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Pragmatica del linguaggio nei disturbi del neurosviluppo

Il linguaggio è un dominio complesso, richiede componenti strettamente legate tra di loro che contribuiscono a regolare aspetti specifici. Le componenti da sole non spiegano la complessità del significato che emerge quando il linguaggio viene utilizzato. Per fare ciò usiamo la pragmatica = deriva dall’interazione di questi aspetti (sintassi, morfologia, fonologia, semantica).

Cos'è la pragmatica e qual è il ruolo nelle relazioni sociali?

È la capacità di:

  • Usare il linguaggio in maniera efficace con l’altro nell’interazione con l’altro
  • Usare e interpretare il linguaggio in modo appropriato negli scambi comunicativi
  • Abilità fondamentale per l’interazione sociale e lo sviluppo di relazioni interpersonali

Componenti della pragmatica del linguaggio

  • Atti linguistici
  • Codici linguistici e conversazione
  • Capacità di conversazione e regolazione del linguaggio
  • Inferenze
  • Comunicazione referenziale

Atti linguistici

Funzioni che un messaggio può rivestire (funzione di richiesta, avvertimento, ecc); non sono limitati dai messaggi verbali e sono indipendenti dal messaggio stesso. Il significato delle parole dipende dal loro uso nella lingua e dallo scopo comunicativo del relatore. La competenza pragmatica in questo caso è la capacità di cogliere il significato di un messaggio risolvendone l’ambiguità.

Codici linguistici e conversazione

Capacità di scegliere uno stile comunicativo adeguato alle caratteristiche dell’interlocutore e al contesto della conversazione. La scelta dei codici è legata alla cultura di appartenenza. Fondamentale è l’uso del contesto:

  • Linguistico: tematiche e riferimenti attivati nel corso della conversazione
  • Situazionale: informazioni legate al momento in cui avviene la conversazione

Capacità di conversazione e di regolazione del linguaggio

Insieme di abilità che mi permettono di avviare una conversazione, aggiungere una risposta, tenere un argomento o cambiarlo e fare a turno. Permettono di costruire un discorso condivisibile con l’altro.

Gli aspetti da tenere in considerazione sono:

  • Co-referenza = ogni frase deve fare riferimento a quello che è stato detto prima (“tenere il filo del discorso”)
  • Plausibilità = quello che dico deve essere interpretato all’interno di un discorso

Questi aspetti mi permettono di costruire un discorso che sia coerente; che mi permette sia a me che al parlante di costruirsi un modello mentale dell’insieme delle frasi.

Inferenza

Riuscire a riempire i buchi della conversazione, le informazioni mancanti che non sono state esplicitamente veicolate, mi permettono di collegare gli eventi. Le inferenze sono di due tipi:

  • Logiche (sillogismo) = estrazione di una nuova conoscenza guidata da premesse esplicite
  • Pragmatica = presupposti non espliciti; la produzione delle conoscenze è guidata dalla propria conoscenza del mondo

Comunicazione referenziale

Capacità di comunicare informazioni su un certo argomento, essendo sicuri che l’altro abbia capito. Creiamo un legame tra aspetto linguistico e situazionale in cui avviene la produzione del messaggio, garantendo un’adeguata comprensione.

Implica la capacità di:

  • Formulare i messaggi in modo chiaro
  • Capire se l’altro ha compreso il messaggio

Es: ricette cucina

Pragmatica e funzionalità sociale

Deficit legati a queste componenti possono avere implicazioni differenti sul funzionamento sociale nel corso dello sviluppo. Ad esempio: mancato rispetto dei turni conversazionali; fallimenti nella comprensione dell’ironia.

Teoria della mente

Abilità che permette di rappresentare gli stati mentali propri e altrui. Sono due abilità strettamente connesse: un buon livello di una presuppone un buon livello anche dell’altra. Numerosi studi hanno evidenziato che le abilità di pragmatica del linguaggio sono strettamente correlate alle abilità di Teoria della Mente. Alcuni considerano la ToM come precursore delle abilità di comunicazione sociale. Altri invece suggeriscono che le interazioni sociali e comunicative con gli altri consentono lo sviluppo di un efficiente ToM.

Come si misura la pragmatica del linguaggio?

Una misura pura si può ottenere solo dall’osservazione naturalistica, ma bisogna fare attenzione a influenze dell’osservatore. Strumenti:

  • Checklist a genitori e insegnanti
  • Prove oggettive per la valutazione della pragmatica:
    • CCC-2 = questionario per valutazione di abilità e comunicazione del linguaggio, valutano struttura del linguaggio, pragmatica e aspetti legati all’ASD (dai 4 ai 16 anni e 11 mesi)
    • APL MEDEA = batteria di valutazione delle abilità pragmatiche del linguaggio. Somministrazione individuale diretta con il bambino. Prove fanno riferimento a diversi ambiti (dai 5 ai 14 anni). È costituita da 5 prove: metafore, comprensione del significato implicito; fumetti; situazioni; gioco dei colori. La prova “Comprensione del significato implicito” valutata l’abilità di fare inferenze.
    • Nepsy-II: valuta l’identificazione delle espressioni facciali e la capacità di decodificare e interpretare le intenzioni degli altri e i loro punti di vista e capire come influenzino i comportamenti.

Pragmatica del linguaggio e disturbi del neurosviluppo

Presenza di sintomi comuni tra ASD, disturbo non verbale, ADHD, coordinazione motoria. Tra questi profili ci sono zone di sovrapposizione:

  • Problemi di pragmatica del linguaggio e comprensione di segnali sociali non verbali
  • Utile l’uso di un approccio di confronto cross-syndrome per rivelare somiglianze e differenze tra i disturbi;
  • I disturbi rimangono distinti per la severità dei loro core symptoms

ASD

I deficit sociocomunicativi provocano una caduta importante che coinvolge la pragmatica del linguaggio. Disturbo del neurosviluppo caratterizzato da deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale e da comportamenti e/o interessi e/o attività ristrette e ripetitive.

È un deficit importante nel disturbo; i deficit più frequenti in pragmatica linguistica sono in individui con ASD senza disabilità intellettiva. Cadute in:

  • Ridotta abilità di gestire lo scambio di turni
  • Atti linguistici limitati
  • Difficoltà nel valutare la quantità di informazioni da veicolare nel corso della conversazione
  • Difficoltà di comprendere il punto di vista dell’altro
  • Abilità di strutturare una narrazione
  • Prolissità e incapacità di modificare il registro linguistico
  • Difficoltà nella lettura di segnali

Protocolli clinici: APL; BVN 12-18; Faux Pas; CCD-2

NLD

Disturbo del neurosviluppo caratterizzato da deficit del ragionamento non verbale ed elaborazione visuospaziale, in presenza di intelligenza verbale in norma o sopra la media. Debolezze in almeno una nelle seguenti aree:

  • Difficoltà fino-motorie;
  • Difficoltà nell’apprendimento del calcolo o in altre materie che coinvolgono le abilità visuospaziali;
  • Difficoltà nelle interazioni sociali.

Hanno buone abilità verbali, ma deficit nella pragmatica del linguaggio:

  • Mancanza di prosodia e marcata prolissità;
  • Difficoltà di fare inferenze;
  • Deficit nella percezione sociale;
  • Deficit nella comprensione dei segnali non verbali.

Se materiale è visuospaziale (figure, scene, ecc.), quindi cogliere segnali non verbali, possono esserci cadute specifiche. Protocolli clinici: APL; BVN 12-18.

ADHD

Caratterizzato da un pattern persistente di disattenzione e/o iperattività impulsività. Difficoltà nella pragmatica del linguaggio e nelle relazioni sociali; disattenzione e iperattività interferiscono con la comunicazione verbale e non verbale; difficoltà con gestione del discorso, inferenze e discorso narrativo.

DCD

Acquisizione e esecuzione delle abilità motorie coordinate risulta inferiore alla norma, sia in motricità fine che grosso motoria. Rischio elevato di deficit nelle abilità sociali di comunicazione efficace:

  • Difficoltà di comprensione e uso di alcuni aspetti non verbali della comunicazione
  • Deficit in misure di interazione reciproca e minore partecipazione alle occasioni di comunicazione sociale rispetto ai pari a sviluppo tipico
  • Le maggiori difficoltà e i ripetuti fallimenti conducono all’evitamento di certe attività di natura motoria e verbale essenziali per la socializzazione

La cognizione sociale nello sviluppo atipico

Connubio tra psicologia cognitiva e sociale. La cognizione sociale si occupa dello studio scientifico dei processi attraverso cui le persone acquisiscono informazioni dall’ambiente, le interpretano, le immagazzinano in memoria e le recuperano da essa, al fine di comprendere il proprio mondo sociale, e organizzare di conseguenza i propri comportamenti diretti ad uno scopo. L’insieme delle abilità di tipo sociale, emotivo, cognitivo e comportamentale che consentono ad un individuo di adattarsi alle richieste ambientali in maniera socialmente adattiva.

Perché sono importanti le abilità sociali?

Ci permettono di mantenere una relazione; sono comportamenti appresi orientati verso un obiettivo e governati da regole che variano in funzione del contesto. Un buon funzionamento sociale è importante per il successo accademico e per il benessere individuale.

Principali tappe di sviluppo delle abilità sociali

Il bambino usa schemi di conoscenza relativi al sé per comprendere gli altri. Quando percepisce l’altro come entità diversa da sé, comincia il processo di socializzazione che presuppone prima autoriconoscimento di sé stesso. Sviluppo che avviene nei primi 2 anni di vita: riesce a descriversi con alcune caratteristiche.

Come si capisce quando avviene il passaggio da sé essenziale a sé categorico? Test dello specchio: bambino a 4–5 mesi se posto davanti allo specchio con madre è attirato dalla madre; intorno ai 9 mesi è attirato da sé stesso. Nel test sperimentale: macchiolina sul naso, davanti ad uno specchio, se capisce che non è parte di sé stesso abbiamo autoriconoscimento.

Presuppone:

  • Stabilità degli oggetti e delle persone
  • Capacità di riconoscere le emozioni
  • Sviluppo linguaggio
  • Consapevolezza del punto di vista degli altri

Piaget parlava di rappresentazioni isolate, in questo stadio bambino ancora nel pensiero egocentrico (5-6 anni). Critiche: social referring emerge prima dei 5-6 anni = capacità di avvalersi delle emozioni altrui per guidare il proprio comportamento.

Teoria della mente

Grazie a teoria della mente: 2 anni senso del desiderio, 3 anni credenza (stato interno che comprende una rappresentazione = meta rappresentazione); 4 anni falsa credenza (test di Sally e Annie); 5-6 anni falsa credenza di secondo ordine = alla base della comprensione dello scherzo e ironia (si sviluppa con scolarizzazione, con comprensione dei verbi legati alle intenzioni).

Precursori di teoria della mente

  • Gioco simbolico
  • Intenzione dichiarativa – comunicativa (alla base di rapporto triadico) con gesto di indicare
  • Imitazione (presuppone convinzione che l’altro è diverso da sé)

Baron-Cohen: teoria della mente è modulare, si sviluppa in concomitanza con la maturazione del SN:

  1. Eye-Direction Detector
  2. Intentionally Detector
  3. Shared Attention Detector
  4. Theroy of Mind Mechanism

Relazioni orizzontali

Maggiormente compromesse nello sviluppo atipico hanno la funzione di permettere l’acquisizione di quelle abilità che possono essere acquisite solo tramite le relazioni di cooperazione e competizione.

Modelli di riferimento delle abilità sociali

Primi due si riferiscono alle tappe che ci portano alla conoscenza sociale; ultimi due presi da studio di psicofisiologia.

  1. SIP (Social Information Processing): per arrivare a conoscenza sociale ci sono diverse fasi: codifica di segnali sociali (interni e esterni: motivazione estrinseca); interpretazione di questi segnali che presuppone attribuzione degli intenti; classificazione degli scopi (influenzata da regolazione emotiva); esame di possibili risposte da dare; decisione della risposta (valuto conseguenze); messa in atto della risposta. Inseriti poi i processi emotivi in ogni fase del modello. Inseriti perché la fase non è scindibile dai processi emotivi, qualsiasi decisione è influenzata dalle emozioni.
  2. Social Model (modello integrativo): integra fattori interni ed esterni tra fattori neurali e fattori cognitivi.
  3. Teoria Polivagale: esistenza di sistema nervoso sociale: differenze individuali nel tono vagale (RSA, HRV) mediano la regolazione emotiva nei contesti sociali. Il nervo vago mielinizzato è deputato alla cognizione sociale. Inibisce attacco fuga per far sì che interagiamo con gli altri. Persone con tono vagale più alto regolano e comprendono emozioni sociali in maniera maggiormente adattiva. Persone con maggiore variabilità di frequenza cardiaca riescono a mediare la regolazione emotiva maggiormente. Alla base della cognizione sociale c’è una regolazione emotiva, mediata dal tono vagale. Tono vagale può essere migliorato tramite tecniche di meditazione (tecnica di biofitting) e stile di vita sano.
  4. Modello neuroviscerale: tono vagale ci dà informazioni sull’integrità funzionale della rete neurale implicata nelle interazioni emotivo-cognitive, e nell’integrazione tra segnali interni ed esterni dal corpo (capacità di adattamento).

Valutazione delle abilità sociali

  1. Misure self report / report di caregivers e insegnanti
    • Social skills improvement system (SSIS): Approccio multinformant (studente, genitore e insegnante)
    • Valuta abilità sociali e problemi di comportamento
    • Competenze accademiche (insegnanti)
    • Scala Likert
    • Genitori e insegnanti valutano l’importanza che danno al comportamento
  2. Osservazione della prestazione oggettiva tramite prove sperimentali (meglio se ecologiche) ToM, Riconoscimenti di emozioni, CASP, Trier Social Stress Task. ToM cognitiva ed affettiva (capacità di comprendere lo stato emotivo altrui e capacità di inferire lo stato mentale altrui). CASP: test a più livelli (10 video con situazioni sociali tra due o più bambini o tra bambino e adulto). CASPem score = comprensione delle emozioni nei personaggi. CASPnv score = individuazione dei segnali emotivi non verbali.
  3. Rilevazione di misure psicofisiologiche durante le prove (EEG, ECG, EDA) Induce una risposta acuta di stress in condizione controllate, mediante minaccia al giudizio sociale e imprevedibilità. A livello fisiologico si attiva all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.
  4. Rilevazione della posizione del movimento degli occhi Eye tracking = valutiamo quanto il bambino fissa segnali sociali. Se bambino si focalizza su dettagli c’è bassa attenzione sociale.

Abilità sociali nello sviluppo atipico

Autismo

  1. Deficit riconoscimento emozioni. È un deficit globale o specifico? C’è deficit nelle emozioni negative e non in quelle positive. Partecipanti con autismo fanno più errori e sono più lenti. Il tono vagale nei bambini con autismo è inferiore rispetto a bambini sviluppo tipico tono è indice di adattamento alle richieste ambientali. Nel gruppo ASD i bambini con maggiore tono vagale riconoscono le emozioni più velocemente + direzione occhi: autismo dirigono attenzione verso bocca rispetto a occhi. La gravità dell’autismo correla negativamente.
  2. Scarsa teoria della mente. Fratelli e teoria della mente nell’autismo: i fratelli maggiori influenzano la teoria della mente nei bambini con autismo? Dati contrastanti: potrebbe essere fattore protettivo (se fratello maggiore potrebbero avere maggiori competenze di teoria della mente); dall’altro lato ci dicono che potrebbe essere fattore di rischio (potrebbero compensare le difficoltà dei fratelli minori, non danno possibilità di creare pensiero critico). Teoria della mente esplicita (genitori) e pratica (batteria di test): bambini con autismo hanno punti sotto la norma in entrambe deficit meta rappresentazionale. In bambini con ADHD falliscono solo in TOM applicato, hanno teoria della mente esplicita intatta. Utilizzano schemi mentali già acquisiti e non si applicano per capire intenzionalità altrui ma usano schemi già prestabiliti. Importante perché si collega a differenza di genere nell’autismo: femmine camuffano le difficoltà, sono più adattive nell’imparare.

Lo sviluppo della memoria

Prof. Mammarella

Memoria a lungo termine

  1. Non-Dichiarativa / Implicita = conoscenze implicite apprese in modo automatico (es. guidare un’auto)
  2. Dichiarativa / Esplicita = distinta in EPISODICA (eventi immagazzinati) e SEMANTICA (i significati)

Memoria implicita

Fa riferimento a compiti come: completare frammenti, riconoscimento volti, apprendimento percettivo. I bambini immagazzinano informazioni delle quali non sono coscienti al momento del ricordo. In questo sistema non si osservano particolari differenze tra bambini e adulti perché non è richiesta una conoscenza particolare. Non appaiono, inoltre, differenza con l’età (a differenza della memoria esplicita). La memoria implicita si sviluppa più precocemente della memoria esplicita.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ele_p97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo cognitivo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Caviola Sara.
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