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Pattern strategici di problem solving per una migliore creatività

Il pattern in relazione ai concetti di problema, creatività, strategia

La creatività comprende azioni che vengono intraprese per risolvere un problema in maniera creativa, quindi per risolvere problemi che non trovano un'immediata risposta e che quindi non possono essere risolti con azioni comuni, azioni di routine.

La strategia, invece, comprende le diverse modalità operative che vengono messe in atto dopo l’elaborazione dell’obiettivo. Si occupano quindi di trovare una soluzione e di scegliere le giuste azioni per risolvere un determinato problema.

Uno stesso problema può poi essere affrontato tramite l’aggiramento. Questo perché non tutti i problemi vengono risolti, alcuni vengono aggirati, altri vengono addirittura assorbiti.

Il problem solving è la modalità mediante la quale si affrontano una serie di tematiche, anche molto diverse tra loro, quando ci si trova di fronte ad un ostacolo che non può essere eliminato o risolto secondo procedure abituali.

Nella vita quotidiana, nel lavoro e nei processi di apprendimento si è spesso chiamati ad affrontare problemi complessi, di difficile risoluzione.

Questa tematica riguarda tutte le persone e può interessare la sfera della vita quotidiana, vita lavorativa, vita privata.

Nel problem solving possono essere applicati alcuni modelli, pattern, di carattere strategico-operativo che sono comunemente utilizzati nei giochi di strategia (ed. il gioco degli scacchi).

Questi pattern contengono potenziale creativo (permettono di immaginare delle soluzioni) e sono in grado di applicare strategie facilitanti nei processi di problem finding (individuazione di un problema), setting (posizionamento del problema), solving (risoluzione del problema) e nelle dinamiche di decision making.

Il problema, visto a partire dai giochi strategici, costituisce un'opportunità e un'occasione per cimentare la nostra intelligenza, conoscenza, furbizia e astuzia, al fine di mettere in atto delle strategie facilitanti.

Nei giochi strategici quindi non ci sono soltanto diagnosi conoscitive di ciò che è una determinata posizione o situazione, ma si hanno anche delle indicazioni che ci portano ad agire in un determinato modo, così da superare il problema e arrivare ad un miglioramento della posizione iniziale.

Concetti fondamentali

La nozione di pattern è fondamentale a partire da quello che è un problema, a partire dalla creatività che viene messa in atto quando ci troviamo di fronte ad un problema e quando si cerca di risolvere un problema.

Il pattern è fondamentale anche per quanto riguarda l'azione strategica che viene intrapresa per risolvere un problema, a partire da un'idea creativa che è stata elaborata.

Quindi la nozione di pattern è centrale per comprendere il passaggio da un problema ad un'azione decisiva, passaggio che comprende anche la ricerca creativa, che è solo ed è essenzialmente operativa.

  1. L’insorgere di un problema X (ostacolo che limita le azioni nella vita professionale e privata) determina la necessità di trovare risposte il più possibile efficaci, le quali non rientrano nei comportamenti di routine.
  2. Pertanto, allo scopo di trovare tali risposte, occorre sviluppare idee creative.
  3. Queste idee determinano l’acquisizione di percorsi strategici volti ad:
    • Aggirare.
    • Assorbire.
    • Risolvere il problema X.

Non è detto che un problema debba essere risolto. Spesso può essere aggirato, ovvero evitato.

Oppure può essere assorbito, quindi metabolizzato, “fatto proprio”. 1

Tutti e tre questi passaggi presuppongono l’esistenza di un pattern di riferimento: occorre cioè avere una chiara consapevolezza del problema, la capacità di visualizzarlo in ogni suo aspetto e di individuare, a partire dalla sua struttura, prospettive e sviluppi di carattere operativo.

Es.

  1. Insorgere della pandemia da COVID-19 (= problema X). Alta contagiosità (= sotto-problema X1). Letalità non elevata, ma impossibilità di guarigione mediante i medicinali in commercio (= sotto-problema X2). Solo cure di supporto, poiché il sistema immunitario non riesce a produrre anticorpi (= sotto-problema X3).
  2. Necessità di sviluppare idee creative per risolvere il problema X alla luce dei sotto-problemi X1, X2 e X3.
  3. Creazione di un vaccino in grado di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi in grado di neutralizzare il virus.

Strategia: insegnare alle cellule come costruire una copia della proteina Spike mediante cui il Coronavirus entra nell’organismo e lo infetta. La proteina Spike costruita dall’organismo è innocua perché è priva di virus, ma è capace di indurre il sistema immunitario a produrre anticorpi che si attivano in caso di infezione da Coronavirus.

Metodi operativi:

  • Molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA), già sperimentate nella ricerca di vaccini contro il cancro.
  • Vaccino a vettore virale derivato dall’adenovirus degli scimpanzé, tecnologia già sperimentata nel vaccino contro il virus Ebola.

Il ruolo del pattern ai fini della creatività

C’è la necessità di individuare la struttura (o pattern) del problema (e dei suoi sotto-problemi).

I sotto-problemi mettono in luce le dimensioni (e le difficoltà) operative che caratterizzano il problema.

Queste dimensioni operative pongono diversi interrogativi:

  • Componenti: Chi e cosa è coinvolto nel problema?
  • Funzioni: Cosa si può fare?
  • Processi: Chi e quando è in grado di fare?
  • Condizioni: Dove e quando si è in grado di fare?
  • Standard: In che modo (con quale strategia) si è in grado di fare/operare?

Il processo creativo scaturisce dalla chiara individuazione di questi interrogativi e dalla loro corretta applicazione al caso specifico.

Il nesso visualizzazione-strategia

Dalla visualizzazione del problema in tutti i suoi aspetti (= fase rappresentativa) scaturiscono processi creativi, i quali possono portare a soluzioni del problema stesso.

La visualizzazione consapevole del problema, la capacità di rappresentarlo nelle sue varie sfaccettature è di fondamentale importanza, poiché è proprio da questa visualizzazione/rappresentazione che conseguono le possibili soluzioni.

Il problem solving consiste dunque nel cogliere strutture o pattern, i quali, una volta individuati, contengono già in sé i germi di soluzioni di carattere strategico-operativo.

Carattere organizzativo e operativo del pattern

Il pattern si caratterizza dunque per la sua attitudine non solo conoscitiva, ma soprattutto organizzativa. Esso è sia ciò che definisce un problema, sia ciò che permette di individuare strategie per risolvere tale problema.

Il pattern organizza sia la nostra conoscenza sia la nostra capacità di agire rispetto ad un determinato problema.

Il pattern ha dunque un carattere processuale e operativo: ci dice non solo in cosa consiste il problema che abbiamo di fronte, ma anche quali sono le sue caratteristiche operative (in che modo limita le nostre azioni).

Ovvero ci dice anche quali sono le azioni che noi possiamo intraprendere per relazionarci ad esso.

Cogliere i pattern di un problema significa non solo «vedere» il problema. Significa anche e soprattutto saper agire rispetto al problema. 2

Conoscenza e intuizione

L’approccio al problema mediante l’individuazione dei suoi pattern ha dunque un ruolo conoscitivo, poiché ci permette di comprendere la natura del problema, di rappresentarla, e di farla comprendere ad altri.

Dunque è grazie ai pattern che è possibile comunicare cosa è un problema, in modo da poterne discutere collettivamente in modo creativo.

Al tempo stesso, i pattern svolgono un fondamentale ruolo intuitivo, poiché sono intrinsecamente dinamici.

Non sono la fotografia di uno status quo inerte, ma la diagnosi di prospettive e sviluppi a partire da una condizione di partenza sempre mutevole. I pattern ci permettono quindi non solo di cogliere il presente, ma anche di intuire le possibilità future. Possono prevedere possibili esiti, come succede nei giochi strategici.

Il nesso tra l’individuazione di un problema, le modalità creative messe in atto per risolverlo, e le strategie impiegate per venirne a capo è dunque tale da implicare la ricerca di un pattern, ovvero di una struttura definita dello stesso problema.

Questa ricerca non consegue dal semplice accumulo di nozioni, poiché non è solo di carattere conoscitivo, ma anche operativo.

Il pattern non si ottiene semplicemente raccogliendo informazioni, poiché non è un’entità statica. Si ottiene invece cogliendo l’essenza dinamica del problema, ovvero ciò che permette al problema di essere operativo (e cioè di ostacolare le nostre azioni).

A partire da questa sua natura dinamica, il pattern contiene in sé anche indicazioni di carattere strategico e operativo: ci dice cosa dobbiamo fare o evitare di fare per superare, aggirare o assorbire l’ostacolo che ci troviamo dinanzi.

I giochi strategici e i loro pattern. Gli scacchi come modello di riferimento

Presentazione: i giochi strategici

Giochi da tavolo o videogiochi che prevedono:

  • Determinate regole.
  • Uno «scopo del gioco», il cui raggiungimento coincide con la vittoria (per chi lo raggiunge) o la sconfitta (per chi non lo raggiunge).
  • Le decisioni dei giocatori coinvolti (almeno due) determinano la vittoria o la sconfitta.
  • L’esito finale è determinato non solo dalle abilità dei due giocatori, ma anche dalla fortuna, soprattutto quando l’elemento aleatorio è parte integrante del gioco (ad es. giochi con dadi, giochi a carte).
  • Elemento «dialogico» imprescindibile: quasi tutti i giochi di strategia sono organizzati a turni dove agisce/muove un giocatore alla volta, mentre gli altri restano in attesa. Fanno eccezione alcuni videogiochi in cui la turnazione avviene in tempo reale (tutti i giocatori agiscono contemporaneamente).

I criteri strategici

In ogni gioco strategico il raggiungimento dello scopo del gioco viene perseguito da tutti i giocatori mediante determinate strategie.

Ogni strategia implica un piano d’azione a breve, medio o lungo termine. Il piano d’azione serve a impostare e coordinare azioni tese al raggiungimento di uno scopo specifico (può essere uno scopo di grado intermedio), il quale può in alcuni casi coincidere con lo scopo del gioco (ad es. negli scacchi lo scacco matto).

La strategia implica l’adozione di una serie di operazioni separate, la cui scelta e la cui organizzazione possono essere estremamente complesse (es. la strategia militare deve tener conto della disposizione e dell’impiego delle forze schierate sul campo di battaglia, delle risorse materiali disponibili, dei fenomeni meteorologici, della conformazione del territorio, della manutenzione e della conservazione delle risorse necessarie al conflitto bellico).

L’avversario

Ogni strategia deve tener conto della presenza di almeno un avversario, il quale esattamente come noi, mette in atto determinate strategie per perseguire determinati scopi. 3

Questo vuol dire che ogni strategia per avere successo deve sempre tener conto delle strategie dell’avversario (o degli avversari). Deve cioè tener conto che:

  1. L’avversario cercherà verosimilmente di interferire nei nostri piani strategici per impedirne la realizzazione.
  2. Le nostre strategie dovranno a loro volta mirare a impedire all’avversario di realizzare le sue.

I giochi strategici implicano una dimensione agonistica, a volte veri duelli.

Costruire e distruggere

Il piano strategico ha quindi due componenti:

  1. Mira a costruire un piano d’azione volto a raggiungere determinati obiettivi, o direttamente lo scopo del gioco.
  2. Mira a distruggere, vanificare o impedire i piani messi in atto dall’avversario.

Per entrambi questi due componenti è fondamentale prevedere, anticipare e visualizzare sia il piano che si intende perseguire; sia il piano che intende perseguire l’avversario (bisogna sia costruire che distruggere).

Nei giochi strategici è quindi importante prevedere non tanto le singole mosse (proprie e altrui), ma gli obiettivi che queste perseguono.

Es. negli scacchi questi obiettivi corrispondono ad alcune posizioni dei pezzi sulla scacchiera o parti della scacchiera (= pattern). La strategia consiste nell’elaborare sequenze di mosse volte a raggiungere pattern a proprio vantaggio e a impedire all’avversario di raggiungere i pattern che sono a suo vantaggio.

Gli scacchi: visualizzare prima di calcolare

Negli scacchi il piano strategico scaturisce non da un calcolo di mosse e contromosse, ma dalla visualizzazione degli obiettivi propri e altrui.

È a partire da questa visualizzazione che vengono elaborate le sequenze di mosse (= calcolo di varianti) più funzionali al raggiungimento dei propri obiettivi e/o a impedire all’avversario di raggiungere i propri.

Il calcolo di varianti è subordinato e successivo alla visualizzazione dei pattern strategici impliciti in una posizione.

Psicologia degli scacchi

Gli scacchi consistono nella visualizzazione di pattern strategici. A partire da questa visualizzazione vengono calcolate le varianti utili a raggiungere i pattern che ci si è prefissati (o ad impedire all’avversario di realizzare i propri).

La forza di un giocatore risiede non nel numero di mosse che riesce a calcolare, ma nella capacità di individuare i pattern impliciti in una posizione.

Visualizzare, ovvero calcolare a ritroso

  • Lo scacchista di alto livello differisce dal principiante non tanto per la sua capacità di calcolare un ampio numero di mosse e contromosse, quanto per la sua capacità di visualizzare i pattern che sono impliciti nella posizione.
  • Lo scacchista di alto livello non calcola tutte le mosse possibili, ma solo quelle utili a raggiungere i pattern visualizzati. Lo scacchista deve riuscire a visualizzare una posizione e, a partire da essa, calcolare le mosse a ritroso.
  • Nel 40% dei casi lo scacchista di alto livello considera una sola mossa, nella maggior parte dei casi le mosse prese in considerazione sono due. Solo in rari casi egli arriva a scegliere tra più mosse (in genere mai più di cinque).

Maurice Ashley: retrograde analysis

  • Propone un metodo strategico che prevede il guardare indietro per guardare avanti: si visualizzano posizioni (pattern) che non sono (ancora) sulla scacchiera per trovare indicazioni operative circa la posizione che è sulla scacchiera.
  • Partire da ciò che è semplice (ma puramente astratto) per comprendere ciò che è più complicato (ma reale).
  • Dirigere una posizione verso un pattern già visualizzato. 4
  • Valore percettivo del pattern permette di percepire la realtà in modo diretto, senza la mediazione dell’intelletto. Il nostro modo di pensare è strutturato secondo pattern.
  • La percezione della realtà si articola mediante pattern, non mediante regole di correttezza formale. Il mondo viene percepito mediante «canali» percettivi, i quali corrispondono a pattern.

Il problem solving nelle sue articolazioni: il problema come opportunità

Presentazione: cultura della soluzione o cultura del problema?

Il pensiero contemporaneo, soprattutto nel mondo occidentale, predilige la soluzione al problema (cultura della soluzione).

Il problema è visto come un fastidio da evitare, o altrimenti da risolvere per liberarsene al più presto.

Nel mondo del business si prediligono il più delle volte strategie di marketing che siano possibilmente “prive di problemi”. Importanza del politically correct. (Si cerca di evitare situazioni in cui possono essere rinfacciate delle scorrettezze formali).

Quasi mai il problema viene visto come un’opportunità di crescita e di maturazione.

Il problema come occasione di crescita

Di fronte a un problema ci si può porre sostanzialmente in due modi:

  1. L’attitudine più comune, perché immediata e istintiva, è quella di vedere nel problema qualcosa di estraneo. La reazione a tale attitudine è il rifiuto, panico, crisi, disperazione. Essendo un qualcosa di estraneo può portarci in una situazione di confusione e di disorientamento.
    Tutto questo dipende dal fatto che la nostra cultura non contempla l'assunzione di responsabilità di fronte ad un problema.
  2. L’attitudine meno comune è invece quella di vedere nel problema un cimento, qualcosa in grado di metterci alla prova, dunque un’occasione per uscire dalla nostra comfort zone per migliorarci.
    Tale attitudine porta all'accettazione del problema come qualcosa che “diventa nostro” e grazie al quale possiamo superare i nostri limiti.

Il problem solving presuppone l’esistenza di un problema

La nozione di problem solving presuppone l’esistenza di un problema.

Tale problema viene visto come una sfida da vincere e superare, non come un vincolo paralizzante.

Definizione di problema: ciò che costituisce un ostacolo alla realizzazione di uno specifico obiettivo che ci si è prefissati.

Alla luce delle soluzioni possibili il problema risulta per quel che realmente è: un’opportunità per attivare processi creativi.

“Un problema si ha quando un essere vivente si prefigge un obiettivo ma non sa come raggiungere tale obiettivo. Ogni qual volta un obiettivo non può essere raggiunto con un’azione di routine, occorre mettere in moto un processo di pensiero. Tale processo ha lo scopo di mediare tra la condizione esistente e l’obiettivo che ci si è prefissato” (Duncker 1945).

Mediare tra l’esistente e l’ideale

Ma cosa significa “medi

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher theluke di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pattern strategici di problem solving per una migliore creatività e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Pasi Manuel.
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