Modulo 1
Definizione di gruppo Qualsiasi definizione diventa impossibile nonché
limitante; tutte sono utili ma non ci permettono di utilizzare totalmente le
potenzialità di questa dimensione dell’umano.
Può essere definito come insieme di due o più persone; insieme di due o più
persone che devono risolvere un problema (team di lavoro). Il gruppo può
essere definito non solo come nodo e massa arrotolata come un gomitolo, ma
anche a un nodo metaforicamente in gola come espresso dal dialetto toscano,
groppo. Il nodo in gola fa pensare a qualcosa che non può essere verbalizzato
ed esplicitato facilmente; questo rimanda a un ulteriore significato del gruppo.
In questo caso lo vede come un insieme caratterizzato da dinamiche implicite,
inconsce e non descrivibili dal punto di vista oggettivo.
La psicologia dei gruppi costituisce un ambito di studi che fa riferimento a
una teoria molto complessa e a una pratica altrettanto articolata. La
complessità della disciplina sta nel fatto di una difficile descrizione di quello
che è il costrutto centrale, quello del gruppo. Una complessa descrizione fa
riferimento anche a una difficile comprensione pragmatica di quello che
significa per noi l’esperienza gruppale in quanto descrivere un sistema come
un insieme di elementi non è sufficiente per comprendere da un punto di vista
psicologico ciò che accade realmente all’interno di un gruppo.
Rapporto natura cultura
Questo rapporto venne analizzato da diversi studiosi.
- Bronfenbrenner l’individuo è immerso in diverse reti gruppali.
Abbiamo il micro sistema (Famiglia), il meso sistema che è l’incontro di
più microsistemi, l’esosistema (comprende contesti esterni in cui la
persona non è direttamente coinvolta, ma che influenzano
indirettamente la sua vita), il macrosistema (contesti di vita ampi) e il
geo sistema che comprende il sistema terra.
- Gehlen natura e cultura si incontrano e sono la stessa cosa.
- One Healt vi è un insieme di ecosistemi ambiente – animale –
umano
- Perls Goodman Approccio della Gestalt Therapy dove l’uomo era un
animale e ha perso il contatto con la natura nel momento in cui ha
abbandonato la posizione a carponi. L’individuo e l’ambiente sono un
concetto che ha un ruolo centrale.
- Gallino società 7x24, società in cui è tutto disponibile a qualsiasi ora
del giorno. Parla di finanzcapitalismo in cui vi è un interconnessione
continua, non vi sono confini geografici e economia e politica si
intersecano.
- Boas corrente diffusionista vede la cultura centrale per lo sviluppo
della personalità. Rifiuta la divisione e le distinzioni in razze e critica
l’approccio di Freud.
- Kardiner anch’esso critica Freud. Parla della presenza di istituti
primari (istituti da cui dipende la formazione della personalità di base) e
istituti secondari che soddisfano i bisogni e alleggeriscono le tensioni
create dalle primarie (riti, religioni)
- Hartmann esistono due tipologie di Io. Io libero dai conflitti e quindi
libero e io che fa parte del conflitto. Distingue due modalità: alloplastica,
in cui si cambia l’ambiente per renderlo affine alle proprie esigenze ed
autoplastica in cui vi è un cambiamento individuale per adattarsi alle
esigenze ambientali.
- Freud corrente evolutiva l’uomo moderno è molto simile a quello
primitivo e lo sottolinea nell’opera “Totem e Tabù”. Per lui l’io nasce dal
conflitto individuo – ambiente.
- Giddens, anche lui parla di socializzazione mostrando come la vita
sociale sia costellata dalla presenza di relazioni.
- Jung prospettiva inter soggettiva. La realtà è co costruita sulla base di
diverse dimensioni dell’esperienza vitale.
- Lo Verso parla di transpersonale, sottolineando come la condivisione
sia fondamentale per l’esperienza umana.
- Giannone approfondisce anche lui il concetto di trans personale
evidenziando come nelle reti di relazioni inconsce ci sia il patrimonio
biologico e culturale su cui si fonda la vita psichica.
Sistema familiare è il primo gruppo
Cigoli parlò di corpo familiare in cui è presente:
- Una scena generazionale (luoghi in cui la persona ha vissuto)
Vincoli / legami:
- i rapporti tra i soggetti
Dinamismo
- (dimensione temporale dei gruppi)
Napolitani la famiglia è un innesto di valori, norme e culture, è una matrice
di sostegno. Arrichisce lo sfondo psichico dell’individuo costruendo la sua
stroria.
Melzer la famiglia è il luogo neotenico in cui le relazioni sono interiorizzate.
È anche il luogo d’acquisizione dell’identità personale.
Sahlins in famiglia si apprendono le prime forme di reciprocità e i
comportamenti si influenzano reciprocamente.
MODELLO RELAZIONALE SIMBOLICO
Cigoli e Scabini elaborarono poi il
modello di tipo psicodinamico.
È basato su 3 principi che sono:
- Modello organizzativo: relazione tra le generazioni
- Modello simbolico: è legato ai valori familiaro, vi è fiducia, speranza e
giustizia.
- Modello dinamico: dare – ricevere – ricambiare.
I 3 pilastri su cui si basa sono: relazione – generatività – transizione.
Modulo 2
Modello di scientificità classico
1. Riduzione comprendendo il funzionamento di una parte è possibile
conoscere il sistema
2. Disgiunzione è possibile isolare degli oggetti in maniera oggettivo; i
confini tra un elemento e l’altro permettono di conoscere meglio la realtà.
3. Quantificazione quantità degli elementi della realtà.
4. Ripetibilità dei fenomeni in certe condizioni, in contesti laboratoriali.
Intendere il gruppo come campo dinamico significa far riferimento alla scienza
contemporanea, quindi alla fisica dell 800 e all’interazione tra i corpi teorizzato
da Einsten.
Einstein capì che il campo coincideva con lo spazio teoria della relatività
Heisenberg teoria quantistica i corpi esistono quando sono in
interazione con altri e non è possibile definire dove si manifesteranno, ma solo
calcolarne la probabilità.
Sarà lui quindi a parlare di probabilità e si passa dalla logica causale a quella
casuale.
La fisica influenzò anche il pensiero di Lewin che teorizzò la teoria del campo
Field Theory = C=f(P,A).
C= Comportamento
F= Funzione
P= Persona, inteso come spazio di vita
P/A= Spazio di frontiera. In questa zona si trovano i processi percettivi di
rappresentazione e azione che favoriscono lo scambio tra mondo soggettivo e
quello fisico e sociale.
Questa teoria è parte della teoria della Gestalt. Il campo è una
rappresentazione interna, una mappa. Non è solo un elemento oggettivo, ma
piuttosto un momento esperienziale. Non è un campo totalmente soggettivo,
ma un’esperienza intersoggettiva, frutto della co creazione di chi ne fa parte.
L’autore subisce anche l’influenza della fisica per il concetto di interdipendenza
e per le formule matematiche.
Quando parla di campo, l’autore lo descrive come sistema odologico, in cui
interagiscono diverse forze coesive e disgreganti che danno origine a un gioco
di equilibri.
Sviluppa anche la teoria dinamica della personalità che vede la personalità
come qualcosa di dinamico in quanro legata al campo entro cui si forma. Il
gruppo è fondamentale poiché l’individuo acquisisce identità
dall’appartenenza.
Il mutamento dinamico avviene in 3 passagggi:
1. Disgelo del livello presente rompe l’equilibrio che sostiene la stabilità
dell’organizzazione.
2. La trasformazione in un nuovo livello viene esercitata influenza sulla
direzione che prenderà il cambiamento stesso.
3. Il consolidamento a un nuovo livello nuovi comportamenti diventano
istituzionali.
il gruppo è qualcosa di diverso dalla somma delle singole parti; è un sistema
dotato di una struttura propria con obiettivi e caratteristiche interne. È una
totalità dinamica.
Coppia Baranger campo bipersonale; il paziente e l’analista sono legati
in modo indissolubile e fanno parte sia dello stesso campo relazionale che del
processo dinamico. Quando parlano di campo bipersonale, implica
l’organizzazione dell’ambiente che coincide con il processo di insight. Il campo
bipersonale diventa multipersonale poiché coinvolge il conduttore del gruppo e
i suoi partecipanti.
Correale campo attuale e campo storico. Il campo è considerato un
gruppo di persone e un deposito di tipo transpersonale che va aldilà delle
persone stesse e non corrisponde alla relazione tra di esse, ma li attraversa. Il
campo attuale è quello del qui e ora, il risultato dell’insieme delle immagini, dei
pensieri, fantasia e rappresentazioni depositati nel gruppo e negli affetti. Il
campo storico è invece un lento deposito di relazioni affettive, fatti che ne
costituiscono la memoria e la storia. Arricchisce e completa il gruppo, ma allo
stesso tempo ne blocca la sua evoluzione.
Merleau – Ponty “Fenomenologia della percezione”. Il campo si
costruisce intersoggettivamente. Non è né un fatto psichico appartenente al
mondo interiore, né un introspezione.
Wilfred Bion psicoanalista di gruppo; analizza il gruppo dopo la sua
esperienza nell ospedale psichiatrico in cui vi erano gruppi terapeutici nella
tavistock clinic, condotti da lui.
Il gruppo è un medium, una mentalità primitiva intesa come insieme di
fantasie.
Concetti chiave:
1. Protomentale rappresentazione mentale del gruppo.
2. Mentalità del gruppo volontà del gruppo al quale ogni membro
partecipa. È un pensiero che riguarda tutti i partecipanti del gruppo.
3. Cultura di gruppo nasce dal conflitto tra individuale egurppale.
4. Assunti di base fantasie inconsce delle persone; ciò che accade dal
punto di vista emotivo è considerato implicito. Qui possono verificarsi la
posizione schizo paranoide e depressiva.
5. Valenza il modo di agganciarsi agli altri in modo inconscio.
6. Gruppo di lavoro o istituzione il gruppo in questa dimensione è
impegnato nel compito effettivo del gruppo.
7. Mistico il capo del gruppo è visto come un Messia; può prendere
decisioni e può lavorare autonomamente.
Foulckes fondatore della terapia gruppoanalitica
. Subisce
influenza da Lewin, dalla Gestalt, dalle teorie sociali di matrice Gestaltica, dalla
psicoanalisi e dalla psicologia sociale.
Il gruppo è luogo dove accadono i fenomeni. Analizza la differenza individuo –
gruppo, mondo interno – mondo esterno, all’interno di una totalità dinamica.
Considera il paziente come l’anello di una lunga catena, un punto nodale di una
rete di interazioni la quale è la vera sede dei processi che portano sia alla
malattia che alla guarigione.
Nel contesto terapeutico gruppale individua 4 diversi livelli:
1. Superficiale il gruppo è vissuto come un campione rappresentativo
della società e il leader è una figura di traino.
2. Di transfert il gruppo è la famiglia, il leader un genitore.
3. Delle immagini psichiche corporee o psichiche il gruppo incarna
una parte del sé e può essere considerato un gruppo materno.
4. Primordiale l’inconscio collettivo di Jung e le dimensioni collettive di
Freud.
Concetti chiave:
1. Rete considera la dimensione sociale, biologica e familiare. Le persone
sono legate da reti.
2. Plexus numero piccolo di persone che comprende la famiglia che si
raggruppano intorno alla persona centrale. È una rete dinamica intima.
3. Matrice insieme di menti che agiscono isolatamente. Esistono 3
matrici: di base, dinamica e personale. La matrice di base è fondata sulle
proprietà biologiche e sul patrimonio culturale della specie ( codice
linguistico, etico e culturale. La matrice dinamica so sviluppa nei gruppi
ed è il tratto peculiare. La matrice personale è invece quella che riguarda
l’individuo e si forma a partire da un contesto familiare originario.
Assunti di base modo di combinarsi tra i membri. È involontario e istantaneo.
1. Assunto di base dell accoppiamento vi è la speranza che da una
terza persona che non sia del gruppo, arrivi il salvatore il risolutore dei
conflitti. vi è speranza e attesa del messia, che non coincide con il leader
del gruppo.
2. Assunto di base della dipendenza bisogno di nutrimento e
protezione mentale. Le persone si comportano come se fossero deboli e
si proteggono da ansie depressive facendosi proteggere. Esempio la
chiesa.
3. Assunto di base attacco fuga fuggire da qualcosa o qualcuno, vi
sono ansie persecutorie. L’azione è l’unica soluzione per proteggersi da
un attacco persecutorio e il gruppo in questa situazione regredisce a uno
stato schizo paranoide.
Modulo 3
Il modello di ricerca-comprensione-intervento è un approccio utilizzato in
ambito clinico, educativo, terapeutico, formativo e organizzativo, che si
basa sull’analisi del rapporto tra l’individuo e il contesto in cui è inserito.
Questo modello parte dal presupposto che ogni richiesta d’intervento – sia essa
fatta da un utente o da un committente – nasconde dinamiche relazionali
complesse, chiamate “collusive”. Queste dinamiche fanno riferimento a
significati condivisi e simbolizzazioni inconsapevoli, che influenzano il modo in
cui le persone percepiscono e costruiscono le relazioni all’interno del gruppo o
dell’organizzazione.
L’analisi della domanda è quindi il primo passo fondamentale: consente di
esplorare le aspettative implicite, i ruoli e le relazioni tra chi chiede un
intervento (committente), chi lo riceve (utente), e chi lo offre (psicologo o
tecnico). In questo modello, la domanda non nasce mai in modo neutro: è
sempre l’espressione di un rapporto tra individuo e contesto, spesso il
riflesso di dinamiche già presenti in altri ambienti significativi.
All’interno di questo sistema, si distinguono alcune macro-aree fondamentali
che caratterizzano ogni gruppo:
1. Organizzazione e Istituzione: l’organizzazione rappresenta la parte più
visibile, razionale e strutturata del gruppo – fatta di ruoli, compiti e
obiettivi condivisi. È ciò che Schein chiama la “dimensione diurna” del
gruppo. L’istituzione, al contrario, è la parte inconscia e sommersa:
contiene valori, norme implicite e aspetti simbolici interiorizzati, che
spesso agiscono senza che i membri del gruppo ne siano consapevoli.
2. Coesione e Clima: la coesione riguarda la stabilità interna del gruppo,
ovvero le forze che tengono uniti i suoi membri, in equilibrio tra spinte
centripete e centrifughe. Il clima, invece, è una dimensione più
transitoria e situazionale, legata alla percezione soggettiva
dell’atmosfera del gruppo nel “qui e ora”.
3. Membership e Appartenenza: la membership è il vissuto psicologico
di “essere parte di”, un bisogno profondo di riconoscimento e stima che
si costruisce attraverso le relazioni nel gruppo. L’appartenenza, invece, è
un sentimento più ampio e culturale, legato all’identità personale e al
senso di “mondo comune” (come descritto da Schutz e Stanghellini), che
dà significato all’esperienza condivisa.
4. Groupship e Isolamento: mentre la groupship fa riferimento al senso di
sicurezza e identità condivisa che nasce dentro i confini del gruppo,
l’isolamento rappresenta l’opposto: il sentirsi esclusi, non riconosciuti o
addirittura “anomi”, cioè privi di un riferimento normativo o sociale.
Secondo Stanghellini, si può passare da uno stato di appartenenza a
quello di estraneità, ma non si può sperimentare la seconda senza aver
vissuto la prima.
5. Leadership e Potere: la leadership nasce dall’equilibrio tra membership
e groupship e si manifesta come funzione fondamentale nella regolazione
delle dinamiche di gruppo. Il potere, invece, può assumere varie forme:
Rollo May ne distingue cinque tipi, dal potere sfruttatore (imposto con
forza), al potere integrativo, che si fonda sulla cooperazione e
sull’influenzamento reciproco positivo. In mezzo, troviamo il potere
manipolatorio (inconsapevole), quello competitivo (distruttivo), e quello
nutritivo (a favore dell’altro).
Leadership di Servizio (Quaglino, Casagrande & Castellano, 1996)
La leadership di servizio, secondo Quaglino, Casagrande e Castellano
(1996), è un modello che enfatizza la relazione di servizio tra il leader e i
membri del gruppo. In questo modello, il leader non è un capo autoritario, ma
piuttosto un facilitatore che aiuta il gruppo a raggiungere i propri obiettivi,
ottimizzando risorse e capacità. Il leader di servizio adatta il proprio
comportamento in base alla situazione specifica, cercando di migliorare la
competenza e la responsabilità dei membri del gruppo. È un tipo di leadership
situazionale, che cambia a seconda delle necessità del gruppo, ed è
trasparente, con ruoli e aspettative chiariti sin dall'inizio. Inoltre, è flessibile,
permettendo al gruppo di crescere e svilupparsi in base alle competenze e alle
esperienze di ciascun membro.
Leadership
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