolo dei partiti politici). Calamandrei diceva di eleggere il presidente attraverso elezione diretta. Bisognava scegliere il tipo di presidente, come eleggerlo e che tipo di potere dargli. La scelta era principalmente su una base parlamentare. La forma di governo semi/presidenziale poteva permettere una elezione diretta, ma fu esclusa proprio perché la maggioranza voleva un governo parlamentare, quindi per elezione indiretta o di secondo grado, il presidente è eletto da un organo costituzionale (parlamentare) che è eletto dai cittadini.

Si voleva escludere l'elezione diretta e quindi la legittimazione democratica perché non si voleva che il popolo legittimare direttamente, non si voleva un trasferimento di un potere dai cittadini al presidente, perché non si voleva un presidente troppo forte, perché si vuole sempre far prevalere l’idea di una collegialità. Da noi c’è il monismo dell’indirizzo politico. Il presidente della repubblica è capo dello stato ed esprime un indirizzo politico costituzione, di garanzia, contribuisce ad affermare il principio per cui c’è un contrappeso, non può esprimere una sua volontà politica. Gli si conferiscono alcuni poteri che devono caratterizzare il suo ruolo di organo di garanzia.

Ha poteri di interferenza nel procedimento. Quando il parlamento approva una legge, questa deve essere pubblicata e produrre effetti giuridici e il presidente della repubblica può promulgare, non è un obbligo, ma un potere e non lo può esercitare in chiave politica, può esercitare il veto sospensivo quando ritiene che vi siano palesemente dei vizi di illegittimità, non controlla la legittimità, laddove dovesse ritenere che il testo abbia vizi di costituzionalità e lo rimanda al parlamento. Per evitare le tensioni tra organi costituzionali negli ultimi anni si è introdotta una prassi, qualcosa di non scritto, dei comportamenti. La corte costituzionale ha anche il potere di annullare le leggi.

Il presidente è un organo neutrale, super partes ma svolge anche un piano di incidenza sul piano politico, ha tanti poteri e quindi non è un organo debole o che si limita a svolgere funzioni di notaio. Non può avere un suo indirizzo politico ma è un organo forte, può impedire il processo di un testo legislativo, può persuadere per modificare il testo, ma ha dei rischi perché il parlamento può rifiutare. La scelta di presiedere il comando delle forze armate.

Relazioni tra organi costituzionali

Attraverso l'analisi delle dinamiche e i rapporti che intercorrono tra gli organi costituzionali possiamo definire la forma di governo, il modello di organizzazione che attiene alle diverse relazioni tra i vari organi costituzionali (forma di governo parlamentare non è dove è presente il parlamento, perché si trova anche negli altri governi ma dipende che ruolo ha). La nostra costituzione ha delineato la forma di governo parlamentare, quindi una forma di governo nel quale il potere del parlamento fosse il più inclusivo possibile.

I partiti politici hanno un ruolo importante, sono la comunità intermedia, hanno scritto la costituzione del '48, hanno contribuito a far sì che la costituzione vivesse, attraverso l’azione concreta del parlamento= proiezione dei partiti politici, i gruppi parlamentari che si siedono in parlamento, si arriva quasi a una partitocrazia. Mentre i partiti politici formavano la classe dirigente, comportava dei costi, che hanno determinato anche fenomeni di corruzione che ha portato a una crisi dei partiti politici (sindacati).

La corte costituzionale ha un assetto misto, un organo che ha funzione di un altro elemento che incide sulla forma di governo costituzionale è la corte costituzionale. Il rapporto tra giudici e politica, attività giurisdizionale e politica. La corte costituzionale ha alcuni poteri giuridici ma anche politici e incide sull’indirizzo politico, ha un ruolo suppletivo rispetto all'inerzia del parlamento, annullando una legge può anche produrre diritto, dato dall’incapacità del parlamento a stare dietro ai cambiamenti della società.

Cancellierato e potere del presidente

Cancellierato: che si basa sulla figura del cancelliere. E i partiti che formeranno le due camere, bicameralismo imperfetto, il cancelliere sarà espressione di una delle due camere. Potere di scioglimento anticipato delle camere, che dura cinque anni, la durata della legislatura ha cinque anni. Allora questo potere è attribuito al presidente della repubblica quando c’è un blocco istituzionale. Il presente ha questo potere di scioglimento e lo può esercitare solo in casi estremi, quando non si può creare una maggioranza parlamentare per poi votare la fiducia. Se esercitasse in maniera diversa si potrebbe al di fuori del perimetro costituzionale e potrebbe anche essere messo dinanzi alla corte costituzionale, ci sono due casi, alto tradimento e

Così come il potere di nomina, il potere di nominare il presidente del consiglio dei ministri e su sua proposta nomina i ministri. Questo potere è un potere condizionato, dall’esito delle elezioni, e quindi dal corpo elettorale. Questo potere aumenta quanto più è incerto il quadro. *caso Mattarella: Il rischio è che nominando Savona ci sarebbe una perdita di fiducia, tutela del risparmio e dei risparmiatori.* Perché e non può esprimere un parere politico puro.

Forma di stato italiano

Forma di stato (l’analisi del funzionamento dei rapporti che intercorrono tra autorità e libertà e ci sono mille variabili) differenza con tipo di stato. La forma di stato italiana è una forma di stato repubblicana, l’Italia è una repubblica democratica sociale. E qui il costituente e non poté dire nulla. Il tipo di stato scelta dai nostri costituenti fu regionale, che diventa più forte sotto la spinta delle regioni più forti, un compromesso tra il federale (tedesco per esempio) l’unitario, chi voleva un bicameralismo differenziato (quanto più è decentrato il potere più andiamo verso uno stato federale, al contrario andiamo verso uno stato unitario). Un regionalismo debole con un bicameralismo perfetto.

La nostra forma di stato è anche il frutto di una democratizzazione dello stato liberale. Lo stato sabaudo aveva avuto il coraggio di riconoscere lo stato albertina, una forma di stato liberale, la borghesia voleva più diritti. Forma di stato liberale significa che nel rapporto tra autorità e libertà c’è il riconoscimento nello statuto delle libertà individuali, riconosciute al singolo, diritti di prima generazione.

Modelli di stato

La forma di stato è una formula che sta a significare che tipo di relazione si viene ad instaurare tra l’autorità e la società. Quando ci relazioniamo a questo tipo di fenomeno e tratteggiamo le caratteristiche di ciascun modello dobbiamo tenere presente che sono modelli astratti, poi questi fenomeni vanno calati nella realtà. Lo Stato assoluto, non è uno stato costituzionale, perché è un modello di stato che si fonda su un concetto di sovranità che contrasta con l’idea della costituzione, cioè il limite al potere, gli unici limiti dello stato assoluto sono rappresentati dalle leggi supreme, di successione e relative all’origine divina della sovranità.

Quando ci fu la crisi dello stato assoluto, determinata da ragioni molteplici, ragione di ordine finanziario, il costo divenuto ormai esorbitante dell’esercito, ragioni economiche sociali => la rivoluzione industriale e quindi la crescente egemonia della classe borghese e cause politiche => legate dalla necessità della classe borghese di conquistare il potere politico per tutelare il proprio potere, e quindi si ha il passaggio allo stato liberale. L’altro elemento importante per definire questo modello, liberale è l’aspetto economico, basato sull’ordine capitalistico, sui mezzi di produzione, sulla ricerca del profitto ecc.

In Inghilterra nasce lo stato liberale, anche dal punto di vista temporale, e nasce in seguito alle due rivoluzioni del parlamento, 1649 e la gloriosa 1688/89, e questi determinano questo passaggio, che avviene abbastanza gradualmente, senza troppi traumi, perché in quel contesto la borghesia inglese e ha la possibilità di utilizzare i canali ereditati dall’epoca feudale e produrre veri e propri diritti e diminuire il potere del monarca. *c’è un retroterra storico culturale*

In America la costruzione dello stato liberale avviene con delle specifiche caratteristiche, in modo assolutamente naturale, all’indomani della guerra di indipendenza delle colonie dalla Gran Bretagna. Naturale perché qui la società, una volta ottenuta l’indipendenza, non doveva fare i conti con la nobiltà, perché non c’era. In Francia il passaggio dalla stato assoluto a quello liberale avviene in una forma traumatica e violenta, perché la borghesia in Francia è costretta ad affermare i suoi principi in contrasto con i nobili e il clero, un potere dispotico. Si verifica un aspro conflitto di tipo rivoluzionario, che porta anche a delle problematiche sia sociali che politiche.

Questo passaggio è diverso anche in Germania e in Italia, perché ci misuriamo con una classe borghese debole, perché qui lo sviluppo industriale è più arretrato, qui il modello di stato liberale nasce come una sorta di rivoluzione però dall'alto, dell’espansione progressiva dello stato del regno prussiano è quello di Sardegna. *c’è un’impronta statalista e centralista*

Caratteristiche (generali) riconducibili a questo modello di stato:

  • La distinzione tra sfera pubblica e privata: la pubblica ha per oggetto il mantenimento dell’ordine, l’uso della forza, mentre quella privata dove si esplicano i rapporti economici e gli interessi privati: contratto, proprietà, che ci dà indicazioni interessanti l'ideologia individualista. Ha un impatto e delle conseguenze importanti, per quanto riguarda il terreno politico sociale, si ha la soppressione degli organismi intermedi e dei … corporativi, nella sfera economica si ha una definizione di uno stato non interventista, non interviene per quanto riguarda la sfera economica.

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Scienze giuridiche IUS/08 Diritto costituzionale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lollicuoricino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Lucarelli Alberto.
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