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Psicologia dello sviluppo

Definizione di psicologia dello sviluppo

La psicologia dello sviluppo è una branca della psicologia che si occupa dello studio dei cambiamenti psicologici che avvengono durante l’intero arco della vita di un individuo, dalla nascita fino alla morte.

Si tratta quindi di una disciplina che utilizza un approccio life-span.

Nel concreto definiamo la Psicologia dello Sviluppo come:

Quali sono le caratteristiche della psicologia dello sviluppo?

La Psicologia dello Sviluppo viene studiata attraverso l’utilizzo di molteplici approcci teorici e metodologici. Questa disciplina focalizza la sua attenzione su diversi aspetti:

Alcuni esempi di aspetti biologici

  1. Genetica: l'ereditarietà genetica può influire sulle caratteristiche fisiche, emotive e cognitive dell'individuo.
  2. Sistema nervoso: il sistema nervoso è responsabile del controllo e della regolazione di molte funzioni dell'organismo, tra cui la percezione sensoriale, il movimento muscolare, l'attività cardiaca, la respirazione, la digestione e molte altre. Il sistema nervoso è inoltre responsabile del controllo delle funzioni cognitive come la memoria, l'attenzione e la percezione.
  3. Ormoni: gli ormoni sono sostanze chimiche prodotte dalle ghiandole endocrine che regolano molte funzioni dell'organismo, tra cui il metabolismo, la crescita, la riproduzione, il sonno e l'umore.
  4. Cervello: il cervello è l'organo principale del sistema nervoso centrale e svolge un ruolo fondamentale nel controllo delle funzioni cognitive, emotive e motorie dell'organismo.
  5. Sviluppo prenatale: lo sviluppo prenatale si riferisce al periodo di sviluppo che va dalla concezione alla nascita. Durante questo periodo, l'ambiente uterino, la nutrizione materna e l’esposizione a sostanze tossiche possono influenzare lo sviluppo fisico e neurologico del feto.

Aspetti fisiologici

  1. Crescita fisica: la crescita fisica è un aspetto fisiologico importante che può influenzare lo sviluppo dell'individuo. Durante l'infanzia e l'adolescenza, ad esempio, il corpo subisce importanti cambiamenti in termini di altezza, peso e proporzioni corporee, che possono influenzare la percezione di sé e le relazioni sociali.
  2. Maturazione sessuale: la maturazione sessuale è un processo fisiologico che coinvolge lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie, come la crescita dei peli pubici, la comparsa del ciclo mestruale, lo sviluppo dei seni e la crescita del pene e dei testicoli.
  3. Sviluppo del sistema nervoso: lo sviluppo del sistema nervoso, compreso il cervello, è un aspetto fisiologico importante che può influenzare lo sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale dell'individuo.
  4. Funzionamento sensoriale: il funzionamento sensoriale è un aspetto fisiologico che riguarda l'elaborazione delle informazioni sensoriali provenienti dall'ambiente.
  5. Sistema endocrino: il sistema endocrino è un sistema fisiologico che produce e secerne ormoni nell'organismo. Questi ormoni possono influenzare lo sviluppo fisico, cognitivo e comportamentale dell'individuo, regolando la crescita, lo sviluppo sessuale, il metabolismo e le emozioni.

Aspetti sociali

  1. Famiglia: la famiglia può influenzare l'apprendimento, il comportamento, l'identità e le relazioni interpersonali dell'individuo e può fornire sostegno emotivo, materiale e sociale.
  2. Scuola: la scuola può influenzare l'apprendimento, l'autostima, l'identità e le relazioni interpersonali dell'individuo e fornisce opportunità di socializzazione e di sviluppo delle competenze sociali.
  3. Gruppi di pari: i gruppi di pari possono influenzare il comportamento, l'identità e le relazioni interpersonali dell'individuo.
  4. Cultura: la cultura può influenzare l'identità culturale, le credenze, i valori e i comportamenti dell'individuo. Inoltre, la cultura può influenzare le relazioni interpersonali e la partecipazione sociale dell'individuo.
  5. Media: i media possono influenzare le opinioni, le credenze, i comportamenti e le relazioni interpersonali dell'individuo e possono fornire opportunità di apprendimento e di sviluppo delle competenze sociali, ma anche di esposizione a contenuti inappropriati o dannosi.

Obiettivi della disciplina

Aiutare i professionisti che lavorano con i bambini e con gli adulti a comprendere meglio le fasi e i processi dello sviluppo, in modo da poter intervenire in modo adeguato e promuovere il benessere dell'individuo. In particolare:

  • Essendo una scienza che studia i cambiamenti sistematici che caratterizzano l’evoluzione psicologica di ciascun individuo nel corso dell’intera esistenza.
  • Si focalizza sui processi, quindi non stadi definitivi e statici.
  • Utilizza una prospettiva dinamica, situata nel tempo, che considera le caratteristiche del momento specifico dell’individuo e probabilistica (l’esito dei processi evolutivi non è predeterminato).
  • L’attenzione è quindi posta sull’individuo con le sue specificità e caratteristiche e favorisce lo sviluppo, l’apprendimento e l’evoluzione di molteplici competenze.

Definizione di psicologia dell’educazione

Essendo la Psicologia dell’Educazione una scienza che si occupa di comprendere e sostenere i processi di insegnamento e apprendimento, così come si dipanano attraverso l’azione di un formatore e di come questi vengono recepiti dagli studenti.

Ambiti di interesse

È una disciplina che si occupa di:

  • Studiare le modalità con cui le persone si appropriano delle conoscenze e dei concetti;
  • Analizzare come le persone elaborano e sviluppano in maniera autonoma e personalizzata le conoscenze acquisite.

Obiettivo principale

In sostanza possiamo affermare che la Psicologia dell’Educazione è una disciplina che studia i processi psicologici che influenzano l’apprendimento e lo sviluppo delle persone nei vari contesti educativi.

Di quale apprendimento si occupa?

A cosa serve la psicologia dell’educazione

Serve agli insegnanti per trovare, migliorare e implementare nuove metodologie per una didattica inclusiva, differenziata, interattiva e personalizzata.

Serve agli psicologi per prevenire e intervenire su eventuali disturbi dell’apprendimento, sulla costruzione e la valutazione di training e interventi.

Serve agli educatori per osservare e identificare strumenti differenti a seconda delle esigenze della persona interessata.

Contesti di apprendimento

Quali sono i contesti in cui si sviluppa questo apprendimento?

Qualsiasi tipo di contesto in cui esiste una relazione tra due individui che possa portare all’acquisizione di contenuti, informazioni e competenze legate all’apprendimento.

Bisogna quindi sottolineare l’importanza di ciascun individuo all’interno della relazione.

Obiettivi della psicologia dell’educazione

L’obiettivo principale è di migliorare l'efficacia dell'educazione attraverso la comprensione dei processi psicologici coinvolti nell'apprendimento. In particolare, la disciplina si propone di:

  • Analizzare le teorie dell'apprendimento e della motivazione;
  • Sviluppare metodi e strumenti di valutazione delle abilità cognitive e socio-emotive dei bambini e degli adulti;
  • Proporre interventi educativi e formativi mirati a favorire lo sviluppo e l'apprendimento.

Ambiti di studio

In particolare:

Studia i processi psicologici che influenzano l'apprendimento, tra cui:

  • La memoria;
  • L'attenzione;
  • La percezione;
  • Le funzioni esecutive;
  • Le abilità socio-emotive come l'empatia, l'autoregolazione emotiva e la relazione con gli altri;
  • La motivazione e il coinvolgimento nell'apprendimento.

Applicazioni pratiche

Tra le principali applicazioni pratiche, troviamo:

  • La progettazione e l'implementazione di programmi educativi e formativi per bambini, adolescenti e adulti;
  • La valutazione e il monitoraggio delle abilità cognitive e socio-emotive dei bambini e degli adulti;
  • La consulenza educativa e la formazione degli insegnanti.

Le domande chiave della psicologia dello sviluppo e dell’educazione

Se la psicologia dello sviluppo e dell'educazione si occupa di come gli individui crescono e imparano nel corso della loro vita, è importante scoprire come pone le sue basi per lo sviluppo delle sue formulazioni teoriche.

Per studiare un fenomeno evolutivo dal punto di vista della disciplina significa avere in mente alcune domande chiave che consentono lo sviluppo di teorie, interventi e azioni psicoeducative.

Quali sono le domande chiave relative allo sviluppo?

1. Qual è la natura dei cambiamenti che caratterizzano lo sviluppo?

  • Natura quantitativa: lo sviluppo è un accrescimento o un graduale accumulo di cambiamenti nel tempo;
  • Natura qualitativa: lo sviluppo implica la comparsa di nuove capacità o la trasformazione di capacità già presenti.

Per meglio comprendere la natura quantitativa, dobbiamo far riferimento alle modifiche che si verificano nella quantità o nella quantità di un aspetto dello sviluppo, come:

  • La crescita fisica;
  • L'acquisizione di nuove abilità cognitive;
  • L'incremento della complessità delle interazioni sociali.

Questi cambiamenti avvengono gradualmente e possono essere misurati in termini numerici o di quantità, come:

  • L'altezza;
  • Il peso;
  • Il numero di parole utilizzate in una conversazione.

Invece, i cambiamenti di natura qualitativa riguardano le trasformazioni strutturali che si verificano in uno degli aspetti dello sviluppo, come:

  • Il passaggio da un tipo di ragionamento a un altro;
  • L'acquisizione di una nuova comprensione del mondo;
  • Il cambiamento nella modalità di interazione sociale.

Questi cambiamenti avvengono improvvisamente e non possono essere misurati in termini numerici o di quantità, ma piuttosto in termini di qualità dell'esperienza o della percezione.

2. Quali sono i processi che causano tali cambiamenti?

  • Fattori genetici / innati;
  • Fattori ambientali / relazionali.

Modelli teorici innatisti-maturazionisti

Lo sviluppo è mosso da fattori innati (genetici) e/o è dettato dalla maturazione dell’individuo. I nuovi comportamenti che si manifestano a età diverse sono dettati dalla maturazione/crescita dell’individuo, più che dalle sue esperienze o dall’ambiente. Lo sviluppo è considerato simile in diverse culture ed epoche (tappe di sviluppo universali).

Le caratteristiche di questi modelli sono:

  • Innatismo: i modelli innatisti sostengono che i bambini nascono con capacità innate, geneticamente determinate, che guidano il loro sviluppo come l’acquisizione del linguaggio, la comprensione del mondo fisico e le abilità sociali e cognitive.
  • Maturazione: lo sviluppo avviene attraverso un processo di maturazione biologica che segue un ordine prevedibile e universale che guida il comportamento e lo sviluppo del bambino, indipendentemente dall'ambiente in cui vive.
  • Fattori ambientali: considerano l’ambiente come un fattore secondario nello sviluppo. Sebbene l’ambiente possa influenzare lo sviluppo, i modelli ritengono che il ruolo dell’ambiente sia limitato rispetto a quello della biologia.
  • Fasi di sviluppo: i modelli innatisti-maturazionisti identificano fasi di sviluppo universali che tutti i bambini attraversano nello stesso ordine, basate su fattori biologici con un ordine prevedibile.

Critiche a questi modelli:

  • Limitata considerazione del ruolo dell’ambiente nello sviluppo;
  • Tendenza a ignorare la diversità individuale e culturale.

Modelli ambientali

Lo sviluppo è dettato dall’ambiente e dall’influenza che esso ha sull’individuo. I percorsi di crescita sono profondamente diversi l’uno dall’altro, in quanto dipendono dall’ambiente nel quale l’individuo vive e dalle sue personali esperienze.

Critiche a questi modelli:

  • Limitata considerazione dei fattori cognitivi e biologici nello sviluppo umano;
  • Ignoranza dell'influenza dell’ambiente sociale e culturale;
  • Limitazioni nella spiegazione del processo di apprendimento.

Modelli organismici cognitivi

Secondo questi modelli, lo sviluppo è dettato dall’incontro di fattori innati e ambientali, ossia da come le esperienze individuali impattano sulla maturazione individuale.

Critiche a questi modelli:

  • Difficoltà nella misurazione delle variabili cognitive;
  • Limitata considerazione dei fattori ambientali e sociali, poiché si concentrano sui processi cognitivi interni;
  • Difficoltà a integrare le teorie e le evidenze empiriche in un quadro teorico coerente e unificato.

Come sono questi cambiamenti?

Le metafore dell’educazione

Per poter spiegare i processi di apprendimento, in letteratura si ricorre all’utilizzo di metafore che meglio aiutano a comprendere tali fenomeni.

Le principali metafore utilizzate sono:

  • Trasmissione della conoscenza;
  • Costruzione della conoscenza;
  • Partecipazione;
  • Transazione.

La metafora della trasmissione della conoscenza

Si parte dal concetto di informazione e richiama il modello di Shannon e Weaver (1949) della trasmissione delle informazioni. Il modello teorizzato è stato sviluppato nel 1949 e pubblicato nell’articolo “La teoria matematica della comunicazione”.

Il modello aveva come obiettivo la definizione di una teoria che rendesse più efficienti i sistemi di comunicazione, soprattutto quelli telefonici, ed è stato formulato a partire dagli elementi essenziali della comunicazione: sorgente, ricevente, messaggio, canale, codifica, decodifica.

Il modello non è stato teorizzato per le dinamiche comunicative umane, ma venne ripreso da diverse discipline poiché aveva diverse corrispondenze tra la comunicazione di dispositivi e la comunicazione umana.

Uno degli adattamenti di questo modello riguarda la metafora della trasmissione delle informazioni.

Secondo questo approccio, l’informazione passa da un emittente a un ricevente, con un margine di dispersione. Possiamo affermare che è importante che ciò che si riceve sia il più possibile simile a quello che è stato emesso.

Le caratteristiche di questo modello sono:

  • Informazione predefinita e confezionata da colui che vuole insegnare/educare;
  • Il compito dello studente è di acquisire, memorizzare, immagazzinare contenuti;
  • La mente è vista come un contenitore in cui le informazioni sono organizzate con diversi livelli di complessità a seconda del grado di expertise.

I limiti di questo modello

  • Visione meccanicistica del processo di apprendimento;
  • Mente vista in maniera statica e non dinamica.

La metafora della costruzione della conoscenza

Secondo questa metafora, l’apprendimento si costruisce attraverso l’interazione tra persone o con le varie fonti. Significa quindi che quello che una persona può conoscere è la derivazione costante di un processo interpretativo e costruttivo di quello che si vede, e che non dipende da un dato oggettivo della realtà.

In questo caso, l’apprendimento deve essere considerato come un processo di indagine, di scoperta individuale, mentre la conoscenza risulta un qualcosa di nascosto, non completamente o quanto meno immediatamente visibile. Si può affermare che non esista a priori e che vada costruita attraverso un processo soggettivo.

Inoltre, se l’apprendimento è un processo di scoperta, significa che coinvolge abilità quali l’interpretazione, la riflessione e l’analisi di quanto viene appreso.

La metafora della partecipazione

La differenza tra questa metafora e la precedente sta nel coinvolgimento delle persone nella partecipazione ad attività e pratiche sociali.

È grazie a questo processo che avviene e si sviluppa l’apprendimento.

Assumono un ruolo fondamentale i contesti nel quale la conoscenza viene distribuita tra gli individui, localizzata negli ambienti, gli oggetti e gli artefatti utilizzati quando si svolgono pratiche significative per la comunità.

Questo suggerisce che i significati, e di conseguenza gli apprendimenti, avvengono e si sviluppano momento per momento.

In questo caso è importante partecipare a quello che viene definito processo di acculturazione, nel quale diventa fondamentale imparare a far parte di un gruppo, appropriandosi della sua cultura e al tempo stesso modificandola attraverso la sua partecipazione.

La metafora della transazione

In questa metafora è importante riconoscere che qualsiasi tipo di azione che ha uno scopo e un’interazione formativa attiva un effetto che porta a un cambiamento biunivoco non solo negli attori, ma anche nel contesto in cui questi interagiscono e si muovono.

In questo approccio contesto ed individuo non possono essere separati e la conoscenza diventa quindi tutto ciò che consente di concludere in modo soddisfacente la transazione (informazioni, strumenti, concetti usati e scaturiti dalla transazione).

La mente diventa quindi desumibile dalle trasformazioni prodotte dall’individuo sull’ambiente.

Conclusioni

Per concludere è importante riconoscere che l’introduzione di queste metafore abbia portato a un cambiamento di paradigma per quanto riguarda le seguenti caratteristiche:

  • Si è passati dall’idea che il destinatario dell’
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariateresa.mastropierro91 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Rinaldi Teresa.
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