PEDAGOGIA SPECIALE
“ LIFE SKILLS EDUCATION FOR INCLUSION “
Le potenzialità dell’Educazione Fisica e dello Sport a scuola
PRESENTAZIONE
Il testo analizza le potenzialità e le criticità del sistema scolastico italiano, evidenziando il divario tra il ricco
impianto normativo che promuove inclusione e benessere e la difficoltà concreta di attuare pratiche didattiche
innovative ed efficaci. Il volume si concentra su due aspetti chiave — le Life Skills e l’Educazione Fisica —
proponendo una visione pedagogica centrata sul benessere dello studente, sulla sua corporeità e sulla
valorizzazione delle sue capacità emotive e relazionali. L’opera invita a superare la didattica tradizionale e
settoriale, promuovendo un approccio olistico e inclusivo, che riconosca la diversità come valore e favorisca un
apprendimento autentico e significativo. Viene proposta una scuola più umana e coinvolgente, in cui gli insegnanti
siano disposti a rinnovare il proprio ruolo per rispondere davvero ai bisogni degli studenti di oggi.
CAP. 1
L’EDUCAZIONE FISICA NEL CONTESTO INTERNAZIONALE
1.1 Framework Internazionale
Negli ultimi decenni, le organizzazioni internazionali (OMS, UNESCO, ONU, UE) hanno promosso l’attività fisica
come diritto universale, strumento di benessere integrale (fisico, emotivo, sociale, cognitivo) e sviluppo
sostenibile.
Riconoscimento dell’attività fisica come diritto fondamentale, contesto e criticità. L’attività motoria è
riconosciuta a livello mondiale come essenziale per la salute e lo sviluppo umano integrale. L’OMS e l’UNESCO
affermano che ogni persona ha diritto a praticare attività fisica e sport, già dall’infanzia. Nonostante i benefici noti,
i dati mostrano livelli preoccupanti di inattività, soprattutto nei giovani (oltre il 75% non raggiunge i livelli
raccomandati dall’OMS), nelle donne, negli anziani e nei gruppi vulnerabili. L’OMS raccomanda almeno 60 minuti
al giorno di movimento per bambini/ragazzi e 150 minuti a settimana per adulti, inoltre la sedentarietà e stili di
vita poco attivi aumentano il rischio di malattie non trasmissibili (es. diabete, obesità, problemi cardiovascolari).
Linee guida OMS – Strategia Europea (2016–2025) e Piano Globale (2018)
L’OMS promuove un modello con 4 strategie chiave:
1. Costruire società attive (cultura e norme sociali)
2. Creare ambienti favorevoli al movimento (infrastrutture e spazi adeguati)
3. Incentivare stili di vita attivi (programmi e opportunità)
4. Agire sulle politiche di governance (leggi, investimenti, educazione)
Ruolo centrale della scuola. La scuola è vista come il luogo privilegiato dove iniziare un’educazione motoria di
qualità, già nella prima infanzia oltre ad essere un ambiente ideale per promuovere il movimento, contrastare la
sedentarietà e educare “per, in e attraverso” lo sport (famiglia, scuola, sport insieme). L’Educazione Fisica
contribuisce non solo allo sviluppo motorio, ma anche a quello emotivo, cognitivo e sociale.
Educazione e Sviluppo Sostenibile. Promuovere il movimento significa favorire il raggiungimento degli Obiettivi
ONU dell’Agenda 2030, in particolare:
• Ob. 3: Salute e benessere
• Ob. 4: Istruzione di qualità
• Ob. 5: Parità di genere
• Ob. 10: Riduzione delle disuguaglianze
Educazione per competenze e inclusione e diritti. La scuola deve fornire competenze trasversali, come pensiero
critico, lavoro in gruppo e competenze digitali. Secondo la Raccomandazione UE (2018), l’educazione moderna
deve sviluppare competenze che includano: Capacità cognitive, Emozioni e motivazioni, Valori e abilità sociali
Le politiche internazionali (UNESCO, ONU) sostengono una scuola inclusiva in cui bambini con e senza disabilità
fanno attività fisica insieme. La Carta Internazionale UNESCO (2015) e le Linee guida per l’integrazione
promuovono un’Educazione Fisica di qualità che deve essere obbligatoria e inclusiva e in grado di coinvolgere tutti
gli studenti con percorsi personalizzati.
1.2 Status dell’Educazione Fisica in Europa
Qui analizziamo lo stato dell’Educazione Fisica (EF) in Europa, mettendone in luce l’importanza per la salute, lo
sviluppo personale e sociale dei giovani. Si parte dal concetto antico, già sostenuto da Platone, sull’importanza del
movimento per la salute umana, confermato anche dalle attuali linee guida dell’OMS. L’inattività fisica è ormai una
grave emergenza di salute pubblica, con circa il 35% degli europei che non raggiunge i livelli minimi raccomandati
di attività fisica. Tale tendenza è favorita dalla crescente sedentarietà nella vita quotidiana e scolastica.
Il ruolo dell’Educazione Fisica a scuola. L’EF è ritenuta fondamentale nel processo educativo, non solo per
l’esercizio fisico, ma per lo sviluppo globale del bambino (fisico, cognitivo, sociale). Tuttavia, gli studenti
trascorrono molte ore seduti e il tempo dedicato all’attività fisica a scuola non è sempre sufficiente. L’EF dovrebbe
quindi essere potenziata, sia in termini di quantità (ore settimanali), sia di qualità.
Situazione nei diversi paesi europei e le strategie nazionali. In Europa, l’EF è obbligatoria quasi ovunque nella
scuola primaria e secondaria, anche se le ore variano tra paesi. In Ungheria, ad esempio, si fanno in media 5 ore
settimanali, mentre in altri stati si arriva solo a 2. Alcuni paesi, come la Danimarca e la Francia, includono attività
motorie fin dall’infanzia, e prevedono anche attività quotidiane obbligatorie.
Molti paesi hanno avviato progetti specifici per promuovere l’attività fisica scolastica:
• Danimarca: 45 minuti di attività fisica obbligatoria al giorno.
• Malta: programma “Schools OnTheMove” con attività nel weekend.
• Italia: progetto “Sport di Classe” con tutor sportivo nelle scuole primarie.
Problemi ancora presenti. La qualità dell’insegnamento è un punto critico. Nei paesi dell’Europa orientale gli
insegnanti di EF nella scuola primaria sono spesso specialisti, mentre in quelli occidentali sono spesso generalisti
con formazione limitata. A livello secondario, invece, è più diffusa la figura del docente specializzato. Come già
detto la disparità nel numero di ore che variano da un Paese all’altro, la presenza di strutture inadeguate in molte
scuole europee e le differenze socioeconomiche che influenzano il livello di attività fisica.
Contenuti, approccio didattico, proposte e raccomandazioni. I contenuti dell’EF sono abbastanza simili tra i paesi:
giochi con palla, atletica, ginnastica, danza. In alcuni casi si adottano approcci interdisciplinari (es. “minuto della
salute” in Slovenia, educazione stradale in Germania). Si suggerisce un approccio integrato tra istruzione, sport,
sanità e urbanistica per promuovere un’educazione al movimento continua ed efficace. L’obiettivo è contrastare la
sedentarietà e promuovere stili di vita sani fin dall’infanzia, si suggerisce: aumentare le ore obbligatorie di EF,
migliorare la qualità dell’insegnamento, investire in infrastrutture e adottare un approccio intersettoriale tra
istruzione, sport, salute e trasporti.
1.3 Linee guida OMS (2010):
Viene spiegato come le linee guida internazionali e le strategie europee si siano evolute per promuovere l’attività
fisica, considerata fondamentale per la salute pubblica. L’OMS, già nel 2010, ha fornito raccomandazioni specifiche
sui livelli minimi di attività fisica per tre fasce d’età (bambini/ragazzi, adulti, anziani), per prevenire malattie
croniche. Tuttavia, il problema della sedentarietà, in particolare tra i giovani, è ancora molto diffuso e
preoccupante. Per affrontarlo l’OMS ha avviato un piano d’azione.
Piano d’azione globale sull’attività fisica 2018-2030:
• Obiettivo: ridurre del 15 % la prevalenza dell’inattività fisica in adulti e adolescenti entro il 2030.
• Quattro obiettivi strategici (“società, ambienti, persone, sistemi attivi”) e 20 azioni politiche a livello
mondiale.
Situazione in Europa. Solo il 34 % degli adolescenti (13-15 anni) raggiunge i livelli di attività raccomandati. Il tasso
di sovrappeso e obesità infantile è in crescita e con forti disparità regionali, in alcuni Paesi fino al 50 % degli 8-enni
è sovrappeso e oltre il 25 % obeso. In risposta l’OMS ha creato la rete HEPA.
Rete HEPA Europe (OMS Europa). Promuove l’attività fisica come “Health-Enhancing Physical Activity”, sostiene la
promozione dell’attività fisica come parte delle politiche sanitarie e di trasporto ed inoltre molti Paesi hanno
cominciato a sviluppare strategie nazionali coordinate, con investimenti dedicati e approcci multisettoriali.
Strategia europea per l’attività fisica 2016-2025. Definisce l’attività fisica come chiave per il benessere della
popolazione e richiede il coinvolgimento di governi, enti locali e società civile in tutti i settori della vita quotidiana.
Programma Erasmus+ Sport (2014-2020). Prima linea di bilancio dedicata allo sport nel programma europeo,
sostiene progetti per promuovere la pratica sportiva e lo stile di vita attivo. Iniziative come la Settimana europea
dello sport (#BeActive) cercano di coinvolgere i cittadini a livello locale e comunitario.
Copenhagen Consensus Conference (aprile 2016). Ha raccolto 24 esperti internazionali per definire, con base
scientifica, i benefici dell’attività fisica nei giovani (6-18 anni), in ambito scolastico e nel tempo libero. Il risultato è
una dichiarazione in 21 punti che evidenzia come l’attività fisica migliori salute fisica, capacità cognitive, benessere
psicologico, motivazione e inclusione sociale.
Sono state codificate 21 raccomandazioni in quattro ambiti:
1. Fitness e salute
2. Funzionamento cognitivo
3. Impegno, motivazione e benessere psicologico
4. Inclusione e strategie di implementazione
1.4 Il curriculum di Educazione Fisica: dal modello virtuoso australiano alla definizione di buone prassi educative
Il curriculum australiano di Educazione Fisica è riconosciuto come un modello di eccellenza a livello internazionale,
poiché integra educazione motoria e promozione della salute in modo sistematico e coerente per tutti gli studenti
dalla Foundation al decimo anno. L’Educazione Fisica è obbligatoria dai 4 ai 16 anni e gestita a livello nazionale da
ACARA, che ne assicura qualità e uniformità.
Il curriculum “Health and Physical Education” si articola in due filoni principali:
• Salute personale, sociale e comunitaria, con focus su sicurezza, benessere e promozione di stili di vita
sani.
• Movimento e attività fisica, che sviluppa competenze motorie, conoscenza del movimento e
apprendimento attraverso il corpo.
Ampia gamma di contenuti. Le attività incluse variano da giochi minori, sport, abilità motorie fondamentali,
attività di sfida, danza, yoga, fino a sport tradizionali e culturali, per promuovere l’attività fisica lungo tutto l’arco
della vita. Attenzione alle competenze trasversali: risoluzione dei problemi, cooperazione, resilienza.
Ogni fase scolastica prevede contenuti specifici, adattati all’età e allo sviluppo degli studenti. Il movimento è
considerato un mezzo educativo potente, capace di stimolare competenze personali, cognitive e relazionali.
Valorizzazione delle condizioni educative orientate alla vita. Il sistema scolastico australiano si distingue anche
per l’organizzazione efficiente: classi poco numerose, docenti qualificati, strutture moderne e programmi
personalizzati per studenti con bisogni educativi speciali o talenti particolari. L’obiettivo è formare cittadini
autonomi, attivi e consapevoli, dotati delle competenze necessarie per affrontare la complessità del mondo
globale.
CAP. 2
L’EDUCAZIONE FISICA NELLO SCENARIO ITALIANO
2.1 Indicazioni nazionali per il curricolo 2012
Le Indicazioni Nazionali per il curricolo del 2012 sono un documento ministeriale che definisce i principi guida per
l’insegnamento nel primo ciclo di istruzione (scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado). Ecco una
spiegazione sintetica e chiara dei punti principali:
1. Contesto e obiettivi generali
• Le Indicazioni nascono per affrontare le sfide della società contemporanea, dove l’apprendimento avviene
in ambienti formali (scuola), non formali (associazioni, corsi) e informali (famiglia, media), spesso in modo
frammentato.
• La scuola ha il compito non solo di trasmettere saperi, ma anche di formare cittadini attivi e responsabili,
capaci di orientarsi in un mondo complesso e in continuo cambiamento.
• Centrale è il ruolo dello studente, che deve essere protagonista del proprio percorso educativo, attraverso
attività significative e personalizzate.
2. Collaborazione scuola-famiglia-territorio. L’azione educativa deve essere condivisa tra scuola e famiglia, e
collegata con il territorio, che diventa risorsa educativa e culturale per favorire la personalizzazione dei percorsi.
3. Curricolo verticale. Viene introdotto il concetto di curricolo verticale, che accompagna l’alunno dai 3 ai 14 anni
con coerenza, evitando discontinuità tra i diversi gradi scolastici. Ogni scuola è chiamata a costruire un curricolo
locale dentro il proprio PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa), tenendo conto del contesto sociale e
culturale in cui opera.
4. Competenze e traguardi. Le Indicazioni riprendono il concetto europeo di competenze chiave, intendendo con
“traguardi per lo sviluppo delle competenze” i risultati attesi a lungo termine, da raggiungere:
• alla fine della scuola dell’infanzia
• alla fine della scuola primaria
• alla fine della scuola secondaria di primo grado
I traguardi sono prescrittivi e servono da criterio per la valutazione delle competenze degli studenti.
5. Obiettivi di apprendimento. Gli obiettivi di apprendimento sono legati a lunghi periodi scolastici e
rappresentano contenuti, abilità e conoscenze che aiutano a raggiungere i traguardi. Sono organizzati in nuclei
tematici, specifici per ogni disciplina. Ad esempio, in Educazione Fisica troviamo temi come: corpo e spazio,
linguaggio del corpo, sport e fair play, salute e sicurezza. Sono indicativi (non prescrittivi), quindi le scuole hanno
autonomia nel declinarli e adattarli.
6. Flessibilità e innovazione. Il documento promuove una didattica innovativa, flessibile e non rigida, che superi la
frammentarietà del sapere e incoraggi la collaborazione tra docenti. Le scuole hanno libertà di organizzare le
discipline in aree tematiche funzionali, favorendo così la personalizzazione dell’insegnamento.
2.2 Indicazioni Nazionali Nuovi Scenari del 2018
Rappresentano un aggiornamento delle Indicazioni del 2012, con l’obiettivo di rispondere meglio alle esigenze
educative dei giovani nella società attuale. Il cuore del documento è l’educazione alla cittadinanza attiva, vista
come obiettivo centrale di tutto il percorso scolastico. La scuola deve infatti preparare studenti capaci di affrontare
i cambiamenti, partecipare alla vita democratica e costruire relazioni fondate su valori condivisi, come il rispetto, il
dialogo e la giustizia.
1. Competenze come processi dinamici: non si acquisiscono una volta per tutte, ma si rinnovano costantemente
nel tempo. La scuola deve creare ambienti per svilupparle in modo continuo.
2. Curricolo verticale: accompagna lo studente dalla scuola dell’infanzia fino al termine del primo ciclo, puntando
sull’interconnessione tra discipline per sviluppare competenze trasversali.
3. Superamento delle divisioni rigide tra materie: si propone un approccio multidisciplinare, orientato allo
sviluppo sostenibile e alla comprensione della realtà, ispirato anche all’Agenda 2030 dell’ONU.
4. “Nuovo umanesimo”: un’alleanza tra discipline e saperi per formare individui completi, capaci di “essere” e
“apprendere” lungo tutto l’arco della vita.
5. Scuola come officina di esperienze: L’istruzione deve essere legata alla vita concreta, attraverso attività di
laboratorio, sperimentazione, analisi dei problemi e lavoro di gruppo. L’apprendimento deve essere significativo e
orientato al futuro, non solo teorico.
6. Educazione Fisica: Viene rivalutata come disciplina fondamentale per lo sviluppo integrale della persona, non
solo per la salute fisica. È uno spazio educativo per promuovere relazioni, responsabilità, consapevolezza corporea
e stili di vita sani. Si invita a superare l’approccio competitivo per valorizzare aspetti sociali, emotivi e relazionali.
2.3 Scienze Motorie e Sportive nella secondaria di Secondo Grado
Sono una disciplina trasversale a tutti gli indirizzi di studio (licei, tecnici e professionali), che mira a promuovere la
formazione integrale dello studente attraverso l’attività fisica, la consapevolezza del corpo e lo sviluppo di
competenze trasversali come la collaborazione, il rispetto delle regole, la salute e il benessere.
1. Quadro normativo di riferimento. Le SMeS si inseriscono all’interno del PECUP, il Profilo Educativo, Culturale e
Professionale previsto per tutti gli studenti del secondo ciclo. Il PECUP ha l’obiettivo di trasformare i saperi
scolastici in strumenti utili per affrontare la realtà, valorizzando il pensiero critico, l’autonomia di giudizio e la
responsabilità personale e sociale.
2. Didattica per competenze. I docenti sono chiamati a progettare percors
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