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Cos'è la psicologia dello sviluppo?

È una branca orientata a capire i cambiamenti dell'essere umano durante il suo ciclo di vita. Ci sono continui cambiamenti anche in terza età. Durante i primi 3 anni di vita è molto veloce e potente rispetto a chi ha 50 anni ad esempio.

  • È scientifica, utilizza le metodologie delle scienze naturali, metodo sperimentale, ricerca di evidenze empiriche.
  • È molto interdisciplinare, ha a che fare con diverse discipline: biologia, linguistica, medicina, o con altre discipline della psicologia.
  • Applicativa ad esempio in campo educativo.

Aspetti dello sviluppo

  • Fisico: processi biologici. Cambiamenti nelle dimensioni, nelle proporzioni e nell’aspetto del corpo. Sviluppo del cervello, capacità percettive e motorie e salute fisica in generale.
  • Cognitivo: lo sviluppo dei processi di pensiero come la memoria. Sviluppo di una vasta gamma di processi di pensiero e di abilità intellettive: memoria, attenzione, conoscenze formali e del mondo, problem solving, immaginazione, creatività, linguaggio.
  • Affettivo, emotivo e sociale: quel tipo di percorso che fa il bambino per sviluppare una relazione intima con persone speciali del suo ambiente che si prendono cura di lui, genitori biologici e non, o altre persone come dei tutori. Poi diventa il prototipo per tutte le altre relazioni affettive. Inizia senza avere delle emozioni e anche la capacità di provarle si sviluppa con il tempo. Processi socio-emotivi. Sviluppo della comunicazione delle emozioni, della conoscenza di sé e dei propri sentimenti, di abilità interpersonali, conoscenze circa le altre persone e i loro sentimenti, ragionamento e comportamento morale.

Il cervello diciamo che "comanda" tutti questi processi. Ci sono concatenazioni tra processi biologici, cognitivi, emotivi, sociali e affettivi. Le neuroscienze cognitive dello sviluppo mettono in luce i collegamenti tra sviluppo, processi cognitivi e con lo sviluppo cerebrale. Le neuroscienze sociali dello sviluppo connessioni tra sviluppo, processi socio emotivi e cervello.

Esempio: quando un bambino ha uno scatto di crescita ad esempio riesce a tenere alzata la testa, prima tappa di sviluppo grosso motorio, questa capacità fisica dà uno sprint alle altre abilità. Comincia quindi a poter esplorare il mondo, ha più possibilità di imparare.

Neuroni specchio

Neuroni specchio: classe di neuroni visomotori audiomotori che sparano quando il soggetto fa un movimento ma anche quando assiste al movimento fatto da un'altra persona. Hanno aperto la strada a una serie di ipotesi dando la base neurale a alcuni comportamenti come l'imitazione. I bambini nascono già con questa abilità ed è importante per tutta la vita. Noi preferiamo vedere un video tutorial per imitare perché è più semplice che leggerne le istruzioni. I bambini usano questa grande risorsa e imparano tante cose e a essere empatici. Il bambino appena nato non sa di avere un volto, questi comportamenti sono di base.

Ciclo di vita

Il ciclo di vita è diviso in periodi.

  • Periodo prenatale: dalla concezione alla nascita.
  • Neonatale: primo mese.
  • Periodo infantile o prima infanzia: da 1 mese a 18-24 mesi.
  • Seconda infanzia o età prescolare: dai 2 anni e mezzo ai 5-6 anni.
  • Fanciullezza o età scolare: dai 6 agli 11 anni.
  • Preadolescenza: 11 e 12 anni.
  • Adolescenza: dai 13 ai 18/22 anni, è difficile dire quando finisce.
  • Un adulto: giovanile (25-35), di mezzo (36-64), senile (65 in poi) -> sono comunque dati vecchi, negli ultimi anni l'aspettativa di vita è aumentata.

Nozioni e domande della psicologia dello sviluppo

La p dello sviluppo ha alcune nozioni che sono l'asse portante di alcuni studi. Noi siamo molto simili l'uno all'altro, ma anche diversi, c'è quella che viene chiamata variabilità individuale. Ci si è interrogati su cosa determini le caratteristiche comuni e le caratteristiche individuali.

Durante le fasi dello sviluppo si verifica un cambiamento delle proporzioni del corpo comune a tutti in linea di massima. Si verificano anche delle tappe ad esempio quasi a un anno si inizia a camminare, mentre si può iniziare a parlare in diversi momenti.

Di base a prescindere dalla razza/etnia siamo identici, nessuna differenza. Però abbiamo storie diverse, influisce anche l'epoca o il luogo in cui si nasce, ad esempio oggi c'è più accesso ai medicinali, al cibo rispetto a prima.

Queste constatazioni hanno portato la p dello sviluppo a farsi 3 domande che portano a questioni teoriche di base.

Prima domanda

Prima domanda -> quanto incidono i fattori genetici quanto quelli culturali e sociali?

Sono stati studiati anche i gemelli identici. Quello che succede è che i gemelli identici crescono insieme. Ma anche sui gemelli che sono stati separati alla nascita e si è visto che anche loro sono molto simili, mantengono gusti, talenti, predisposizioni.

Seconda domanda

Seconda domanda -> importanza delle prime esperienze e delle esperienze successive. Le caratteristiche dell'infanzia ci accompagneranno per tutta la vita? Ad esempio un bambino che dorme tranquillo potrà dormire tranquillamente anche dopo. Oppure una bambina triste potrà diventare un adolescente malinconica.

Quanto spazio c'è nel corso dello sviluppo per un cambiamento? Se c'è un trauma verrà superato?

Alcune teorie dicono che le esperienze precoci sono quelle che decidono lo sviluppo successivo? Trauma, carenza, privazione. Più è piccolo più si porta dietro questo problema? Alcune teorie dicono che questo più influenza la vita dell'adulto che svilupperà una nevrosi. Il cambiamento può avvenire durante tutto il ciclo di vita? Ci porteremo dietro paure, fobie, difficoltà?

Alcune cose che capitano precocemente hanno un effetto peggiore, altre invece no. Per lo sviluppo cerebrale ci sono periodi sensibili, sarà molto difficile il recupero.

Es: cervello di un bambino di tre anni, cervello di bambino che ha subito una deprivazione, no cibo, no stimolazioni dall'ambiente.

I primi anni sono fondamentali per uno sviluppo cognitivo cerebrale adeguato. Se manca cibo potrebbe non essere adeguato, può bloccarsi o prendere una strada anomala. Conseguenze di condizioni ambientali...

La plasticità cerebrale è talmente forte nei primi anni ad esempio un tumore cerebrale, durante la rimozione si va a incidere anche parti sane, più il bambino è piccolo più riesce a recuperare la funzione di quelle parti rimosse con altre parti. Per altre cose c'è un'enorme capacità di recupero ad esempio un bambino profugo che vede morire i genitori. Vivere durante una guerra. In questi casi c'è stato spazio per un recupero.

Terza domanda

Terza domanda -> ma cosa sta pensando? Domanda che si fa guardando i bambini. Una domanda è come pensano i bambini? Pensano diversamente dagli adulti? Ad esempio un bambino che gioca a scacchi pensa come un adulto? Una bambina che gioca con le costruzioni ragiona per far stare su il muro come un muratore? Comprendono il mondo allo stesso modo?

Sviluppo continuo es pesce.

Sviluppo stadiale ed farfalla.

Ma lo sviluppo è continuo o discontinuo?

Storia dell'interpretazione dei bambini

Storia: l'interpretare i bambini è cambiato nel corso del tempo.

Nel Medioevo l'infanzia non esisteva, erano adulti in miniatura, era una nozione di tipo giuridico-sociale.

È durante l'Illuminismo, 17 secolo, che comincia l'interesse da parte di scienziati e filosofi per la specificità del bambino. Anche il modo in cui si vestono ci dà l'idea di come veniva considerato cioè un adulto piccolo. Stessa cosa con il passare del tempo, solo nel primo 900 notiamo un cambiamento di prospettiva, cominciano a essere vestiti in maniera speciale soprattutto dai ricchi.

Diversi studiosi poi si interrogarono:

  • John Locke (1632-1704) pensava che i bambini alla nascita fossero una tabula rasa, si nasceva senza nessuna conoscenza pregressa.
  • Jean-Jacques Rousseau (1712-1778, 18 secolo) aveva un'idea dei bambini non come contenitori vuoti ma come dei nobili selvaggi con un senso innato del bene e del male.
  • Darwin (1809-1882) ipotizza la teoria della selezione naturale. Le caratteristiche degli esseri umani come frutto di essa e come adattative per la vita.

1900: bambini iniziano a essere considerati come speciali, una specificità viene riconosciuta a livello sociale giuridico a livello di contratti di lavoro. Sappiamo tutti ora che funzionano in modo diverso.

Lo studio scientifico dei bambini da parte degli psicologi comincia nel 1800, il primo problema che si sono trovati a risolvere è il problema delle osservazioni indirette.

Freud per esempio si occupa dello sviluppo infantile non esaminando i bambini ma dai ricordi dell'infanzia dei suoi pazienti adulti nevrotici, tranne il piccolo Hans.

Buhler analizza le favole che vengono raccontate ai bambini. Kerschensteiner analizza i disegni fatti dai bambini. Dagli anni 20 iniziano le osservazioni dirette, le prime sono sotto forma di diario. Una serie di psicologi inizia a appuntare le tappe evolutive sui propri figli. Si utilizzano i diari e le biografie dei bambini. Però non si può generalizzare a tutti i bambini. Facendo solo osservazioni non si capisce se tra due fenomeni uno è la causa dell’altro infatti inizia a essere usato il metodo sperimentale.

Stanley Hall, lui faceva domande a un campione di bambini, una delle domande era ma di che cosa è fatto il burro, oppure li faceva parlare di alcuni argomenti, il burro lo fanno le farfalle? Inglese butter = burro.

Una vera rivoluzione comincia con Gesell (1880-1961), egli inaugura l'osservazione sistematica di un gruppo di bambini. Il limite di questo tipo di approccio è che è sì generalizzabile ma è descrittivo e non esplicativo, la cupola di Gesell di materiale traslucido dove all’interno venivano messi i bambini, intorno gli osservatori che non venivano visti. L'osservazione è uguale per un gruppo di bambini, l'osservazione è sotto controllo.

Teorie e modelli

Teoria: la formulazione di ipotesi tendenti a dare una spiegazione a determinati fenomeni. Una teoria può essere quindi definita come una serie di affermazioni ordinate e integrate che descrivono, spiegano e predicono il comportamento.

Modello: riproduzione schematica di un fenomeno complesso. Struttura logica utilizzata per dare conto di un insieme di fenomeni che sono correlati tra loro anche se non legati da legami di causa-effetto univoci.

Teorie diverse danno risposte diverse sulla questione continuità discontinuità dello sviluppo:

  • Jank fautore teoria di tipo stadiale, il bambino tra uno stadio e un altro cambia velocemente, molto poco invece all’interno di uno stadio.
  • Il cambiamento è continuo e graduale, il bambino accresce le abilità che già possiede.

I modelli generali che troviamo divisi in 3 famiglie:

  • Modelli deterministici monocausali.
  • Costruttivismo e cognitivismo.
  • Modelli probabilistici multicausali.

Modelli deterministici monocausali

Modelli deterministici monocausali -> modelli dove si è cercato di determinare di scoprire una causa unica che fosse alla base del meccanismo di sviluppo, causa che determina i meccanismi di sviluppo.

Teoria del condizionamento classico Ivan Pavlov: fisiologo che si occupava di secrezioni gastriche e digestione, scopre in modo causale che i cani a cui dava il cibo saliva quando entrava l'inserviente che portava il cibo e non solo quando vedeva il cibo si è scoperto il condizionamento classico: lo stimolo condizionato provoca il riflesso condizionato.

Il neonato ha la potenzialità di essere condizionato in modo classico. Ha un riflesso di suzione che è eccitato dalla presenza di cibo gradevole. Acqua zuccherata, stimolo incondizionato, messa nella bocca del bambino inizia a succhiare, questo è un riflesso incondizionato. Abbiamo anche un soffio d'aria, stimolo neutro che poi diventa condizionato, il riflesso di suzione quando è stimolato dal soffio d'aria diventa stimolo condizionato.

Il piccolo Albert soggetto di un esperimento di Watson, è stato condizionato a avere paura degli animali e oggetti pelosi. Facendogli sentire un rumore molto forte, all'inizio giocava con un topo, poi ogni volta che giocava con lui sentiva un rumore molto forte, poi inizia a avere la fobia del topo, e per generalizzazione di altri oggetti. Esperimenti così non possono essere più proposti.

Tra i modelli deterministici monocausali il comportamentismo e la teoria socio-cognitiva. Nel comportamentismo ricordiamo Watson, c classico, che ha messo in luce l'apprendimento di schemi stimolo risposta.

Skinner, condizionamento operante, categorizza e mette ordine tra i rinforzi, positivo, negativo e punizione.

Per i comportamentisti la causa è sempre una: le leggi dell’apprendimento.

Bandura: studi sull'imitazione e modelling, una grande parte di quello che i bambini apprendono tramite condizionamento, imitazione e modelling, si inizia a parlare di teoria socio cognitiva. Siamo sempre in un modello in cui si cerca di trovare una causa principale, si sta abbandonando però il comportamentismo monocausale verso una teoria che non tiene conto di comportamenti osservabili.

Quattro questioni del comportamentismo

  1. Molti possibili corsi di sviluppo: il comportamento è rinforzato e modellato in modo diverso per ogni bambino.
  2. Massima importanza dell’ambiente, che modella e condiziona.
  3. Stabilità vs. cambiamento: cambiamento possibile in ogni momento.
  4. Sviluppo continuo, basato sui comportamenti di apprendimento.

Modello della psicoanalisi classica

Un altro modello è il modello della psicoanalisi classica, il modello freudiano -> la teoria psicanalitica pensa che i nostri comportamenti, pensieri... che il motore è unico, la pulsione sessuale e la pulsione di morte. Il bambino durante il suo sviluppo accumula e scarica le tensioni. L'idea è di uno sviluppo dalla nascita che funziona attraverso questa determinante. Ipotizza che passiamo attraverso le fasi dello sviluppo psico sessuale.

  1. Fase orale (nascita-12/18 mesi): fonte primaria di soddisfazione è la bocca, succhiare mordere.
  2. Fase anale (18 mesi-3 anni): applicata l'educazione sfinterica, fonte di soddisfazione l'espulsione di feci.
  3. Fase fallica (3-5 anni): fonte di soddisfazione la regione genitale, complesso di Edipo, complesso di Elettra.
  4. Fase di latenza (6-11 anni).
  5. Fase genitale: riemerge la libido che si manifesta nel comportamento sessuale.

Funzionava per i ricchi nevrotici viennesi dell'800. Quello che a noi interessa è lo sviluppo di fasi uguali, si passa a un'altra fase dopo aver terminato l'altra, se durante una fase c'è un trauma allora si va avanti con qualcosa di inespresso, con un trauma. Più compare in una fase precoce più è difficile da affrontare.

Quattro questioni

  1. Corso unico di sviluppo, gli stadi sono di origine biologica e universali.
  2. Sia Natura che Ambiente sono importanti: gli impulsi innati sono incanalati attraverso le esperienze di allevamento.
  3. Stabilità vs. cambiamento: grande stabilità, le prime esperienze segnano il corso dello sviluppo.
  4. Sviluppo basato su stadi, orale, anale, fallico, latenza e genitale, nei quali il bambino si confronta con pulsioni biologiche e istanze sociali.

Teoria psico-sociale di Erikson

La teoria psico-sociale di Erikson (1982) -> modificò la concezione dello sviluppo dell'identità personale proponendo una progressione attraverso 8 stadi psico-sociali. Considera lo sviluppo come ciclo di vita costellato da eventi critici che possono creare un intoppo allo sviluppo, senza però bloccarlo. Si comincia a vedere l'essere umano che si forma come immerso in un ambiente sociale e culturale. Freud poneva l'attenzione sui 5 anni di vita mentre per Erikson è importante l'intero ciclo di vita. Il concetto dell'identità è alla base dello sviluppo stadiale. In ogni stadio l'individuo affronta un compito di sviluppo, un dilemma psico-sociale, una sorta di crisi che se viene superata forgia l'identità tipica di quello stadio.

  1. Bambino molto piccolo fino a un anno -> la prima conquista è il senso di fiducia nella figura di accudimento e nella propria capacità di far accadere le cose rispetto alla sfiducia.
  2. Prima infanzia (1-3 anni), autonomia, deambulazione, afferrare le cose, controllo degli sfinteri, rispetto all'acquisizione di vergogna e dubbio quando è oggetto di interventi inadeguati.
  3. Età prescolare o età del gioco (3-6 anni), compito di sviluppo verso un senso di iniziativa in contrario a senso di colpa. Organizza attività, diventa più aggressivo e assertivo. Un conflitto con il genitore può far nascere sensi di colpa, ad esempio il complesso di Edipo perché segue la teoria psicoanalitica.
  4. Età scolare (6-12 anni), senso di industriosità contro inferiorità. Incorpora tutte le abilità e norme della sua cultura, anche quelle scolastiche.
  5. Adolescente (12-20 anni), periodo molto importante, si acquisisce un senso dell'identità personale contro una crisi di ruoli. Adatta il senso di sé ai cambiamenti fisici della pubertà, compie delle scelte rispetto al lavoro. Un rischio può essere una forzatura da parte dei genitori verso una determinata identità, va verso addirittura una falsa identità. Es. omosessuali che abbracciano una sessualità che non gli appartiene a volte anche per anni o per tutta la vita.
  6. Il giovane adulto (20-40 anni) deve conquistare un senso di intimità con le altre persone e formare amicizie e relazioni d'amore. L'opposto è l'isolamento sociale.
  7. Media età adulta (40-65) dare un contributo alla società come procreare, chi non ha figli lasciare comunque qualcosa di sé alla generazioni successive, rischio è la stagnazione, non cambiare, non svilupparsi, ad esempio una
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Eleonora128 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Fanari Rachele.
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