Pedagogia sociale
La cultura
Non esiste l’educazione se non dentro ad una cultura, creata e prodotta dall’uomo all’interno di una società. La cultura, che comprende tutte le forme di vita di un gruppo, permette di superare e elaborare la pura realtà organica naturale. Attraverso la cultura l’uomo si sviluppa come essere umano. Ogni cultura presenta una struttura simbolica attraverso cui i membri trovano i loro punti di riferimento; essa sviluppa varie forme di trasmissione dei suoi elementi significativi attraverso l’educazione.
Il termine cultura racchiude in sé due aspetti fondamentali, differenti ma sempre meno separabili:
- Significato di tipo classico-umanistico: indica il perfezionamento dell’uomo, la realizzazione del “humanitas”. È affine al termine greco paidea, utilizzato per definire il cammino compiuto dall’uomo in tutta la sua vita per giungere a coltivarsi e realizzarsi pienamente.
- Significato di tipo antropologico: include una dimensione descrittiva, indicando la totalità dei fatti materiali, sociali e spirituali che caratterizzano un gruppo, l'insieme delle forme del vivere umano.
È difficile attribuire una vera e propria definizione alla parola cultura; molti studiosi hanno cercato di dare una spiegazione, due dei quali sono:
- Taylor → definisce antropologicamente la cultura come “quell’insieme complesso che comprende conoscenze, arte, credenze, morale, diritto, costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro di una società”. Considera la cultura come qualcosa che va interpretato in base al contesto, non può essere definita solo in modo oggettivo ma anche soggettivo.
- Geertz → circoscrive la cultura “dal tessuto di significato nel cui termini gli uomini interpretano la loro esperienza e guidano le loro azioni”. È difficile fare un elenco delle caratteristiche della cultura, come ha fatto Taylor; di fatti questo autore si concentra sul tessuto di significato, ovvero come interpretano le persone le loro esperienze; per fare ciò è essenziale il contesto.
La cultura cambia, si modifica ed evolve. La cultura è un fenomeno sociale per definizione perché riguarda le persone e come interpretano l’ambiente in cui vivono.
Milena Santerini dice che la cultura è qualcosa di complesso, è soggettiva ed evolutiva; permeabile alle influenze esterne, tende a cambiare nel tempo a causa dello sviluppo, delle scoperte, trasformandosi attraverso scambi e reciprocità tra le persone. È solo attraverso le relazioni che avviene questa trasformazione.
Società ed educazione sono in relazione perché:
- La società influenza l’educazione.
- L’educazione ha degli elementi influenzati dalla società.
L’educazione nasce come forma culturale ed ha una certa influenza sulla società. Le culture sono molte anche all’interno di una stessa società e i suoi elementi influenzano il modo di vivere delle persone. Si parla di “culture” perché ci si riferisce a diversi ambiti sociali e l’educazione è una forma di cultura.
Rogolf disse che “la cultura non è qualcosa che influenza gli individui. Gli individui contribuiscono ad organizzare i processi culturali che concorrono a formare le persone”. Individuo e cultura si strutturano reciprocamente e non sono concepibili separatamente.
La relazione
Per relazione si intende il legame fra almeno due persone che costituisce il fondamento di ogni conoscenza. La persona è l’elemento centrale nella relazione e ha come finalità l’incontro con l’altro e il suo riconoscimento. L’essere umano diventa “io” nel momento in cui riconosce ed è riconosciuto dal “tu”. Questo riconoscimento reciproco avviene attraverso lo scambio di pensieri ed opinioni. L’incontro fra il “tu” ed “io” fa nascere il “noi” grazie a reciprocità, rispetto e responsabilità. La comunicazione implica l’aspetto emozionale e verbale che portano di conseguenza all’ascolto. La relazione è lo strumento privilegiato del fare educazione.
Collocare la riflessione e la ricerca pedagogica sul piano delle relazioni collettive (piano sociale) e dei significati ad esse espresse (piano culturale) permette di tessere in particolare con l’universale. Secondo Santerini non esiste educazione se non dentro ad una determinata cultura, creata e prodotta dall’uomo all’interno di una società.
Identikit dell’educatore
Gli educatori sono per la maggioranza di sesso femminile. Santerini afferma che “educare nella complessità significa assumersi il compito di interpretare situazioni ambigue, in ambienti sociali nei quali interagiscono molteplici influenze culturali”.
Il profilo dell’educatore è caratterizzato da:
- Approccio idiografico → centrato sulle persone e sul contesto, necessario per orientarsi nel disordine della realtà. Si vogliono evitare le generalizzazioni e si vuole arrivare ad una completa conoscenza di eventi particolari e situazioni specifiche.
- Competenza educativa → sapere connesso a capacità di azione in situazioni particolari. Si sviluppa attraverso la capacità di leggere, analizzare ed interpretare situazioni ed esperienze del contesto.
- Capacità interpretativa → l’obiettivo dell'interpretazione è la comprensione, che è il risultato dell’organizzazione disciplinata e della contestualizzazione di proposizioni essenzialmente contestabili e non completamente verificabili. La capacità interpretativa porta un incremento di significato che crea ed aggiunge senso alla situazione vissuta ed ha ricadute sull’azione educativa.
Educare significa quindi agire con intenzione sulla base di un’aggiunta di significato per dirigersi verso la finalità di trasformazione dell’ambiente, di cambiamento della realtà attraverso la persona.
Caratteristiche del ruolo dell’educatore
- Centralità sul cambiamento → l’educatore lavora con il cambiamento costante.
- Intenzionalità → chi educa deve avere un’intenzione precisa.
- Conoscenza di sé → dobbiamo ascoltare gli altri ma anche noi stessi.
- Quotidianità → l’educatore lavora in un periodo di tempo lungo ma curato quotidianamente. Importante è anche gestire le proprie emozioni.
Habitus → intuizioni che guidano le azioni dell’educatore. Corrisponde alla grammatica dei nostri comportamenti ed è determinato dalle culture e dagli ambienti sociali ai quali veniamo esposti.
Relazione nel lavoro di gruppo
I ricercatori hanno analizzato il lavoro di gruppo negli ambienti scolastici e hanno rilevato che quest’ultimo varia in base al grado della scuola. Più il grado della scuola è basso (es. nido) maggiore sarà il lavoro di gruppo. Gli aspetti fondamentali sono:
- Condivisione
- Scambio di conoscenze
- Confronto
- Interconnessione
Questi aspetti danno vita a contesti di apprendimento condivisi. Il burnout riguarda tutte le professioni, si innesta quando non vi sono motivazioni e stimoli per continuare. Il lavoro di gruppo è uno dei fattori che protegge dal burnout.
I valori strategici del lavorare in gruppo sono:
- Affrontare i problemi
- Individuare strategie
- Evitare il burnout
Bronfenbrenner dice che ogni bambino è inserito all’interno di un sistema complesso a livelli concentrici. Ogni sistema influenza la vita del bambino. Vi sono 5 livelli:
- Cronosistema → influenza indiretta
- Macrosistema → influenza indiretta
- Ecosistema → influenza diretta
- Mesosistema → influenza diretta
- Microsistema → influenza diretta
In prospettiva sistemica il valore strategico del lavoro...