Estratto del documento

Psicometria: introduzione e modulo 1

È un sotto-settore disciplinare della psicologia che si è evoluto diventando la scienza della misurazione delle caratteristiche individuali non osservabili, e le cui regole di misurazione non sono intuitivamente ovvie. Ricomprende al suo interno in particolare: la costruzione e l'analisi degli strumenti di misurazione; lo sviluppo di approcci teorici alla valutazione. Utilizza tecniche statistiche per sapere il valore tipico (il più comune all’interno della popolazione) per poter affermare quello patologico.

  • Non definiamo cosa sia normale e “anormale”, bensì cos’è tipico e cosa invece è atipico.
  • Fa supporto alla ricerca: come essa si costruisce e come si analizzano i dati.
  • Legare fatti osservabili.
  • Dare supporto a teorie psicologiche.

Importanza della statistica nella diagnosi

Non si può fare una diagnosi senza una statistica: importante sapere il motivo per cui si fa una determinata procedura (qual è il problema studiando una determinata cosa). La prima cosa di cui si occupa la psicometria è stabilire cosa effettivamente il soggetto sta sentendo, quali sono le dimensioni fondamentali di tale caratteristica psicologica.

Negli anni, gli psicologi hanno studiato la caratteristica psicologica degli studenti preoccupati e ansiosi per il corso di psicometria; furono i primi interessati a definire cosa sia tale ansia che provavano gli studenti: stiamo parlando dell’ansia statistica. Si tratta del primo problema di cui si occupa la psicologia; dunque la psicometria definisce cosa sta studiando attraverso una procedura statistica. Per riuscire a misurarla abbiamo bisogno di uno strumento: creazione di strumenti di misurazione.

Scala per la misurazione dell'ansia

Scala per la misurazione dell’ansia statistica: Statistical Anxiety Rating Scale (Speranza e Compartecipazione). La ricerca in psicologia si occupa di rispondere a domande più o meno significative legate a un certo tema.

Comportamenti per ridurre l'ansia

  • Non pensare alle prestazioni passate ritenute collegate a psicometria, per non farsi influenzare.
  • Un po’ d’ansia non è una cosa negativa: ansia alta - prestazioni basse (legge di Yerkes-Dodson). A livelli bassi di ansia significa che il soggetto non è attivato/interessato, per cui la prestazione è bassa. A livelli normali di ansia, il soggetto è attivato e attento, per cui la prestazione risulta essere migliore. Mentre, ad un livello ancora più alto, l’ansia diventa patologica (disturbi sociali ecc.) e si traduce in disturbi, per cui la prestazione sarà inferiore (dopo una certa soglia tipica).
  • Definire il problema: cosa definisce una certa patologia psicologica per poter intervenire correttamente.

Se invece di avere ansia statistica abbiamo ansia matematica, è inutile fare un percorso inerente all’ansia statistica. Esistono dunque vari tipi di interventi adatti al tipo di ansia; date le mille sfaccettature di ansia (ansia sociale, fobie ecc.) non esiste un solo tipo di intervento, bensì occorre intervenire in modi mirati e specifici. Dunque, è possibile individuare delle regolarità di risultati con certe azioni.

Predizione del comportamento empirico

È difficile prevedere il comportamento del singolo, bisogna piuttosto individuare nei gradi numeri quale sarà la tendenza.

  • Il 20% di noi sembrano nati altamente sensibili (non è del tutto vero).
  • Trovare l’origine/causa dell’ansia per riuscire a trovare delle soluzioni e interventi di prevenzione.

Nel 1995, Tobias affermò che probabilmente tale causa poteva essere determinata dalla sensazione di non essere portati per la materia, facendo così una ricerca. Propone dunque di osservare un gruppo di confronto che non abbia questa credenza, trovandolo nella cultura asiatica. In essa vi è la credenza che il risultato del proprio esame dipenda esclusivamente dall’impegno che si ha nello studio o nel lavoro. Ha così evidenziato che non vi è alcuna differenza del successo a parità del soggetto e dell’impegno, per cui la credenza di essere portati o meno non è la causa dell’ansia.

Compiti della psicometria

La psicometria si occupa sia della costruzione e dell’analisi degli strumenti di misurazione, sia dello sviluppo di approcci teorici alla valutazione psicologica. Le teorie vengono quindi sviluppate a partire dalle evidenze scientifiche. Vi è stata la necessità di introdurre la teoria della probabilità a supporto del processo scientifico, ossia nella produzione di nuove conoscenze.

La teoria della probabilità supporta l’inferenza statistica, ossia una procedura per cui si riesce a verificare, con un certo livello di probabilità, se i miei dati sono validi non solo sul campione che ho raccolto ma anche sui soggetti simili: popolazione.

Fondamento metodologico

L’ordine naturale del processo di analisi dei dati è il seguente:

  • Individuazione della variabilità - Raccolta attenta dei dati;
  • Descrizione della variabilità dei dati - Statistica descrittiva;
  • La probabilità supporta l'inferenza;
  • Stesura delle conclusioni in modo da distinguere la variabilità dei dati.

Da qui deriva un duplice problema: abbiamo bisogno di un numero rilevante di soggetti per riuscire a fare tale inferenza; ma dobbiamo tenere in considerazione che anche le diverse caratteristiche psicologiche (empatia/ansia/depressione ecc.) necessitano di individuare un certo numero di domande per andarle a misurare.

Dunque, da un lato si trova la generalizzazione delle scoperte sugli oggetti, e dall’altro la generalizzazione delle scoperte sui quesiti del test.

I paradossi della ricerca scientifica

Si tratta di considerazioni derivanti dai tre paradossi della ricerca scientifica e della svolta epistemologica dell’inizio del XX secolo:

  • Il primo paradosso riguarda la teoria della relatività di Einstein, dalla quale si afferma che le leggi della fisica devono essere formulate in modo che passando da un sistema di riferimento ad un altro mantengano sempre la stessa forma.
  • Il secondo paradosso fa riferimento al principio di indeterminazione di Heisenberg, il quale, a partire dalle osservazioni sulla luce, affermò che non è possibile sapere qual è la posizione di una micro particella e contemporaneamente la sua velocità, per cui esistono due sistemi diversi di interpretazione del mondo e di previsione sul suo funzionamento.
  • Il terzo paradosso riguarda la teoria del caos (inizi anni '70) sviluppata nella spiegazione dei fenomeni complessi (previsioni del tempo, previsioni di terremoti ecc.) a partire dallo stesso numero di variabili e dalle stesse condizioni di esse (stessa pressione, vento ecc.). È riconosciuto dagli scienziati che una parte rilevante delle teorie primarie delle scienze empiriche mantengono la loro validità soltanto in condizioni sperimentali ideali non riscontrabili nel mondo reale. I teorici del caos sostengono addirittura che le leggi naturali che sono così utili nella scienza costituiscano un'eccezione piuttosto che la regola.

La stessa situazione non crea lo stesso risultato. Il fatto che due affermazioni diverse siano vere è un paradosso. La verità è cioè observer dependent, ogni verità scientifica locale è frutto della relazione che si instaura tra il ricercatore e l'oggetto indagato.

Effetto farfalla

L'effetto farfalla è una locuzione presente in fisica nella teoria del caos. Si ritiene che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine del sistema. Tutti i fenomeni fisici sono collegati tra loro. Esempio: anche un piccolo battito d’ali di una farfalla in Vietnam è collegato con la produzione di vento che crea un tornado in America.

Test psicometrico

Un test psicometrico, reattivo psicologico/psicometrico, è una misurazione obbiettiva e standardizzata di un campione di comportamento. Nel passato c’era la convinzione, in particolare in psicofisica, che fosse possibile indicare i processi mentali in base a una procedura di stimolo-risposta (rispondo giusto-stimolo giusto e viceversa). Ora non è più così sebbene vi è una parte di neuroscienze che pensa di riavvicinarsi a quel modello. In realtà il soggetto risponde alle domande, per cui reagisce rispondendo.

  • Reattivo: processi mentali in base a una procedura di stimolo-risposta.
  • Misurazione Obbiettiva: nell’attribuzione del punteggio lo psicologo non ha influenze.
  • Standardizzata: le procedure sono somministrate in ugual modo indipendentemente dallo psicologo.
  • Campione di comportamento: misurano solo un piccolo gruppo dei tanti possibili comportamenti collegati a una caratteristica psicologica.

Principi della ricerca scientifica

  • Controllabile: se non pubblico una ricerca e non spiego come l’ho conseguita rimane solo un’opinione.
  • Riproducibile: devo poter rifare tutte le mie azioni messe in atto precedentemente e riprodurne i risultati, i quali però non devono necessariamente essere uguali.
  • Pubblica: se la ricerca non è pubblica, non è riproducibile e per poterla pubblicare è necessario pagare. Se quest’ultima è a pagamento significa che sono stati venduti i diritti di quella pubblicazione. Inoltre, anche un abstract, ossia un riassunto di 250/300 parole, deve comunque essere pubblico.

Gamification

Il ricercatore cerca di manipolare una certa caratteristica psicologica. La questione che conta di più era quella di rendere una prova complessa come un gioco. I modi in cui noi modifichiamo operativamente le azioni che facciamo sono importanti, ma ancora più importante è tenere a mente la caratteristica psicologica.

Per coloro che ottengono delle ricompense del tutto teoriche (punteggi), il non perdere questi punti diventava fondamentale per poter continuare ad eseguire gli sforzi. L’esempio più basico che ci da il video è raffigurato dal bambino che comincia a camminare, per lui un compito molto complesso; tuttavia, nonostante cadesse decine di volte, non desisteva.

Obbiettivo finale: Stabilire le variabili che influenzano la perseveranza dei soggetti all’interno della prova. In base a un certo tipo di caratteristica psicologica si ha un effetto negativo o positivo a livello teorico per stabilire decisioni future.

Curva teorica

Cosa succederà in futuro in base ai dati che ora abbiamo? Più sono i dati teorici che ho a disposizione, più è facile riuscire a stabilire quale sia il modello.

Ciò che ci interessa nelle scienze soft (psicologia), così come in quelle hard (fisica, scienze naturali ecc.), è la teoria. Cose che non posso osservare in modo diretto ma devo derivarle attraverso l’inferenza statistica. Legare osservazioni empiriche alla teoria. Relazione mondo teorico e mondo empirico (reale). Stabilire il nesso tra livello della teoria e livello dei dati.

Rapporto segnale rumore

Voglio essere sicuro di poter interpretare correttamente il segnale malgrado il rumore di fondo. Ad esempio, gli ingegneri devono sistemare i loro apparecchi in modo tale che il 95% delle volte individuino il segnale nonostante il rumore di fondo. Ci serve uno strumento di misurazione che, date queste due curve che rappresentano rispettivamente il segnale che ci serve intercettare e il rumore di fondo, sia in grado di dirci quale sia il segnale corretto.

Il rapporto tra segnale e rumore (SNR o S/N, Signal to Noise Ratio) rappresenta la situazione in cui il vero segnale che riflette le variabili di interesse è parzialmente coperto dal rumore proveniente da varie fonti, tra le quali lo strumento di misurazione, il rumore di fondo e, ad esempio, altri processi fisiologici. Queste due immagini sono molto simili tra di loro, rappresentano la stessa cosa. Una rappresenta la distribuzione teorica del rumore, ossia l’insieme di tutte le misurazioni del rumore; l’altra di tutte le misurazioni relative al segnale. Tutto ciò che si trova al di sopra della soglia costituisce il segnale o le caratteristiche psicologiche; ciò che è al di sotto è il rumore di fondo, ovvero ciò di cui non siamo sicuri.

Punto di criterio

Le due curve della prima immagine si sovrappongono, rappresentano le problematiche messe in chiaro nella seconda immagine. Variabile: traduzione in termini matematici della caratteristica psicologia che stiamo analizzando o caratteristiche psicologiche che rientrano nel nostro sistema.

Concetti e costrutti

  • Concetto: Si definisce un’idea astratta e generale che ha origine nell’intelletto sulla base dell’interazione dell’essere con il mondo e con gli altri soggetti appartenenti al suo gruppo di riferimento. I concetti si formano con l’esperienza ma non provengono da essa, dato che non sono caratteristiche delle “cose in sé” e non provengono da qualità intrinseche delle nostre sensazioni.
  • Un concetto è un’idea che si origina nella mente umana che però non è completamente separata dal mondo empirico, ossia dall’interazione che ha un soggetto con gli esempi reali di un concetto.

Esempio: Il concetto di sedia nasce nella mente dell’uomo ma non è un’idea completamente separata dall’interazione che abbiamo avuto con le varie sedie fin da bambini. L’idea di sedia non corrisponde ad una sedia in particolare poiché, in maniera astratta, vengono in mente le caratteristiche che definiscono l’idea di sedia non corrisponde ad una sola sedia in tutto il mondo. Il fatto che il costrutto sia un’idea astratta ci permette di applicare tale idea a qualsiasi oggetto che vediamo e che può essere considerato per noi, in questo caso, una sedia.

Nota bene: Il termine concetto vale solo per gli oggetti fisici e per le caratteristiche osservabili. Concetto e costrutto sono similari, il secondo si attribuisce a caratteristiche dell’individuo non direttamente osservabili (psicologiche).

  • Costrutto: Si tratta di un concetto astratto riferito ad un individuo non rilevabile direttamente ma solo attraverso le sue conseguenze osservazionali o sperimentali, sulla base di più di un indicatore. Parliamo ad esempio dell’intelligenza, della personalità, dell’autoefficacia, dell’ansia, della motivazione, della creatività ecc.

Mentre da un punto di vista generale per i concetti si riesce ad avere un accordo in maniera molto veloce, di massima tra i ricercatori, per i costrutti diventa più complicato in quanto ciascun teorico definisce spesso in modo diverso gli stessi costrutti.

Intelligenza secondo Sternberg

Il primo costrutto studiato in campo psicometrico è l’intelligenza. (test alfa e beta per l’esercito americano dove cercavano di separare i soggetti intelligenti, ufficiali, da quelli non intelligenti, soldati semplici). Veniva considerata come un costrutto unidimensionale (fattore g), consistente in una generale capacità di risolvere problemi, concreti o astratti, di varia natura.

Operazionalizzazione del costrutto

Insieme di passaggi (procedura) per poter misurare un costrutto. Dato che questo è astratto dobbiamo applicare la procedura in modo da poterlo poi misurare in maniera valida e attendibile. Il costrutto non è direttamente osservabile, perciò per sviluppare le nostre teorie dobbiamo misurarlo. Osserviamo quindi dei comportamenti che dovrebbero riflettere livelli diversi di intelligenza.

  • Tale operazionalizzazione prevede che, a partire dal costrutto, si individuino delle dimensioni rilevanti.
  • Esse si pongono a un livello inferiore di astrazione rispetto al costrutto, ma non sono ancora direttamente osservabili. Si individuino facendo riferimento alle proprie teorie o alle evidenze scientifiche precedenti.
  • I costrutti possono essere intesi in maniera diversa, avere dimensioni diverse, in base al contesto. Questo perché, ancora una volta, non sono direttamente osservabili.

Per tale motivazioni si dice che le dimensioni non esauriscono il costrutto. Se io invece di prendere solo queste 3 dimensioni, ne trovassi altre 25, la somma di esse non sarebbe uguale al costrutto originario. Questa intelligenza è sempre qualcosa di più dell’insieme di tutte le dimensioni che ho definito, altrimenti non ci sarebbe spazio ad altri ricercatori di esaminare il costrutto. Non ho preso il costrutto originario e l’ho diviso in 3 dimensioni, ho semplicemente ridotto la sua complessità. Le dimensioni ci danno un’idea più concreta rispetto al costrutto, da cui derivare i nostri comportamenti da osservare.

Comportamenti indicatori concreti (osservabili): Come vengono osservati? Attraverso domande di un questionario. Abbiamo uno stimolo (domanda) del nostro strumento psicometrico, la risposta è il nostro comportamento osservato secondo il modello di fattore unico (fattore g), il quale è stato rivisto nel corso del tempo assumendo dimensioni che lo caratterizzano: intelligenza fluida, intelligenza cristallizzata, memoria a breve termine (working memory). Da queste dimensioni derivano gli indicatori; ciascuna di esse ha un indicatore (almeno 3 da un punto di vista metodologico) e ciascun indicatore può avere uno o più item che lo rappresentano.

Perché diciamo item e non domanda? Il termine deriva dal latino che significa "segno".

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 96
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 1 Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 96.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicometria: uno studio semplice per una materia complessa  Pag. 91
1 su 96
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/03 Psicometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher angelica.ecchioni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Melchiori Francesco Maria.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community