MATERIALE DI PREPARAZIONE
Progettare l’UDA
e la lezione simulata
Guida operativa con modelli pronti e tre UDA complete
Per la prova orale dei concorsi docenti, il TFA sostegno
e gli esami dei percorsi abilitanti 30 e 60 CFU
Nuove Indicazioni nazionali
Aggiornata alle
D.M. 221 del 9 dicembre 2025 · in vigore dall’11 febbraio 2026
applicabili dall’anno scolastico 2026/2027
In questa guida
il metodo delle 24 ore · la scaletta minuto per minuto · modelli vuoti da compilare
tre UDA complete con rubriche · una lezione simulata trascritta
venti tracce di esercitazione · quindici errori che costano punti
1. A chi serve questa guida e come usarla
progettare un’Unità di Apprendimento e sostenerla a voce davanti a una
Questa guida serve a chi deve
commissione. Le occasioni in cui questo accade sono tre e hanno in comune lo stesso impianto:
prova orale dei concorsi docenti,
la dove una lezione simulata viene costruita su una traccia estratta
ventiquattro ore prima;
prove del TFA sostegno,
le dove la progettazione va declinata sull’inclusione e sul raccordo con il PEI;
esami finali dei percorsi abilitanti 30 e 60 CFU,
gli che chiedono una prova di progettazione didattica.
come trasformi quello che sai in un percorso di
In tutti e tre i casi la commissione non valuta quanto sai, ma
apprendimento sensato per una classe reale. È una differenza che cambia tutto: un candidato preparatissimo sulla
disciplina può uscire con 62/100 perché ha fatto una lezione universitaria davanti a una commissione che si aspettava
un insegnante.
La guida è costruita per essere usata in tre modi diversi.
Se hai settimane davanti. Leggila dall’inizio: i capitoli 2-5 costruiscono il quadro, il capitolo 6 ti dà il metodo, i capitoli
13 e 14 ti mostrano due UDA complete da smontare e rimontare sulla tua disciplina.
Se hai le ventiquattro ore della traccia. Vai direttamente al capitolo 6, che è una tabella di marcia ora per ora, e
tieni aperto il capitolo 12 con i modelli vuoti da riempire. Il capitolo 7 ti dà la scaletta minuto per minuto
dell’esposizione.
Se hai un’ora prima di entrare. Capitolo 11, gli errori frequenti, e la checklist finale del capitolo 16. Servono a
evitare le perdite secche, che sono quasi sempre le stesse.
Una premessa onesta sulla normativa: alla data di chiusura di questa guida il bando del concorso 2027 non è stato
metodo di progettazione,
pubblicato e la sua struttura non è confermata. Per questo la guida è costruita sul che è
stabile e vale per tutte le procedure citate, e segnala esplicitamente quali elementi dipendono invece dal singolo bando
e vanno verificati sul testo ufficiale quando esce.
2. Che cosa chiede davvero la commissione
2.1 L’impianto della prova orale
Nelle procedure concorsuali recenti la prova orale è un colloquio a tempo con una parte simulata dentro. Gli elementi
ricorrenti sono questi:
Elemento Infanzia e primaria Secondaria
Durata massima del colloquio 30 minuti 45 minuti
Lezione simulata sì, su traccia estratta 24 ore prima sì, su traccia estratta 24 ore prima
Durata della lezione simulata non oltre la metà del tempo effettivo non oltre la metà del tempo effettivo
Quesiti disciplinari estratti a sorte previsti previsti
Lingua straniera verifica del livello, almeno B2 verifica del livello, almeno B2
Tecnologie uso didattico di strumenti multimediali uso didattico di strumenti multimediali
Punteggio minimo 70/100 70/100
quindici minuti alla primaria e circa ventidue alla
Tradotto in tempi reali: la lezione simulata dura circa
secondaria. È poco. È il vincolo più sottovalutato dai candidati e il primo responsabile delle bocciature, perché chi ha
preparato quaranta minuti di contenuto viene interrotto a metà e perde esattamente la parte in cui si valutano
valutazione e inclusione, che quasi sempre sta in fondo.
la lezione simulata non è una lezione accelerata, è una lezione progettata per quella
Il punto da fissare subito:
durata.
2.2 Che cosa osserva chi ti ascolta
I criteri usati dalle commissioni ruotano attorno a quattro assi, che puoi usare come autocontrollo mentre prepari:
Padronanza dei contenuti.
1. Il contenuto è corretto, aggiornato, e selezionato con criterio. Selezionato è la
parola chiave: in quindici minuti scegliere è più importante che sapere.
Scelte didattiche.
2. Le metodologie sono coerenti con l’obiettivo, con l’età, con il tempo. Se l’obiettivo è
“riconoscere”, non si fa debate; se l’obiettivo è “argomentare”, non si fa lezione frontale.
Chiarezza dell’esposizione.
3. Si capisce dove stai andando, quando una fase finisce e ne comincia un’altra, che
cosa chiedi agli alunni di fare.
Adattamento alla classe.
4. La classe non è un’astrazione: ha alunni con PEI, con PDP, con italiano L2, con
tempi diversi. Chi non nomina questa realtà sembra non averla mai vista. uso consapevole
A questi si aggiungono due elementi che nei verbali compaiono quasi sempre come voci autonome:
delle tecnologie capacità di valutare,
e cioè di dire con quali strumenti verificherai se la lezione ha funzionato.
2.3 Che cosa non ti viene chiesto
Un elenco breve ma utile, perché ogni minuto speso qui è sottratto a ciò che conta:
Non ti viene chiesta la storia della disciplina dalle origini.
Non ti viene chiesto di citare autori per dimostrare di conoscerli. Un autore citato senza che cambi una scelta
didattica è un minuto perso.
Non ti viene chiesto di riempire la lavagna. realizzabile
Non ti viene chiesta la “lezione perfetta” ma una lezione in una classe vera, con il tempo e i mezzi
che quella classe ha.
3. UDA e lezione simulata: due oggetti, un rapporto
C’è una confusione che costa punti: molti candidati espongono un’UDA quando la commissione chiede una lezione,
oppure improvvisano una lezione sospesa nel vuoto quando la commissione si aspetta che sia inserita in un percorso.
L’Unità di Apprendimento è un percorso. Ha una durata che si misura in ore o settimane, coinvolge più discipline o
più nuclei della stessa disciplina, si chiude con un prodotto e con una valutazione di competenza. È il contenitore.
La lezione simulata è una singola seduta dentro quel contenitore. Dura una o due ore di scuola, e tu ne simuli una
parte.
Il modo corretto di tenerle insieme, ed è esattamente ciò che la commissione vuole sentire, è questo:
“La lezione che presento è la terza delle sei ore dell’UDA titolo, rivolta alla classe X. Nelle due ore precedenti gli
alunni hanno fatto A e B; in questa ora lavoriamo su C; nelle ore successive il percorso arriva al prodotto finale D,
che sarà valutato con la rubrica che illustro alla fine.”
Sono trenta secondi. Danno alla commissione tre informazioni che altrimenti devono indovinare: che sai progettare
lungo, che sai collocare, che hai in mente un esito.
4. Il quadro di riferimento normativo e culturale
Questo capitolo serve a due cose: dare ai tuoi riferimenti una base reale, ed evitare il nominalismo, cioè l’elenco di sigle
che non cambiano nulla di ciò che farai in classe.
4.1 Le competenze chiave europee
Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 maggio 2018
Il riferimento vigente è la relativa alle
competenze chiave per l’apprendimento permanente, che individua otto competenze: alfabetica funzionale;
multilinguistica; matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria; digitale; personale, sociale e capacità di
imparare a imparare; in materia di cittadinanza; imprenditoriale; in materia di consapevolezza ed espressione culturali.
una o due competenze chiave, non otto.
Uso corretto in sede d’esame: Si sceglie quella che il compito finale mette
davvero in gioco e la si lega a ciò che gli alunni faranno. Dire “attiverò tutte le competenze chiave” significa non averne
attivata nessuna in modo verificabile.
4.2 Le Nuove Indicazioni nazionali 2025
Per infanzia, primaria e secondaria di primo grado il quadro è cambiato di recente e questa è la novità più spendibile
all’orale.
Atto: decreto ministeriale n. 221 del 9 dicembre 2025.
Gazzetta Ufficiale: 27 gennaio 2026.
In vigore: dall’11 febbraio 2026.
Applicazione: 2026/2027,
dalle scuole a partire dall’anno scolastico con attuazione graduale a partire dalle
prime classi.
Effetto: sostituiscono integralmente le Indicazioni nazionali del 2012.
Gli elementi che conviene conoscere e saper usare:
otto competenze chiave europee
impianto costruito sulle e su finalità educative generali che tengono insieme
la dimensione cognitiva, affettiva, relazionale, corporea, estetica, etica;
rafforzamento dell’educazione linguistica fin dalla primaria, con attenzione esplicita a grammatica,
scrittura, memorizzazione poetica, riassunto e scrittura a mano;
latino nella secondaria di primo grado
rientro del come insegnamento curricolare opzionale, a partire dalla
seconda, con un’ora settimanale aggiuntiva;
alleanza educativa scuola-famiglia,
centralità della persona, ruolo del docente;
uso critico delle tecnologie e dell’intelligenza artificiale;
curricolo d’istituto
obbligo per ogni istituto di rielaborare il proprio sulla base del nuovo testo.
Come si spende all’orale, in una frase sola: “Il percorso è riferito alle Nuove Indicazioni nazionali, in applicazione
dall’anno scolastico in corso; la scuola sta rielaborando il curricolo d’istituto e questa UDA è pensata come contributo a
quel lavoro.” Sono quindici secondi che ti collocano nell’anno giusto, mentre la maggioranza dei candidati cita ancora il
2012. infanzia e primo ciclo.
Attenzione a un punto di metodo: le Nuove Indicazioni riguardano Per la secondaria di secondo
grado i riferimenti restano i regolamenti di riordino del 2010 e le relative linee guida e indicazioni, insieme al PECUP.
Citare le Nuove Indicazioni per un liceo è un errore che la commissione sente immediatamente.
4.3 Inclusione: le norme che servono davvero
Tre riferimenti bastano, se usati bene.
Legge 170/2010 PDP,
e linee guida allegate al D.M. 5669/2011: disturbi specifici dell’apprendimento, misure
dispensative e strumenti compensativi.
Direttiva 27 dicembre 2012 e C.M. 8/2013: bisogni educativi speciali,
la categoria dei che include
svantaggio socio-economico, linguistico e culturale.
D.Lgs. 66/2017 D.I. 182/2020: PEI su base ICF,
e inclusione scolastica degli alunni con disabilità,
corresponsabilità del team docente. colonna del progetto.
La regola d’oro: l’inclusione non è un paragrafo finale, è una Nelle UDA di esempio dei capitoli
13 e 14 la trovi dentro ogni fase, non in coda.
4.4 Valutazione D.Lgs. 62/2017 certificazione delle
Gli ancoraggi utili sono il per l’impianto generale del primo ciclo e la
competenze al termine della primaria e del primo ciclo. Nella pratica d’esame conta però soprattutto saper distinguere
tre funzioni e nominarle:
diagnostica, all’inizio: che cosa so già della classe e dei prerequisiti;
formativa, durante: osservo, restituisco, correggo la rotta mentre il percorso è ancora aperto;
sommativa, alla fine: certifico un risultato.
Se in quindici minuti dici solo “alla fine somministro una verifica”, hai usato un terzo dello strumento.
5. Anatomia di un’UDA: i campi e come si riempiono
Non esiste un format unico obbligatorio: ogni istituto adotta il suo. Esiste però un insieme di campi ricorrenti, ed è
quello che la commissione si aspetta di sentire. Qui sotto trovi i campi con, per ciascuno, l’errore tipico e la
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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