Antropologia culturale - CFU 6
Prof. Floriana Ciccodicola
Antropologia culturale=> Discorso sull’uomo, che costruisce la propria storia.
Produttore di cultura nel tempo e nello spazio.
Antropologia=> disciplina che cerca di capire come gli individui e i gruppi interpretano il
mondo e come queste interpretazioni guidano i comportamenti sociali.
Studia l’essere umano attraverso le culture che produce: modi di vivere, valori, simboli,
pratiche, credenze, forme di relazione e sistemi di significato.
Produzione di cultura=>Processo in fieri
Alterità culturale=> Non esiste un’unica cultura, ma ciascun gruppo sociale è libero di
produrre la propria.
Per antropologia tutte le culture hanno pari dignità.
L’antropologia non studia l’uomo isolato, in quanto non si può esserne a conoscenza,
almeno che non tenti di comunicare (es. arte rupestre).
Bastano anche solo due persone affinché queste producano cultura.
I popolo primati/ selvaggi (non esistono) si potrebbe pensare che questi non producano
cultura, in realtà è il contrario. Non esiste popolo o agglomerato di persone, che riunendosi
in comunità non produca cultura.
L’uomo, secondo Aristotele, è un animale sociale ed è naturalmente portato a vivere in
comunità, per essere possibile devono stabilirsi delle norme che permettano la vita
associata.
Africa=> Homo erectus=> Nomadismo=> Mescolanza di culture
Empatia ed exotopia (indica la posizione esterna da cui un osservatore guarda una cultura
diversa dalla propria, mantenendo una distanza che permette di coglierne aspetti che gli
“interni” non vedono)
Decentramento da sé stessi e distaccamento dall’oggetto.
Concetti fondamentali => Non si interessa all’uomo isolato
=> Non considera nessuna cultura superiore alle altre
=> Le culture sono frutto anche di scambi (culture meticce)
=> Ogni cultura si considera un recinto col buco
=> Ogni cultura è razionale ed è stata scelta dal popolo
=> Non esistono popoli di natura che non producono cultura
1793=>Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino
10 dicembre 1948, Parigi =>Dichiarazione universale dei diritti umani
1951=>Convenzione di Ginevra
Antropologia scientifica (seconda metà del 800 con Tyler e Frezer).
L’uomo diventa oggetto di studio quando ci si allontana dallo studio delle sacre scritture.
L’uomo inizia a scoprire il mondo. Si è interessata inizialmente a culture extra-occidentali.
Gli antropologi riflettono sui resoconti di viaggiatori ed esploratori.
Nel 19° secolo, con l'espansione coloniale e l’aumento dei contatti tra culture diverse, gli
studiosi europei si interessano alle società non occidentali=> ha portato all'analisi e alla
comparazione delle diverse culture umane, in particolare lo studio delle tradizioni, delle
istituzioni sociali e delle credenze religiose delle popolazioni extra-occidentali.
Il cambiamento di prospettiva=> nascita antropologia scientifica=> disciplina indipendente,
basata sull'osservazione empirica, la raccolta di dati e l'analisi critica delle società umane.
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Oggetto di studio dell’antropologia=> LE CULTURE (al plurale)
L’antropologia si interessa di culture “altre” (culture perché ogni comunità ha una cultura
differente). La cultura è un modo di osservare il mondo in modo condiviso.
L'antropologia si occupa del significato che gli uomini vivendo insieme danno alla loro
esistenza.
Stabiliscono una relazione con gli altri, col territorio, con le divinità del cielo ed ectonie.
Il sacro rientra nelle culture degli uomini, in quanto creazioni storiche dell’uomo.
Mito=> storia vera, perchè è considerata sacra finché ci si crede.
Sono creazioni storiche degli uomini
Dio non può essere che uomo, è stato creato dal l’uomo che vive in una società
patriarcale.
Dea madri (agricoltura-generazione)
Le azioni dell’uomo creano culture e sono condivise nelle stessa cultura.
Simbolismo chiuso non condiviso
Le DISCIPLINE sono un insieme di teorie e di metodologie. Ogni disciplina, sia scientifiche
che umanistiche, portano alla conoscenza. La conoscenza è esprimere un giudizio su
quello che osserviamo attraverso il nostro punto di vista.
La conoscenza è interpretazione e traduciamo cercando di esplicitare quello che vediamo.
Concetti fondamentali delle Discipline demoetnoantropologiche
“Noi dobbiamo vedere la nostra cultura non come la sola cultura che esiste al mondo, ma
come una delle tante, una parte di quella totalità che è il mondo. Questo è il compito
dell’etnologia o antropologia culturale.” - Birken-Smith.
“L’antropologia si occupa del significato che gli uomini vivendo insieme danno alla loro
esistenza.” - M.Augé
Cos’è la cultura?
«La cultura, o civiltà, intesa nel suo ampio senso etnografico, è quell’insieme complesso
che include la conoscenza, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi
altra capacità o abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società». - Tylor 1871
Emerge un concetto AVALUTATIVO della cultura. Mette le culture sullo stesso livello.
In realtà Tylor è un evoluzionista che ritiene che la cultura occidentale sia la migliore.
Umanesimo=> l’uomo al centro, successivamente svincolato da una concezione religiosa.
L’uomo oggetto dell’uomo=> scienze del uomo
Antropologia culturale nasce in Inghilterra=> disciplina occidentale
«La condizione della cultura nelle varie società del genere umano, nella misura in cui può
essere indagata sulla scorta di principi generali, è un argomento che si presta allo studio
delle leggi del pensiero e dell’agire umani» Primitive culture Tylor 1871
“La cultura è il tessuto di significato nei cui termini gli uomini interpretano la loro
esperienza e guidano la loro azione; la struttura sociale è la forma assunta da tale azione,
la rete realmente esistente di relazioni sociali. La cultura e la struttura sociale non sono
quindi che diverse astrazioni dello stesso fenomeno”. - Geertz, Interpretazione di culture.
Il rapporto con la diversità
Anterità/ Diversità culturale=>”La categoria dell’altro non ha a che fare con una
definizione sostanziale, non corrisponde s un’entità autonoma e individuale in positivo , ma
è al contrario sempre inserita in una relazione, molto spesso in è stata inserita in una
relazione di dominazione subordinazione.” -M. Kilani, Antropologia. Un’introduzione 2
Prima si considerava diverso ciò che era extraeuropeo, ma è un concetto complesso e
multidimensionale
L’alterità si scopre solamente stabilendo una RELAZIONE.
Teoria delle etichette (Park) appiccicare un etichetta senza conoscere la persona o il
fenomeno.
“L’antropologia sollecita la reciprocità dello sguardo tra noi e colo che appartengono a
culture diverse riconoscendo la pari dignità di chi ci appare diverso.”
Reciprocità dello sguardo=> noi guardavamo la persona, anche la persona guarda noi.
La diversità è una ricchezza se ti sai mettere in relazione.
- ALTERITA’=> concetto relazionale. Io sono altro solo agli occhi di qualcuno.
Si riferisce alla comprensione e all'analisi delle differenze culturali tra gruppi umani. Ciò
implica l'osservazione senza giudizio o pregiudizio, ma con un atteggiamento di apertura e
rispetto. L’ alterità è fondamentale per comprendere e per promuovere la tolleranza e
l'inclusione.
Secondo Todorov il nostro atteggiamento nei confronti dell’ alterità cioè della diversità
culturale si organizza attorno a tre assi:
ASSIOLOGICO =>in cui esprime un giudizio di valore, l’altro è buono o cattivo;
PRASSEOLOGICO => io assimilo l'altro a me stesso oppure mi identifico con lui.
(esotismo ritenere una cultura la più bella del mondo)
EPISTEMOLOGICO (ci convince di più)=>conosco l’altro, mi metto in relazione con lui per
conoscerlo. Si deve utilizzare per conoscere l’”Altro”
Bisogna aprire un dialogo con l’altro. Il DIALOGO diventa un fatto ETICO.
Non esistono razze
-Il DNA e l’analisi genetica sconfessa questa cosa perché siamo tutti cugini (video)
Leruan Buran, dice che la storia del mondo è cominciata con i piedi (migrazioni).
“Tra cinquantanni esisteranno ancora gli italiani?”
La cultura è un processo continuo e si cambia insieme. Gli uomini scelgono man mano
quelli che vogliono essere producendo cultura. La società deve essere basata su
uguaglianza e diritti. Si diverta RAZZISTI quando si gerarchizza l’”altro”.
Le parole creano la realtà
ETNOCENTRISMO CULTURALE(fine 800): l’atteggiamento egocentrico consiste nel
considerare i valori della propria cultura come metro di misura e di valutazione dei
contenuti delle culture “altre”.
Un etnocentrista valuta la propria cultura come la migliore del mondo.
Il proprio gruppo è il solo a possedere la dignità e la caratteristica umana, relegando gli
altri all’interno della categoria dei «non uomini».
William Graham Sumner coniò il termine nel 1906 nel suo lavoro intitolato Folkways:
«Etnocentrismo è il termine tecnico che designa una concezione per la quale il proprio
gruppo è considerato il centro di ogni cosa, e tutti gli altri sono classificati e valutati in
rapporto a esso».
C’è un lato POSITIVO: quando io riconosco che il modo di conoscere l’altro è presentarmi
per quello che sono.
Es . Mutilazioni femminili, avviene perché si vuole togliere l’elemento maschile delle
donne.( bisogna sempre capire il perchè dei riti o delle credenze di una cultura)
L’antropologia può comprende anche se non condivide e non è d’accordo. Anche se so
perché quel gruppo culturale le fa devo ricordare che per prima cosa sono portatrice della
mia cultura. Corrispettivo maschile=>circoncisione.
RITI(sempre pubblici=>ballo debuttanti) DI PASSAGGIO 3
Tre gradi della mutilazioni femminile:
- Togliere clitoride
- Chiudere grandi labbra
- Chiudere piccole labbra
ETNOCENTRISMO CRITICO Appartiene a una cultura, sa che non è la migliore, ma può
renderla tale confrontandomi con le culture degli altri.
Non dimenticandosi che ha dei valori e una concezione del mondo propria.
Implica una riflessione critica sul proprio punto di vista culturale. Questo approccio invita a
esaminare in modo consapevole le proprie credenze culturali, cercando di comprendere e
apprezzare le pratiche culturali degli altri senza imporre giudizi basati su presupposti
culturali propri. Promuove la consapevolezza della relatività culturale e il rispetto per la
diversità.
RELATIVISMO CULTURALE
Ogni società ha una propria cultura e deve essere conosciuta dall'interno e non esistono
punti di vista assoluti per la conoscenza e valutazione delle diverse culture. Ogni cultura
presenta una sua coerenza e razionalità.
«Approccio antropologico sviluppato dalla scuola di F. Boas (R. Redfield, R. Linton, M. J.
Herkovits), che contrappone l'analisi delle singole culture, storicamente e spazialmente
determinate, alla loro analisi comparativa, finalizzata a individuare l'esistenza di principi
comuni. Il riconoscimento della molteplicità culturale e delle differenze si traduce in un
riconoscimento dell'importanza dei costumi (o della cultura) nell'organizzazione della vita e
della società umana». (Treccani)
Gli elementi di cui sono costituite le altre culture sono razionali e coerenti.
-ASPETTO POSITIVO: mettersi in ascolto degli altri e ritenere che qualsiasi cultura ha
diritto di esistere ( si può anche non essere d’accordo o promuovere un cambiamento)
-ASPETTO NEGATIVO: i relativisti Tout Court tutte le culture hanno una credenza , per
conoscere quella cultura devo appartenere/diventare quella cultura .
empowerment=maieutica di Socrate
Come si trasmette la cultura?
INCULTURAZIONE “La cultura si trasmette da una generazione all'altra attraverso il
processo di trasmissione di conoscenze e valori culturali ai membri di una società
attraverso varie forme: osservazione, imitazione, apprendimento informale(famiglia),
istruzione formale(scuola). Può avvenire in modo spontaneo, o all'interno di istituzioni
sociali di tipo diverso, dai riti di iniziazione alle scuole e altre agenzie di educazione.” -
Marazzi, Lo sguardo antropologico
Processo conscio e inconscio attraverso il quale si trasmettono in maniera formale e
informale all’interno di una comunità conoscenze, valori, modi di comportamento,
rappresentazioni del mondo proprie di una cultura alle nuove generazioni.
Es gruppo folclorici. Quando riproponiamo un qualcosa non si può riportare uguale, ma si
rende congrua con la storia presente, adattandola alla contemporaneità.
ACCULTURAZIONE “Incontro di due culture. Meccanismo attraverso il vuole due culture
si incontrano. La cultura è un processo di creazione continua. L'acculturazione comprende
quei fenomeni che si verificano quando gruppi di persone di culture diverse entrano in
contatto diretto e continuo, con modificazioni conseguenti nei modelli culturali originari di
uno o di entrambi i gruppi” - Marazzi, Lo sguardo antropologico,
MULTICULTURALISMO=>Convivenza e compresenza in una società di diverse comunità
dalle origini, abitudini, e cultura differenti. 4
Termine che indica anche politiche promosse e intraprese all'interno dei diversi Stati
nazionali per valorizzare la cultura, i contenuti dell'immaginario collettivo, i codici di
comportamento, gli stili di vita, la lingua di gruppi sociali culturalmente diversi che si
trovano a convivere a stretto contatto in un determinato periodo storico.
Non sono mai esistite scuole monoculturali , anche persone che vengono da diversi
quartieri hanno un diverso livello di conoscenza o di esperienze. Ogni bambino porta il suo
bagaglio di esperienze in una classe.
La scuola deve essere un ascensore sociale, significa che chi ha talento per fare un
mestiere deve poterlo fare. La prima azione deve essere culturale, chi non ha le
opportunità bisogna fare in modo di darle.
Etnonomi=> nome che ciascun popolo attribuisce a se stesso
RAZZISMO CULTURALE o FONDAMENTALISMO CULTURALE
“Recentemente, al razzismo su basi biologiche, la cui insostenibilità scientifica si è resa
sempre più evidente, si è andato sostituendo un razzismo culturale, che mira a
discriminare i gruppi etnici in base a diversità culturali ritenute tra loro inconciliabili.” -
Marazzi, Lo sguardo antropologico,
Quando pensiamo che la sola cultura superiore sia la nostra e che con le altre non ci
possono essere comunicazioni. Disconoscere gli altri
Linneo=>catalogo delle razze. Fare un elenco non significa essere razzisti, non si sta
gerarchizzando.
ETNOCENTRISMO CRITICO=> concetto elaborato da Ernesto de Martino.
Si conosce l’altro attivando un dialogo onesto e concreto, non abbandonando la propria
cultura, ma mettendola in cultura.
Esogamia e endogamia=> sposarsi al d’infuori dal dentro della famiglia o coloro che si
sentono parenti. Perchè la famiglia cambia di famiglia in famiglia.
Neoumanesimo=> nuovo tipo di umanesimo che ci mette in relazione con tutte le
popolazioni del mondo. Non solo la cultura classica.
“Nel etnocentrismo critico- scrive De Martino in La fine del mondo- l’etnologo occidentale o
occidentalizzato assume la storia della propria cultura come unità di misura delle storie
culturali aliene, ma al tempo stesso, nell’atto del misurare guadagna coscienza della
prigione storica e dei limiti di impiego del proprio sistema di misura e di apre al compito di
una riforma.. delle stesse categorie di osservazione di cui si dispone all inizio della ricerca.
Solo ponendo in modo critico e deliberato la storia dell’occidente al centro della ricerca
confrontante, l’etnologo potrà concorrere a innamorare una consapevolezza antropologica
più ampia di quella racchiusa nell’entocentrismo dogmatico.”
Etnocentrismo critico è:
1. Consapevole: sa di partire da una prospettica storicamente determinata
2. Autocritico: mette continuamente alla prova i propri strumenti nell’incontro
3. Dialettico:l’incontro con le culture altre non è unidirezionale- la cultura osservata
“risponde”, costringe a riformulare le categorie, arricchisce e trasforma la
comprensione del ricercatore.
4. Storicistico: tutte le culture, inclusa quella occidentale, sono storicamente situate;
nessuna può pretendere un punto di vista assoluto
Diritti umani universali=> cultura occidentale
Fonti della ricerca antropologica
Le fonti di cui si serve la ricerca antropologica sono molteplici tra le quali indichiamo:
Materiale testuale, iconografico, visuale e audio conservato in archivi e biblioteche. 5
Ricerche bibliografiche sull’argomento da trattare.
Informazioni e dati acquisiti attraverso l’inchiesta etnografica sul campo realizzato
mediante:
-l’osservazione partecipe
Interviste strutturate o semi-strutturate, sondaggi, casi studio…
Metodi e tecniche
Metodo quantitativo=> un approccio di ricerca che si basa sulla raccolta e l’analisi di dati
numerici e statistiche per comprendere fenomeni, relazioni p comportamenti sociali.
Metodologia qualitativa=> un approccio di ricerca che si concentra sulla raccolta e s
l’analisi di dati non numerici al fine di comprendere fenomeni, processi, significati e
contesti sociali il profondità.
Osservazione partecipate=>
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