Lezione 1: Cos'è la patologia generale e cosa studia?
Il termine deriva dalla lingua greca: studio (logos) della sofferenza (pathos)/malattia. È una disciplina di connessione che coinvolge sia la biologia di base che la pratica clinica e si occupa dello studio delle modificazioni morfologiche e funzionali che sono alla base della malattia. Clinica riconoscere. La patologia insegna a conoscere, mentre la insegna a.
Divisione della patologia medica
La patologia come disciplina medica è bipartita in due grandi branche:
- Patologia generale: Studia i meccanismi generali di danno e i processi patologici fondamentali dell'organismo, come la febbre, l'infiammazione, lo stato di infezione, le neoplasie.
- Patologia speciale: È lo studio sistematico delle singole malattie riguardanti apparati o sistemi specifici dell'organismo. Data una malattia, la patologia speciale ne descrive cause e patogenesi, nonché i segni oggettivi e i sintomi soggettivi che in tale malattia ricorrono, con approccio deduttivo.
Concetto di salute e malattia
Secondo l'OMS, la salute è uno stato di completo benessere psichico, fisico e sociale dell’uomo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale e non la sola assenza di malattia.
Malattia – Alterazione dell'Omeostasi: Alterazione strutturale e funzionale di una cellula, di un tessuto, di un organo che si ripercuote nell’intero organismo. L’Omeostasi è quel processo di mantenimento di alcuni parametri interni. È un mantenimento dinamico poiché l’organismo è continuamente sollecitato dal cambiamento, dall’interazione con l’ambiente esterno.
Divisione della patologia generale
La patologia generale è una disciplina accademica di ambito biomedico, che studia le cause (eziologia) e i meccanismi (patogenesi) determinanti le alterazioni fondamentali delle strutture e delle funzioni dell'organismo.
Eziologia: Scienza che studia le cause della malattia.
Patogenesi: È il meccanismo d’insorgenza di un processo patologico e il suo conseguente sviluppo.
Eziologia: le cause della malattia possono essere
Esogene
- Chimiche: Tossine, veleni, metalli pesanti, ipossia (condizione patologica determinata da una carenza di ossigeno nell'intero organismo (ipossia generalizzata) o in una sua regione (ipossia tissutale)).
- Fisiche: Radiazioni, temperatura, traumi meccanici, elettricità.
- Biologiche: Virus, batteri, funghi, protozoi, processo infiammatorio e autoimmunità. Nascono come fenomeni difensivi ma se non sono ben controllati sfociano nell’instaurarsi di patologie.
Endogene
- Genetiche: Alcune patologie si manifestano come sindromi.
Definizione di sindrome
Con il termine sindrome si intende un insieme di sintomi e segni clinici a carico di più organi o apparati, che sono espressione di un nesso fisiologico/fisiopatologico comune. Costituiscono le manifestazioni cliniche di una o diverse malattie, indipendentemente dall’eziologia che le contraddistingue.
Complesso di sintomi, che possono essere provocati dalle cause più diverse.
Sindrome di Cushing
La sindrome di Cushing è un complesso di segni e sintomi generato dall'esposizione cronica ad alti livelli di glucocorticoidi, ormoni prodotti dal nostro organismo ed utilizzati nel trattamento delle malattie infiammatorie.
La sindrome di Cushing può quindi essere sostenuta da:
- Fattori endogeni (eccessiva sintesi di glucocorticoidi)
- Fattori esogeni (trattamento con corticosteroidi)
I corticosteroidi sono un gruppo di ormoni steroidei sintetizzati nella corteccia del surrene. In base alla loro funzione fisiologica, vengono didatticamente suddivisi in tre famiglie:
- I glucocorticoidi - così chiamati per la loro importanza nel metabolismo del glucosio.
- I mineralcorticoidi - attivi nel bilancio dei sali minerali, in particolare del sodio e del potassio.
- Gli ormoni sessuali.
Nella maggior parte dei casi la sindrome di Cushing è causata dall'eccessiva e prolungata somministrazione di farmaci a base di cortisonici. I glucocorticoidi condizionano la risposta dell'organismo allo stress. L'abuso di glucocorticoidi implica effetti collaterali importanti, come:
- Depressione e difficoltà di concentrazione
- Osteoporosi
- Gonfiore e tensione, soprattutto facciale (dovuta alla ritenzione idrica)
- Ipertensione arteriosa
- Ipertricosi (aumento dei peli corporei in zone più o meno localizzate)
- Iperlipidemia (aumento dei livelli di uno o più lipidi nel sangue)
- Aumento di peso soprattutto della parte superiore del corpo e nell’addome
- Ritardo di crescita ed obesità nei bambini
- Anomalie mestruali (amenorrea)
- Squilibri elettrolitici
- Glaucoma (malattia subdola colpisce l'occhio, distruggendo lentamente la vista)
- Ulcere gastriche
- Psicosi (grave disturbo di salute mentale – perdere ogni contatto con la realtà)
- Maggiore suscettibilità alle infezioni ed agli infortuni (riducono la sintesi di collagene, quindi la resistenza di tendini e legamenti, ed aumentano il rischio di subire fratture da microtraumi ripetuti).
Altri esempi di sindromi
- Dell’intestino irritabile
- Metabolica
- Del burnout (esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale)
- Premestruale (caratterizzata da irritabilità, ansia, labilità emotiva, depressione, edema, dolore mammario e cefalea, che si verificano durante i 7-10 giorni precedenti le mestruazioni e di solito terminano alcune ore dopo l'inizio delle mestruazioni)
- Di Down
- Di immunodeficienza acquisita (AIDS); malattia del sistema immunitario umano causata dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV).
- Ansiosa
- Di Turner (malattia genetica rara)
- Del tunnel carpale (un insieme di sintomi soggettivi e segni oggettivi a carico della mano, dovuti ad una compressione del nervo mediano; senso di intorpidimento e formicolio al polso, alla mano e alle dita)
Sindrome idiopatica
Quando la causa è sconosciuta, ad esempio, il fenomeno di Raynaud consiste in un vasospasmo eccessivo per una vasocostrizione per stimoli simpatici (emozione, spavento) o passaggio da ambienti caldi a freddi, caratterizzato da insensibilità alle mani seguita da cianosi, pallore, dolore, formicolio, bruciore/aspetto anemico delle dita. La sindrome di Raynaud può essere primaria con una causa sconosciuta o secondaria ad altre malattie o attività lavorative.
Secondario ad altre malattie
- Connettiviti in genere (malattie del tessuto connettivo)
- Sclerodermia (malattia cronica di tipo autoimmune; il sistema immunitario del malato attacca i suoi stessi tessuti – pelle dura; a causa di un'abnorme attività di fibrosi, combinata a un malfunzionamento del microcircolo periferico, la sclerodermia causa appunto l'ispessimento della pelle)
- Lupus eritematoso sistemico (malattia cronica di natura autoimmune, che può colpire diversi organi e tessuti del corpo. Il sistema immunitario produce autoanticorpi che, invece di proteggere il corpo da virus, batteri e agenti estranei, aggrediscono cellule e componenti del corpo stesso, causando infiammazione e danno tissutale; tipiche manifestazioni cliniche sono l'eritema a farfalla)
- Malattie ematologiche che alterano la viscosità del sangue
- Iatrogeno (patologie, effetti collaterali o complicanze dovute a farmaci o a trattamenti medici in generale)
Può insorgere inoltre anche come secondario ad attività lavorative peculiari: la causa è da ricercare negli stili adottati sul luogo di lavoro, su cui è possibile fare prevenzione:
- Esposizione prolungata delle mani a composti plastici
- PVC (cloruro di polivinile – materie plastiche più usate)
- Uso prolungato di arnesi ad alto impatto vibratorio come martelli pneumatici.
Evoluzione della malattia
Una volta instauratasi, la malattia può avere diversi esiti:
- Guarigione: esito più favorevole; il ripristino di uno stato di salute.
- Cronicizzazione: es. bronchite acuta.
- Morte: esito più infausto.
La conoscenza del ciclo della malattia è importante, sia nel singolo individuo (medicina clinica) che in popolazioni (epidemiologia), per la messa a punto di strategie di terapia e di profilassi. Vi sono diversi stadi che si succedono nel corso di un evento morboso:
- Esposizione: è l'evento iniziale che, nel caso delle malattie infettive, dà origine all'infezione.
- Periodo di incubazione: è il tempo che intercorre tra l'esposizione e la comparsa di sintomi clinici. Per le malattie non trasmissibili esso è detto periodo di latenza. Questo periodo varia in rapporto al tipo di agente, all'ospite e a numerosi altri fattori.
- Periodo prodromico: è il periodo di transizione tra lo stato di salute e quello di malattia, caratterizzato dai primi sintomi.
- Malattia clinica (o subclinica): in questo periodo i sintomi della malattia raggiungono la loro massima evidenza.
- Se i sintomi sono molto marcati, la malattia è in “forma acuta”.
- Se i sintomi sono di minore intensità, la malattia è in “forma subacuta”.
- Caso in cui manchino sintomi, “malattia subclinica” o asintomatica.
- Se la malattia è grave, può verificarsi la morte.
- Regressione: è il periodo in cui i sintomi si fanno meno intensi; spesso la regressione è dovuta alla reazione dell’ospite (es. produzione di anticorpi). Tuttavia, è possibile che l'ospite non riesca a guarire completamente, e quindi la malattia entra in una lunga fase detta di «cronicizzazione», cioè acquisisce i caratteri della «malattia cronica».
- Convalescenza e guarigione: in questa fase si ha il ristabilimento completo delle funzioni dell'organismo, che ritorna in stato di salute. Notare che alcune malattie provocano lesioni permanenti e quindi inibiscono una guarigione perfetta.
- Stato di portatore: può realizzarsi soltanto nel caso delle malattie infettive: in questa fase l'individuo alberga l'agente (ed è capace di trasmetterlo ad individui recettivi), senza manifestare alcun segno di malattia. Il «portatore» è in stato di infezione subclinica o di infezione latente.
Per le malattie infettive, il periodo di trasmissibilità o di contagiosità (cioè il lasso di tempo durante il quale l'individuo può trasmettere l'infezione ad altri individui) dipende da molti fattori (tipo di malattia, tipo di ospite...).
Come ci difendiamo dalle malattie? Immunità
Il nostro sistema di difesa riguarda il sistema immunitario. L’immunità è la nostra capacità di sviluppare una protezione dalle malattie. Il nostro organismo è dotato di organi, di cellule, di molecole che nell’insieme vanno a costituire il sistema immune/immunitario. Il modo in cui ci difendiamo va a costituire la cosiddetta risposta immune.
Il termine immunità è molto antico. Deriva dall’antico “immunitas”, coniato per la prima volta per i senatori romani, dove andava ha definire la loro protezione da non essere perseguiti per alcuni reati.
Immunità
Resistenza dell'organismo, congenita o acquisita, all'azione di determinati germi patogeni o tossine. Il sistema immunitario ha tre funzioni principali:
- Protegge l'organismo dagli agenti patogeni (invasori esterni che causano malattie).
- Rimuove le cellule ed i tessuti danneggiati o morti ed i globuli rossi invecchiati.
- Riconosce e rimuove le cellule anomale, come quelle tumorali (neoplastiche).
Nel suo insieme, il sistema immunitario rappresenta una complessa rete integrata costituita da tre componenti essenziali che contribuiscono all'immunità:
- Gli organi
- Le cellule
- I mediatori chimici
Organi localizzati in diverse parti del corpo e tessuti linfatici. Si distinguono:
- Organi linfatici primari (il midollo osseo e il timo – linfociti T) costituiscono la sede in cui i leucociti (globuli bianchi) si sviluppano e maturano.
- Organi linfatici secondari catturano l'antigene e rappresentano la sede in cui i linfociti possono incontrare ed interagire con esso. Gli organi linfatici secondari presentano un'architettura reticolare che intrappola materiale estraneo presente nel sangue (milza), nella linfa (linfonodi), nell'aria (tonsille ed adenoidi) e in cibo ed acqua (appendice vermiforme e placche di Peyer nell'intestino).
Approfondimento: I linfonodi svolgono un ruolo molto importante nell'elaborazione della risposta immunitaria, poiché sono in grado di intrappolare e distruggere batteri e cellule tumorali maligne trasportati dai vasi linfatici lungo i quali si distribuiscono.
Cellule isolate presenti nel sangue e nei tessuti; le principali sono dette globuli bianchi o leucociti, di cui si riconoscono diverse sottopopolazioni:
- Linfociti: Mediano l'immunità acquisita, combattono specifici agenti virali e cellule tumorali (linfociti T citotossici) e coordinano l'attività dell'intero sistema immunitario (linfociti T helper).
- Monociti: Maturano divenendo macrofagi dotati di attività fagocitaria e di stimolo nei confronti dei linfociti T.
- Neutrofili: Fagocitano i batteri e rilasciano citochine.
- Basofili: Rilasciano istamina, eparina (un anticoagulante), citochine ed altre sostanze chimiche coinvolte nella risposta allergica ed immunitaria.
- Mastociti: Globuli bianchi basofili coinvolti nella risposta allergica, nell'asma e nella resistenza nei confronti dei parassiti.
- Eosinofili: Combattono i parassiti e partecipano alle reazioni allergiche.
- Cellule dendritiche: Globuli bianchi che attivano il sistema immunitario catturando gli antigeni ed esponendoli all'azione delle cellule "killer" (linfociti T). Le cellule dendritiche si concentrano a livello dei tessuti che fungono da barriera con l'ambiente esterno, dove ricoprono il ruolo di vere e proprie "sentinelle". Dopo essere entrate a contatto con porzioni di agenti estranei ed averle esposte sulla loro superficie, migrano a livello dei linfonodi dove avviene l'incontro con i linfociti T.
Sostanze chimiche che coordinano ed eseguono le risposte immunitarie: tramite queste molecole, le cellule del sistema immunitario sono in grado di interagire scambiandosi segnali che ne regolano reciprocamente il livello di attività; tale interazione è permessa da specifici recettori di riconoscimento e dalla secrezione di sostanze, genericamente note come citochine, che fungono da segnali regolatori.
Barriere chimico-fisiche – Difese esterne
Il primo meccanismo di difesa dell'organismo è rappresentato dalle barriere chimico-fisiche, che hanno lo scopo di impedire la penetrazione degli agenti patogeni nell'organismo:
- Cute: La cheratina presente nella porzione più superficiale dell’epidermide (strato corneo) non è digeribile né oltrepassabile dalla maggior parte dei microrganismi.
- Muco: Sostanza viscosa, secreta delle membrane mucose dell’apparato digerente, respiratorio, urinario e genitale.
- Lisozima: Enzima presente in lacrime, secrezioni nasali e saliva, in grado di distruggere la membrana cellulare dei batteri.
- Cellule ciliate della trachea: Filtrano l’aria, facilitano l’espulsione del catarro e dei microrganismi.
- Sudore: Il pH acido del sudore, conferito dalla presenza di acido lattico, associato ad una piccola quota di anticorpi, ha un’efficace azione antimicrobica.
- Secrezioni delle ghiandole sebacee: L’olio prodotto dalle ghiandole sebacee della cute esercita un’azione protettiva sulla cute stessa, accrescendone l’impermeabilità ed esercitando una lieve azione antibatterica (potenziata dal pH acido del sudore).
- pH acido dello stomaco: Funzione disinfettante, poiché distrugge molti microrganismi introdotti con gli alimenti.
- Spermina: Le secrezioni prostatiche hanno azione battericida.
- Microrganismi commensali: Presenti nell’intestino e nella vagina (in condizioni normali nella vagina è presente una flora batterica saprofita).
- Temperatura corporea: La normale temperatura inibisce la crescita di alcuni patogeni, che risulta ancor più ostacolata in presenza di febbre, la quale favorisce anche l'intervento delle cellule immunitarie.
La risposta immunitaria
Se le prime barriere difensive falliscono ed il patogeno penetra nell'organismo si attiva la risposta immunitaria interna. Sono stati identificati due tipi di risposta immunitaria interna.
Risposta immunitaria naturale (o aspecifica): Meccanismo di difesa generale, presente sin dalla nascita, che agisce rapidamente (minuti od ore) ed indiscriminatamente contro qualsiasi agente esterno; L’immunità naturale aspecifica è costituita da:
- Barriere fisico-chimiche (cute, mucose, fattori antimicrobici)
- Difese cellulari aspecifiche; cellule che intervengono in modo aspecifico, dove non riescono a distinguere l’agente eziologico ma qualunque esso sia si attivano allo stesso modo, ad esempio con:
- Un forte innalzamento della temperatura
- Processi di fagocitosi
- Scatenando il processo infiammatorio
Presente fin dalla nascita e per questo detta innata, l'immunità aspecifica NON ha alcun tipo di memoria nei confronti di precedenti incontri con patogeni. Inoltre, NON si rafforza in seguito a nuovi ed ulteriori contatti con lo stesso patogeno.
Non appena i microrganismi riescono ad oltrepassare le barriere chimico-fisiche, l'organismo... (testo troncato)
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