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Lezione del 04/03/2021: Contabilità e bilanci

Tradizionalmente, il nesso tra le contabilità ed i bilanci è di derivazione contabile: con particolare riferimento alla contabilità generale delle imprese, che utilizza il conto ed il metodo della partita doppia applicato al sistema di rilevazione concomitante delle variazioni nelle singole grandezze relative alla dinamica finanziaria ed economica al fine di determinare il reddito dell’esercizio annuale ed il patrimonio di funzionamento. Il bilancio di esercizio è inteso quale sintesi contabile della gestione annuale attraverso tali grandezze complesse (reddito e patrimonio).

Il bilancio, nella forma di derivazione contabile, rappresenta variamente la sintesi segnaletica della gestione in base cioè al linguaggio contabile utilizzato (redditualista o patrimonialista). La significatività delle grandezze del reddito e del patrimonio è quindi «relativa» in quanto varia in funzione dell’orientamento conoscitivo delle contabilità generali (al variare di tale orientamento variano ipotesi e criteri di valutazione delle operazioni in corso alla data del bilancio).

Costruzione del bilancio

Nella costruzione di qualsiasi bilancio, sia esso per l’interno o per l’esterno, e a prescindere dalle contabilità adottate, occorre affrontare scelte che attengono alla relativa:

  • Sostanza: quali modalità di quantificazione delle grandezze rappresentate in esso?
  • Forma: quali parti lo costituiscono? Come sono strutturate e quale contenuto hanno?

Per il bilancio per l’esterno, in Italia è il legislatore ad intervenire nella sostanza e nella forma per tutelare l’interesse pubblico dei terzi alla conoscenza dell’andamento della gestione, dettando norme differenti di redazione a seconda della forma di società “aperta”/quotata in mercati regolamentati (principi internazionali) e società “chiusa”/non quotata (norme codicistiche e principi contabili nazionali del CNDC-CNR e principi OIC).

Nascita dello IASC

La nascita della ragioneria generale è datata al 1973, anno di nascita dello IASC, ha il compito di precedere alla standardizzazione del linguaggio contabile dei bilanci delle imprese quotate nei mercati. I principi contabili internazionali si eleveranno da prassi a norme di legge specialmente nell’UE. Il sistema che sta alla base dei principi contabili Internazionali è il sistema anglo-americano.

Il processo di convergenza contabile si lascia alle spalle la fase degli ordinamenti interni dei singoli paesi e si avvia alla nascita dello IASC. Negli anni ’90 si abbattono i dazi doganali e si passa da imprese multinazionali a imprese globali, complice di questo nuovo scenario, l’orientamento iniziale dell’armonizzazione lascia il posto al processo di standardizzazione. La differenza tra le due è questa: è la maggiore flessibilità nell’applicazione degli standard, maggiore libertà nell’adozione dei principi (armonizzazione), maggiore rigidità nell’applicazione degli standard (standardizzazione).

Uniforma i comportamenti contabili riconducendoli a uno standard cioè regola fissa, non c’è più libertà nella scelta, c’è uno standard che va rispettato in maniera più rigida. I principi IAS si tendono ora ad elevarli a rango di veri e propri standard da seguire per la redazione dei bilanci internazionali. Vengono ammesse alla quotazione borsistica le imprese che adottano i principi contabili internazionali.

Lo strumento che veniva utilizzato dall’UE per la normalizzazione contabile era quello della direttiva che doveva essere recepita con una legge interna dell’ordinamento interno da ogni stato, ora si utilizza il regolamento al posto delle direttive (strumento blando, utilizzato solo per aggiornare e ammodernare le direttive passate). Il Regolamento prevede che le norme contabili siano direttamente vigenti all’interno dei singoli stati, in ogni caso, l’adozione dei principi sia subordinata ad una sorta di controllo della Commissione europea (valuta l’applicabilità e compatibilità di esso nello stato di riferimento). Anche all’interno dell’UE si tende a seguire la strada della standardizzazione contabile piuttosto che dell’armonizzazione.

Evoluzione dello IASC e IFRS

Lo IASC prima nasceva per iniziativa delle professioni contabili a livello mondiale, ora nel 2001 la nuova struttura coinvolge sia le professioni ma anche rappresentanti del mondo accademico, finanziario, investitori, c’è un allargamento del coinvolgimento. Lo IASC è un ente no profit di natura privatistica poi cambierà e prenderà il nome di IASB.

L’organo direttivo (trustees) che ha vaga rappresentatività professionale, assolve al reperimento dei finanziamenti, alla scelta delle strategie generali nella standardizzazione contabile, vengono nominati i membri del comitato tecnico operativo (board), approvazione dei bilanci. Deputato al compito di emanare nuovi principi IFRS, revisionare i precedenti principi contabili IAS.

Un altro organo è deputato alle interpretazioni svolte dall’ IFRIC: compito: emettere interpretazioni di IAS e IFRS per particolari dubbi interpretativi. IFRIC: International Financial Reporting Interpretation Committee.

Abbiamo IFRS council organo consultivo che ha il compito di consigliare il board circa le priorità da assegnare ai progetti, consigliare sull’opportunità di creare nuovi standard ecc. Viene istituito nel 2009 anche il Monitoring board che ha il compito di controllare l’operato dello IASB, entità privata che persegue un’attività di pubblico interesse.

Tra il 2008 e il 2010 si è costituita una Commissione mista (FASB/IASB) per riscrivere un Quadro concettuale comune. Il Framework aggiornato provvisoriamente è pubblicato nel 2010. Il Framework aggiornato è pubblicato nel 2018.

Processo di emissione degli standard

L’emissione di un nuovo standard o la revisione di uno vecchio può essere sollecitata da ricerche interne al Board oppure da richieste esterne. Se il Board ritiene opportuno lavorare su un argomento, deve consultare l’Advisory Council e se decide di avviare i lavori, costituisce un gruppo dedicato ed eventualmente lancia un discussion paper reso disponibile pubblicamente su cui chiama ad esprimersi in merito ad alternative contabili adottabili sull’argomento studiato.

Successivamente il Board, anche sulla base dei commenti ricevuti al discussion paper, prepara un Exposure Draft che è una bozza di principio contabile da discutere in sedute pubbliche.

All’interno della bozza di discussione, il board può proporre diverse modalità di contabilizzazione di un’operazione che si possono adottare. Una volta emesso il discussion paper, ci possono essere delle discussioni, uno di questo è stato la scelta di due criteri di valutazione di due modelli contabili differenti: il modello europeo continentale (di cui fa parte l’Italia) che predilige il criterio del costo storico e dall’altro lato il modello anglo-americano che predilige il fair-value. Sono due principi che conducono a diverse valorizzazioni del reddito del patrimonio.

Una volta che il board riceve i commenti e si prepara una bozza di principio contabili che verrà ulteriormente discusso (operazione lunga) IFRS definitivo.

L’uso dell’IFRS da parte di tutti gli Stati dell’UE è imposto con il regolamento 1606/2002 che ha reso obbligatorio l’adozione di tali principi per i bilanci consolidati per le imprese con titoli quotati in mercati regolamentati (dal 2005). Un organo che assiste la Commissione Europea nell’iter di approvazione dei principi è l’EFRAG e l’ARC.

Al fine di mantenere un controllo sulla legiferazione del Board IFRS RS, è stato istituito l’Accounting Regulatory Committee (ARC) che è un organo politico che assiste la Commissione Europea nell’iter di approvazione dei principi e che si esprime sulla compatibilità di essi con l’interesse pubblico europeo, con il supporto anche dell’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group) che è un organo tecnico che collabora con lo IASB, valuta i principi e ne raccomanda l’adozione o meno all’ARC.

Resta aperta la questione del recepimento dei principi contabili internazionali nel caso di aziende non quotate, e ciò veniva previsto che si desse la facoltà agli stati membri di decidere a quali imprese applicare questi IAS o meno. L’Europa è stata un po’ guardinga nel senso che non ha voluto assumere un ruolo meramente passivo, ma ha voluto con questi organi, in qualche modo un ruolo attivo di controllo e infatti, attraverso questo ruolo, l’Europa riesce ad influenzare l’attività dello IASB, per esempio se si rifiuta di recepire alcuni principi come ad esempio è capitato rispetto alle attività finanziarie in questo caso costringe il board a rivedere la formulazione di quel principio se vuole che quest’ultimo venga recepito all’interno dell’Unione Europea.

Contestualmente dobbiamo dire che per quanto riguarda le imprese che non applicano i principi contabili internazionali continuano ad essere la fonte principale della normativa contabile le direttive quarta e settima che comunque nel frattempo vengono aggiornate ad esempio con l’introduzione del criterio del fair value per la valutazione degli strumenti finanziari e con una serie di ammodernamenti, infatti due sono le direttive sostanzialmente che vanno in quegli anni ad ammodernare le direttive comunitarie fino agli anni più vicini a noi in cui sostanzialmente vengono sostituite.

Ordinamento contabile in Italia

L’ordinamento contabile all’interno dell’Italia dopo il Regolamento n. 1606/2002 si configura in questo modo: era aperta la possibilità a tutti gli stati membri di adottare i principi contabili internazionali anche i bilanci di esercizio individuali o consolidati di altre imprese rispetto a quelle quotate nei mercati regolamentati. Questa opzione è stata esercitata in Italia dal Decreto Legislativo n. 38/2005 che ha stabilito che:

  • Le società quotate in mercati regolamentati UE
  • Società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico
  • Banche e intermediari finanziari

In queste tre c’è l’obbligo per il bilancio consolidato e per il bilancio di esercizio. Invece per le imprese di assicurazione vi è l’obbligo per il bilancio consolidato e per il bilancio di esercizio solo se quotate e non redigono il bilancio consolidato. Poi abbiamo per l’area delle facoltà data da:

  • Imprese incluse in un consolidato redatto dalle imprese contrassegnate nel punto A e D le quali hanno facoltà di adottare i principi IAS/IFRS per il bilancio consolidato e per il bilancio di esercizio
  • Imprese che redigono il consolidato diverso da quelle contrassegnate nel punto A e D che hanno facoltà per il bilancio consolidato e per il bilancio di esercizio solo se si utilizzano gli IFRS per il consolidato
  • Società diverse dalle precedenti e diverse da quelle che possono redigere il bilancio in forma abbreviata che hanno facoltà per il bilancio di esercizio

Per il bilancio di esercizio quindi è consentita l’adozione dei principi contabili internazionali per tutte le società diverse da quelle viste precedentemente purché non possono redigere il bilancio in forma abbreviata perché queste microimprese sono escluse dall’applicazione dei principi contabili IAS/IFRS per cui si viene a configurare nell’ordinamento contabile Italiano quella ripartizione tra regole nazionali (quelle del c.c. e quelle dei principi contabili nazionali dell’OIC) e regole internazionali.

(Passa alla slide 8 e la prof. consiglia di leggerla in concomitanza rispetto a quella che nella lezione precedente ordinava l’ordinamento contabile Italiano)

In questa slide vediamo una sorta di confronto tra i principi cardine dell’ordinamento contabile interno per alcune imprese che magari sono molto rilevanti per il tessuto economico. Mentre i principi contabili internazionali sono pensati per la public company cioè per un’impresa retta in forma di società di capitali e che ha un azionariato diffuso, al contrario le regole contabili nazionali sono state pensate rispetto al contesto nazionale che è caratterizzato da una prevalenza di imprese di piccole e medie dimensioni, è un capitalismo molecolare quello Italiano, caratterizzato da imprese che recepiscono le risorse diversamente rispetto a quelle Anglosassoni, cioè fanno riferimento al mercato del credito (Banche) piuttosto che al mercato dei capitali (Borse).

In questa slide sono messe in evidenza alcune delle differenze fondamentali che sussistono tra il sistema delle regole contabili nazionali e il sistema delle regole contabili internazionali. Questi due sistemi parlano tra di loro e le regole contabili nazionali sono state progressivamente ibridate di elementi del sistema contabile internazionale, valga l’introduzione tra i documenti di bilancio del rendiconto finanziario che era previsto come documento interno alla nota integrativa, mentre sotto l’influenza dei principi contabili internazionali, è stato introdotto come parte integrante anche il rendiconto finanziario. È stato introdotto anche il fair value, il costo storico ammortizzato, il principio di influenza della sostanza sulla forma ecc. sono tutti timidi avvicinamenti delle regole nazionali alle regole internazionali.

Differenze tra sistemi contabili

Le differenze fondamentali tra questi due sistemi sono:

Interpretazione dell’azienda e interesse tutelato

  • È diversa l’interpretazione dell’azienda nell’accounting angloamericano (ovvero quella del sistema contabile internazionale) e quella del sistema contabile nazionale (o in generale dell’Europa continentale).

Questo perché per noi Italiani l’azienda è un’unità economica che deve essere preservata nel tempo, è un investimento reale, non finanziario. Nell’approccio economico aziendale Italiano è importante preservare la continuità nel tempo dell’azienda.

Invece, nelle regole contabili internazionali, l’azienda viene considerata come un investimento finanziario dal cui ricavare il massimo rendimento nel breve periodo. A questo punto è chiaro che nei due sistemi è completamente diverso l’interesse tutelato:

  • L’interesse da tutelare nelle regole contabili nazionali è sia quello dei soci che quello dei terzi creditori; il patrimonio funge da garanzia per tutti i terzi creditori che entrano in relazione con l’impresa.
  • Invece l’interesse dell’informativa di bilancio nei principi contabili internazionali è verso gli investitori attuali e potenziali e questo dipende da come viene interpretata l’azienda: siccome è un investimento finanziario allora io devo catturare quanto più possibile gli investitori attuali e potenziali tutelandoli dal punto di vista informativo.

Configurazioni di reddito e di patrimonio

Legato all’interpretazione dell’azienda è:

  • Le configurazioni di reddito e di patrimonio che si determinano con le regole nazionali e con le regole internazionali.

Adottando le regole nazionali si arriva ad una configurazione di reddito e di connesso patrimonio di funzionamento, adottando e applicando invece i principi contabili internazionali si perviene ad un'altra configurazione di reddito e di patrimonio netto di funzionamento. Sostanzialmente il reddito che si determina con i principi contabili nazionali è un reddito effettivo o maturato perché si basa su un principio di competenza.

Partiamo dal reddito (regole nazionali). Quest’ultimo viene determinato secondo un modello contabile di determinazione che si fonda su una competenza che è più basata sul rinvio dei costi che sono stati sostenuti, il principio prevalente è quello della prudenza, il criterio di valutazione prevalente è il costo storico, la logica di conservazione del capitale è quella del mantenimento del capitale nominale investito ecc. Sostanzialmente significa che per andare a determinare il reddito, si parte dai ricavi che sono stati conseguiti con la conclusione del ciclo, in questo senso si chiama modello dei cicli conclusi ed è quello che noi conosciamo. Un ricavo è di competenza quando è stato realizzato, ed è stato realizzato quando si è chiuso il processo produttivo con la produzione e la consegna del bene o del servizio. Una volta individuati i ricavi realizzati secondo il principio di realizzazione dei ricavi si va alla ricerca di tutti i costi correlati.

Quindi il nostro principio di competenza è basato su questa logica del rinvio dei costi sostenuti nel senso che si parte dai ricavi realizzati si va alla ricerca di tutti i costi inerenti, ovvero tutti i costi che sono correlati ai ricavi realizzati. Se ci sono dei costi che non sono correlati ai ricavi realizzati vengono rinviati. In questo senso si parla di rinvio dei costi sostenuti. Vengono rinviati perché è presumibile che parteciperanno questi costi al conseguimento di ricavi che si realizzeranno in esercizi successivi. Ovviamente questo rinvio non è meccanico perché il rinvio è subordinato alla verifica della recuperabilità di questi costi, io li posso rinviare soltanto se sono recuperabili successivamente perché li posso andare a correlare a ricavi che realizzerò nell’esercizio successivo. Nel caso in cui non posso rinviarli diventano perdite d’esercizio. Come possiamo notare abbiamo un’ottica molto prudenziale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Luis_3GL di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Contabilità e bilanci di aziende pubbliche e private e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Guzzo Giusy.
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