PSICOMETRIA
● La psicometria studia la misura di caratteristiche psicologiche tramite la statistica
● Studia:
○ Costruzione, validazione e taratura degli strumenti di misura
○ Applicazione statistica per testare le ipotesi (basate su teorie psicologiche)
● Scopo: studio e approfondimento delle relazioni fra variabili
○ Ad esempio studiare l'efficacia di un trattamento psicoterapeutico
○ Ipotesi di partenza → ricerca → evidenza scientifica
1. Formulazione ipotesi
1. Teoria: definizione teorica dei concetti di interesse (che disturbo è?)
2. Quesito: domanda di ricerca basata sulla teoria precedente (come curare?)
3. Ipotesi di ricerca: definizione formale delle aspettative riguardo il quesito precedente
(succederà questa cosa ad x ed un'altra ad y)
2. Piano esecutivo
1. Ipotesi operative: definizione delle ipotesi formulate (risultati del trattamento)
2. Popolazione: individui di cui studiamo le caratteristiche. La statistica estrae un
campione rappresentativo e stabilisce quanti individui includere nella ricerca
3. Strumenti: permettono di misurare e quantificare le variabili. La statistica serve per
costruirli, elaborarli e utilizzarli
4. Metodi statistici: metodi per testare le ipotesi di ricerca
3. Raccolta ed elaborazione dati
1. Calcolo indici statistici: trasformare i punteggi in indicatori della variabile di interesse
2. Verifica ipotesi: applicazione delle tecniche statistiche per testare la teoria
3. Discussione dei risultati: conclusioni concettuali della ricerca
LA MISURA
Problemi di misurazione
● Misurare = stabilire corrispondenza tra proprietà dei numeri e proprietà degli oggetti
● Problemi della misurazione sono molto diffusi in questo ambito, perché c'è da
tradurre in numeri delle caratteristiche psicologiche
○ C'è una relazione convenzionale e teorica tra sistema empirico e numerico
○ Il ricercatore sceglie proprietà e strumenti migliori in base al caso
○ Per questi motivi esiste sempre un margine di incertezza o imprecisione
Grandezze
1. Grandezze estensive sono: divisibili in parti, sommabili, direttamente misurabili, e
dotate di un'unità campione standardizzata
2. Grandezze intensive sono indirettamente osservabili, ma graduabili e misurabili
○ Tutte le variabili psicologiche sono intensive e si chiamano costrutti
○ Sono costrutti latenti, cioè teorie che si basano sull'osservazione del
comportamento e di una teoria psicologica 1
Criteri di misura
La misurazione si basa sull'osservazione del comportamento, che è costituito da:
1. Latenza: intervallo di tempo tra presentazione di uno stimolo e verificarsi di un evento
(tempi di reazione)
2. Frequenza: numero di volte in cui si presenta un evento
3. Durata: quantità di tempo in cui un comportamento viene mantenuto
4. Intensità: grado di forza con cui si produce o manifesta un fenomeno psicologico
Strumenti di misura
1. Test cognitivi: le risposte sono valutate su parametri oggettivi di correttezza
○ Test di abilità: valuta capacità dell'individuo in uno specifico ambito cognitivo.
Sono una serie di problemi basati sulle diverse abilità da indagare
○ Test d'intelligenza: valuta l'abilità generale di ragionamento. Sono una serie di
problemi di difficoltà crescente, e il punteggio dipende dall'età del soggetto
○ Test di profitto: valuta la padronanza di un insieme di conoscenze in una
specifica materia. Sono una serie di quesiti o prove con una risposta corretta
○ Test attitudinale: valuta la performance futura di un individuo
2. Test non cognitivi: le risposte sono interpretate come auto-descrizione del
comportamento e opinioni individuali.
Si basa sulla teoria che il comportamento sia legato alle caratteristiche personali
dell'individuo, chiamate trattim
a. Test di personalità
○ Intervista faccia a faccia
→ minore grado di strutturazione = descrizione qualitativa della
personalità (informazioni su un individuo)
→ maggiore grado di strutturazione = descrizione quantitativa della
personalità (informazioni generali, anche su più individui)
○ Osservazione diretta: osservazione del comportamento per stabilire
caratteristiche tipiche di un individuo
○ Motodo proiettivo: studiare i tratti di personalità nascosti tramite stimoli
ambigui. Però quantificazione e replicabilità sono difficili, e la
sistematizzazione scarsa
○ Questionario di personalità: sono una serie di affermazioni (item) che
indicano il grado in cui un comportamento o sentimento descrive il
soggetto. Le risposte creano un punteggio unitario, con punteggio
diverso per ogni diverso tratto
b. Scale di atteggiamento: grado di favore/sfavore verso un
oggetto/comportamento
○ Scala di Thurstone: affermazioni che indicano il grado di
favore/sfavore verso un oggetto di atteggiamento
○ Scala di Guttman: affermazioni ordinate secondo un favore crescente
verso un oggetto di atteggiamento
○ Scala di Likert: affermazioni positive o negative rispetto ad un oggetto,
bisogna esprimere il grado di accordo con l'affermazione
○ Scala di differenziale semantico: lista di aggettivi semanticamente
opposti messi sui due estremi di una scala graduata, bisogna
esprimere il grado di accordo con l'affermazione 2
Validità
● Validità = capacità di uno strumento di cogliere la caratteristica che si vuole misurare
● Processo di verifica della validità = la misura del costrutto si deve inserire in una rete
di relazioni che rappresentano il significato del costrutto
○ Validità di contenuto: rappresentazione dei comportamenti legati al costrutto.
Dipende dai giudizi degli esperti del settore e da test di accertamento/profitto
○ Validità di costrutto: stabilisce la precisione delle definizioni operative
■ Validità convergente: esprime il grado di accordo tra diversi tentativi di
misurare lo stesso costrutto
■ Validità discriminante: esprime il grado di disaccordo tra i tentativi di
misurare costrutti diversi
○ Validità di criterio: esprime il grado di associazione tra la misura del costrutto
interessato e un criterio per essere rilevante
■ Validità concorrente: criterio e costrutto NON dipendono l'uno
dall'altro, e sono rilevati nello stesso momento temporale
■ Validità predittiva: il criterio dipende dal costrutto, e il criterio è rilevato
in un momento temporale successivo
○ Validità nomologica: esprime il grado in cui le ipotesi vengono verificate. Su
larga scala esprime le associazioni tra costrutto di interesse e più criteri
■ Questa validità sintetizza e generalizza il significato di tutte le validità
SCALE DI MISURA
● Le scale di misura servono per rilevare i costrutti psicologici, e i diversi livelli di
misurazione corrispondono alle diverse proprietà dei numeri
● Ogni scala permette operazioni matematiche in una serie crescente
Scala Nominale:
1. Scala nominale = classificazione qualitativa di oggetti o soggetti
● Proprietà di simbolo del sistema numerico = assegnare a ogni caso una categoria, in
base ad una caratteristica che lo contraddistingue
● Ad ogni categoria della variabile è associato un numero per identificarla
○ Proprietà dei numeri = classificazione
[Esempio: partito politico 1. Destra 2. Sinistra 3. Centro]
Scala nominale con ripartizione dicotomica: classificazione che ha almeno due categorie
[Esempio: vero/falso oppure genere m/f]
2. Proprietà formali
● Equivalenza tra i membri di una stessa categoria
○ Simmetria: se A = B allora B = A
○ Transitività: se A = B e B = C allora A = C
● Non equivalenza tra i membri di categorie diverse
○ Simmetria: se A ≠ B allora B ≠ A
○ Non transitività: se A ≠ B e B ≠ C, A può essere uguale o diverso da C
3. Operazioni
● Operazioni matematiche: conteggio delle frequenze per ciascuna categoria
[Esempio: partito politico 1. Destra 2. Sinistra 3. Centro]
● Operazioni statistiche: test non parametrici, si basano sul conteggio delle frequenze 3
Scala ordinale:
1. Scala ordinale = classificazione gerarchica di oggetti o soggetti
● Ogni numero è un simbolo che indica l'ordine in cui sono disposte le categorie
○ il numero è associato alla categoria e indica la sua posizione (non quantità)
○ Proprietà dei numeri = ordine
● Le differenze tra le categorie non sono quantificabili, ma solo ordinabili
[Esempio: livello di performance 1. Basso 2. Medio 3. Alto]
2. Proprietà formali
● Equivalenza tra i membri di una stessa categoria
○ Simmetria: se A = B allora B = A
○ Transitività: se A = B e B = C allora A = C
● Relazione d'ordine tra i membri di categorie diverse
○ Asimmetria: se A>B allora B<A e non B>A
○ Transitività: se A>B allora B>C e non A>C
3. Operazioni
● Operazioni matematiche: conteggio delle frequenze per ciascuna categoria e ordine
di posizionamento in funzione della variabile
● Operazioni statistiche: test non parametrici, che si basano sul conteggio delle
frequenze e sull'ordinamento
● Le variabili misurate sono chiamate ordinali, e sono discrete e qualitative
Scala ad intervalli equivalenti
1. Scala ad intervalli equival.: classificazione quantitativa delle differenze tra categorie
[Esempio: tra 10 e 20 c'è la stessa differenza che tra 30 e 40]
● Il numero rappresenta la quantità di una caratteristica del soggetto o oggetto
○ Le codifiche numeriche sono convenzionali e l'unità di misura è costante
[esempio 2,4,6,8 oppure 10,20,30,40]
○ I valori possono essere: zero convenzionale (non assoluto), negativi e positivi
○ Proprietà dei numeri: quantificazione
2. Proprietà formali
● Equivalenza (simmetrica e transitiva) tra membri sulla stessa modalità della scala
● Relazione d'ordine (asimmetrica e transitiva) tra membri su modalità diverse
● Costanza della differenza tra intervalli [Esempio: stessa distanza tra 10-20 e 30-40]
3. Operazioni
● Operazioni matematiche: addizione e sottrazione
● Operazioni statistiche: testo parametrici
● Le variabili misurate sono chiamate metriche, e sono quantitative continue o discrete
○ Non ci sono più categorie ma valori numerici (corrispondenti a modalità) 4
Scala a rapporti equivalenti
1. Scala a rapporti equivalenti: classificazione quantitativa delle differenze tra categorie
partendo da uno zero assoluto
● Ad ogni modalità è associato un numero, in base ad una certa grandezza di ordine
○ Il numero rappresenta la quantità e lo zero indica assenza della caratteristica
→ proprietà dei numeri: quantificazione
○ Non esistono numeri negativi
2. Proprietà formali
● Equivalenza (simmetrica e transitiva) tra membri sulla stessa modalità della scala
● Relazione d'ordine (asimmetrica e transitiva) tra membri su modalità diverse
● Costanza del rapporto tra intervalli [Esempio: stessa differenza tra 10-20 e 30-40]
● Costanza del rapporto tra valori [Esempio: 2 è il doppio di 1]
3. Operazioni
● Operazioni matematiche: tutte
● Operazioni statistiche: test parametrici
● Le variabili misurate sono chiamate metriche, e sono quantitative continue o discrete
○ Non ci sono più categorie ma valori numerici (corrispondenti a modalità)
TIPI DI VARIABILI
● Variabile = caratteristica di un fenomeno esprimibile in valori numerici e/o categoriali
○ È una caratteristica che può assumere diversi valori in un dato intervallo
● Le variabili si dividono in base a:
○ Livello di misura:
■ Continua: può assumere un numero infinito di valori in un intervallo
[Esempio: numero di figli, numero di errori, numero di risposte giuste]
■ Discreta: può assumere un numero finito di valori in un intervallo
[Esempio: tempi di reazione età, peso]
■ Qualitativa o nominale: è riferita a categorie
[Esempio: colore di capelli, patologia psicologica, diagnosi disturbo]
■ Quantitativa o metrica: associata a scale numeriche e alle sue modalit
[Esempio: età, QI, punteggi di ansia]
○ Ruolo nell'osservazione del comportamento: indipendenti e dipendenti
■ Indipendente: esercita un effetto su un'altra variabile (predice o
influenza). È manipolata dallo sperimentatore o dall'osservatore,
oppure è già presente nel campione
■ Dipendente: subisce l'effetto di un'altra variabile (predetta o
influenzata). Cambia in base alla variabile indipendente, ed è misurata
sul campione quindi non viene manipolata 5
RILEVAZIONE DATI
Dati
● I dati grezzi sono tutto quello che è rilevato nel campione di interesse
○ Risposte ad un questionario di personalità, ad scala di atteggiamento oppure
la categorizzazione di un comportamento
● Da carta a computer i dati grezzi diventano file dati tramite le matrice (tabella)
○ Creo una matrice casi (in riga) e variabili (in colonna)
○ I dati in riga sono chiamati codici
Operazioni preliminari
● Costruire un legame tra questionario e file dati
→ ad ogni questionario è assegnato un numero
● Stabilire l'ordine secondo cui le risposte vengono inserite nel file dati
→ seguire la stessa numerazione delle domande del questionario cartaceo
● Scegliere un nome in codice per le variabili su cui lavorare
→ associare a ciascuna variabile un etichetta
● Codificare numericamente alcune variabili, con numeri della scala naturale
→ se ci sono solo due alternative si usano 0 e 1
FREQUENZA
Frequenza = numero di volte in cui un determinato evento si verifica
● Quindi il numero di casi osservati per ogni categoria o valore della variabile
Scale
● Scala nominale: assegnazione codici numerici alle modalità della variabile e
conteggio delle volte in cui una risposta è stata scelta [Esempio "1" = 4]
● Scala a rapporti o intervalli: assegnazione codici numerici alle modalità della variabile
e conteggio delle frequenze, per numero di partecipanti classificabili in una categoria
Σf = numero
i
Calcolo frequenza
● N = totale partecipanti
● Σ = sommatoria
● fx = numero delle volte in cui si presenta ciascun valore di x
● K = numero dei valori che x può assumere (quante modalità di di risposta ci sono)
● Quindi la somma di tutte le frequenze è uguale al numero totale dei partecipanti
Distribuzione di frequenza = ad ogni valore x viene associata la sua frequenza, quindi creo
una distribuzione di frequenza in classi di ampiezza unitaria 6
Tipi di frequenze
1. Frequenza cumulata = somma progressiva delle frequenze
○ Serve per facilitare e velocizzare la lettura dei dati e si indica con f
cum
2. Frequenza relativa o proporzionale = rapporto tra le frequenze di una modalità
(assunta dalla variabile) e il totale dei casi
3. Frequenza percentuale = frequenza relativa o proporzionale moltiplicata per 100
Classi
● Create distruzione ogni valore di x viene associato alla sua frequenza = costruire una
distribuzione di frequenza in classi di ampiezza unitaria
● Raggruppamento = costruire intervalli di ampiezza superiore a 1 e avere classi di
ponteggi in cui vengono raggruppate più determinazioni di x
○ Serve per quando le modalità della variabile non sono molte
● Frequenza di classe = numero di dati (partecipanti) compresi tra i valori che
definiscono la classe (intervallo)
Criteri guida per le classi
1. Devono coprire l'intera gamma dei punteggi
2. Devono avere intervalli di uguale ampiezza
○ perché comparabili tra loro e rappresentazione grafica più semplice
3. Gli intervalli devono essere mutualmente esclusivi
○ Cioè deve essere chiaro dove inserire ogni partecipante
Limiti
● Limiti tabulati = limiti formati da numeri decimali e che definiscono le classi
○ Non consentono di assegnare in modo univoco un dato ad una classe
● Limiti reali = consentono di assegnare in modo univoco un dato ad una classe
○ Aggiungi .50 al limite tabulato superiore e sottrai .50 al limite tabulato inferiore
○ Così non ci sono salti nella distribuzione in classi
Altre caratteristiche/formule
● Ampiezza delle classi = definire la gamma della distribuzione (massimo - minimo + 1)
e dividere per il numero delle classi volute
● Limiti inferiore e superiore = le classi devono essere mutualmente esclusive
● Punto medio di una classe = semisomma dei limiti inferiore e superiore 7
TABELLE DI FREQUENZA
Tabelle di frequenza = raccolgono i dati derivanti dal calcolo delle frequenze
1. Tabelle semplici: dati classificati secondo una singola variabile
2. Tabelle a doppia entrata o di contingenza: analizzare la distribuzione delle frequenze
nelle categorie di una variabile in funzione delle categorie dell'altra variabile
○ Righe per le categorie della 1° variabile, e colonne per le categorie della 2°
○ Frequenze interne = frequenza di occorrenza simultanea, scritta all'incrocio
tra ciascuna categoria per riga con quella per colonna
○ Frequenze marginali per riga (n) o colonna (m) = frequenze totali per
riga/colonna, si calcolano sommando le frequenze interne (totale = N)
○ Frequenze ignote = partendo da frequenze già note si può risalire a
frequenze ignote, cioè il numero di partecipanti in una categoria
Tabelle a doppia entrata o di contingenza con frequenze percentuali: la frequenza
assoluta o assoluta di interesse diventa frequenza percentuale con la formula
3. Tabelle a entrata multipla: dati classificati secondo tre o più variabili. Le frequenze si
calcolano con le combinazioni delle modalità delle variabili
Rappresentazioni grafiche
1. Istogramma = rappres. su due assi cartesiani, con frequenze su colonne affiancate
○ Variabili continue con classi di ampiezza u
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