Lezione n. 5: patologia generale
L’immunità acquisita o adattativa: caratteristiche e funzionamento
L’immunità acquisita, nota anche come immunità adattativa, è un sistema di difesa altamente specializzato che l’organismo sviluppa in risposta a infezioni o vaccinazioni. A differenza dell’immunità innata, che è presente fin dalla nascita e fornisce una risposta immediata e generica, l’immunità acquisita è caratterizzata da tre elementi fondamentali: memoria, specificità e tolleranza.
Caratteristiche principali dell’immunità acquisita
1. Memoria immunologica
Una delle caratteristiche più importanti dell’immunità acquisita è la capacità di "ricordare" gli agenti patogeni con cui è già entrata in contatto. Questo è possibile grazie ai linfociti B e T, che, una volta attivati, generano cellule della memoria. La memoria immunologica consente all’organismo di rispondere in modo più rapido ed efficace a una seconda esposizione allo stesso antigene, garantendo una protezione duratura.
2. Diversificazione e specificità
I linfociti possiedono recettori altamente specifici in grado di riconoscere un’ampia varietà di antigeni. Questo avviene grazie a un meccanismo di riarrangiamento genetico che permette di generare un repertorio vastissimo di recettori, ciascuno in grado di riconoscere un antigene specifico.
3. Tolleranza immunologica
Il sistema immunitario acquisito è anche in grado di distinguere tra agenti estranei dannosi e componenti proprie dell’organismo. Questo meccanismo, detto tolleranza immunologica, è fondamentale per prevenire malattie autoimmuni, in cui il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule del proprio corpo.
Tipologie di immunità acquisita
L’immunità acquisita può essere distinta in due categorie principali:
1. Immunità umorale
È mediata dai linfociti B, che producono anticorpi o immunoglobuline capaci di neutralizzare gli agenti patogeni presenti nei fluidi corporei.
Gli anticorpi si legano agli antigeni specifici e facilitano la loro eliminazione da parte di altre cellule del sistema immunitario.
2. Immunità cellulo-mediata
È regolata dai linfociti T, che si suddividono in due sottogruppi principali:
- Linfociti T helper (CD4+): coordinano la risposta immunitaria attivando altre cellule immunitarie.
- Linfociti T citotossici (CD8+): riconoscono e distruggono direttamente le cellule infettate da virus o altri patogeni intracellulari.
Immunità attiva e passiva
L’immunità acquisita può essere suddivisa ulteriormente in:
- Immunità attiva: si sviluppa quando il sistema immunitario è direttamente stimolato a produrre una risposta immunitaria. Questo può avvenire naturalmente, tramite l’infezione, o artificialmente, attraverso i vaccini. I vaccini sfruttano questo principio introducendo antigeni attenuati o inattivati, che inducono la produzione di anticorpi e la formazione di cellule della memoria.
- Immunità passiva: si verifica quando gli anticorpi vengono trasferiti da un individuo a un altro, senza il coinvolgimento attivo del sistema immunitario del ricevente. Un esempio tipico è l’immunità materno-fetale, in cui gli anticorpi vengono trasmessi dalla madre al feto attraverso la placenta o al neonato tramite il latte materno.
Fasi dell’immunità acquisita
Il processo dell’immunità acquisita segue diverse fasi:
- Fase di riconoscimento: i linfociti naïve (che non hanno ancora incontrato il loro antigene specifico) vengono attivati dall’interazione con una cellula presentante l’antigene (APC).
- Fase di attivazione: i linfociti B e T proliferano e si differenziano in cellule effettrici o della memoria.
- Fase effettrice: le cellule effettrici eliminano il patogeno tramite la produzione di anticorpi (linfociti B) o mediante un’azione diretta sulle cellule infette (linfociti T citotossici).
- Fase di memoria: una parte delle cellule attivate rimane nell’organismo come linfociti della memoria, garantendo una risposta rapida ed efficiente in caso di una nuova esposizione allo stesso antigene.
Recettori dell’immunità adattativa: caratteristiche generali
L’immunità adattativa si basa sul riconoscimento specifico degli antigeni attraverso recettori altamente specializzati presenti sui linfociti T e B. Questi recettori, rispettivamente il TCR (T Cell Receptor) e il BCR (B Cell Receptor), giocano un ruolo chiave nell’attivazione della risposta immunitaria e nella formazione della memoria immunologica.
Il recettore dei linfociti T (TCR)
Il TCR è il recettore presente sulla superficie dei linfociti T ed è responsabile del riconoscimento degli antigeni presentati dalle cellule presentanti l’antigene (APC), legati alle molecole del complesso maggiore di istocompatibilità (MHC).
Caratteristiche del TCR
- Ha una struttura simile a un anticorpo, composta da due catene polipeptidiche (α e β o, meno frequentemente, γ e δ).
- Ogni TCR è dotato di domini transmembrana idrofobici, che lo ancorano alla membrana cellulare.
- Possiede un dominio citoplasmatico molto piccolo, che da solo non è sufficiente per la trasduzione del segnale.
- Il segnale di attivazione è trasmesso da un complesso proteico associato al TCR chiamato complesso CD3, che contiene sequenze ITAM (Immunoreceptor Tyrosine-based Activation Motifs) per la segnalazione intracellulare.
Il TCR riconosce solo antigeni processati e presentati da molecole MHC:
- MHC di classe I → interagisce con i linfociti T citotossici (CD8+) e segnala la