Fisiologia 9 – Piante C e CAM
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Diversi gruppi di angiosperme, sia monocotiledoni che dicotiledoni, hanno evoluto delle
forme di adattamento metabolico che hanno lo scopo di aumentare la concentrazione
della CO nei compartimenti in cui si trova la Rubisco e quindi ridurre al minimo la
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fotorespirazione. Appartengono a questa categoria sia le piante C che le piante CAM.
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La caratteristica che salta all’occhio di queste piante, che differiscono dalle C , è il fatto che
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le piante C sono particolarmente resistenti a climi caldi (30-40 gradi), ovvero la loro
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efficienza fotosintetica è alta anche a temperature alte, mentre le CAM sono
particolarmente resistenti a climi aridi, entrambe condizioni in cui le piante C3 non
sopravviverebbero. Questo perché entrambi hanno adattamenti particolari.
Il termine C si riferisce al fatto che in
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questo tipo di piante il primo prodotto
della carbossilazione non è un acido
organico a 3 atomi di carbonio, bensì a
4 atomi di carbonio, l’ossalacetato.
La Rubisco di queste piante produce
comunque 3PGA, ma hanno un
metabolismo accessorio che precede
l’attività della Rubisco e del ciclo
Calvin-Benson. Il carbonio 4 di questi
acidi a quattro atomi di C diventa
successivamente il carbonio 1 del
3PGA.
Questo metabolismo accessorio è
basato sull’azione accoppiata di un
enzima carbossilante
(Fosfoenolpiruvato Carbossilasi,
PEPC) e di un enzima decarbossilante.
Il risultato finale è che la CO è
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temporaneamente organicata
nell’acido ossalacetico, ma
successivamente riutilizzata per
l’organicazione in triosi fosfati attraverso il ciclo di Calvin.
Anatomia delle foglie C4
Nelle specie C i fasci di conduzione sono spesso circondati da cellule dall’aspetto
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omogeneo, che non si distinguono dal resto del
mesofillo fogliare oppure, se anche dovessero
dimostrare aspetto diverso, svolgerebbero le
stesse funzioni del mesofillo circostante per
quanto riguarda la fotosintesi.
Nelle piante C invece, una guaina cellulare
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detta del fascio circonda i fasci conduttori.
Questa è costituita da un singolo strato di
cellule funzionalmente distinte a livello
fotosintetico da quelle del mesofillo.
Quest’anatomia fogliare prende il nome di
anatomia Kranz per l’aspetto a corona assunto
dalle cellule della guaina del fascio.
Queste particolari cellule hanno dei cloroplasti
diversi da quelli del mesofillo:
• I cloroplasti del mesofillo hanno un
abbondante sistema
tilacoidale con numerosi
grana e svolgono una
normale fase luminosa, ma
non contengono Rubisco e
non sono in grado di
compiere l’intero ciclo di
Calvin-Benson.
• I cloroplasti della guaina del fascio
possiedono tutti gli enzimi per il
metabolismo del carbonio, compresa
Rubisco, ma hanno un sistema tilacoidale
con grana ridotti per numero e dimensioni. Contengono grossi granuli di amido. La
riduzione estrema dei grana, quindi la riduzione o quasi eliminazione del PSII, ha la
funzione di ridurre la produzione di O condotta dal complesso evolvente ossigeno con
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un notevole vantaggio per l’attività carbossilativa dell’enzima. Inoltre, le pareti che
dividono le cellule della guaina del fascio da quelle del mesofillo contengono una
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