Leggere in digitale: nuove pratiche di lettura nel contesto scolastico
È molto importante saper leggere e comprendere testi diversi per avere un soddisfacente successo l’utilizzo di materiali didattici alternativi al libro di testo scolastico. In molti paesi europei è stato incentivato scolastico come i libri di testo a stampa, quotidiani, e-book o altri materiali e strumenti in formato digitale. È opportuno che gli insegnanti progettino l’apprendimento e organizzino l’istruzione.
Prima parte: nuove pratiche di lettura tra stampa e digitale
Cap.1: Diventare lettori
La lettura in Italia
Lo sviluppo della tecnologia e dell’informatica hanno introdotto anche in Italia nuove pratiche di lettura con testi digitali interattivi e dinamici. Le diverse pratiche di lettura (stampa, digitale) possono integrarsi fra loro in contesti formali e informali al fine di offrire al lettore una varietà di scelta che possa promuovere il piacere della lettura.
È necessario stimolare e promuovere nuove pratiche per il piacere della lettura soprattutto in questo periodo, visto gli ultimi dati INSTAT:
- Dimostrano un progressivo calo di lettori dal 2010 al 2014.
- Il dato è preoccupante se messo in confronto con gli altri paesi europei.
- Nel 2010 il 46,8% diceva di leggere almeno un libro all’anno, nel 2014 la percentuale è scesa in maniera rilevante arrivando al 41,4%.
Leggere e comprendere ciò che si legge è una competenza di base che garantisce l’apprendimento permanente (lifelong learning). Le persone che non posseggono questa abilità si trovano in difficoltà nello svolgere soprattutto un ruolo attivo nella società. Nel libro “Senza Sapere” (2014- dai dati OCSE relative alle competenze degli adulti) il 70% della popolazione non possiede neppure quelle che vengono definite competenze base, quei requisiti minimi per l’esercizio della cittadinanza attiva e vivere consapevolmente nel XXI. Solimine sostiene che il problema più grande nel nostro paese è l’ignoranza, essa impedisce lo sviluppo della nostra nazione. Rischiamo di diventare un popolo senza cultura che non ha gli strumenti base per acquisire informazioni, verificare e comprendere i dati e assumere decisioni consapevolmente.
Il nostro è un paese che vede forte il rischio di analfabetismo di ritorno (De Mauro-2010). Nei dati del 2015 emerge che la diminuzione di lettori in età scolare contribuisce significativamente al calo della lettura generale. Nel 2015, i giovani lettori tra i 6-10 anni passano dal 52,5% del 2010 al 44%. E dal 65,4% al 52,1% in ragazzi tra 11 e 14 anni. Secondo i dati legge di più (soprattutto tra i 6-14 anni) chi ha genitori lettori ma purtroppo in Italia quasi una famiglia su 10 non ha alcun libro in casa.
Leggere a scuola
È interessante prendere in considerazione l’indagine internazionale del PIRLS del 2011 per approfondire la lettura nella fascia di età scolare che valuta l’abilità di lettura al quarto anno di scuola primaria:
- In Italia vengono rilevati buoni risultati, superiori alla media dei paesi partecipanti (Svezia, Germania, Portogallo, Israele).
- I bambini italiani mostrano inoltre di riuscire meglio nella lettura per ricavare informazioni (espositiva) rispetto alla lettura per fruire di un’esperienza letteraria (narrativa) a differenza dei coetanei internazionali.
Le domande proposte nelle prove PIRLS per misurare i livelli di competenza di lettura degli studenti prendono in considerazione 4 processi di elaborazione delle informazioni:
- Mettere a fuoco e ricavare informazioni esplicite
- Fare inferenze semplici
- Interpretare e integrare concetti e informazioni
- Esaminare e valutare contenuti e aspetti formali del testo
Gli alunni italiani ottengono punteggi superiori alla media nazionale nel terzo punto che è anche uno dei livelli più complessi, dimostrando di raggiungere livelli di comprensione che fanno riferimento a una consapevolezza maggiore e a un possibile uso integrato di strategie metacognitive. L’indagine rileva un altro dato interessante: non emergono differenze tra maschi e femmine.
La situazione cambia quando il target delle indagini passa dai 9 ai 15 anni. I dati dell’indagine PISA dell’OCSE rilevano che nella lettura gli studenti italiani quindicenni scolarizzati, rimangono sotto il punteggio medio internazionale: una variabile discriminante deriva dalla posizione geografica, dal tipo di scuola e dal genere.
L’indagine PISA (2009) sottolinea l’importanza di estendere gli apprendimenti anche in formato digitale; infatti, nel 2012 si hanno i primi risultati riferiti all’innovazione introdotta con testi in formato digitale: in questa analisi l’Italia si trova in una posizione media rispetto anche agli altri paesi. I dati statistici suggeriscono che nei prossimi anni, oltre a dovere agire per migliorare la literacy dei giovani in età scolare, dovremmo porre attenzione al problema del “illetteralismo”: quella involuzione che si verifica quando le persone perdono nel tempo la capacità di leggere e comprendere, nonostante abbiano ricevuto l’istruzione.
Gli insegnanti sono chiamanti a prestare attenzione e innovare la proposta didattica al fine di evitare ciò e rendere solida la competenza della lettura. Nelle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola nell’infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012 vengono definiti i traguardi formativi da raggiungere a conclusione del primo ciclo di istruzione, nel pieno rispetto dell’autonomia scolastica:
- La lettura deve essere vista come pratica autonoma e riflessiva ma anche collettiva e socializzante. Tra le diverse pratiche è possibile introdurre percorsi di lettura condivisa o di lettura ad alta voce al fine di sviluppare le capacità di comunicazione, di confronto, di ascolto e di gestione delle diverse opinioni che nascono dal dialogo. Dovrebbe essere collettiva senza limiti di età in quanto rafforza l’immaginazione, concentrazione e motivazione oltre che a mantenere le relazioni sociali.
- Viene sottolineata anche l’importanza di sviluppare strategie e tecniche cognitive che accompagnino il processo di lettura. Monitorando la comprensione attraverso la valutazione al fine di migliorare la didattica.
- È utile proporre e individuare diverse tipologie di testo con finalità differenti, tra cui quella di accrescere il piacere della lettura, elemento imprescindibile per sviluppare motivazione, interesse e curiosità: questo richiede impegno da parte dell’insegnante verso una ricerca orientata ad avvalersi di libri di qualità, che possano sviluppare senso critico ed estetico. In particolare dovrebbe essere salvaguardata la possibilità per gli studenti di scegliere quale materiale utilizzare e leggere.
- Assicurare le condizioni delle biblioteche, itinerari di ricerca da cui sorgono desideri e gusto di esplorazione. In Italia il 73% (media internazionale 72%) degli studenti può fruire di una biblioteca di classe. Ma solo 1 su 4 può considerarsi estesa.
- Importanza di sviluppare il senso di indagine e della scoperta dei materiali anche in maniera autonoma, garantendo agli studenti lo sviluppo di competenze utili allo studio. Per capire se i docenti tengono in considerazione queste indicazioni è stato rivolto un questionario agli insegnanti della scuola primaria per rilevare le pratiche di insegnamento nel quale operano: il libro di testo rimane il riferimento principale per l’80% dei casi. Si conferma l’arretratezza in termini di innovazione didattica rispetto agli altri paesi. Solo il 24% degli insegnanti ha un computer da utilizzare in classe, l’uso di software è sotto i livelli internazionali.
L'introduzione dei libri digitali e il concetto di reading literacy
Con il D.M 781 del 27/09/2013 viene avviata l’introduzione graduale nel sistema scolastico nazionale dei libri in versione digitale o mista. In particolare è utile citare alcuni passaggi fondamentali per capire in che direzione va il processo di innovazione. Tra i nuovi dispositivi Hardware di fruizione vengono distinti i dispositivi:
- Dispositivi personali di fruizione: Tablet, e-reader, smartphone da utilizzare come strumenti utili nell’apprendimento (in particolare i tablet).
- Dispositivi destinati alla fruizione collettiva: LIM, videoproiettori (che consentono attività didattiche di tipo collettivo).
Rispetto alla selezione dei prodotti digitali, gli insegnanti sono chiamati a scegliere i materiali in cui è garantita la massima qualità dei linguaggi utilizzati sotto l’aspetto visivo, iconico, audio, video: lavorare su più livelli che coinvolgono diversi canali comunicativi trasforma anche la scuola che passa dalla riproduzione e trasmissione di saperi (alfabetizzazione) ad una più complessa sfida di insegnare come leggere e comprendere testi multimodali che utilizzano linguaggi diversificati.
L’altra raccomandazione riguarda l’organizzazione della didattica: i docenti devono realizzare attività educative diversificate (individuale, cooperativo, a coppie, per gruppi di allievi) per la gestione dell’eterogeneità della classe. La realizzazione di attività diversificate dovrebbe inoltre garantire il tempo di confrontarsi con le novità introdotte al fine di familiarizzare con il dispositivo e con le modalità di fruizione.
La comunicazione, con il passaggio al digitale, può assumere un ruolo strategico anche nella didattica: si auspica quindi di favorire un apprendimento aperto all'uso delle nuove forme di comunicazione digitale, capace di utilizzarle come strumento e veicolo di interazione formativa (social learning) e di apertura verso forme di aggregazione trasversale anche diverse dal gruppo classe. Questo passaggio riveste uno degli aspetti più innovativi rispetto alle nuove forme di apprendimento e necessita di una formazione sia per i docenti, che dovranno sapere come favorire questa modalità di costruzione della conoscenza, sia per gli studenti, che potranno essere protagonisti attivi del loro apprendimento.
Con l’introduzione dei testi in digitale, cambia anche il concetto di lettura, che diventa un termine più articolato: READING LITERACY:
- Intende sottolineare la differenza tra “leggere” e “saper leggere”.
- Con il termine lettura si intende la capacità di decodificare e di leggere ad alta voce, mentre con l’espressione reading literacy vengono incluse una serie di competenze sia cognitive (decodificare, comprendere il significato delle parole, padroneggiare la struttura testuale e linguistica) che meta cognitive, che prevedono la capacità di mettere in atto strategie orientate a uno specifico obiettivo, di cui il lettore ha consapevolezza e che vengono attivate durante il processo di lettura.
La diffusione delle nuove tecnologie nella società e l'introduzione nel sistema scolastico di testi nella versione digitale sembra implicare la necessità di un ripensamento del concetto di reading literacy. Il New London Group (un gruppo di accademici riunitosi nel 1994 per definire il concetto di literacy e le rispettive prospettive pedagogiche in un mondo in evoluzione per la globalizzazione, lo sviluppo tecnologico e l’aumento della diversità culturale e sociale) ha coniato il termine multiliteracy per definire la dinamicità di una competenza capace di rispondere alle sfide contestuali di una società sempre più complessa, sia in termini di multimedialità che di multiculturalità.
- Le nuove forme di comunicazione necessitano della capacità di lavorare contemporaneamente su più livelli che coinvolgono diversi tra canali comunicativi.
- Con questa prospettiva il compito della scuola si trasforma e passa dalla riproduzione e trasmissione di saperi, definita comunemente “alfabetizzazione”, alla più complessa sfida ad insegnare come leggere e comprendere testi multimodali che utilizzano linguaggi e modi di comunicazione diversificati.
Alla domanda "come" gli autori rispondono suggerendo una pedagogia multiliteracies che deve tener conto di una serie di azioni didattiche come:
- L’esperienza situata (in cui si chiede agli studenti di riflettere sulle loro esperienze di vita da cui è possibile partire per progettare attività con piccoli gruppi in cui si costruisce il proprio percorso di apprendimento).
- La progettazione di una attività che contribuiscono a sviluppare il pensiero critico.
- Le esperienze di apprendimento autentico in cui gli studenti possono sia costruire che trasmettere il sapere e in cui i ruoli di studenti e insegnanti possono essere “capovolti”.
Le riflessioni avanguardistiche del New London Group, avviate negli anni '90, sono state sviluppate e ampliate negli anni successivi e ampiamente confermate nella comunità scientifica, che sempre più si trova a doversi confrontare con questi temi. Nel 2000 si iniziava ad affrontare la diffusione dei computer, di internet, dei testi online:
- L’aumentare del numero di bambini che hanno accesso a casa ai computer e del numero di scuole che dispongono dell'accesso a Internet in classe, le risorse online diventeranno probabilmente un materiale autentico di literacy usato sempre più ampiamente nella futura istruzione alla lettura.
Dalle analisi condotte sul tema, soprattutto nell'ultima decade, uno degli aspetti centrali emersi riguarda l'utilizzo di molteplici canali di comunicazione per trasmettere l'informazione: testi scritti, immagini, suoni, musiche e interazioni trasformano il lettore in un “reader-viewer”: questi elementi implicano una doppia identità che include la capacità di leggere e comprendere un testo scritto, ma anche la capacità di attivare strategie utili per integrare il significato delle immagini visive.
Lo studio condotto da Eurydice (2011) sui contesti, le politiche e le pratiche relative all'insegnamento della lettura in Europa, analizza proprio le abilità di lettura necessarie per diventare cittadini attivi del nostro secolo, riflettendo sulla loro ampiezza e complessità e verificando la necessità di includere anche abilità digitali.
Per sostenere i processi tradizionali di literacy, Pearmann e Lefever-Devis (2006) hanno definito i libri elettronici utili per il raggiungimento dei 5 elementi identificati dal National Reading Panel (un ente governativo costituito negli Stati Uniti nel 1997 con la richiesta di valutare l'efficacia dei diversi approcci utilizzati per insegnare a leggere e a scrivere a scuola) come essenziali per lo sviluppo della lettura:
- Consapevolezza
- Fonemica e fonetica sul testo stampato
- Fluency
- Vocabolario
- Comprensione
A distanza di dieci anni possiamo ipotizzare che il concetto di reading literacy non possa ormai prescindere dalla conoscenza e dall'utilizzo di strumenti elettronici dedicati alla lettura e da testi digitali di adeguata qualità. La didattica necessita quindi dello sviluppo delle ricerche in campo educativo per la definizione delle modalità più efficaci da introdurre nel contesto scolastico.
Cap.2: L’evoluzione dei formati di testo
Dai libri digitali agli e-book illustrati e interattivi
L’oggetto di studio sono gli e-book illustrati ed interattivi: in Italia, la prima fase di sviluppo dell’editoria digitale avviene negli anni ’90, si inizia a parlare di produzione nazionale di e-book alla Fiera del Libro di Torino nel 2001. Si dovrà però attendere il 2012 per leggere la definizione di e-book nel lessico del XXI secolo della Treccani.
E-book:
- Ci riferiamo a un libro in formato digitale consultabile principalmente mediante lettori specifici dedicati, oltre che per il tramite di computer o di altri dispositivi elettronici.
- I contenuti, testo e immagini, in molti casi rappresentano la versione digitale di un libro cartaceo, in altri non hanno equivalente stampato in quanto multimediali.
- La loro origine risale agli anni ’70 dall’informatico Michael Hart che avviò il Progetto Gutemberg con l’obiettivo di riprodurre in formato elettronico i testi stampati per essere facilmente disponibili e accessibili. Primo romanzo e-book è stato pubblicato nel 1987 dal titolo Afternoon’s: a story, Michael Joyce, che presentava già una dimensione dinamica e una struttura non lineare, successivamente perfezionata configurandosi con i link ipertestuali, attraverso i quali connettersi istantaneamente ad altri parti del testo o a risorse esterne.
Il supporto specifico di questi testi sono i computer. Concentrandoci sui formati dedicati ai libri di narrativa, dobbiamo ricordare:
- Audiolibri: presentano la dimensione multimediale attraverso le registrazioni audio di testi letti da una voce narrante. La lettura ad alta voce è spesso corredata da musiche e suoni che arricchiscono e accompagnano il testo. Questa tipologia è poco utilizzata in Italia, sembra essere destinata solo a persone che hanno problemi specifici di lettura. Le sue potenzialità potrebbero essere valorizzate anche in contesti formali come la scuola per offrire percorsi didattici e innovativi. Gli audiolibri permettono la fruizione del testo in maniera condivisa e possono contribuire a favorire il processo di comprensione.
- Storie su CD-ROM: utilizzano un dispositivo hardware, come ad esempio un computer con il quale è possibile interagire attraverso il mouse per esempio girando le pagine, cliccando sui link che riportano a un glossario o attivando la narrazione audio.
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