Processi e periodi di sviluppo
“I bambini sono l’eredità che lasciamo per il tempo che non vivremo abbastanza a lungo da vedere” (Aristotele).
- Fine ‘800 – Binet: attenzione, memoria.
- A Gesell: cupola fotografica.
Idee influenzate da Darwin e dalla sua teoria evoluzionistica. Gesell sostenne che alcune delle caratteristiche dei bambini sbocciano con l’età a motivo di una programmazione biologica legata alla maturazione. La teoria evoluzionistica influenzò anche Stanley Hall che afferma che lo sviluppo infantile segue un corso evolutivo naturale. Ipotizzò che lo sviluppo infantile si verifichi in fasi, con motivazioni e capacità diverse per ogni stadio.
Nelle fasi di sviluppo gli aspetti educativi relativi alla cura del bambino hanno grande importanza. È importante, pertanto, educare su:
- Comportamenti a rischio;
- Abuso di droghe;
- Stili di parenting “i bambini imparano l’amore quando essi sono amati” (non tutti si);
- Discriminazione razziale e di genere;
- Salute e benessere;
- Contesti socio – culturali;
- Politiche sociali.
Processi e periodi di sviluppo
Ciascuno di noi si sviluppa per certi versi come tutti gli altri individui (caratteristiche comuni: Leonardo; Michelangelo; Donatello; Raffaello…) per altri versi come alcuni altri individui, per altri versi ancora come nessun altro individuo (unicità). Leonardo ha cominciato come tutti a camminare intorno ad 1 anno; ha inventato giochi come tutti… ma poi la sua unicità.
[identità sociale – identità individuale].
Cosa è ciò che determina questo percorso comune dello sviluppo umano, e quali sono le tappe fondamentali?
Lo sviluppo è creato dalla interazione tra:
- Processi biologici;
- Processi cognitivi;
- Processi socio – emotivi.
Processi biologici
Sono quelli che producono cambiamenti nel corpo dell’individuo:
- Geni;
- Sviluppo del cervello;
- Aumento di altezza e peso (percentili);
- Capacità motorie; visuo – spaziali;
- Cambiamenti ormonali.
Processi cognitivi
Cambiamenti nel pensiero, nell’intelligenza e nel linguaggio dell’individuo:
- Capacità di osservare una giostrino che dondola sopra la culla;
- Mettere insieme frasi composte da due parole;
- Memorizzare una poesia (scuola);
- Risolvere un problema;
- Immaginare come sarebbe essere una star.
Processi socio – emotivi
Includono cambiamenti nelle relazioni dell’individuo con altre persone, cambiamenti nella sfera emotiva e cambiamenti nella personalità:
- Sorriso del neonato in risposta alla carezza materna (sorriso indifferenziato, sorriso selettivo);
- L’aggressione di un bambino nei confronti di un compagno di giochi;
- Lo sviluppo della sicurezza di sé da parte di una ragazza;
- La gioia di un adolescente al ballo di fine anno.
Questi processi sono saldamente intrecciati tra loro. (Il sorriso di un bambino in risposta alla carezza di sua madre dipende da un processo biologico di riconoscere la natura fisica della carezza e dall’abilità di rispondere ad essa; da un processo cognitivo dato dalla capacità di comprendere azioni intenzionali; da un processo socio – emotivo dato dal sorriso che riflette un’emozione positiva e sorridere aiuta il bambino ad entrare in relazione.
Attualmente la connessione tra questi tre processi risulta evidente in due campi di studio emergenti:
- Le neuroscienze cognitive dello sviluppo che esplorano i collegamenti tra sviluppo, processi cognitivi e cervello;
- Le neuroscienze sociali che esaminano le connessioni tra sviluppo, processi socio – emotivi e cervello.
La scoperta dei neuroni specchio ha dato un notevole impulso agli studi neuro – scientifici applicati allo sviluppo infantile. Questi neuroni, infatti, essendo attivati sia durante il compimento di un’azione sia durante una sua osservazione (sia quando si danza, sia quando si osserva qualcuno danzare), rappresentano il corrispettivo neuronale di diversi fenomeni cognitivi e socio – emotivi dello sviluppo, dall’immaginazione al riconoscimento delle emozioni altrui (empatia).
Periodi dello sviluppo infantile
Per una miglior comprensione lo sviluppo infantile viene descritto considerando dei periodi, corrispondenti ad uno specifico arco temporale:
- Periodo prenatale (dal concepimento alla nascita ca. 9 mesi);
- Prima infanzia (dalla nascita ai 18-24 mesi. Assoluta dipendenza dagli adulti. Molte attività psicologiche iniziano in questo periodo, tipo parlare, imitare, coordinare le azioni;
- Seconda infanzia o età prescolare (fino a 5-6 anni. In questo periodo i bambini imparano a diventare più autosufficienti, imparano il gioco con i coetanei, sviluppano capacità che serviranno loro per la scuola);
- Età scolare o fanciullezza (da 6 a 11 anni. Imparano la capacità di leggere, scrivere, contare. Hanno rapporti con il mondo esterno, sono esposti alla propria cultura);
- Adolescenza (fino a 18-22 anni. Avvengono cambiamenti fisici molto rapidi, aumenti improvvisi nell’altezza e nel peso, sviluppo delle caratteristiche sessuali, desiderio di indipendenza, pensiero più astratto, idealistico, logico).
Al giorno d’oggi lo sviluppo è considerato un processo che si estende lungo tutto il ciclo della vita.
A proposito dello sviluppo, molte domande non hanno ancora trovato una risposta definitiva (Erica De Nardo).
- Quando è nata era già destinata ad essere una assassina o l’ha indotta ad esserlo la vita che ha condotto?
- Le sue prime esperienze infantili hanno influenzato e determinato la sua vita successiva?
- Il tuo viaggio attraverso la vita è segnato in anticipo o può essere cambiato dalle tue esperienze? E quali esperienze sono più importanti?
Queste domande rimandano ad altrettante questioni circa la natura dello sviluppo: il ruolo di natura e cultura, continuità e discontinuità, esperienze precoci ed esperienze successive.
- Natura e cultura: Natura si riferisce all’eredità biologica di un organismo; Cultura all’influenza dell’ambiente. I sostenitori della natura affermano che l’influenza più significativa sullo sviluppo è l’eredità biologica. I sostenitori della cultura affermano che sono le esperienze derivate dall’ambiente a rappresentare l’influenza più importante (nutrizione, assistenza medica, droghe, incidenti fisici, famiglia, coetanei, scuola, media).
- Continuità e discontinuità: Lo sviluppo consiste in un cambiamento graduale e cumulativo o in fasi nettamente separate?
- Prime esperienze e esperienze successive: Sono le prime esperienze o quelle successive il fattore determinante nello sviluppo infantile?
Molti studiosi riconoscono che sarebbe poco saggio mantenere una posizione estremistica nei confronti di questioni quali natura e cultura, continuità e discontinuità, prime esperienze ed esperienze successive. Queste componenti giocano tutte un ruolo importante nello sviluppo.
Teorie dello sviluppo
Teoria psicanalitica
Descrive lo sviluppo come prevalentemente inconscio e influenzato dalla sfera emotiva e sottolineano come le prime esperienze influenzino lo sviluppo in maniera significativa.
Freud: fasi psico - sessuali di sviluppo.
Teoria psico – sociale di Erikson
Sostiene che l’individuo si sviluppa attraverso fasi psico – sociali e non psico – sessuali. La molla allo sviluppo è di natura sociale e si riflette nel desiderio di stare insieme agli altri.
Nelle sue 8 fasi di sviluppo E. afferma che i cambiamenti evolutivi avvengono in tutto l’arco della vita, per cui sono importanti tanto le prime esperienze quanto quelle successive.
Per E. ciascuna fase mette l’individuo di fronte ad una crisi che deve essere risolta. Più un individuo è in grado di superare le crisi con successo, più il suo sviluppo sarà sano.
- Fiducia di base/Sfiducia di base: 1° anno. Il senso di fiducia richiede una sensazione di benessere fisico e assenza di paura; il mondo è un luogo buono e piacevole in cui vivere.
- Autonomia/Vergogna e dubbio: 1-3 anni. Sviluppo di indipendenza e rendersi conto della propria volontà. Se sono limitati o puniti troppo severamente possono sviluppare senso di vergogna.
- Iniziativa/Senso di colpa: anni prescolari. I bambini si trovano davanti il mondo sociale in espansione che rappresenta una sfida maggiore rispetto ai primi anni di vita. Ai bambini viene chiesto di essere responsabili dei loro corpi, dei loro comportamenti, dei loro giocattoli, dei loro animali. Il senso di responsabilità aumenta l’iniziativa. In questa fase si possono manifestare sensi di colpa se il bambino è irresponsabile e viene spinto a sentirsi in ansia per questo.
- Industriosità/Senso d’inferiorità: anni della scuola elementare. È il momento in cui i bambini sono più entusiasti nei confronti dell’apprendimento. Il rischio è che il bambino sviluppi un senso di inferiorità, sentendosi poco produttivo e incapace.
- Identità/Confusione di identità: adolescenza. Si trovano davanti molti nuovi ruoli e status del tipo: lavoro, relazioni. L’adolescente svilupperà un’identità positiva nel caso riesca a esplorare questi ruoli in maniera sana.
- Intimità/Isolamento: primi anni di vita adulta. Gli individui devono affrontare il compito di stabilire relazioni intime tra loro. L’intimità è l’atto di trovarsi e allo stesso tempo di perdersi l’uno nell’altro.
- Generatività/Stagnazione: seconda fase dell’età adulta. Aiutare la generazione successiva a maturare e a condurre una vita produttiva.
- Integrità/Disperazione: ultimi anni di vita. La persona anziana si trova a riflettere sul passato e a ricavarne un’immagine positiva o, al contrario a concludere che la propria vita non è stata ben spesa (psicogerontologia).
Teorie cognitive
Mentre le teorie psicanalitiche sottolineano l’importanza dei pensieri inconsci del bambino, le teorie cognitive si concentrano sui pensieri consci.
Le 2 teorie cognitive più importanti sono:
- Piaget;
- Vygotskij.
Teoria di P. sullo sviluppo cognitivo
Afferma che i bambini costruiscono attivamente la loro visione del mondo, attraverso 4 fasi di sviluppo cognitivo.
I processi alla base della teoria sono 2:
a) Organizzazione: per dare un senso al mondo che ci circonda dobbiamo organizzare le nostre esperienze: p. es. separare le idee importanti da quelle meno importanti; collegare un’idea all’altra (Freud filtro).
b) Adattamento: oltre ad organizzare le nostre esperienze ed osservazioni, adattiamo il nostro pensiero in modo da includere nuove idee.
P. sostiene che l’individuo attraversa 4 fasi durante il processo di presa di coscienza del mondo. Ciascuna di queste fasi corrisponde ad una determinata età ed è caratterizzata da modi di pensare distinti, modi differenti di conoscere il mondo.
- La cognizione del bambino è qualitativamente differente in ogni stadio.
Quali sono le fasi dello sviluppo cognitivo di P?
- Stadio sensomotorio (dalla nascita a 2 anni). Il bambino costruisce la sua visione del mondo coordinando le esperienze sensoriali (vedere, sentire, ecc.) con le azioni fisico – motorie.
- Stadio preoperatorio (da 2 a 7 anni). Comincia a rappresentare il mondo attraverso parole, immagini e disegni.
- Stadio operatorio concreto (da 7 a 11 anni). Il ragionamento logico sostituisce quello intuitivo.
- Stadio operatorio formale (da 11, 15 anni fino all’età adulta). Il pensiero diventa ancora più astratto e logico. Comincia ad immaginare possibilità per il futuro.
Teoria cognitiva socio – culturale di V.
I bambini costruiscono attivamente le loro conoscenze grazie alle interazioni sociali e alle attività culturali.
Lo sviluppo è inseparabile dalle attività sociali (interazioni con adulti o o con pari più competenti) e attività culturali.
Lo sviluppo della memoria – attenzione – ragionamento necessita che il bambino impari ad utilizzare gli strumenti e le competenze della società in cui vive (computer, dita, sassolini, abaco…).
Interazione con adulti o pari (se una persona è abile nella lettura e aiuta il bambino a imparare a leggere trasmette anche il piacere di leggere (prof).
La conoscenza è situata e collaborativa. In questa ottica non è generata all’interno dell’individuo, ma è costruita attraverso l’interazione (persone, oggetti).
Teorie comportamentiste e socio – cognitive
Possiamo studiare scientificamente solo quello che osserviamo e misuriamo direttamente in ambiente controllato.
Rispetto al dibattito continuità – discontinuità queste teorie enfatizzano la continuità nello sviluppo e sostengono che non ci sono stadi.
Condizionamento classico di Pavlov
Rilevò che i cani istintivamente producono saliva quando assaggiano il cibo ed osservò che i cani cominciano a salivare in presenza di vari stimoli visivi o sonori prima di mangiare (ciotola).
Se faceva suonare un campanello mentre dava da mangiare ad un cane, successivamente era sufficiente il suono del campanello perché il cane salivasse (condizionamento classico).
Definizione: se uno stimolo neutro viene associato a uno stimolo che produce una reazione automatica, la reazione sarà causata anche solo dallo stimolo che in precedenza era neutro.
Si penserà: funziona con gli animali…
Agli inizi del XX secolo Watson dimostrò che il condizionamento classico è comune anche agli esseri umani. W. Fece vedere ad Albert (figlio) un ratto bianco per vedere se si spaventava. Mentre Albert ci giocava, W. produsse un forte rumore dietro la testa di A, che si mise a piangere. Dopo alcune associazioni rumore – ratto, Albert cominciò ad avere paura del ratto anche in assenza di rumore. Molte nostre paure nascono così (p. es., paura dell’altezza per essere caduti da una sedia da piccoli, paura dei cani, per essere stati morsi).
Condizionamento operante di Skinner
Definizione: le conseguenze di un comportamento producono cambiamenti nella probabilità che questo comportamento si ripeta.
Un comportamento seguito da una gratificazione ha più probabilità di ripetersi di un comportamento seguito da una punizione.
È più probabile che un bambino ripeta un comportamento se riceve in risposta un sorriso. Meno probabilità se riceve uno sguardo corrucciato.
Per S. tali gratificazioni e punizioni influenzano lo sviluppo del bambino.
Secondo S. un bambino impara ad essere timido in seguito alle sue esperienze con l’ambiente esterno; se l’ambiente esterno viene modificato, il bambino può imparare a godere delle interazioni sociali.
Anche per S. l’aspetto chiave dello sviluppo è il comportamento, non i pensieri o i sentimenti.
Potremmo dire: lo sviluppo consiste in cambiamenti comportamentali che sono determinati da rinforzi o punizioni.
Teoria socio – cognitiva
Alcuni psicologi sono d’accordo con l’approccio comportamentista ritenendo che lo sviluppo è fortemente influenzato dalle interazioni con l’ambiente, ma diversamente da Skinner ritengono che la cognizione è altrettanto importante per la comprensione dello sviluppo.
La teoria socio – cognitiva sostiene che comportamento, ambiente e cognizione sono fattori importanti per lo sviluppo (Bandura).
I processi cognitivi hanno un importante collegamento con l’ambiente e con il comportamento [apprendimento osservativo o imitazione o modeling]. È un tipo di apprendimento che si struttura sulla osservazione di ciò che fanno gli altri. (Padre aggressivo – bambino aggressivo con coetanei; insegnate sarcastica e autoritaria “Sei così lento? Come puoi svolgere questo compito così lentamente?).
I bambini acquisiscono comportamenti, pensieri ed emozioni attraverso l’osservazione dei comportamenti altrui e queste osservazioni rappresentano una grande parte dello sviluppo infantile.
Come comportarsi di fronte a tutte queste teorie?
Approccio teorico eclettico: non seguire un unico approccio ma selezionare ed utilizzare ciò che si considerano gli aspetti migliori di ciascuna teoria (fig. 1.10).
Meccanismi di comprensione del mondo
“Chi conosce i pensieri di un bambino?” (Nora Perry).
Quali meccanismi sviluppano i bambini nel costruire la comprensione del mondo?
Per Piaget sono i seguenti processi:
1) Schemi: il cervello del bambino in via di sviluppo crea degli schemi: lo schema è un modello di pensiero o azione che il bambino usa per organizzare, rappresentare e interpretare la realtà. Gli schemi, perciò, sono azioni o rappresentazioni mentali che organizzano la conoscenza. Gli schemi comportamentali o d’azione (attività fisiche) caratterizzano la prima infanzia, mentre gli schemi mentali o simbolici (attività cognitive) si sviluppano nella seconda infanzia.
Schemi d’azione: si manifestano in semplici azioni eseguite su oggetti (p. es., suzione, prensione, osservazione).
Schemi simbolici: includono piani e strategie per la risoluzione dei problemi (p. es., a 5 anni ci può essere uno schema che coinvolge la strategia di classificazione degli oggetti secondo grandezza, forma o colore). In età adulta abbiamo avuto modo di costruire un numero enorme di schemi diversi.
Invarianti funzionali: Obiettivo è lo studio dell’INTE
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