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Sommario

  • Comunicazione e politica ...................................................................................................................................... 1
  • (1) Cos'è la comunicazione? ........................................................................................................................................... 1
  • (2) Cos'è la politica? ........................................................................................................................................................ 1
  • Raccordo tra comunicazione e politica............................................................................................................. 5
  • Approcci teorici ...................................................................................................................................................... 6
  • I diversi approcci .................................................................................................................................................... 8
  • Gli approcci sistemici ................................................................................................................................................. 9
  • Gli approcci processuali ......................................................................................................................................... 11
  • Teoria di Castells ...................................................................................................................................................... 12
  • Gli approcci massmediologici ............................................................................................................................... 15
  • Strategie comunicative .......................................................................................................................................18
  • Sistema presidenziale (USA) .................................................................................................................................... 18
  • Sistema semipresidenziale (Francia) ..................................................................................................................... 19
  • Strategie com. nell'ambito dei fenomeni ordinari della classe politica .................................................. 21
  • Strategie comunicative in situazioni straordinarie (non ordinarie) ........................................................ 24
  • Comunicazione dei gruppi di pressione.............................................................................................................26
  • La classe diretta ....................................................................................................................................................29
  • Capitoli 7 e 8 ...........................................................................................................................................................34
  • Capitolo 7 - Regimi totalitari ................................................................................................................................ 34
  • Capitolo 8 - Regimi autoritari ............................................................................................................................... 36

Comunicazione e politica

È necessario prima di tutto capire cos'è la comunicazione politica: bisogna definire concettualmente l'oggetto di studio.

Prima definizione grosso modo generale e primaria: la comunicazione politica è la comunicazione che sta dentro la sfera politica -> due interrogativi: Cos’è la comunicazione? Cos'è la politica?

(1) Cos'è la comunicazione?

La comunicazione come atto è dappertutto, presente in tutte le sfere sociali, perciò è difficile identificare la comunicazione come oggetto in quanto tale, la comunicazione politica riguarda solo la comunicazione che si applica nella sfera politica.

(2) Cos'è la politica?

1

La politica è la sfera che decide per i cittadini, che mette precetti e leggi obbligatori per i cittadini, che vincolano la loro azione in qualche modo, è quella attività sociale che impone atti vincolanti per i cittadini. La politica cambia e si evolve nel tempo, e la comunicazione politica cambia di pari passo. (es. libro: rivoluzione francese -> ingresso delle masse sul palcoscenico della politica)

La nozione stessa di comunicazione cambia nel tempo, quindi capire che cosa sia l'oggetto di studio della comunicazione politica non è opera semplice -> si può provare a confinare l'oggetto di studio usando diverse strategie: es. provare a riflettere su cosa sia comunicazione e capire dentro questo insieme generale qual è la comunicazione che ci interessa, dopo di che ancorare questa sezione ad una nozione di politica che la definisca e ne definisca i confini (necessito la teoria).

Uno dei modelli che tenta di definire la comunicazione è il modello Shannon-Weaver: la comunicazione è un processo per cui un emittente trasmette attraverso un codice un determinato tipo di messaggio ad un ricevente che è in grado di decodificare il messaggio e quindi recepisce il messaggio che arriva a destinazione integro (esempio di comunicazione: codice morse, comunicazione telefonica).

Limiti di questo modello: approccio fisico-matematico, la comunicazione è percepita come un processo unidirezionale, non viene considerato né l'effetto\la reazione né il feedback del destinatario, inoltre riconosce solo errori comunicativi dovuti a problemi tecnici (interferenze del canale di comunicazione), non viene inoltre considerato il tono, la relazione interpersonale dei parlanti, il luogo e contesto in cui avviene la comunicazione, cioè la comunicazione viene percepita solo come processo meccanico di buona riuscita della trasmissione di un messaggio -> modello inadeguato perché non tiene conto di aspetti interessanti della comunicazione umana.

Secondo il modello di Harold Lasswell la comunicazione si articola in cinque aspetti\domande: chi comunica, cosa comunica, con qual mezzo, a che destinatario e con quale effetto -> viene considerato l'effetto, quindi in che misura attraverso la comunicazione si influenza e controlla il comportamento degli altri interlocutori -> la comunicazione è efficace se il mittente ottiene la reazione voluta dall'interlocutore, cioè se genera l'effetto desiderato -> modello molto più adeguato per studiare la comunicazione politica rispetto a Shannon-Weaver -> così si definisce la persuasione (tipo di potere) che consiste nel controllare il comportamento altrui attraverso un'adeguata comunicazione, attraverso argomentazioni aperte (ovvero che non tentano di manipolare, non sono argomentazioni nascoste -> manipolazione).

Per quanto sia un modello rudimentale può essere applicato con successo allo studio della comunicazione umana.

L'elemento privilegiato nella comunicazione umana è il linguaggio: sistema di comunicazione che caratterizza la specie umana, la capacità di parlare nel genere umano è innata, immutabile e in qualche modo universale -> natura simbolica del linguaggio, col linguaggio stabiliamo una relazione di significato tra segni e oggetti (concreti o astratti) -> multifunzionalità del linguaggio che adempie a diverse funzioni (descrittiva, espressiva, prescrittiva (impartire ordini o prescrivere richieste)).

La comunicazione umana avviene ovviamente anche attraverso modalità comunicative non verbali diverse dal linguaggio (gesti, suoni, comportamenti, portamenti, immagini).

La comunicazione umana è una relazione, è sempre un rapporto tra un uomo ed un altro uomo o gruppi di uomini: relazione in cui un attore A, l'emittente del messaggio, trasmette il messaggio impiegando qualche mezzo o canale di comunicazione ad un attore B che a seguito della trasmissione sviluppa una reazione osservabile sul piano del comportamento.

Comunicazione e politica vanno di pari passo. Quando si parla di politica ci si riferisce in qualche modo ad un tipo di potere -> politica - sfera del potere. Un politico lavora per conquistare e allargare il proprio potere.

2

La politica si ricerca nel mondo. Vi sono diverse posizioni riguardo la politica e riguardo a dove essa si trova nel mondo:

  1. Il primo tipo di risposta è di matrice giuridica e riconduce la politica al tipo di sedi dove la politica si esercita, quindi riguarda lo Stato, una scelta è politica se è riconducibile allo stato o ad entità statuali -> politica ricondotta allo stato e ai soggetti che si muovono nelle entità statali.
  2. Il secondo tipo di risposta riconduce la politica anche ad esercizi di potere al di fuori dello stato, ovvero vi è politica ovunque vi sia un esercizio di potere di un uomo su un altro uomo (visione sociologica), la politica si manifesta ovunque vi sia esercizio di potere anche se non è all'interno di un'entità statale. (posizione di Weber e Lasswell)

La critica verso le posizioni del primo tipo è che limitano la politica solo all'interno dello stato, escludono cioè importanti esercizi di potere che fanno parte della politica e sono al di fuori dello stato; la critica verso le posizioni del secondo tipo invece è che estendono troppo la politica, ne costruiscono un abito troppo largo, non è infatti vero che ogni esercizio di potere riguardi la politica (es. una mamma che ordina al figlio di fare qualcosa non è politica).

Tra le due posizioni è preferibile una via di mezzo -> teoria interpretativa della politica di M. Stoppino.

Partendo dall'osservazione della realtà possiamo dire che la politica entra in campo quando una serie di attori ha bisogno di controllare il comportamento di altri per ottenere determinati beni finali, quando cioè un gruppo di attori A esercita un potere e ottiene un comportamento conforme da un altro gruppo di attori B al fine di ottenere dei beni che gli interessano (beni di qualsiasi tipo: rispetto, sicurezza, ricchezza ecc.).

La conformità del gruppo B è il mezzo necessario affinché A raggiunga il suo scopo. La politica entra in campo quando A è dotato di risorse tali per ottenere la conformità di B in più momenti del tempo, ovvero quando vi è la persistenza di interesse che B sia conforme per A -> ovvero quando l'esercizio di potere si stabilizza nel tempo fino al punto in cui A potrà dare per scontata la conformità di B -> quando si stabilizza la conformità di B si stabilizza il potere di A -> politicità.

In questa catena di ragionamento l'elemento che tiene tutto insieme sono le risorse di A, che hanno importanza cruciale -> l'attore A ha tanto potere quante sono le risorse che possiede (=possibilità di ottenere conformità di B).

Nelle società moderne però non è detto che una persona riesca ad esercitare potere solo perché ha una certa quantità di risorse, questo perché le società si sono evolute nel tempo (società tradizionali -> società moderne), aumentano le attività sociali e la differenziazione sociale, perciò questo dinamismo sociale chiede altri strumenti per essere governato, non bastano più le risorse materiali -> la politica guadagna autonomia, si emancipa dalle risorse materiali, si racchiude in istituzioni -> crescendo la differenziazione delle sfere sociali la conformità di B passa da essere il mezzo ad essere il fine -> i capi di stato, i governi capiscono che ottenere la conformità e quindi l'obbedienza di B è il vero bene -> l'obbedienza sistematica e garantita di B è la condizione necessaria, premessa indispensabile, per raggiungere tutti gli altri obiettivi del governo -> per questo nascono i sistemi giuridici come modo per sugellare la relazione governo-sudditi e punire tramite sanzioni i casi devianti -> solo così si mantiene la pace sociale.

L'obbedienza c'è perché l'autorità politica produce poteri garantiti sotto forma di diritti ai cittadini -> i diritti garantiti dipendono dal tipo di regime -> c'è politica in tutti i tipi di regime anche se assume contorni diversi nei diversi tipi di regime (es. la politica totalitaria non è la politica democratica).

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Cos'è un regime politico (sistema politico)? Ogni regime politico è costituito da tre tipi di elementi:

  1. I valori o principi del regime: ogni regime ha dei valori che lo ispirano e ne guidano la politica (fissano obiettivi generali), tutti i regimi hanno questo substrato etico.
  2. Le regole del regime: tutti i regimi incorporano regole del gioco, regole e norme di diritto e di fatto che decidono chi dentro il regime vince la lotta di potere, regole che stabiliscono come conquistare e mantenere il potere -> cambiano da regime a regime.
  3. La struttura dei ruoli in cui il regime si articola: in tutti i regimi esistono ruoli politici incatenati in istituzioni, ogni regime conta su una determinata struttura di ruoli ciascuno dei quali è dotato di un certo tipo di potere -> in un sistema politico stabile i cittadini obbediscono sistematicamente ai ruoli politici (obbedienza incondizionata) che portano con sé il dovere all'obbedienza e la condizioni sistematica ad obbedire dei sottoposti.

Tutti i regimi hanno questi tre elementi di base, si tratta ora di capire come la politica si manifesta all'interno di questi regimi, chi sono gli attori coinvolti, le modalità d'azione ecc.

Confronto tra tre tipi di regime (regimi moderni) e la loro politica:

  1. Politica di corte -> regole del gioco: la politica è fatta dai nobili (sfera chiusa, se non nasci nobile non fai politica), la lotta per il potere è circoscritta ai nobili, il sovrano decide chi vince e chi perde, questo tipo di politica non è in grado di trattare gli interessi di tutti perché i nobili non hanno bisogno del consenso dei sudditi ma solo di quello del sovrano, la politica si confina solo all'interno della corte.
  2. Politica burocratica: politica di un regime autoritario o a potere unico -> regole del gioco: la regola che stabilisce chi vince la lotta di potere è il gradimento delle varie fazioni del partito unico, dei burocratici (sfera tendenzialmente chiusa ma non tanto quanto quella di corte -> sfera politica aperta solo agli iscritti al partito unico, l'iscrizione al partito è una cosa che uno sceglie, non è legata alla nascita), c'è un certo grado di coinvolgimento dei settori esterni al partito, tengono conto in certa misura dei loro interessi.
  3. Politica poliarchica: politica contemporanea democratica -> regole del gioco: le regole del gioco sono le elezioni, quindi il consenso popolare, è una lotta aperta (chiunque se vuole può fare politica), l'obiettivo è garantirsi il consenso dei principali gruppi di interesse, gli esiti della lotta di potere sono più prevedibili e certi.

La politica in tutti i sistemi è lotta per il potere -> lottare per ottenere un certo tipo di consenso e sostegno -> lotta disciplinata dalle regole del gioco.

La politica produce poteri garantiti (diritti) per un certo campo sociale.

Lotta per il consenso

  • Democrazia: il consenso da acquistare è il consenso elettorale, la lotta per il consenso è continua e non si ferma mai (non c'è solo durante le elezioni). La direzione che prende il consenso degli elettori è suscettibile di essere influenzata anche da attori non politici: es. la stampa, la Chiesa, il sindacato, i social media -> gruppi di pressione: ovvero gruppi di varia natura il cui tratto comune è possedere risorse importanti per la società e ne dispongono in maniera più o meno organizzata -> avanzano richieste all'azione politica, richieste di protezione dei propri interessi -> la politica deve scegliere di quale gruppo di pressione andare a ricercare il consenso.

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In tutte le arene la politica sembra un gioco che si sviluppa tra membri della classe politica da una parte e i gruppi che gravitano intorno alla politica (gruppi di pressione) -> i gruppi politici offrono un "che cosa" per cercare un "chi" , mentre i gruppi sociali cercano un "che cosa" offrendo un "chi" -> per i gruppi politici conta chi vince, quindi per cercare di vincere ogni gruppo offre programmi, obiettivi, scopi politici che risponderanno alle istanze di un certo insieme di gruppi sociali (per averne il consenso -> guadagnarsi il consenso di alcuni gruppi e andare contro agli interessi di altri) -> la politica come scambio politico di beni politici.

Raccordo tra comunicazione e politica

Come si combinano comunicazione e politica in modo funzionale? I mezzi di comunicazione sono importanti per capire il raccordo tra comunicazione e politica (spesso lo influenzano) -> il mezzo di comunicazione conta (cura dell'immagine dei politici).

Però non è l'unica cosa che conta. Per la politica la comunicazione è una risorsa fra le altre, dove c'è politica c'è comunicazione -> in tutti i regimi (comunicazione politica ≠ propaganda) -> la propaganda è un tipo di comunicazione politica, stessa cosa la comunicazione elettorale è solo un tipo di comunicazione politica.

Un modo per raccordare comunicazione e politica è dire che la comunicazione politica è una relazione (mette in collegamento) fondata sullo scambio e la trasmissione di messaggi, che avvengono attraverso diversi codici (linguaggio scritto, parlato, virtuale, comunicazione non verbale, codice visivo\iconico) che fluiscono attraverso una pluralità di canali (vecchi e nuovi media) e che mettono in comunicazione tutti gli attori che a vario titolo partecipano a quell'insieme di comportamenti che definiscono la politica in ogni tipo di regime (processo politico) -> campo molto ampio e complesso.

Chi studia comunicazione politica non giudica ma si interroga sul perché -> non c'è giudizio di valore (Weber).

Come studiare la comunicazione politica? (capitolo 2 libro)

Lo studio della comunicazione politica vede due diversi atteggiamenti

  • Panpoliticismo: la comunicazione politica non è un tipo particolar
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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elena.gian di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Chiapponi Flavio.
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