Lezione 1, 21.09.2022
Il ruolo delle province cambia nel corso della storia per diversi motivi come potevano essere le crisi esterne, pressione sui confini. Con la tetrarchia si arriva a una riorganizzazione dei confini con la creazione di diverse sedi imperiali lontane dalla capitale, che rimane sempre Roma, e ciò comporta l’insediamento di corti, apparati amministrativi, cambiamento delle città e di interi territori che devono accogliere un numero elevato di personale e militari.
Altro evento importante è sicuramente la fondazione della nuova sede imperiale di Costantinopoli nel 330: l’imperatore si trasferisce nella nuova sede; Roma resta capitale fino al 476 d.C. quando le insegne imperiali vengono mandate a Costantinopoli dando inizio all’Impero Romano d’Oriente che sopravvive fino al 1453.
Il potere centrale di Roma vede la necessità di gestire dei territori lontani dalla capitale e che hanno quindi bisogno di un sistema amministrativo e militare diverso dal sistema centrale e che si occupi del singolo territorio. Il sistema delle province nasce con la creazione delle più antiche province nel 227 a.C. con le prime 2 province, tra le prime province abbiamo Sardegna e Corsica, Sicilia.
Una provincia è un territorio definito unitariamente da delle caratteristiche territoriali al di fuori dell’Italia annessi allo stato romano soggetti alla competenza esclusiva di un magistrato di rango elevato: rango proconsolare o propretorio. Un governatore di provincia deve aver rivestito il consolato – proconsole – o la pretura – propretore –.
Gli abitanti delle province hanno un rango diverso rispetto agli abitanti dell’Italia: gli abitanti delle province hanno un ruolo inferiore rispetto agli abitanti dell’Italia in quanto devono pagare una tassa sul territorio, tributum solii, che colpisce tutti coloro che possiedono una terra. Situazione che dura fino al 212 a.C. quando Caracalla attribuisce la cittadinanza romana, e quindi l’uguaglianza, a tutti gli abitanti dell’Impero con la Constitutio Antoniniana.
Un ulteriore passaggio importante è la riforma tetrarchica che modifica profondamente tutte le province, la gestione dei territori che vengono frammentati in questo nuovo sistema provinciale entra anche l’Italia ora equiparata a tutti gli altri territori dell’Impero; l’Italia viene divisa in 2 territori diversi e resa uguale a tutte le altre province.
- 1. Le province nascono nel 227 con le prime 2: Sardegna e Corsica, Sicilia.
- 2. Nel 179 a.C. vengono aggiunte le due province Iberiche, Hispania Ulterior e Hispania Citerior, conquistate dopo la Seconda Guerra Punica.
- 3. Nel 146 a.C. vengono aggiunti i territori della Macedonia che contiene una parte dell’Illiria e l’Epiro; nello stesso anno viene creata la provincia d’Africa che corrisponde al territorio di Cartagine.
Queste prime province vengono aggiunte dopo conquiste militari.
- 4. Nel 133 a.C. allo stato romano viene aggiunto il Regno di Pergamo in seguito al testamento dell’ultimo re di Pergamo che, senza eredi, lascia in eredità il vasto territorio del suo regno.
Dopo l’annessione si passa a un processo di romanizzazione e riorganizzazione dell’amministrazione interna. L’intervento romano avviene tenendo conto di quello che c’è già dando però un’impronta più o meno forte per trasformare in chiave romana quello che già esiste, a partire dalla rete stradale e dalle città, sia che queste esistano già, sia che ci sia la necessità di creare dei nuovi insediamenti, arrivo di coloni, fondazione di nuove città basata sulle centuriazioni.
- 5. Nel 120 a.C. viene aggiunta la Gallia Transalpina, che diventerà poi Gallia Narbonense, che, prima di diventare provincia, viene interessata da una rete di rapporti con le tribù celtiche che abitavano questi territori; viene costruita una strada che passa sul territorio di queste tribù in modo da avere un collegamento diretto via terra, Via Domizia, prolungamento della Via Aurelia, fino alla penisola iberica, anche se generalmente ci si spostava via mare per raggiungere l’Hiberia.
Nella prima metà del I secolo a.C. c’è uno sforzo proiettato verso oriente: vengono aggiunti allo stato romano territori orientali che occupano gran parte di Oriente e medio-oriente:
- 6. L’ex regno di Cirene viene lasciato in eredità dall’ultimo sovrano allo stato romano e diventa provincia nel 75 a.C. Ruolo fondamentale di Cirene perché permette a Roma di controllare una parte del territorio d’Africa non desertico e permette anche di controllare il regno Egizio, regno ancora molto forte e il golfo della Sirte: settore pericoloso per la navigazione, presenza di banchi di sabbia che si spostano e di pirati, e anche per il fatto di essere un tratto desertico. Per la navigazione, Cirene rappresenta un approdo molto importante.
- 7. Le altre annessioni sono la Bitinia, eredità lasciata allo stato romano, il Ponto, regno conquistato dai romani dopo la guerra con Mitridate, la Siria, quello che rimane del regno ellenistico, e la Cilicia, territorio che faceva parte del regno di Siria ma che diventa provincia autonoma.
- 8. Altra aggiunta importante si ha in epoca cesariana quando viene aggiunto il territorio della Numidia, nel 46 a.C., in seguito a una conquista di Cesare.
- 9. L’Italia settentrionale – Gallia cisalpina, in origine provincia – diventa parte dello stato romano.
Durante l’età Augustea vengono aggiunti i territori alpini che circondano l’Italia settentrionale, Alpi Marittime e Alpi Cotiae, Arezzia – attuale Svizzera –, Norico – attuale Austria –, Pannonia – attuale Ungheria –, Illiria – territori dell’ex Jugoslavia –, Galazia, Egitto e Lusitania, terza provincia iberica.
Con la riforma augustea vengono introdotti degli status differenti:
- A. Province Senatorie o Proconsolari: territori che fanno parte dello stato romano fin dai tempi antichi dove tutto il territorio è sotto il controllo romano e dove non ci sono legioni, non c’è la necessità di un controllo militare. Queste province sono governate da ex consoli nominati dal Senato.
- B. Province Imperiali: sono rette da un propretore, legato imperiale che è stato pretore e che viene nominato direttamente dall’Imperatore: legatus Augusti pro praetore. Sono province strategiche in quanto si trovano lungo i confini ma problematiche in quanto ci sono al loro interno delle sacche di resistenza e sono presenti delle regioni comandate dal legato.
Province Senatorie e Imperiali non sono fisse ma variano nel tempo, ci sono province che nel corso del tempo da Senatorie diventano Imperiali e viceversa, per situazioni di carattere militare: se un confine non è più sicuro la provincia diventa imperiale in modo che possano esserci delle truppe.
- C. Esistono territori di piccole dimensioni che hanno un ruolo diverso; è il caso delle due province Alpine, Alpi Marittime e Alpi Cottiae, e la Giudea, regno alleato poi aggregato allo stato romano in una situazione di continuo rischio interno dovuto alla continua presenza di resistenze interne fino alla distruzione di Gerusalemme per mano di Tito. Questi territori sono governati da procuratori imperiali: personaggi di fiducia scelti dall’Imperatore per controllare questi piccoli territori strategici, es. Ponzio Pilato era procuratore di Giudea in epoca Tiberiana.
- D. Egitto: territorio molto vasto abitato da una civiltà millenaria; è un territorio strategico in quanto rappresenta una porta verso il Mar Rosso in cui approdano merci preziose provenienti dall’Oriente e rappresenta la maggiore quantità di grano. L’Egitto ha uno status diverso dagli altri territori in quanto Ottaviano lo tiene come proprietà personale dal punto di vista giuridico. L’Egitto è proprietà personale dell’Imperatore al punto che i Senatori dovevano chiedere il permesso all’Imperatore per entrare. L’Egitto è governato da un prefetto nominato personalmente dall’Imperatore.
- E. Ci sono poi ulteriori situazioni eccezionali di territori che sono parte o legati allo stato romano e che si identificano come regni clienti: territori i cui sovrani sono dei clienti di Roma e in cambio ne ottengono una protezione. Sono nominalmente indipendenti ma è come se fossero dei territori autonomi all’interno dello stato romano governati da sovrani. Tra questi regni troviamo la Giudea fino al 6 d.C., la Mauretania, l’ultimo sovrano, Tolomeo di Mauretania era nipote di Cleopatra e Marco Antonio e viene fatto assassinare dal cugino Caligola ed era l’ultimo erede della dinastia dei Tolemei d’Egitto, l’Armenia e la Commagene.
- F. Esistono poi delle città che hanno uno status particolare e che appartenevano ai regni ellenistici: Afrodisia e Palmira, città libere: hanno dei legami diretti con l’Imperatore.
- G. Città federate.
Lezione 2, 22.09.2022
C’erano diversi motivi per cui si procede a questa riorganizzazione delle province che inizia con Augusto ma continua nel corso del tempo.
Una testimonianza importante del ruolo delle province è la diffusione del Res Gestae Divi Augusti: documento che Augusto stende negli anni finali del suo regno e che costituiscono una sorta di testamento finale dove traccia un bilancio dei decenni del suo potere diviso in capitoli per argomenti. Si tratta dell’unico testo di questo tipo che noi abbiamo dell’antichità e viene diffuso nelle province; conosciamo questo testo esclusivamente attraverso supporti epigrafici e si tratta di testi frammentari. Il testo nella sua versione originale era stato collocato ai lati della porta di ingresso del Mausoleo di Augusto su due tavole di bronzo.
Il testo è noto anche come Monumentum Ancyranum perché la versione più lunga che abbiamo del testo è inciso sul Tempio di Roma e Augusto ad Ankara, tempio dedicato al culto imperiale. Esistono poi i frammenti di altre versioni distribuiti nelle altre città: due di questi sono stati trovati ad Antiochia e Apollonia in Pisidia, tradotti in greco.
Questo testo ha un’importanza propagandistica enorme; è una lettura fondamentale per capire il punto di vista di Augusto raccontato da Augusto stesso.
La decisione di scolpire il testo nel marmo è pensata per poter conservare il ricordo affinché questo durasse nel tempo.
Sedi del culto imperiale
La religione romana è una religione civile: esistono dei collegi sacerdotali ma le cariche sono rivestite da civili, politici, aristocratici che ottengono queste cariche per merito; non esiste una casta dei sacerdoti isolata dalla città. Il cittadino romano che doveva compiere un’azione religiosa doveva indossare una toga e, una volta finita la cerimonia, toglieva la toga e tornava al suo ruolo di cittadino romano.
Si formano poi dei collegi sacerdotali composti però da personaggi che nella vita di tutti i giorni sono cittadini.
A partire da Cesare, alcuni mortali vengono divinizzati e inseriti tra gli dèi della religione. Cesare per primo viene divinizzato, secondo solo a Romolo, Augusto viene poi divinizzato e con lui altri imperatori e l’atto della divinizzazione era un atto politico ratificato dal Senato, organo politico.
Il culto imperiale di un imperatore divinizzato è un culto diverso da quello di una divinità del pantheon o da quello delle divinità straniere integrate nella religione romana. Gli imperatori divinizzati hanno in questo caso un ruolo diverso in quanto sono stati in precedenza uomini. Dopo la morte viene dedicato loro un culto presieduto da un sacerdote, culto poi istituzionalizzato in alcuni territori e che diventerà poi ufficiale anche a livello provinciale, esistono poi dei templi nelle capitali delle province.
Nella città di Roma non viene mai accolto il culto di un imperatore divinizzato: i templi dedicati ai divi a Roma sono pochi. Sulla base della tradizione religiosa di alcune popolazioni, in particolare orientali, il sovrano era venerato come divinità già in vita, es. in Egitto i faraoni venivano venerati come gli dèi. Si inizia quindi a separare il culto dell’imperatore dall’imperatore stesso. A Roma era inconcepibile il culto del dio in terra e nasce quindi il Genius Augusti, il nome di Augusto diventa dopo un titolo in quanto rappresenta l’essenza dell’imperatore.
Nelle province, la situazione è diversa a seconda dell’area geografica e del sostrato culturale delle provincie: in oriente il culto dell’imperatore si basa sulla lunga tradizione del culto del dio in terra.
In occidente ci vuole più tempo ma il culto dell’imperatore viene comunque accolto e si trova una maggiore resistenza in Italia e in particolare a Roma dove si ricorre al genius.
Il culto imperiale ha un ruolo significativo nelle province in quanto è un elemento unificante. In occidente il culto imperiale è istituzionalizzato e la sede si trova in alcune delle capitali: Tarraco, capitale della Tarraconense, in Iberia, Cordoba, Mérida, capitale della Lusitania in cui vi sono altre installazioni dedicate al culto imperiale, una delle quali si trova nell’area del teatro, luogo che serviva anche per riunire la popolazione e, come tale, era dunque il luogo ideale per esporre le immagini dell’Imperatore e inserire il culto dell’Imperatore.
La situazione delle province galliche era diversa: in primo luogo abbiamo Narbon, capitale della Gallia Narbonense. La capitale della Lugdunense, Lione, accoglieva già un santuario dedicato al culto imperiale per le 3 province galliche dove, ogni anno, si celebrava una festa dedicata all’imperatore. Il santuario era dotato di circo, anfiteatro e un altare.
Augusto rifiuta il culto in vita senza però vietare il culto, soprattutto nelle province orientali. Le prime manifestazioni di questo culto sono le dediche dei templi a Roma dove la divinità viene associata ad Augusto, divinità dell’impero associata alla divinità dell’Imperatore. Meno frequenti sono i templi in cui l’imperatore è onorato da solo, un esempio è il tempio dedicato a Domiziano di Efeso, si tratta però di un caso raro ma non l’unico.
Il passaggio successivo di Augusto è quello di farsi attribuire l’Imperium proconsolare Maius: potere del proconsole, governatore di una provincia, esteso al massimo. In questo modo Augusto ha un potere di controllo superiore a quello di tutti i governatori delle altre province. Subito dopo, Augusto riceve l’onore dell’Ara Pacis, 13 a.C.
Dopo Augusto non ci sono più grandi interventi fino all’età Adrianea ma abbiamo piccoli interventi dovuti alla necessità di riorganizzare i territori, in particolare vediamo interventi nei territori lungo il Limes-Renano. Tiberio interviene creando le province della Germania Inferiore e Superior.
Lezione 3, 23.09.2022
Monumento di Lucio Emilio Paolo
Eretto a Delfi dopo la sconfitta della Macedonia che ha segnato il passaggio della Macedonia e di gran parte della Grecia sotto l’Impero Romano. Quello che ci resta oggi serviva per sorreggere una statua equestre che rappresentasse il generale.
Esisteva già, tuttavia, un monumento all’interno del santuario di Delfi dedicato al generale; si tratta del basamento che doveva sostenere una statua dedicata a Perseo di Macedonia, sovrano poi sconfitto.
L’elemento più significativo del monumento è il fregio, più antico rilievo storico romano che conosciamo. Celebra la vittoria dei romani sui greci per cui il soggetto sono scene di battaglia, battaglia di Pidna del 22 giugno 168 a.C.
Il risultato che ne deriva non è però soddisfacente in quanto non riusciamo a distinguere chiaramente i romani dai macedoni; il fregio, inoltre, alto meno di 1 metro, si trovava a un’altezza considerevole per cui lo spettatore non riusciva a leggere il fregio.
La battaglia è rappresentata tramite degli scontri tra due soldati: in alcuni casi vediamo lo scontro in atto, in altri casi abbiamo un combattente a piedi che sovrasta una figura già caduta oppure un duello tra due soldati a cavallo. Rappresentazione che fa riferimento agli scontri che vediamo nell’ambito dell’arte classica in cui tutto era ridotto a uno scontro tra due contendenti, monomachie. Non c’è inoltre nessun tipo di ambientazione.
È evidente che i romani si siano dovuti rivolgere ad artisti greci che non avevano alcun modello di riferimento se non il loro: fanno quindi riferimento ai loro monumenti del passato che rappresentavano scontri.
Trofeo delle Alpi, La Turbie
Il trofeo è preceduto da un altro trofeo eretto da Pompeo nei Pirenei, nella Gallia Narbonense nella zona della provincia. A questo trofeo segue il Trofeo delle Alpi, di età augustea: monumenti chiaramente collegati tra di loro anche attraverso dei messaggi.
Il Trofeo delle Alpi è il più grande di questa serie di monumenti e presenta anche l’iscrizione più lunga.
Il monumento comprendeva un basamento sul quale era collocato un secondo basamento – entrambi di base quadrata – sul quale poggiava una struttura circolare circondata da un peristilio di colonne e su cui poggiava un cono al di sopra del quale era presente una statua dell’imperatore.
Il monumento indica una chiusura di tutte le vicende belliche dell’occidente dopo tutte quelle operazioni che hanno reso pacifiche le Alpi, confine dell’Italia e passaggio per tutti i passaggi verso nord e ovest senza quindi la necessità di passare dal mare.
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