Il pensiero: definizione e categorizzazione
Cos'è necessario per far parte di una categoria?
Il pensiero può essere definito come un processo psichico che forma contenuti mentali basati sulla realtà che possono avere diverse forme:
- Linguistica
- Visiva, uditiva, motoria
- Astratta
Per esempio:
- Uomo: animato e umano e maschio e adulto
- Donna: animato e umano e non maschio e adulto
- Bambino: animato e umano e maschio e non adulto
- Bambina: animato e umano e non maschio e non adulto
Il primo passo è la categorizzazione la quale serve a semplificare le informazioni che provengono dalla percezione. Queste informazioni vengono inserite nei concetti, ovvero nelle categorie di oggetti, eventi o persone con caratteristiche comuni tra loro. Tale categorizzazione è indispensabile perché il sistema cognitivo ha una capacità limitata e quindi riduciamo la variabilità.
Funzione dei concetti
Per capire la funzione dei concetti, prendiamo l’esempio dei gatti: noi non memorizziamo tutti i gatti che vediamo come unici, ma li consideriamo come esemplari del concetto di gatto di cui ci ricordiamo le caratteristiche fondamentali per riconoscerli e per non “spaventarci” ogni qualvolta ne incontriamo uno. Quindi, se vedo un gatto con il pelo lungo e uno con il pelo corto, sono capace di inserirli entrambi nella categoria di gatto. Se questa funzionalità non esistesse, invece, non capirei che sono entrambi dei gatti.
Inoltre, la categorizzazione ha una funzione inferenziale che permette di assegnare a qualcosa molte delle caratteristiche del concetto a cui appartiene: ad esempio, se io vedo l’immagine di un gatto, so per certo che quell’animale miagola, anche se in quel momento non lo può fare.
Categorizzazione e principi economici
La categorizzazione si basa su due principi economici, chiamati così perché devono sintetizzare la realtà nel modo più efficace possibile:
- Economia cognitiva: è più semplice categorizzare la realtà senza far caso alle differenze di tutto ciò che rientra in quelle categorie, ma focalizzandosi solo sulle CNS.
- Struttura del mondo percepito: gli oggetti vengono percepiti in correlazione con i loro attributi (se penso ad un uccello mi verranno in mente le piume, non la pelliccia).
Dimensioni delle categorie
Le categorie che costruiamo sulla base di questi due principi hanno una dimensione sia orizzontale sia verticale:
- La dimensione orizzontale riguarda la struttura interna delle categorie; cioè, esse sono organizzate attorno a un prototipo, cioè l’esemplare che rappresenta tutte le caratteristiche per far parte di quella categoria. Ad esempio, nella categoria degli uccelli avremmo come prototipi il gabbiano, l’aquila e la rondine, in quanto essi hanno tutte le caratteristiche per essere considerati uccelli (ali, becco, volano, piume); però anche il cigno, il gufo, lo struzzo, il pinguino ecc.
- La dimensione verticale riguarda il livello subordinato delle categorie. Ad esempio, nella categoria bicchiere, io so che tutti i bicchieri sono oggetti da cui bevo, nonostante il loro livello subordinato possa essere calice, tazza...
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