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Frame e framing: scorciatoie cognitive

Il cervello umano non produce decisioni sulla base dei processi mentali ottimali sul piano della logica razionale. Se sottoposto a un sovraccarico informativo, il nostro sistema neurale lo gestisce ricorrendo a scorciatoie cognitive. Queste scorciatoie portano a deformazioni di realtà ed errori di valutazione, la cui conseguenza è data dai bias (=pregiudizi, stereotipi) cognitivi. Il cervello produce molto spesso una conoscenza deformata della realtà sulla quale dobbiamo esprimerci.

Es. ti fanno vedere una borsa. Questa borsa è fatta con materiale riciclato, ha un frame ambientale, ma può averne anche un altro, ad esempio se si dice che sta molto bene addosso, ecc.

Le scorciatoie cognitive si basano su un’informazione limitata e portano a decisioni solamente sub-ottimali. La moderna psicologia spiega che «Le persone usano le scorciatoie per raccogliere sufficienti informazioni al fine di prendere decisioni velocemente» (Cairney & Kwiatkowski 2017:2).

Bias di conferma

Uno dei bias più presenti nella comunicazione politica è il bias di conferma: in una discussione, tendiamo a selezionare e privilegiare le prove a supporto delle nostre posizioni e a trascurare quelle contrarie.

Es.: sui social si segue il leader politico che si preferisce e molte volte non si segue chi ha idee diverse dalle nostre.

I bias

Così prende forma la ridondanza informativa tipica delle camere dell'eco: con la propensione a ricercare informazioni coerenti con la nostra visione delle cose, che confermino il nostro punto di vista. Tale attributo di selettività preordina tutti i processi informativi: ciò spiega la coerenza ricorrente tra l’orientamento politico di un individuo e la sua fedeltà a quelle testate informative che la riflettono o, quantomeno, non la contraddicono.

I bias cognitivi codificati sono oltre duecento, quindi il potenziale di deformazione del giudizio in funzione delle rispettive soggettività e punti di vista è ragguardevole. La mente è quindi, a tutti gli effetti, un fattore politico.

Ecco quelli più pertinenti alla comunicazione politica:

  • Bias di overconfidence: giudichiamo sulla base di una sopravvalutata competenza e di un’eccessiva fiducia nelle nostre esperienze e capacità. Es.: studio il giorno prima perché so che tanto passerò. Ho una nuova maglietta, sicuramente tutti la guarderanno.
  • Bias di proiezione: diamo per scontato che la maggior parte delle persone condividano il nostro punto di vista.
  • Bias della negatività: tendiamo a credere – con il mondo dell’informazione a supporto – che ciò che è negativo è più importante di ciò che è positivo.

Le campagne elettorali contemporanee sono prima di tutto un «mercato delle emozioni» [Westen 2007]. L’argomentazione razionale, infatti, incontra spesso l’accordo dei cittadini, ma più difficilmente ne intercetta il consenso.

Es. Vota per noi perché sennò vengono i comunisti/fascisti rientra in un'emozionalizzazione del conflitto, voto loro perché sono i meno peggio, componente morale, emotiva.

Oltre all’agenda dei temi, fare campagna significa avere un’agenda emozionale: il favorito sarà, più probabilmente, chi sarà in grado di stabilire l’ordine delle priorità emotive dell’elettorato, chi riuscirà a fare quello che vuole la gente.

Un agire comunicativo davvero strategico in questo senso implicherebbe:

  • Susitare i sentimenti giusti, non solo utilizzare le argomentazioni migliori; es.: rabbia, paura.. i sentimenti positivi non attirano molto (come la speranza).
  • Inserire in agenda i «temi caldi», che sono quelli che attivano le emozioni molto discusse.

Frame

I frame sono delle cornici di senso che inquadrano la presentazione degli argomenti nei formati dell’informazione e della comunicazione politica. Per esempio, declinando i fatti contenuti in una notizia in chiave positiva, negativa o neutrale [McCombs, Shaw e Weaver, 1997].

Es. quando si lascia un ragazzo perché non ha voglia di fare nulla. Il frame è la pigrizia. È il modo in cui impacchetto quel problema. Qualsiasi tema può avere un frame positivo, neutro e negativo.

Erving Goffman [1974] ha mostrato come il frame sia, al contempo, tanto la proprietà di una situazione sociale, quanto un’attività mentale degli individui che a quella situazione prendono parte, in grado di condizionare immediatamente l’esito complesso di un’interazione comunicativa. Spesso, infatti, gli effetti della comunicazione politica finiscono per dipendere più dal suo packaging emotivo-relazionale che da un elaborato contenuto argomentativo.

Il frame è sia una proprietà di una situazione sociale che di un’attività mentale. La teoria della spirale del silenzio [Noelle-Neumann 1980] vede le emozioni come il movente principale del comportamento politico. Emozioni intese come pressione sociale al comportamento conformista all’interno dei gruppi sociali di riferimento. In particolare, la paura dell’isolamento derivante dal biasimo altrui verso la pubblica espressione delle proprie opinioni, qualora siano dissonanti da quelle percepite come in maggioranza.

Spirale del silenzio = quelli che sono contrari di solito fanno l’aspirale del silenzio (stanno zitti) perché sanno che c’è un giudizio sociale.

Esempi di frame

Tema: l’integrazione europea

  • Frame +: l’integrazione europea favorisce la costruzione di un’identità sovranazionale (aspetto culturale).
  • Frame =: l’integrazione europea è un fenomeno iniziato diversi decenni fa (aspetto “fattuale”).
  • Frame -: l’integrazione europea erode la capacità decisionale degli Stati membri (aspetto di sovranità).

Non ci sono frame sbagliati, sono modi di incorniciare una situazione.

Esempi in classe

Scegli un tema ed elabora un frame positivo, uno negativo e uno neutro. Per ciascuno, specifica l’aspetto enfatizzato (cioè la caratteristica).

  • Tema comunità LGBT
    Frame positivo = supera la concezione della società tradizionale (aspetto culturale)
    Frame negativo = distrugge l’identità tradizionale (aspetto culturale)
    Frame neutro = la comunità LGBT esiste
  • Tema immigrazione
    Frame positivo = arricchisce culturalmente il paese che ospita
    Frame neutro = è il trasferimento permanente o temporaneo di singoli individui o di gruppi di persone in un paese o luogo diverso da quello di origine
    Frame negativo = pesa sull’economia del paese che ospita
  • Tema carne vegana
    Frame positivo = sostenibilità e tutela animale
    Frame neutro = ognuno può scegliere cosa mangiare secondo le sue convinzioni
    Frame negativo = gusto diverso dalla carne animale
  • Tema utero in affitto:
    Frame positivo = dà una possibilità alle donne “impotenti” di avere figli
    Frame neutro = tutte hanno diritto a un figlio
    Frame negativo = non si sanno i genitori
  • Tema matrimonio coppie omosessuali:
    Frame positivo = inclusività sociale e uguaglianza tra tutti i cittadini
    Frame neutro = si sposino pure come fanno tutti gli altri
    Frame negativo = matrimonio tra coppie dello stesso sesso non naturale
  • Tema islamizzazione:
    Frame positivo = apertura culturale
    Frame neutro = aumento di fedeli musulmani
    Frame negativo = islamofobia
  • Tema ricordare il passato:
    Frame positivo = imparare dalla storia
    Frame neutro = ricordare senza dare alcun significato ideologico
    Frame negativo = mantenere vivi dei conflitti e l’odio
    È difficile che non ci sia ideologia nella storia

I frame e la legittimità

Accountability = rendere conto, principio che evoca soprattutto il momento elettorale/procedurale e la capacità di «premiare» o «punire» i rappresentanti politici. Agli elettori interessa domani (accountability) non tra 20 anni. Ogni 4/5 anni (elezioni) à medio periodo. La democrazia liberale di solito si incentra sull’accountability (il momento elettorale).

Es. vado a votare Salvini perché mi piace ecc.

Responsibility = tener conto «dei bisogni di lungo periodo degli elettori e dei loro Paesi» e di richieste di «audience diverse da quella elettorale nazionale» [Bardi et al. 2014].

  • Si muovono i tecnici/esperti
  • Componente temporale: lungo periodo à 10/20/30 anni
  • Principio di competenza (lo dice l’esperto) o quello che dicono gli altri Paesi

Es. facciamo questa politica perché tra 20 anni ci sarà questo problema … Facciamo questa cosa perché ce lo chiede l’Europa … Non facciamo questa cosa perché sennò gli olandesi hanno una reazione negativa.

Responsiveness = agire ‘in modo simpatetico alle domande di breve periodo degli elettori, opinione pubblica, gruppi d’interesse e media [Bardi et al. 2014].

  • Riguarda adesso, in questo momento.
  • Si muovono i populisti

Es. C’è un omicidio faccio un sondaggio (so di adesso). Adesso facciamo così perché è quello che la gente vuole adesso.

Qualsiasi policy può evocare diverse dimensioni temporali di legittimità e qualsiasi policy può creare gruppi di “vincitori” e gruppi di “perdenti”.

Populismo

Il populismo vede la società in due blocchi antagonisti e riguarda la moralità.

Chi è meritevole di far parte del popolo? Sono condizioni necessarie e congiuntamente sufficienti

  • Omogeneo
  • Il popolo puro
  • Popolo centrismo
  • Privo di divisione

Antielitismo = agiscono per gli interessi del popolo. È l’idea di vedere le élite come un blocco unico. C’è una sorta di collusione (=accordo) tra diverse élite che agiscono insieme per togliere la sovranità del popolo.

Sovranità popolare si può chiamarla anche vox populi à VOCE DEL POPOLO àC’è una battaglia tra un popolo puro e un’élite corrotta (entrambi sono dei blocchi monolitici) per chi deve governare. È una contrapposizione morale. Populismo anti-elitario pur stando al governo perché è un criterio/ideologia morale non àoggettivo. Il leader populista dice solo di ascoltare il popolo.

Es.: la destra radicale populista è:

  • Populismo + nativismo + autoritarismo

NON EUROSCETTICISMO!!! Può far parte del populismo ma in questo caso specifico no. Chi è il popolo? Dipende dall’interazione del populismo con altre idee. Nel caso di populismo di sinistra ha:

  • Un populismo + una qualche forma di socialismo, criteri di giustizia sociale, ecc.

Questione economica: Il popolo diventa 99% (che non ha le risorse, è sfruttato) contro l’1% (l’élite) e l’élite sono soprattutto le multinazionali in senso economico. Noi tratteremo il populismo di destra, di sinistra, Populismo di valenza (5 stelle), Populismo agrario (città-campagna). Parla Sandra Destradi.

Populismo e politica estera

Quali effetti ha la formazione di governi populisti sulla politica estera dei rispettivi paesi? Come e perché fa cambiare la politica estera un governo populista?

Che cos'è il populismo?

Diversi approcci:

  • Uno dei primi è un approccio economico-strutturalista: È associato a politiche fiscali irresponsabili à lo Stato spende di più per le richieste del popolo (pensioni più alte, reddito di cittadinanza, sanità pubblica) mentre riduce le entrate.
  • Approccio strategico = strategie in cui il leader costruisce un rapporto diretto con il popolo à non attraverso i giornali, media, televisioni ma attraverso l’uso di social media e grandi manifestazioni non attraverso le istituzioni.

Es. negli anni ’90 c’è stata una seconda ondata populista in America latina e di populisti che seguivano politiche neoliberali che non aveva nulla a che fare con l’approccio irresponsabile delle altre teorie. Autori come Weyland...

  • Approccio stilistico: il populismo divide la società in popolo vs élite, brutte maniere, linguaggio semplice.
  • Approccio discorsivo = Populismo come discorso: Populismo come una logica politica che semplifica la visione politica in una dicotomia tra il popolo e un blocco di potere.

L’approccio che usiamo è quello del Populismo come un’ideologia sottile, un’ideologia che contiene pochi elementi, poche caratteristiche che dovrebbe avere una società. Dice poche cose, la società è separata in 2 blocchi omogenei e antagonisti: Il popolo puro contro élite corrotta. La politica è espressione della volontà generale del popolo. Concezione di rappresentazione democratica. Questa ideologia è combinata, di solito, con un’ideologia spessa (socialismo, etnonazionalismo,..) Per certi è così sottile che ha un impatto limitato.

La ricerca sul populismo è una lunga tradizione, gli effetti del populismo a livello nazionale. Però gli effetti del populismo sono poco studiati. Manca ancora una teorizzazione dell’impatto del populismo sulla politica estera di singoli stati (e sulla politica internazionale in generale). Che impatto ha il populismo sulla politica estera?

Quattro campi

  • Propensione a iniziare o far degenerare conflitti
  • Produzione di beni pubblici globali (=si mettono a disposizione di tutti, non c’è una rivalità nell’uso) come la protezione dell’ambiente, contributi alla global governance
  • Impegno in istituzioni multilaterali
  • Diversificazione delle partnership internazionali

Propensione a iniziare o far degenerare conflitti. Politica estera più aggressiva, meno disponibili a un negoziato. I motivi sono:

  • I leader populisti sono l’incarnazione del popolo e il popolo ha sempre ragione (quindi anche il leader) Perché il popolo è puro. Per questo i negoziati sono difficili.
  • Concezione del mondo semplicista, bene vs. male. Tutto è buono o cattivo e rende anche difficile il compromesso e rafforza la convinzione dei populisti che sono sempre nel giusto.
  • Per difendere il “vero popolo” i populisti saranno meno propensi ad accettare compromessi.
  • Creare nemici è utile per continuare a mobilitare supporto a livello nazionale à per continuare a creare consenso creano l’idea di essere minacciati da attori esterni.

Da queste teorie ricaviamo l’ipotesi che i governi populisti saranno più propensi dei governi non populisti ad iniziare conflitti o far degenerare dispute internazionali e saranno in generale meno cooperativi dei governi non populisti. Intensità dei cambiamenti in politica estera = quanto è forte l’impatto del populismo? Questi cambiamenti non avvengono nello stesso modo in tutti i casi.

L’intensità del cambiamento in politica estera dipende da due meccanismi:

  • Mobilitazione
  • Personalizzazione

Una particolarità del populismo è la mobilitazione, cioè generare sostegno di un gruppo di elettori. Questa mobilitazione la troviamo specialmente in campagna elettorale. I populisti, nel momento in cui sono al potere, si trovano ad essere loro la nuova élite politica (che prima criticavano), devono trovare nuovi modi fra i loro sostenitori di generare supporto. Abbiamo maggiori al governo che fanno una campagna elettorale permanente (anche contro il governo prima, attacchi continui). Questa mobilitazione avviene in linea con l’ideologia sottile ma anche con quella spessa. Uno dei punti fondamentali è il forte legame fra politica estera e politica interna nei governi populisti.

Così portando i temi di politica estera al centro dei dibattiti politici, i governi populisti si possono ritrovare sotto pressione e quindi costretti ad agire, per resistere ai pericoli esterni. L’altro aspetto è la personalizzazione del potere. Il leader rende propria la gestione del potere in l’"incarnazione" della volontà popolare come rappresentazione politica quanto è marginalizzazione degli attori di élite come diplomatici, ministeri degli esteri, ovvero tutti quegli attori che normalmente garantiscono continuità. Vengono meno i pareri degli esperti. I leader che si affidano meno agli esperti sono più imprevedibili e propongono cambiamenti più radicali. Questi due aspetti spiegano l’intensità dei cambiamenti in politica estera.

Destra (Salvini, Trump,..) Populismo può essere sia di Sinistra rapporto. La mobilitazione contro la Cina è quasi inesistente (perché c’è il rischio che venga una guerra con la Cina).

Conclusioni

  • Forti collegamenti fra politica estera e politica interna.
  • La personalizzazione rende la politica estera più imprevedibile, ma con delle limitazioni.

Ci sono tante domande ancora aperte riguardo al populismo.

Esempi di populismo

Salvini, Lega - Meloni - M5stelle - Zelensky - Trump

Che cosa è il populismo? Le principali critiche all’uso della parola «populismo» lo considerano come:

  • Uno strumento per delegittimare gli avversari politici;
  • È troppo vago, e quindi può essere attribuito a qualsiasi attore politico.

È un fenomeno camaleontico = cambiano colore. Il populismo a seconda dei contesti assume colori (cioè destra, sinistra).

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Costy2001uni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi delle Politiche Pubbliche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof La Mantia Cesare.
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