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Prima lezione sul teatro di Luigi Allegri

Introduzione al teatro

Il teatro è un gioco, un'arte antica, primordiale, artigianale e povera. Ogni presenza o mancanza di segno è significante. Ha uno spazio, un tempo e un'azione. L'idea di teatro che abbiamo in mente non è l'unica forma possibile; esiste una molteplicità di forme di teatro con tipologie di recitazione, modelli di rapporto col pubblico, struttura di spazio scenico e meccanismi di costituzione dello spettacolo tra loro molto diversi.

Il teatro è un evento comunemente chiamato spettacolo, risultato del lavoro teatrale. È un'opera d'arte vivente, essenziale per la compresenza viva di chi agisce e chi partecipa all'evento, dell'attore e spettatore, tra i quali si instaura un filo di comunicazione e di emozione. Si tratta di un fenomeno di comunicazione collettiva, emozionale, culturale, sociale e politico di ampio e diversificato raggio, sancito dalla presenza e relazione dell'attore e spettatore.

Il teatro che abbiamo in mente

  • Istituzione: insieme di componenti; attore, pubblico, regista, spettacolo, scenografia, quinte, palcoscenico, teatro come edificio, testo drammatico con il suo autore, rappresentazione ma con componenti dipendenti prodotte da un momento storico culturale e inessenziali a definire lo statuto generale del teatro.
  • Testo: dominato dalla parola e dalla scrittura, predominio del testo sulla rappresentazione. Aristotele come primordiale della parola sulla vista, l'efficacia della tragedia sussiste senza rappresentazioni e senza attori.

Dunque il teatro è considerato come uno dei generi della letteratura, i testi teatrali vengono analizzati nella loro valenza letteraria: poetica, "concezione di idee artistiche, dei modi e delle forme" dell'autore, scelte linguistiche, struttura della trama, psicologia dei personaggi.

Differenza tra testo teatrale e copione

  • Il testo teatrale ha una struttura che prevede dialogo diretto tra i personaggi, che si condensa quando il testo verrà messo in scena, nelle battute degli attori con indicazioni su arredi, oggetti di scena, costumi, movimenti e le espressioni dei volti, intonazione con cui pronunciare le battute per mezzo delle didascalie (sancite dalle scritte in corsivo su l'edizione stampata).
  • Il copione è un testo scritto che acquisisce una concreta utilizzazione sul palcoscenico e deve prevedere una qualche forma di pubblicazione antecedente, il testo cambia un po’ la sua natura dunque non è solo un'opera letteraria.

A farsi carico della sua trasposizione in spettacolo teatrale può essere lo stesso drammaturgo o un altro allestitore. Nelle epoche antecedenti alle nostre, il capocomico commissionava o acquistava un testo e lo gestiva a piacere fin quando nell’Ottocento venne riconosciuto giuridicamente il diritto d'autore. La situazione, con la nascita del regista (figura moderna), si complica in quanto esso ha il compito di dirigere la scena, fornire l'interpretazione generale del testo e ne indirizza la recitazione verso una determinata cifra stilistica, vista spesso come una figura dittatoriale in quanto alle sue direttive sono assoggettati tutti gli altri professionisti.

Collocazione sul mercato ed incontro con il pubblico

Il rapporto principale è tra lo scrittore del testo, il drammaturgo e lo spettatore. Il senso originario si perde; il drammaturgo spesso non riesce a tradurre nel testo tutta la poetica della sua immaginazione. Nella trasposizione scenica, il regista sceglie una delle tante interpretazioni e di conseguenza l'esito finale risulta inquinato dalla scena e dagli attori. Il testo spesso è sottoposto a manipolazioni e riduzioni determinate da necessità espressive del regista, pretese degli attori, limitatezza del budget a disposizione, necessità di comprimere le prove e altri impedimenti e contrattempi. Nessuno spettatore riuscirà mai a cogliere tutte le citazioni, allusioni, significati e sfumature del testo che il regista e gli attori hanno immesso e proposto nella costruzione dello spettacolo.

Dunque possiamo dire che la concezione che abbiamo del teatro è quella di una catena di atti successivi di comunicazione, in cui ad ogni passaggio un po’ del senso originario va smarrito nella “traduzione” da un codice letterario a un codice tipico dei linguaggi della scena.

Il teatro come luogo della rappresentazione della realtà

È uno strumento per rappresentare la realtà quotidiana in modo più “realistico” possibile (deriva dalla cultura ottocentesca). In realtà è un’espressione artistica fatta della stessa materia di cui è fatta la realtà quotidiana: spazio, tempo, corpi, gesti, parole, rumori, emozioni, ecc., che trasporta lo spettatore nell’universo della sua fantasia, del gioco, del mito, della non-realtà. L’intreccio tra realtà e finzione costituisce la magia stessa del teatro.

Teatro e spettacolo: ipotesi di definizione

Per Grotowski il teatro è ciò che avviene tra lo spettatore e l’attore, una dimensione esperienziale di un luogo di aggregazione sociale e divertimento, ideale per l'affermazione di modelli culturali, simbolici e dei valori della comunità. Il testo letterario non è il teatro, molti eventi teatrali non hanno alla base un testo scritto (danza, mimo, esperimenti delle avanguardie 900esche).

Il teatro come evento

Per le sue radici etimologiche:

  • Spectaculum latino
  • Théatron greco: c’è un rimando alla visione evento da guardare e insieme delle persone che guardano. Nasce come evento che deve essere guardato e non come testo da leggere, ascoltare e successivamente rappresentato.

La priorità dell’evento è forte nelle origini della tragedia: all’inizio non ci sono né attori né drammaturgo, c’è solo una festa rituale (luoghi di auto-rappresentazione sociale) con momenti rituali codificati pur se si tratta di un contesto che da ampio spazio all’improvvisazione, prevede che non ci sia alcuna frattura istituzionale tra attore e spettatore e che siano tutti partecipi. Quando si produce, la festa lascia il campo al teatro e allo spettacolo, diventando non più rappresentazione di sé per sé ma di rappresentazione di sé ad altri.

Il coro è posto al centro del processo che porta dalla festa alla tragedia, è un attore collettivo che rappresenta la comunità ed esprime la voce del dio, dimensione festiva. Tespi rappresenta l’innovazione dell’attore attraverso l’interazione fisica e dialogica del coro, lo sviluppo di un’azione drammatica dimensione laica. Gli attori che interagiscono col coro diventeranno due e poi alla fine tre, fino alla comparsa della figura del drammaturgo con il testo che si fa carico di costruire l’architettura dello scontro di diverse posizioni (es. coro-attore, coro-attori).

Con la comparsa del testo l’attore diventa interprete delle parole e delle azioni di un personaggio, stabilite prima dell’evento, si dà dunque priorità al testo. Nella cultura greca la parola è azione del personaggio, nella cultura odierna al contrario, parola è sentimenti dei personaggi.

Evento e rappresentazione

A fine '800, inizio '900, un movimento di teorici e operatori si ribella alla tradizione del dominio della parola, grazie al dialogo “L’Arte del Teatro” pubblicata da Craig nel 1907 dove viene sostenuto che:

  • Il testo teatrale è arte appartenente alla letteratura,
  • L’arte teatrale non può appartenere alla letteratura e non risiede nel testo drammaturgico.

La scena è il luogo in cui il teatro è presente ed esiste. Il senso non sta tutto nel momento iniziale, (il testo) ma nuovi significati vengono prodotti in ogni momento del processo, perché in ognuno di essi si attiva una creatività che apporta un senso all’intera opera (la scena). Molti protagonisti della cultura teatrale del '900 eliminano o manipolano il testo, al servizio di una creatività prodotta solamente dall’evento scenico. In sostanza, il protagonista e il dominio non è più dettato dal testo con la sua parola ma dall’azione con la sua scena, con il susseguirsi di più significati invece che del solo e unico principale movimento di pensiero “Rappresentazione” Indica il passaggio della scrittura allo spettacolo, la messa in scena è la rappresentazione del teatro.

Aristotele nella sua concezione di idee artistiche (poetica) vuole dimostrare la superiorità del teatro rispetto al racconto (epica). Epica è il racconto dell’azione dei personaggi, mentre la tragedia è la visione dell’azione dei personaggi nel momento della scena.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.gatta2001 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Culture sceniche e linguaggi della performance e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Gandolfi Roberta Pierangela.
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