Comunicazione politica
Professore Chiapponi Flavio
Appunti di Ranzani Mara + Integrazione del libro “Comunicazione Politica, un approccio teorico”
Corso di Comunicazione, Innovazione e Multimedialità
Università degli studi di Pavia
Anno 2022/2023
Indice
- Lezione 1 – Capitolo 1 “Che cosa è la comunicazione politica?” p. 3
- Lezione 2 – Capitolo 1 p. 4
- Lezione 3 – Capitolo 1 p. 6
- Lezione 4 – Capitolo 1 e 2 “Lo studio politologico della comunicazione politica” p. 8
- Lezione 5 – Capitolo 2 p. 8
- Lezione 6 – Capitolo 2 p. 10
- Lezione 7 – Capitolo 2 e 3 “Comunicazione politica e democrazia: gli approcci teorici” p. 11
- Lezione 8 – Capitolo 3 p. 12
- Lezione 9 – Capitolo 3 p. 14
- Lezione 10 – Capitolo 3 p. 15
- Lezione 11 – Capitolo 3 p. 17
- Lezione 12 – Capitolo 3 p. 19
- Lezione 13 – Capitolo 3 p. 22
- Lezione 14 – Capitolo 3 p. 24
- Lezione 15 – Capitolo 3 p. 27
- Lezione 16 – Capitolo 3 p. 30
- Lezione 17 – Capitolo 4 “La comunicazione della classe politica nelle democrazie contemporanee” p. 32
- Lezione 18 – Capitolo 4 p. 35
- Lezione 19 – Capitolo 4 p. 38
- Lezione 20 – Capitolo 4 p. 41
- Lezione 21 – Capitolo 4 p. 43
- Lezione 22 – Capitolo 4 e 5 “Comunicazione politica, gruppi di pressione e media nelle democrazie contemporanee” p. 46
- Lezione 23 – Capitolo 5 p. 48
- Lezione 24 – Capitolo 5 p. 51
- Lezione 25 – Capitolo 6 “Partecipazione politica, comunicazione e social network nelle democrazie contemporanee” p. 55
- Lezione 26 – Capitolo 6 p. 59
- Lezione 27 – Capitolo 6 p. 62
- Lezione 28 – Capitolo 7 “La comunicazione politica nei regimi totalitari” e 8 “La comunicazione politica nei regimi autoritari” p. 67
- Lezione 29 – Capitolo 9 “Terrorismo internazionale” e 10 “Movimenti transnazionali: dal #MeToo a Greta Thunberg” p. 71
Lezione 1 - 27/02
La comunicazione fa parte della natura umana, della nostra esperienza quotidiana. Tutto del resto è comunicazione. Allora quale di questa è la comunicazione politica? La risposta più ovvia è che è la comunicazione interna alla sfera della politica. Ma dire ciò implica che ci sia consenso a dire cos’è la politica.
La politica è un'attività professionale, la quale nel nostro Paese ha una storica connotazione negativa. Essa è lotta per il potere, non in senso negativo, ma oggettivo. Questa lotta per il potere però cambia, cambiano le sue modalità.
Per esempio in passato decideva tutto il monarca, successivamente vennero modificati i luoghi delle assemblee per far risuonare di più la voce di chi parlava per convincere il popolo a votarlo. Bisogna quindi esaminare i due termini: capire cos'è la comunicazione e che cos'è la politica. E infine capire come l'unione di queste due definisce ciò che dobbiamo studiare.
Il primo modello elementare di comunicazione è quello che circola negli anni '30 negli Stati Uniti, di Shannon e Weaver, che cerca di definire un atto di comunicazione. I due studiosi definiscono la comunicazione come un messaggio che parte da un emittente, passa attraverso un trasmettitore (strumento di trasmissione) e attraverso una decodifica arriva al destinatario (come modello telefonico).
L'unica problematica che può impedire il flusso comunicativo è la presenza di rumori di fondo, di input che non fanno passare il messaggio. La comunicazione efficace è il ricevimento del messaggio nella stessa veste in cui è stato emesso. Questo modello è però un modello meccanico, non basato sul modello umano. È un modello lineare e unidirezionale, infatti il messaggio è concepito come uno.
La comunicazione umana, invece, è interattiva. Inoltre, questo modello è neutrale rispetto al ruolo dell'emittente e del ricevente, dove i due stanno sullo stesso piano. Ma ciò non avviene sempre (capo e impiegato). Inoltre, le uniche distorsioni sono quelle tecniche. L'efficacia della comunicazione è data dal raggiungimento dei propri obiettivi, dalla risposta conforme alla domanda. E questo ragionamento non viene contemplato nel modello iniziale.
Bisogna aggiungere che in politica i soggetti implicati sono soggetti collettivi (partiti, elettori). Ma di nuovo in questo modello semplificato non c'è spazio per i soggetti collettivi. Se vogliamo avere una rappresentazione più fedele della comunicazione in politica dobbiamo fare riferimento al modello di Haron Lasswell. Egli è diventato famoso per la sua formula, che descrive che cos'è un atto comunicativo rispondendo a 5 domande:
- Chi?
- Dice che cosa?
- Attraverso quale canale?
- A chi?
- E con quale effetto?
Perché questo modello è migliore dell'altro? Perché è una formula che parla sia dei soggetti della comunicazione, sia dell'oggetto, sia dello strumento, ma soprattutto anche l'effetto. Questo modello è pronto per essere applicato alla sfera del potere per quest'ultima domanda. Secondo Lasswell, la comunicazione serve per esercitare potere, solo se questo potere viene rispettato. Il modello di Lasswell quindi è più appropriato perché introduce l'elemento dell'effetto, che è quello che ci dice se la comunicazione è stata efficace o no.
Lezione 2 - 28/02
La persuasione è un esercizio di potere impiegata dalla comunicazione. Questa avviene con delle argomentazioni aperte, quindi chi subisce il potere della parola è convinto che sia giusto obbedire a una determinata cosa. È stato osservato che questo modello non si può applicare a tutta la comunicazione umana, ma solo a quelle che avvengono nell'ambito sociale e politico. Il modello di Lasswell, sebbene elementare come il primo modello, lo possiamo pensare solo in relazione alla comunicazione umana, in quanto presenta un effetto. Ciò presuppone che la comunicazione umana è sempre una relazione.
Quali sono i tratti che contraddistinguono la comunicazione umana da quella degli altri animali? Un vero e proprio linguaggio c'è l'hanno solo gli uomini, quindi non esiste in natura un sistema di comunicazione paragonabile al linguaggio umano. Il linguaggio è un codice che solo gli umani possiedono. Ci si deve chiedere prima se il linguaggio è appreso o innato. Tutti gli studi più recenti ci confermano che il linguaggio è congenito/innato nell'uomo. Infatti, non esiste una cultura umana dove non si parla. Inoltre, una volta apprese, le abilità linguistiche tendono ad essere immutabili nel tempo. Infine, il linguaggio umano è un sistema di comunicazione universale. L'essere congenito, immutabile nel tempo e universale contraddistinguono il linguaggio umano da quello delle altre specie.
Ci sono però altri due elementi del linguaggio:
- Il linguaggio umano è simbolico. Esso stabilisce un nesso di comunicazione tra dei segni grafici o dei suoni e oggetti materiali o immateriali. Infatti, il linguaggio è capace di rendere presenti oggetti immateriali che non lo sono.
- Il linguaggio umano presenta una multifunzionalità. Nel linguaggio animale, infatti, i sistemi di comunicazione hanno poche funzioni (api comunicano con il volo: in maniera ellittica il cibo è lontano; volo a otto il cibo è vicino). Per gli uomini invece le funzioni sono molteplici e sono divisibili in tre grandi sezioni, seppur semplificate:
- Funzione descrittiva → il linguaggio che descrive dei fatti che accadono nel mondo che ci circonda
- Funzione espressiva → il linguaggio per esprimere emozioni, sentimenti, stati della mente
- Funzione prescrittiva → il linguaggio per esprimere ordini, comandi, finalizzati a controllare l'azione di altri.
Quanto il linguaggio è indispensabile per l'esistenza della società? Non esiste una società dove le relazioni umane non vengano svolte e non seguano queste funzioni del linguaggio. La comunicazione umana è indispensabile per il dispiegamento di qualsiasi identità umana. Non tutta la comunicazione fra uomini avviene attraverso il linguaggio, attraverso l'uso della parola. Infatti, ci sono altre modalità comunicative, che rientrano nel concetto di comunicazione:
- I gesti e le altre condotte non verbali (la prossemica)
- I suoni non riconducibili al linguaggio (la campanella)
- Le immagini (sono nati i social basati su queste)
Oltre a questi c'è tutto il repertorio dei canali attraverso cui la comunicazione viene diffusa. A volte l'utilizzo di certi canali implica l'utilizzo di certe modalità comunicative (attraverso la televisione serve uno specifico modo comunicativo). Possiamo dire che la comunicazione umana può essere definita come una relazione sociale in cui un attore A trasmette un certo contenuto (messaggio) impiegando uno strumento (mezzo) a un attore B, che a seguito della comunicazione reagisce (feedback). Questa è una definizione generale della comunicazione umana che ci aiuta a capirla, ma bisogna metterla in rapporto alla politica.
Quindi dobbiamo capire che cos'è la politica? Dobbiamo vedere quali sono le caratteristiche del potere che rientrano nella politica e che cosa lo distingue dagli altri tipi di potere. Possiamo affermare che la ricerca dei tratti qualificanti del potere politico ha intrapreso due traiettorie:
- La prima tradisce la sua origine nel campo degli studi filosofici e giuridici e tende a ricondurre la politica al contesto nel quale viene assunta
- La seconda discende da premesse teoriche che potremmo chiamare sociologico-weberiane, perché attribuisce il connotato politico alle decisioni che scaturiscono da una specifica struttura dell'azione
È possibile osservare che le due traiettorie possono non solo coesistere, ma anche convergere nell'indicarci la strada da percorrere per delineare il proprium della politica. In considerazione di ciò consideriamo l'indirizzo teorico di Mario Stoppino. Il concetto chiave della politica è la conformità; esso comincia con un attore A che vuole ottenere una risposta conforme al suo interesse, perché questa gli garantisce di ottenere una serie di beni. La politica comincia quando un gruppo comincia ad esercitare potere attraverso una condotta conforme su un altro gruppo, allo scopo di ottenere dei beni importanti per sé stesso in maniera continuativa. Se questo rapporto riproduce il potere nel tempo, allora si parla di potere stabilizzato. Questo rapporto solitamente è causato da una sproporzione di risorse tra l'attore A e B. Quando cresce, però, la complessità sociale, lo stesso fa la politica (si creano istituzioni nuove). A seguito di ciò accade che lo scopo della politica diventa sempre di più garantirsi la conformità degli attori B, ma in maniera autonoma all'ottenimento di beni finali. Questo perché la società è così complessa da aver bisogno dell'obbedienza dei propri sudditi, indifferentemente dai beni. Lo scopo della politica diventa quello di fermare la conformità e garantirsi l'obbedienza, perché senza di questa non può esistere nessuna forma di cooperazione sociale (attività commerciale, politica), per, quindi, mantenere l'autorità.
Lezione 3 - 01/03
Chi non obbedisce viene costretto a obbedire o viene messo in condizione di non disturbare la cooperazione sociale che avviene tra gli altri. Il potere politico diventa un potere che oltre a stabilizzarsi nel tempo, si istituzionalizza nel tempo. La politica, infatti, si è emancipata dagli altri ambiti. Il carattere distintivo del potere politico, che lo distingue dagli altri tipi di potere, è che produce diritti per il campo sociale di riferimento. Il ruolo della politica è proprio questo, produrre poteri garantiti sotto forma di diritti. Quindi le decisioni prese da chi occupa i ruoli di potere politico si traducono in decisioni politiche. Questo tipo di potere è condensato in ruoli che conferiscono questo potere a chiunque li occupi, indipendentemente da chi è. Questo vale in tutti i regimi politici; cambieranno, però, il numero delle persone a cui quei diritti sono garantiti (Germania nazista).
Che cos'è un regime politico? È un sistema politico che si compone di tre elementi fondamentali:
- I valori, che danno un orientamento generale alla politica di quel regime
- La struttura dei ruoli politici, che sono le posizioni di potere presenti in tutti i regimi (parlamentare, presidente del consiglio)
- Le regole, essendo che la politica è lotta per il potere, queste, giuridiche o di fatto, disciplinano questa lotta per il potere (a seconda dei regimi)
Cosa vuol dire che a seconda dei regimi politici cambiano le modalità di lotta politica? E chi sono gli attori che si muovono dentro ai regimi politici, che danno luogo a quei comportamenti che chiamiamo politica? Lo schema che prendiamo in considerazione propone tre tipi di regimi:
- Politica di corte - stati assoluti: Le regole del gioco, ovvero chi decide chi vince e chi perde, vengono fatte dal favore del sovrano, perché la competizione è (totalmente) chiusa (chi per nascita ha diritto di fare politica, come i nobili). In questo sistema però la politica è un gioco che si gioca con pochi giocatori, quindi ha una bassa (inesistente) forza espansiva, un basso coinvolgimento di masse di persone. Questo fa sì che l'esito della lotta per il potere è incerto, perché il favore del sovrano è mutabile. Il sovrano cercherà una fazione di sostegno nelle fazioni nobiliari.
- Politica burocratica - sistemi totalitari: La lotta per il potere è chiusa perché è confinata ai ranghi del partito unico, ma è un po' meno chiusa della prima, perché si può decidere se far parte del partito unico o no. La regola del gioco è il gradimento dei burocrati, quindi assumi ruoli politici più importanti se sei gradito a chi ha il potere in quel momento. La forza espansiva è moderata rispetto alla prima, perché ci sono tutte quelle organizzazioni in più (femminili). L'esito della lotta per il potere ha esiti variabili, solitamente ha esiti più incerti per i ranghi elevati della gerarchia. Il sostegno politico lo si troverà nei capi delle forze sociali.
- Politica poliarchica - sistema democratico: Le regole del gioco si basano sul voto popolare e la competizione è aperta, perché tutti possono votare e tutti possono creare partiti. La forza espansiva è massima, proprio perché conta il voto popolare e serve tirare dentro nel partito nuovi interessi per cercare nuovo sostegno e nuovo consenso. L'esito elettorale è completamente certo. Per vincere le elezioni, infine, serve il sostegno politico dei gruppi di pressione, ovvero da quei gruppi organizzati che dispongono di grandi risorse di rappresentanza e che pronunciandosi a favore dell'uno o dell'altro muovono i cittadini.
In tutti i sistemi chi vuole fare politica e prevalere deve conquistare il sostegno politico decisivo. Quindi il significato della lotta per il potere è la lotta per aumentare e conservare il consenso politico decisivo, che indirizza la lotta per il potere a proprio favore. Cosa spinge, in tutti e tre i sistemi, quelli che sono portatori del sostegno politico decisivo a prestarlo a una classe politica? In quanto la classe politica promette a questi di tutelare i loro interessi in cambio del sostegno politico decisivo. Questa è la logica della politica, ovvero una logica di scambio politico, ovvero scambi tra sostegno e misure. Questa logica è più pubblica nel terzo sistema, perché le forze sociali sono di più, più libere, più varie.
Lezione 4 - 06/03
Esiste, ovviamente, una relazione tra il mondo della comunicazione e il mondo della politica (non solo quella democratica). Inoltre, dobbiamo considerare anche la parte storica e tecnologica della società (esempio: successo dei discorsi del caminetto di Roosevelt, dove lui parlava ogni sera spiegando perché prendeva determinate decisioni politiche). La comunicazione è sempre una risorsa della politica, non avviene mai il contrario. In tutti i sistemi essa è una risorsa.
Alcuni dicono (come Mazzoleni e altri autori che, però, non argomentano esplicitamente questa connessione, come Caniglia, Graber, Wolton, McNair e Foster) che si può parlare di comunicazione politica solo nei regimi democratici, ma ciò non è corretto per due ragioni:
- Nei regimi non democratici non c'è solo comunicazione finalizzata alla propaganda, ma esiste anche, per esempio, la comunicazione fra due capi politici di due Stati diversi. Essendoci politica sia nei regimi democratici che non, c'è comunicazione sia negli uni che negli altri.
- Non possiamo escludere che pure in democrazia ci possano essere forme di comunicazioni finalizzate alla propaganda.
La comunicazione politica è la relazione formata sullo scambio e la trasmissione di messaggi, che utilizzano diversi codici e che fluiscono attraverso una pluralità di canali.
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