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REVISIONE AZIENDE PUBBLICHE

IL BILANCIO DELLA AZ. PUBBLICA:

È un bene pubblico che va preservato tramite il suo equilibrio, che consiste nella ricerca continua di un

armonico e simmetrico bilanciamento tra risorse disponibili e spese necessarie per il perseguimento delle

finalità pubbliche. AMMINISTRAZIONE PUBBLICA = VALORE PUBBLICO

IMPRESA PUBBLICA = VALORE PUBBLICO, PIÙ VALORE ECONOMICO

Un ente crea valore pubblico, quando riesce a gestire secondo economicità le risorse a disposizione e a

valorizzare il patrimonio in modo funzionale al reale soddisfacimento dell’esigenze sociali degli utenti, degli

stakeholder e dei cittadini generale

Le amministrazioni pubbliche corrono allo strumento dell’impresa pubblica esercitata per attività

imprenditoriale finalizzata alla produzione di beni e servizi destinati alla vendita.

Un’impresa il cui capitale è conferito al soggetto pubblico è dunque un’impresa pubblica, l’imprese

pubbliche rientrano nella più ampia categoria delle aziende pubbliche e rappresentano degli strumenti di

intervento pubblico nell’economia; infatti, gli enti territoriali che hanno come elemento costitutivo il

territorio sono aziende pubbliche di erogazione che si finanziano con entrate tributarie o tramite altri

trasferimenti pubblici.

Un’unità istituzionale è classificata nel settore dell’amministrazioni pubbliche se è:

• Di proprietà amministrata o controllata da amministrazioni pubbliche

• Se non deve vendere sul mercato o in caso contrario a prezzi non economicamente rilevanti

Nell’aziende pubblica, il rispetto della regolarità amministrativa e contabile e la veridicità dei bilanci sono

argomenti che investono i controlli e loro tramite la legalità e la corretta informazione.

Con l’evoluzione normativa e la revisione non è più legata solamente ai controlli come vigilanza, ma anche

come forma di collaborazione costruttiva con la gestione che aHianca ormai gli organi di indirizzo essi

stessi incaricati di una funzione di controllo, ciò non vuol dire però mettersi d’accordo con il controllato o

co-gestire, ma significa controllare avendo chiari i fini della programmazione.

La Contabilità Pubblica e quella Nazionale

• Contabilità pubblica

Riguarda le amministrazioni pubbliche come Stato, regioni, comuni, enti pubblici e si occupa della

gestione finanziaria e garantisce trasparenza e controllo sull’uso delle risorse pubbliche, usa

strumenti contabili come il bilancio e i rendiconti finanziari.

• La contabilità nazionale

È uno strumento statistico, usato per descrivere l’intera economia di un paese include tutti gli

operatori economici, famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni, misura grandezze

macroeconomiche come PIL, l’occupazione ed è utile per analisi economiche e politiche e

confronti internazionali.

Facendo un esempio, potremmo dire che i dati di spesa e di entrata dello Stato vengono raccolti dalla

contabilità pubblica, ad esempio, lo Stato investe in un’infrastruttura, in

• contabilità pubblica è una spesa in conto capitale;

• contabilità nazionale diventa un pezzo del Pil.

A NESSUNO PIACE ESSERE CONTROLLATO

Gli organi di controllo sono in genere visti con timore o come entità che intervengono con contestazioni,

senza aver vissuto la complessa dinamica della strada verso il risultato finale.

C’è un’opinione diHusa, la responsabilità grava su chi firma mentre il controllore è colui che ferma ma

dobbiamo ribaltare questa convinzione il controllo non è un ostacolo non è un freno

IMPORTANZA DEL FATTORE TEMPO

Tenendo sempre presente il rapporto tra controllo e programmazione, pensiamo al principio della

competenza finanziaria potenziata che avvicina il bilancio di competenza a quello di cassa, dando

rilevanza contabile alla dimensione temporale e valore alla programmazione.

Programmazione controllo sono infatti due lame di una forbice in questo senso anche il PNRR ci ha insegnato

una nuova lezione di metodo un modo di lavorare scandito da obiettivi, programmazione dei tempi con

misurazione dei risultati; uno stile tradizionalmente non dell’amministrazione pubblica che è abituata a

lavorare sull’emergenza, dimenticando tempi, il merito, gli obiettivi e i risultati, ma la vera lezione è che il

primo livello di controllo è rappresentato dai controlli ordinari di competenza dei soggetti attuatori al fine di

assicurare il corretto utilizzo dei fondi e del ragionamento degli obiettivi.

Dall’eHettiva osservanza dell’insieme delle regole e delle procedure dipenderà la qualità del controllo, gli

obiettivi non si perseguono seguendo un manuale di grandi o piccole dimensioni ma con la forza dell’azione

quotidiana quindi:

1- il miglioramento dei conti pubblici va di pari passo con il raHinamento della qualità del controllo

2- Il raHinamento della qualità del controllo si basa sulla conoscenza delle procedure

Duplice significato della parola CONTROLLO:

• “To control” capacità di indirizzare: si adatta al governo delle partecipazioni.

• Verifica di conformità di atti e gestioni: si adatta ai controlli dei revisori degli enti e ai controlli esterni

della Corte dei conti

Controllare vuol dire saper vedere le cose al punto di vista degli altri, tenendo presente tutte le ottiche con

cui è possibile avvicinarsi alla realtà, questa visione se l’acquisisci aiuta a conservare il significato generale

delle cose che vedi e senti.

Per cogliere i segnali, dobbiamo individuare nel bilancio e nella gestione elementi chiave predittivi tanto

meglio se si impara a farlo in velocità, semplificando la complessità, ma per semplificare ci vuole tempo.

Alla fine, lo scopo principale del controllo è quello di indirizzare i comportamenti verso regole giuste e

obiettivi comuni, rappresenta infatti un punto di osservazione per valutare con e correggere ed è il valore

aggiunto della programmazione fornendo una reale occasione di regolarità, di eHicacia, di eHicienza e

di verifica in termini di equilibrio, ma anche di qualità.

PER CONTROLLARE QUALCOSA DA FUORI, È NECESSARIO ACCERTARSI CHE FUNZIONINO I

CONTROLLI DENTRO

Le società di capitali, le quali hanno anche l’obbligo di deposito e pubblicazione del bilancio stesso, motivo

per il quale sono soggette all’obbligo di revisione; mentre, invece, le altre società non hanno l’obbligo di

redigere il bilancio (sebbene predispongano un documento simile) e, quindi, non sono soggette all’obbligo

di revisione.

L’attività di revisione si sostanza nella ricerca e nella raccolta di elementi probativi che consentano al

revisore di formulare un giudizio professionale sulla correttezza del bilancio: l’obiettivo ultimo rimane,

infatti, verificare che il bilancio sia redatto conformemente al quadro normativo applicabile (codice civile o

IAS/FRS).

DIFFERENZA TRA REVISIONE INTERNA E REVISIONE ESTERNA

- REVISIONE INTERNA (o INTERNAL AUDIT): La revisione interna è quell’insieme di attività che

vengono attuate per verificare il corretto funzionamento del sistema di controllo interno

adottato dalla società.

- REVISIONE ESTERNA (o REVISIONE LEGALE): è obbligatoria e sottoposta alla normativa vigente

La revisione esterna e la revisione interna hanno obiettivi diversi: l’obiettivo della revisione esterna è

quello di emettere un giudizio sul bilancio d’esercizio; mentre l’obiettivo della revisione interna è quello

di monitorare il Sistema di Controllo Interno, in quanto il revisore interno ha il dovere di verificare che la

società stia rispettando tutte le procedure da lei stessa definite. Dopo aver disegnato il sistema di

è

controlli, il revisore interno procederà ad eHettuare una serie di test sul sistema di controllo interno

(fase dei test), cui il revisore esterno potrà decidere se aHidarsi o meno per svolgere la propria attività, dal

momento che alcune attività svolte dal revisore interno possono tornare utili al revisore esterno.

Il focus che ha il revisore interno è diverso da quello che ha il revisore esterno: il revisore esterno è tenuto a

garantire la correttezza del bilancio nel suo complesso, quindi la sua attività dovrà avere ad oggetto tutti i

fenomeni del bilancio; il revisore interno non è tenuto a garantire la correttezza del bilancio nel suo

complesso, quindi la sua attività potrà avere ad oggetto anche solo alcuni fenomeni specifici del bilancio: da

ciò deriva che il livello di dettaglio della revisione interna è, quindi, più ampio e approfondito rispetto al

livello di dettaglio della revisione esterna.

Che cosa è la revisione legale, qual è la funzione svolta all’interno del nostro ordinamento e qual è

l’oggetto della revisione legale?

La revisione legale è l’attività che conduce alla formazione di un giudizio professionale sul

bilancio e la funzione che svolge, all’interno del nostro ordinamento, è quella di assicurare la

tutela degli stakeholders dell’impresa, garantendo l’attendibilità del bilancio, cioè fornendo

una rappresentazione veritiera e corretta del bilancio stesso

L’oggetto della revisione legale è il bilancio, costituito da: conto economico, stato patrimoniale,

nota integrativa, rendiconto finanziario e, per le società che redigono il bilancio con i principi contabili

internazionali, il prospetto delle variazioni di patrimonio netto, sui quali si svolge una “revisione

®

piena”. Sono oggetto di revisione anche i documenti che accompagnano il bilancio, come: la

relazione sulla gestione e la dichiarazione non finanziaria, sulle quali si svolge però una “revisione

limitata”. Il bilancio viene redatto secondo principi diversi di cui il revisore deve tenere conto:

è

principi contabili nazionali e principi contabili internazionali.

Spesso, i revisori legali, per lo svolgimento della propria attività, hanno l’esigenza di coinvolgere una serie di

altri professionisti, che non sono revisori, ma che svolgono un’attività strettamente correlata all’attività di

revisione (es. esperti legali, fiscalisti ecc.).

Di#erenze tra bilancio consolidato e bilancio d’esercizio

Il giudizio professionale del revisore può avere ad oggetto due diverse tipologie di bilancio:

• BILANCIO CONSOLIDATO “Bilancio del gruppo”: bilancio che viene redatto dalla

è

capogruppo e che rappresenta la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di un

gruppo di imprese, infatti, tutte le società controllate, anziché essere oggetto di valutazione

autonoma, vengono “consolidate” all’interno di un unico bilancio. “Consolidate” significa che

la capogruppo non iscrive le partecipazioni nel proprio stato patrimoniale, ma iscrive

direttamente tutte le attività e passività che appartengono a quel bilancio e, allo stesso modo, non

iscrive il saldo di rivalutazione (nel caso del metodo del patrimonio netto) o il dividendo che deriva

dalla partecipazione nel proprio conto economico, ma iscrive direttamente i costi e i ricavi, come se

fossero di pertinenza della capogruppo.

La normativa europea stabilisce che tutte le società quotate che detengono partecipazioni

controllate hanno l’obbligo di redigere, oltre al bilancio d’esercizio, anche il bilancio

consolidato. Invece, la normativa italiana impone la redazione del bilancio consolidato, oltre

che del bilancio d’esercizio, a tutte le società che superano due dei tre limiti dimensionali

previsti dal decreto 127/1991: 40 milioni di fatturato, 20 milioni di attivo e 250 dipendenti.

• BILANCIO D’ESERCIZIO “Bilancio di un’impresa”: bilancio che viene redatto da una singola

è

impresa e che rappresenta la sua situazione economica, finanziaria e patrimoniale.

Il bilancio può essere redatto con due sistemi di regole diversi: principi nazionali (OIC) o principi

internazionali (IAS/FRS).

Gli articoli 147 del TUEL prevedono i controlli regolarità si svolgono in due fasi:

• PREVENTIVA da ogni responsabile del servizio, cioè il parere di regolarità tecnica attestante la

correttezza dell’azione amministrativa da ogni responsabile del servizio, il parere di regolarità

contabile e del visto attestante la copertura finanziaria da parte responsabile finanziario

• SUCCESSIVO invece a cura del segretario, secondo i principi revisione e sono soggetti al controllo

le determinazioni di impegno di spesa, i contratti e gli altri atti amministrativi.

Con tale norma si rende equivalente il controllo di regolarità contabile ad un controllo sulla legittimità,

correttezza e regolarità dell’azione amministrativa.

Il parere dei responsabili dei servizi viene dato su ogni proposta di deliberazione sottoposta a giunta e

consiglio che non sia mero atto di indirizzo e deve essere richiesto il parere e di regolarità tecnica dal

responsabile del servizio e qualora comporti riflessi sulla situazione economica-finanziaria al responsabile

della ragioneria, nel caso in cui l’ente non abbia il responsabile di alcuni servizi il parere è espresso dal

segretario dell’ente; tali soggetti rispondono via amministrativa e contabile dei pareri espressi.

Quale è il collante tra controlli interni e quelli esterni?

Lo vediamo con l’articolo 148 del TUEL in cui le sezioni regionali della Corte dei conti con cadenza annuale,

verificano il funzionamento dei controlli interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell’equilibrio di

bilancio di ciascun Ente Locale.

Un bilancio pubblico in pareggio non ha lo stesso significato di un bilancio privato in pareggio, nell’azienda

pubblica, Infatti, c’è un interesse in più da tutelare, garantire il corretto uso delle risorse pubbliche nel

rispetto degli indirizzi formulati dagli organi preposti. Il principio costituzionale, infatti, chiede un equilibrio

di bilancio che garantisca erogazioni delle prestazioni fondamentali e tale equilibrio non può mai essere

solo frutto di generiche previsioni bilancio, infatti, Corte dei conti e ragioneria generale dello Stato vigilano

dall’interno sull’operato dell’amministrazioni pubbliche.

L’equilibrio opera sul principale saldo della contabilità finanziaria, ovvero sul risultato di amministrazione; il

controllo sugli equilibri è svolto sotto il coordinamento del responsabile del servizio finanziario e mediante

la vigilanza dell’organo di revisione.

1) EQUILIBRIO TRA ENTRATE E SPESE CORRENTI: non si può ricorrere a entrare straordinarie per

finanziare la gestione ordinaria le entrate correnti come tributi devono coprire le spese correnti

come stipendi, manutenzione e servizi.

2) EQUILIBRIO DI PARTE CAPITALE: gli investimenti devono essere sostenibili e non devono gravare

sulla gestione corrente le spese in conto capitale (investimenti, opere pubbliche) devono essere

finanziati da entrate in conto capitale (mutui, contributi e alienazioni)

3) EQUILIBRIO DI CASSA: le entrate e le uscite devono essere coerenti nel tempo per evitare

attenzioni di liquidità monitorato attraverso il fondo di cassa

4) EQUILIBRIO COMPLESSIVO: verifica che il bilancio sia coerente con gli obiettivi di finanza

pubblica incluso il rispetto del pareggio di bilancio previsto dalla costituzione (art. 81)

Strumenti di controllo per gli equilibri possono essere il fondo crediti dubbia esigibilità (FCDE) e il fondo

pluriennale vincolato (FPV); il monitoraggio degli equilibri ha l’obbligo di verifica almeno una volta l’anno

entro il 31 luglio con possibilità di variazioni di bilancio.

La verifica di equilibrio di bilancio si determina anche sulla base dei risultati della gestione delle

partecipazioni tenute dal gruppo; conoscere infatti i costi, i ricavi, gli equilibri e la loro influenza sul bilancio

pubblico è fondamentale per capire quanto sia sostenibile nel tempo la gestione esterna dei servizi;

eventuali disavanzi infatti potrebbero tradursi in una copertura di perdite o in un’interruzione del servizio.

PRINCIPIO DELL’ UNIVERSALITÀ DEL BILANCIO:

Stabilisce che tutte le entrate e tutte le spese debbano essere iscritte nell’unico bilancio. Sono pertanto

vietate le gestioni fuori bilancio.

IL CASO DELLA CONTABILITÀ SPECIALE

Per garantire la gestione e?icace delle risorse pubbliche destinate a interventi in situazioni complesse ed urgenti

come calamità naturali, può essere autorizzata l’apertura di una contabilità speciale intestata al commissario

che assume la funzione di funzionario delegato alla gestione delle relative spese.

Questa contabilità rappresenta uno strumento operativo fondamentale per assicurare celerità, flessibilità e

semplificazione della gestione, i fondi pubblici provenienti da diversi capitoli bilancio confluiscono in un unico

fondo indistinto, consentendo di utilizzarli liberamente nell’ambito del programma autorizzato; per garantire

trasparenza e tracciabilità Il commissario delegato è tenuto a redigere annualmente il rendiconto analitico

delle entrate e delle uscite corredato da documentazione giustificativa delle spese sostenute e tale rendiconto è

sottoposto a verifica amministrativa contabile da parte del dipartimento della ragioneria dello Stato.

Quindi la contabilità speciale è:

1. Una gestione fuori bilancio regolata da norme specifiche

2. Utilizzata per esigenze straordinarie, urgenti

3. Gestita tramite Conti aperti presso la tesoreria di Stato

La responsabilità del Funzionario delegato:

- AMMINISTRATIVA: in caso di irregolarità, può essere sanzionato, disciplinarmente

- CONTABILE risponde davanti alla Corte dei conti per danni erariali causati da gestione negligente o

irregolare

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francescoo2311 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Alessandrini Alessandro.
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