Principi di economia
Economia = studio del modo in cui gli individui (es: imprese, istituzioni pubbliche e private…) effettuano scelte in condizioni di scarsità (es: tempo, denaro…) e dei risultati/esiti di tali scelte per la società.
Principio di scarsità
Principio secondo cui nessun pasto è gratuito: avere una quantità maggiore di qualcosa significa generalmente disporre di una quantità minore di qualcos’altro perché, benché i desideri siano illimitati, le risorse disponibili sono limitate. È la condizione di scarsità a rendere necessari i trade-off (= scambio, contropartita). La scelta comporta necessariamente un compromesso tra interessi alternativi. Come si risolve il trade-off? Analizzando i costi e i benefici.
Principio costi-benefici
Partendo dall'idea che gli agenti economici siano razionali e quindi cerchino di raggiungere i propri obiettivi nel miglior modo possibile, un agente economico dovrebbe intraprendere un'azione solo se i benefici aggiuntivi sono almeno pari ai costi aggiuntivi ad essa associati.
Esempio: Conviene impiegare 30 min per andare a piedi in centro per risparmiare 10€ sull'acquisto di un gioco che costa 25€? In questo caso il beneficio derivante dall'acquisto del gioco in centro è 10€ e il costo è dato dal valore monetario che si attribuisce al tempo necessario per arrivare in centro. Se il costo è > 10€, allora conviene acquistare il gioco nel negozio vicino casa dove costa 25€; se il costo è < 10€, allora conviene acquistare il gioco in centro.
Risultato: la decisione cambia da persona a persona in relazione al valore del costo che ognuno attribuisce al fatto di dover andare in centro, ma il criterio utilizzato (quello dei costi-benefici) è sempre lo stesso.
- Surplus economico = differenza tra beneficio e costi (benefici – costi). Nel prendere decisioni di carattere economico, bisogna scegliere l'azione che genera il maggior surplus economico possibile.
- Costo opportunità = valore della migliore alternativa cui bisogna rinunciare per compiere un'azione. Il costo opportunità derivante dall’utilizzo di più tempo per una certa attività comporta l'avere meno tempo per dedicarsi ad altro. Per questo il principio di scarsità spiega perché ad una persona conviene concentrarsi sulle attività in cui è più produttiva rispetto agli altri individui. OC = perdita bene x / guadagno bene y
4 errori principali nel processo decisionale
- Misurare costi e benefici in proporzione anziché in termini monetari assoluti.
- Ignorare i costi opportunità.
- Non ignorare i costi non recuperabili (sunk cost = costi dai quali non si può rientrare nel momento in cui la decisione deve essere presa). I costi non recuperabili sono irrilevanti al fine della decisione perché devono essere sostenuti indipendentemente dal fatto che una certa azione venga o meno intrapresa.
- Non distinguere tra valori medi (= costo totale derivante dalla produzione o dall’acquisto di n unità diviso per n) e valori marginali (= costo di un’unità in più di attività). Per intraprendere un’attività, beneficio medio = beneficio totale derivante dalla produzione o dall’acquisto di n unità diviso per n; beneficio marginale = variazione nel beneficio totale provocata dallo svolgimento di un’unità in più di un’attività. Per decidere se proseguire ulteriormente in un’attività bisogna guardare non ai costi e benefici medi bensì ai costi e benefici marginali.
2 branche dello studio dell'economia
- Microeconomia: studio delle scelte individuali in condizioni di scarsità e delle loro implicazioni sui prezzi e sulle quantità in specifici mercati.
- Macroeconomia: studio del funzionamento del sistema economico nel suo complesso e delle politiche che i governi possono adottare per migliorarlo.
Vantaggio assoluto e vantaggio comparato
Vantaggio assoluto: un individuo gode di un vantaggio assoluto su un altro se un’ora spesa nell’assolvimento di un compito frutta più dell’altro che compie la medesima attività. Esempio: se un medico specialista è più bravo a diagnosticare determinate patologie rispetto ad un altro medico di base, allora ha un vantaggio assoluto che gli permette di chiedere una parcella più alta del medico di base.
Vantaggio comparato: un individuo gode di un vantaggio comparato su un altro nello svolgimento di un compito se il suo costo opportunità per svolgere quel compito è inferiore al costo opportunità dell’altro. Principio del vantaggio comparato: quando due persone hanno costi opportunità diversi, è possibile incrementare la produzione complessiva tramite lo scambio, in particolare si ottiene maggior produzione se ogni soggetto ricorre alla specializzazione, cioè svolge interamente l’attività per cui ha un vantaggio comparato sull’altro (= costo opportunità minore dell’altro).
Frontiera/curva delle possibilità produttive: grafico che descrive il livello massimo di produzione di un bene per ogni livello di produzione di un altro bene (tutte le possibili combinazioni). I frutti della specializzazione sono maggiori, maggiore è la differenza fra i costi opportunità.
Principio del frutto più accessibile
Quando si hanno risorse dai costi opportunità differenti, bisogna sfruttare per prime le risorse cui è assegnato il costo opportunità più basso (idea di avvantaggiarsi prima di tutto delle opportunità più favorevoli).
Fattori responsabili dello spostamento della frontiera delle possibilità produttive
- Aumento quantità delle risorse produttive disponibili
- Progresso tecnologico
- Investimenti in nuovi impianti e attrezzature
- Espansione demografica
Ostacoli alla specializzazione
- Densità demografica
- Legislazione statale e norme doganali
- Dimensioni del mercato
2 modi di organizzazione economica
- Economia pianificata/pianificazione centralizzata: le decisioni di carattere economico e l’allocazione delle risorse provengono da un apparato politico-amministrativo, un unico organo centrale. Oggi sono solo 3 le nazioni ad economia pianificata di tipo comunista: Cuba, Corea del Nord, Cina.
- Economia capitalistica / di mercato: le decisioni di carattere economico spettano ai singoli individui che interagiscono nei mercati privati (decisioni decentralizzate). Attenzione: oggi non esistono economie di mercato pure, bensì economie miste. Le interazioni tra compratori e venditori all’interno di un mercato determinano prezzi e quantità di beni e servizi in esso scambiati. Il mercato è il luogo fisico o immaginario dove si incontrano i compratori e venditori di un determinato bene.
Costi di produzione
- Costi espliciti: effettivi pagamenti che un’impresa effettua per i fattori della produzione e gli altri fornitori.
- Costi impliciti: costi opportunità di tutte le risorse di proprietà di un’impresa.
Microeconomia
Curva di domanda: grafico che mostra la quantità di un bene che i compratori desiderano acquistare per ogni prezzo. Per convenzione: prezzo del bene sull’asse delle ordinate; quantità del bene sull’asse delle ascisse (interpretazione orizzontale della curva di domanda). Attenzione: la curva di domanda è una funzione che ha pendenza negativa; al diminuire del prezzo aumenta la quantità venduta.
Effetti dei livelli di domanda a seguito di variazioni di prezzo
- Effetto sostituzione: variazione dei livelli di quantità domandata quando, a seguito della variazione di prezzo, i compratori soddisfano i propri bisogni acquistando un bene sostituto.
- Effetto reddito: variazione dei livelli di quantità domandata quando, a seguito della variazione di prezzo, segue un cambiamento dei livelli di reddito reale dei compratori (se il prezzo sale, si riduce il potere d’acquisto del compratore).
Prezzo di riserva del compratore: importo monetario massimo che il compratore è disposto a pagare per l’acquisto di un’unità di un determinato bene. Il prezzo di riserva cambia da consumatore a consumatore in base al reddito e ai gusti personali. Il prezzo di riserva del compratore marginale scende all’aumentare della quantità acquistata. Attenzione: la curva di domanda può essere rappresentata anche in relazione al prezzo di riserva indicando così il prezzo di mercato in funzione della quantità disponibile: quantità del bene sull’asse delle ascisse; pdr sull’asse delle ordinate (interpretazione verticale della curva di domanda).
Curva di offerta: grafico che mostra la quantità di un bene che i venditori sarebbero disposti a vendere in corrispondenza del prezzo. Per convenzione: prezzo sull’asse delle ordinate; quantità sull’asse delle ascisse. I venditori saranno disposti a vendere ulteriori unità di prodotto fino a quando il prezzo eguaglia i costi opportunità. Attenzione: la curva di offerta ha pendenza positiva; all'aumentare del prezzo aumenta la quantità offerta.
Prezzo di riserva del venditore: importo minimo che il venditore è disposto a vendere un’unità in più del bene. Il prezzo di riserva del venditore eguaglia il costo marginale. La curva di offerta può essere rappresentata anche in relazione al prezzo di riserva del venditore (interpretazione verticale della curva di domanda): quantità sull’asse delle ascisse; costo marginale sull’asse delle ordinate.
Equilibrio di mercato
Un mercato è in equilibrio quanto al suo interno non c’è alcuna tendenza al cambiamento perché tutti i venditori e compratori sono soddisfatti delle quantità vendute e comprate al prezzo di mercato. Il punto di equilibrio dal quale si ricavano prezzo e quantità di equilibrio si trova nel punto di intersezione tra la curva di domanda e la curva di offerta.
- Eccesso di offerta: quando il prezzo del bene è più alto del prezzo di equilibrio. Effetto: la quantità offerta è superiore alla quantità domandata.
- Eccesso di domanda: quando il prezzo del bene è inferiore al prezzo di equilibrio. Effetto: la quantità domandata è superiore alla quantità offerta. Spesso un eccesso di domanda è dato da un intervento governativo che impone un limite superiore di prezzo (= prezzo massimo consentito).
Variazione della quantità domandata: cambiamento della quantità che i compratori sono disposti ad acquistare in seguito ad una variazione di prezzo. Graficamente si tratta del movimento lungo la curva di domanda in relazione ad una variazione di prezzo. Nel caso di aumento della quantità domandata si assiste ad un movimento verso il basso lungo la curva di domanda man mano che il prezzo scende.
Variazione della domanda: graficamente si tratta dello slittamento dell’intera curva di domanda. Nel caso di aumento della domanda si assiste ad uno spostamento verso destra della curva di domanda. Cause spostamento curve di domanda:
- Variazione dei prezzi in particolare:
- Beni complementari: beni che hanno più valore quando vengono consumati insieme anziché separatamente. L’aumento di prezzo di uno provoca lo slittamento verso sinistra della curva di domanda dell’altro.
- Beni sostituti: beni che svolgono funzioni simili quindi sono sostituibili a vicenda. L’aumento di prezzo di uno comporta lo slittamento verso destra della curva di domanda dell’altro.
- Variazione del reddito in particolare:
- Beni normali: l’aumento del reddito del compratore provoca uno slittamento verso destra della curva di domanda.
- Beni inferiori: l’aumento del reddito del compratore provoca uno slittamento verso sinistra della curva di domanda.
Variazione dell’offerta: slittamento dell’intera curva di offerta. Cause spostamento offerta:
- Variazione dei prezzi degli input: l’aumento di prezzo provoca uno spostamento verso sinistra della curva di offerta.
- Progresso tecnologico: quando una nuova tecnologia riduce i costi di produzione, l’offerta si sposta verso destra.
- Variazione del numero di venditori.
- Aspettative riguardanti variazioni future dei prezzi.
Variazione della quantità offerta: movimento lungo la curva di offerta in relazione ad una variazione di prezzo.
Riassumendo
- Incremento domanda = aumento prezzo e quantità di equilibrio
- Riduzione domanda = diminuzione prezzo e quantità di equilibrio
- Incremento offerta = aumento prezzo e quantità di equilibrio
- Riduzione offerta = diminuzione prezzo e quantità di equilibrio
- Spostamenti simultanei di domanda e offerta: domanda verso sinistra e offerta verso destra diminuisce il prezzo mentre la quantità di equilibrio può o aumentare o diminuire
Surplus del consumatore: prezzo di riserva (pdr) compratore – prezzo di mercato pagato. Nel caso di più consumatori il surplus del consumatore è il prezzo massimo che i compratori sono disposti a pagare per ciascuna unità del bene e il prezzo effettivamente pagato.
Surplus del venditore: prezzo praticato – pdr venditore.
Surplus totale: surplus compratore + surplus venditore = pdr compratore – pdr venditore. Ogni volta che il prezzo è > prezzo di equilibrio, è sempre possibile descrivere una transazione che produca un surplus aggiuntivo sia per il compratore che per il venditore (invece se il prezzo < prezzo di equilibrio, non è sempre possibile).
Efficienza/pareto-efficienza: situazione all’interno di un mercato in cui non è possibile alcuno scambio che migliori le condizioni di qualcuno senza peggiorare quelle di almeno un altro. Solo il prezzo di equilibrio di mercato può essere efficiente perché è l’unico che genera il massimo surplus totale possibile. Condizioni affinché un mercato sia efficiente:
- Compratori e venditori hanno informazione perfetta.
- I mercati sono perfettamente concorrenziali.
- Le curve di domanda e offerta soddisfano altre restrizioni.
- Costi di transizione bassi.
Quantità socialmente ottima: quantità di un bene che massimizza il surplus totale derivante dalla produzione e consumo del bene. Solitamente si trova al livello in cui costo e beneficio marginale sono uguali.
Efficienza economica: condizione che si verifica quando tutti i beni e servizi sono prodotti e consumati al loro livello socialmente ottimale. Non raggiungere l’efficienza significa registrare un surplus totale inferiore a quello possibile in caso di efficienza. Principio di efficienza: l’efficienza è un obiettivo sociale perché se la torta dell’economia diventa più grande, ciascuno può godere di una fetta maggiore.
Possibili interventi del governo per far fronte ad aumenti di prezzo
- Limite superiore al prezzo: riduzione del surplus totale, solitamente a svantaggio dei produttori e non sempre aumenta il surplus del consumatore.
- Sussidi ai prezzi: riduzione del surplus totale.
- Imposta applicata ai venditori: riduzione del surplus totale (= perdita netta di benessere). Attenzione: la perdita netta di benessere legata ad un’imposta unitaria a carico del venditore è minore, minore è l’elasticità al prezzo della domanda del bene; se l'elasticità dell’offerta = 0, la perdita netta di benessere = 0. In particolare l’onere può gravare: solo venditori; sia venditori che compratori; solo compratori.
Elasticità
Indicatore dell’entità con cui la quantità domandata e la quantità offerta reagiscono alle variazioni di prezzo, reddito e altri elementi.
Elasticità della domanda rispetto al prezzo: variazione percentuale della quantità domandata di un bene a seguito della variazione dell’1% del prezzo di quel bene. Attenzione: l'elasticità della domanda rispetto al prezzo è sempre negativa perché le variazioni di prezzo si muovono in direzione opposta rispetto alle variazioni di domanda, però per comodità si esprime l'elasticità in valore assoluto tralasciando quindi il segno. Graficamente, il valore dell’elasticità nel punto medio di una curva di domanda lineare è sempre 1, e il valore diminuisce man mano che ci si sposta verso il basso (ad eccezione del caso di domanda perfettamente elastica o anelastica). La domanda di un bene in riferimento alla sua elasticità si dice:
- Domanda elastica: elasticità > 1
- Domanda anelastica: elasticità < 1
- Elasticità unitaria: elasticità = 1
- Domanda perfettamente elastica: elasticità infinita (curva di domanda orizzontale). Conseguenza: anche una minima variazione di prezzo porta il consumatore a cercare un bene sostituto.
- Domanda perfettamente anelastica: elasticità = 0 (curva di domanda verticale). Conseguenza: il consumatore, anche in caso di grande variazione di prezzo, non ricerca un bene sostituto.
Determinanti elasticità della domanda:
- Disponibilità di beni sostituti
- Proporzione del reddito speso su quel bene
- Tempo a disposizione per trovare un sostituto
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