VARIABILI E MISURAZIONE
Cos’è una variabile?
-Una variabile è una caratteristica di un soggetto appartenente a un
gruppo, che è stata misurata e può assumere categorie diverse da
caso a caso (variabile indip./dip.).
Variabili quantitative Variabili categoriali
I cui valori osservabili sono in I cui valori sono rappresentati
numeri (età…) da categorie (genere, titolo di
studio ecc.)
Ciascuna variabile ha delle proprie modalità/valori: es. Genere=
Maschio, Femmina…; Ansia= punteggio di un test.
Variabili discrete Variabili continue
Se assume come suoi valori Se assume come suoi valori
numeri distinti (numeri naturali) l’insieme dei numeri reali in un
(es. 0,1,2,3…) continuum infinito
Le scale di misura di una variabile, cosa sono e quali sono?
(Stevens, 1951)
Scala nominale CLASSIFICAZIONE: CATEGORIALE
attribuisco ciascun caso
a una certa categoria,
dopo averli numerati.
Operazione: conteggio
frequenze (che formano
ciascuna categoria).
Variabile dicotomica=
due sole categorie.
ordine
Scala ordinale Metto in le ORDINALE e
variabili e stavolta il CATEGORIALE
numero non rappresenta
la quantità posseduta
ma, la posizione.
(scolarizzazione e ordino
in base alla
PREFERENZA).
Operazione: conteggio
frequenze.
Scala a intervalli Classifico secondo un QUANTITATIVE e
ordine le varie DISCRETA/CONTI
frequenze/variabili. Ogni NUA e METRICA
variabile è associata a
un numero secondo la
sua grandezza. Non
zero
possiede uno
assoluto ma
convenzionale (numeri
negativi e positivi).
Operazione: addizione e
sottrazione.
Scala a rapporti Si classificano le QUANTITATIVE e
frequenze seguendo un DISCRETA/CONTI
ordine e a partire da 0. NUA e METRICA
Ogni variabile è
associata a un numero
secondo la sua
grandezza. Non ha valori
negativi in quanto lo 0
indica assenza di una
certa caratteristica.
Operazione: addizione,
sottrazione,
moltiplicazione e
divisione.
Ogni scala possiede le caratteristiche della precedente e lo stesso
vale per le operazioni possibili da svolgere.
Su che base decido che scala usare?
-Dipende dalla definizione operativa della variabile e dal suo uso
nella ricerca.
(statistica descrittiva) DESCRIVERE I DATI (Distribuzione di
frequenza)
Frequenza assoluta (n di unità con quella caratteristica) =
j
Quante volte una certa caratteristica (f ) è stata osservata nel/nei
i
campione/i, dove X è una variabile che vogliamo misurare e la n, il
numero di unità che presentano quella caratteristica (f ).
i
Distribuzione di frequenza assoluta= formata dalle varie
caratteristiche/modalità di X (x ) e le loro rispettive frequenze.
i Σ n
mi=1
La somma di tutte le frequenze con Σ è il sigma.
1.
Frequenza che si indica con: f .
i
Frequenza relativa (di una modalità) = la frazione di unità che
presentano tale caratteristiche/modalità (fr= f/n).
Frequenza cumulata relativa= la somma delle frequenze relative
sino alla modalità considerata.
Frequenza cumulata assoluta= la somma delle frequenze
assolute sino alla modalità considerata.
INDICI DI TENDENZA CENTRALE
Moda (Mo, È il valore o Si usa con
Mod) categoria che variabili
più ricorre nella misurate con
distribuzione. tutte le scale
di misura.
Mediana Il valore che Per variabili -Casi dispari:
(Me, Mdn) occupa la su scala PosMe= (n+1)/2
posizione ordinale o più -Casi pari:
centrale della alte. n/2<PosMdn<(n/
distribuzione. 2)+1
Valore dove al
di sopra e al di
sotto stanno il
50% dei casi.
Si usa per
calcolare:
-frequenza
cumulata.
-posizione.
-calcolare i casi
in modo
crescente.
Media (M= Somma delle Solo con
campioni; misure, diviso il variabili e
μ= numero delle scale
popolazione) osservazioni quantitative.
fatte. -internalità
È il centro di (tra minimo e
gravità e massimo)
risente sia del -la somma
valore più degli scarti
grande che si della media=
discosta dai 0 (x-M)+…
valori più in
voga, sia dal
valore più
piccolo
(outlier). Tende
a spostarsi
verso la coda
più lunga. A
causa di outlier
a volte è
meglio la Me o
trimmed mean.
(x = generica osservazione; n= totale dei casi osservati; k=numero
i
dei diversi valori)
INDICI DI DISPERSIONE O DI VARIABILITÀ
Campo di variazione (CV)= x -x . Sottrazione tra il valore più
max min
grande e il più piccolo della distribuzione.
Devianza (Dev)= la somma degli scarti della media al quadrato.
Elevando al quadrato non diamo importanza al segno degli scarti e
la sua unità di misura è il quadrato dell’unità di misura della
variabile.
Varianza (s²) = si fa una media degli scarti della media elevati al
quadrato. È un indice sintetico della variabilità. La varianza è
sempre > o = a 0 e non è mai negativa. La varianza può essere
usata per capire dove si trovano i casi; infatti, più è minore e più i
casi sono vicino alla media; più è maggiore, più sono dispersi
attorno alla media.
Deviazione standard (s=campione; σ=popolazione) = è la
varianza sotto radice. La sua unità di misura è uguale a quella della
media e simile alla varianza misura la dispersione intorno alla
media. È molto influenzata dai dati anomali o outliers. Come la
varianza è sempre > o = a 0. Si può ottenere s=0 ma solo quando
tutte le osservazioni sono uguali. Più grande è la variabilità intorno
alla media, più grande sarà la devianza standard.
-Sia la varianza che la deviazione standard possono essere calcolate
a partire dai dati grezzi.
Coefficiente di variazione (CV)= (s/M)100= è un indicatore di
variabilità relativa e determina la dispersione dei dati usando la
media come unità di misura.
INDICI DI POSIZIONE
Ci danno informazioni su una certa variabile, al di sotto della quale
troviamo un certo numero di altre osservazioni. Si trovano solo nelle
variabili misurate a partire dalla scala ordinale E sono:
Quartili La distribuzione si divide in 4 PosQ =[(n+1)/4]x1 o 2
1
parti uguali e si possono o 3
trovare 3 quartili. 1°= sotto
si hanno il 25% dei valori;
2°= 50%; 3°= il 75%
Decili La distribuzione si divide in PosD = [(n+1)/10]x1 o
1
10 parti uguali con 9 decili e 2 o…
ciascun decile a partire dal
10, 20, 30 %...delle variabili
sotto di sé.
Percenti La distribuzione si divide 100 PosP = [(n+1)/100]x 1
1
li parti uguali con 99 percentili. o 50 o 64…
Come si calcolano?
1. Ordinare in ordine crescente le variabili
2. Calcolare le frequenze cumulate
3. Dopo aver calcolato quei tre, cercare nella distribuzione, il
valore alla quale corrispondono.
Cos’è la standardizzazione e a cosa serve?
La standardizzazione definisce la posizione di un soggetto che si
trova nella distribuzione di frequenza e posso quindi poi
confrontarlo con prestazioni in diverse distribuzioni dello stesso
soggetto oppure confrontare le prestazioni di soggetti diversi in
distribuzioni di frequenza diverse.
Cosa sono i punti z?
Sono i valori x dell’i-esimo soggetti trasformati in z e rappresentano
la distanza dalla media espressa in deviazioni standard.
-Per capire se un valore è sopra o sotto la deviazione standard basta
sommare o sottrarre tra loro la media e la deviazione standard. La
media è rappresentata dallo 0 e la deviazione standard dall’1. È
anche per questo che i punti z hanno segno – o +, per farci capire
se sono sotto o sopra la media.
RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE
Grafico a Si usa per variabili qualitative. L’altezza delle barre
barre rappresenta la frequenza assoluta (il numero delle
osservazioni) o frequenza relativa o percentuale
(parte delle osservazioni).
Istogramma Si usa per variabili quantitative (infatti è una
rappresentazione grafica di una distribuzione di
frequenza).
Curva Si usa con variabile con molti valori e alta
continua frequenza. Può essere negativa= quando ha un
picco verso dx o positiva= con picco verso sx.
Box-plot La tacca al centro= mediana o 50° percentile
La tacca sopra= 75° percentile
La tacca sotto= 25° percentile
E alle estremità il valore minimo (in basso) e il
valore massimo (in alto).
DESCRIVERE RELAZIONI TRA VARIABILI
È un’analisi bivariata in quanto metto a confronto due variabili e lo
posso fare per due motivi:
relazione di covariazione (relazione simmetrica) = quanto al variare
di x varia y
relazione causale (relazione asimmetrica) = quando x causa y
La definizione delle variabili con rispettive scale di misura:
Variabile Tabelle di frequenza
nominale
Variabile Tabelle di frequenza
ordinale
Variabile a Diagramma di dispersione e coefficiente di
intervalli correlazione
Variabile a Diagramma di dispersione e coefficiente di
rapporti correlazione
Tabelle semplici 1 variabile
Tabelle a doppia entrata 2 variabili
Tabelle a entrata multipla Più di 2 variabili
Le tabelle di frequenza che raccolgono i dati della distribuzione di
frequenza:
Le tabelle a doppia entrata (tabelle di contingenza) :
-I dati si classificano secondo 2 variabili.
-Le frequenze si calcolano tenendo conto delle combinazioni fra le
variabili .
Frequenze Distribuzio Percentuale
di cella ne congiunta
(f ) congiunta di cella
ij
Frequenze Distribuzio Percentuale Percentuali
di riga (f .) ne marginale condizionate di
i marginale di riga riga= cella/riga
x 100
Frequenze Distribuzio Percentuale Percentuali
di colonna ne marginale condizionate di
(f ) marginale di colonna colonna=
.j cella/colonna x
100
Frequenze Somma dei
totali marginali
RELAZIONI TRA VARIABILI
Diagramma di dispersione: le variabili indipendenti sulla x e le
dipendenti sulla y e ciascuna osservazione è un punto (P).
Quando si ha una relazione lineare?
-quando la nube di punti sul diagramma può essere approssimata a
una retta.
Per capire l’intensità (o grado) della relazione tra le variabili, si
guarda quanto sono distanti i punti dalla retta. E poi guardiamo
anche la direzione della relazione. E il tipo di relazione . Tutto ciò ci
serve per mettere in evidenza la relazione tra le variabili. I due
indici quantitativi che ci aiutano sono la covarianza (al variare di
una varia l’altra (relazione simmetrica) e la correlazione.
Covarianz Misura il grado di associazione Media del prodotto
a di due variabili. Dipende degli scarti delle
dall’unità di misura delle medie.
variabili e per questo si
preferisce usare un indice che
non dipenda dalle unità di
misura:
Correlazione di È la media dei Il segno del prodotto
Pearson prodotti dei punteggi può essere positivo
x e y standardizzati. (se entrambi
Nessuna unità di assumono valori
misura perché r non superiori o inferiori
ne ha. alle medie) o
negativo (se una
Rapporto tra la variabile assume
covarianza delle due valore superiore e
variabili e il prodotto l’altra valore
delle loro deviazioni inferiore alla media).
standard -Invece la
correlazione assume
valore positivo (con
relazione positiva tra
x e y; 1= tutti i punti
su pendenza
positiva; quando
varia x interessa
direttamente anche
y), negativo
(relazione negativa
tra x e y; -1;
aumentano i gelati
quando
diminuiscono i
prezzi) o nullo (se le
variabili sono
indipendenti; 0).
Correlazione= Anche senza una relazione lineare, q
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