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Tuccillo

367 e fonti del diritto romano

367 anno importante per una legge (Liciniae Sextiae), conflitto tra patrizi e plebei al consolato che otterranno questo diritto. Le due cronologie non coincidono.

La prima ci fa capire esattamente l’evoluzione del diritto romano in base all’assetto politico/costituzionale. Il diritto romano si è evoluto anche a seconda dei diversi assetti.

Primo periodo, so modo la crinolina che affronta i mutamenti degli assetti, è l’età monarchica, dove regna il rex, che governa da solo.

Le fonti rappresentano il modo che ciascuna comunità ha di produrre il diritto, costituiscono una sorgente dalla quale scaturisce diritto.

Le fonti (deriva da font, sorgente) di produzione sono fonti creative, che introducono nuove norme nell’ordinamento romano. Nella monarchia le fonti per eccellenza sono i mores, costumanze, che si tramandano, orali che derivavano dalla quotidianità. L’elemento importante era la dioturnas, ripetuta. Non va confusa con la

Altra fonte di questo periodo sono le leges regiae, atti unilaterali, emanate dal rex. Sono le prime norme, che risalgono ai primi re.

Queste due sono le fonti di produzione del diritto che abbiamo per il periodo monarchico.

Il secondo periodo è quello della repubblica, del popolo. Un periodo molto lungo, è molto importante per l’assetto costituzionale, per il diritto. Nella res publica abbiamo due consoli. Si passa dal potere di uno a quello dei consoli, per questo è un anno importante. Abbiamo l’istituzione della magistratura, i pretori, i censori. Accanto ai magistrati hanno un ruolo importante le assemblee.

Le fonti di quest’età sono le 12 tavole, rappresentano la prima fonte scritta e sono una raccolta di 12 leges effettuata da una magistratura straordinaria, creati con il compito di redigere norme scritte, purtroppo questo codice, contiene i mores che erano stati tramandati oralmente. Sappiamo che derivano dai mores perché hanno una struttura ritmica, che avevano per venir meglio tramandati. Queste rappresentano un punto di riferimento che sono fonte di diritto privato e pubblico.

Altra fonte sono le leges publicae e rogatae, atti, emanati, proposti dal magistrato e votati dall’assemblea centuriata che poteva accettare o no la proposta ma non modificarla.

Il voto del popolo erano prima orale e poi scritte.

L’attività della giurisprudenza, i primi giuristi sono i pontefici, un collego sacerdotale, che interpreta il diritto e danno soluzioni a casi controversi. Poi il diritto viene laicizzato, il giurista è qualsiasi cittadino che dà responsa.

L’edictum praetoris.

Crea una nuova magistratura, quella della pretura, perché i patrizi avevano fatto una grande concessione. Il pretore emana un editto, fonte di produzione del diritto, anche se l’editto è un atto il cui il pretore…

Nel principato, che ha inizio nel 27 a.C., è caratterizzato dal potere di uno solo che assomma in sé tutti i potere, anche delle varie assemblee. Il princeps ha grandi potere e nel principato il potere normativo è espresso attraverso le costituzioni imperiali, ci sono alcune costituzioni a carattere generale astratto e costituzioni a carattere particolare.

Atti normativi per eccellenza, il diritto si crea e modifica. Un’altra fonte importante sono senatusconsulta, pareri emanati dal senato, hanno valore normativa.

In questa età sono fonti di legge.

Plebiscitum, importante per la plebe.

Fonti di cognizione, fonti che ci permettono di conoscere il diritto: corpus iuris di Giustiniano, che emana quest’opera importante che contiene un codice, il primo codex, una raccolta di leges degli imperatore, poi abbiamo le instituciones, il secondo codice e le novelle.

Ma ci sono anche molte raccolte di leges iure, anche fonti non giuridiche, ma anche archeologiche, epigrafiche.

Come oggi il diritto privato si studia con il codice, il diritto romano si studia attraverso queste fonti.

Un altro elemento, dopo l’epoca di Giustiniano, il diritto romano viene ristudiato.

Il diritto romano va studiato con quello che è, non per forza trovando un collegamento con il diritto positivo. Ogni ordinamento si costruisce sulla base di quali sono le fonti.

21/09

Assetto politico costituzionale e monarchia

Nell’assetto politico costituzionale si individuano varie fasi. La prima è la monarchia che deriva da monos, il potere nelle mani di uno solo, e l’inizio è quello della nascita di Roma. E si conclude nel 509 a.C., dal potere di uno solo passa nelle mani di due consoli. La repubblica nasce convenzionalmente nel 509 a.C.

Prima della fondazione di Roma, lì c’erano fondazioni precivitas, queste hanno in comune primitive strutture che si basavano su legami familiari: familia proprio iure, nucleo originario che comprendeva il pater familias, che aveva un grosso potere, i discendenti. La donna si sottoponeva alla potestas del marito, il suo ruolo era molto subordinato a quello del marito o del padre, anche i figli erano sotto potestas del pater, le figlie che non erano sposate o sottoposte alla manus altrui. Proprio nell’ambito della famiglia si cominciano a dettare delle regole, e pian piano il diritto si evolve. Il diritto nasce dal vivere civile, serve a garantire un regolare svolgimento della vita e dei rapporti.

La seconda manifestazione di queste formazioni preciviche, la prima aveva un problema: quando muore il capostipite il nucleo viene a mancare. La famiglia communi iuri è più ampia, perché si pone il problema della sopravvivenza dopo la morte del capostipite, si estende a tutti i membri maschi.

La terza struttura, che ci fa vedere l’evoluzione è la gens, un’altra manifestazione di organizzazione precivica, in cui i soggetti sono uniti da vincoli di sangue, queste persone hanno in comune il nome gentilizio, un segno del vincolo che esisteva tra i membri della gens, appartenevano allo stesso nucleo.

Gli altri elementi in comune erano:

  • Condividevano il luogo di sepoltura.
  • Praticavano gli stessi culti religiosi (era importante il legame tra divinità e popolo).

Ogni gens possedeva un appezzamento di terra (ager gentilicius), un piccolo campo che era per individuare anche i limiti territoriali di quella gens. Ogni gens si dà un proprio ordinamento, quindi abbiamo un evoluzione, nasce un ordinamento giuridico. La ma si fa un esempio di casi in cui non viene più usato un nomen perché è legato ad agenti infausti: per lungo tempo si decise di non attribuire il nomen Lucius, per tutelare la propria gens, che può compromettere la grandezza della gens.

Nel libro si dice che para densò da alcune teorie si individua l’organizzazione come organizzazione statali, si ravvisa in questi primi organismi già delle funzioni statali, la capacità di esercitare funzioni ed essere considerata un’organizzazione statale. I due promotori di queste teorie sono Eduard Meyer, lui dice che l’organismo sovrano veniva identificato con lo stato-stirpe.

Questa teoria non è accolta in pieno dalla storiografia.

E Pietro Bonfante ritiene che l’evoluzione è la creazione dello stato sia il risultato di un progressivo sviluppo delle forme originarie.

Sono c ritirate perché l’idea della sovranità nasce più tardi, l’impostazione evoluzionista dalla famiglia alla città si pone in contrasto con la storia, che non segue mai una linea retta. Poi nasce Roma, è attribuita ad un sinecismo, l’unione di più tribù (dei ramnes che derivavano da Romolo, i tities da Tito Tazio, lucumones). Questo contorni storico è caratterizzato dalla monarchia, i, potere nelle mani del rex, abbiamo tre organi: rex, senatus, populus.

Il rex è garante della pax deorum, della pace degli dei (era molto importante osservare la volontà degli dei), lui deve garantire che durante il suo regno ogni atto deve essere appoggiato dalla volontà degli dei.

È doctur, comandante militare, investito del compito di presiedere l’esercito e portarlo in guerra (la guerra è molto importante). Altra funzione è quella di giudice, è chiamato a risolvere le controversie di dei cittadini.

La nomina del rex e gli organi monarchici

Si diventava rex a Roma con tre tappe: dopo la morte del rex c’era l’interregnum, il periodo che va da un regno e un altro, si ricorre anche in età repubblicana quando mancavano i consoli veniva instaurato. La prima fase è creatio, dove si conferivano i poteri civili. Poi c’è l’inauguratio, conferivano poteri religiosi, procedura di accrescimento della sacralità del rex. Poi c’è la lex curiata da imperio, il popolo approva tramite un suffraggium la scelta del rex fatta dai senatori, gli si conferivano potere militari. È discussa la storicità perché forse alle origini ancora non c’era l’attività dei comizi curiati. Il rex quando si passa la res publica rimane il suo potere religioso.

Il rex è coadiuvato dal consiglio degli anziani, che poi diventerà il senato, che deriva da senes, anziano (chi ha compiuto 46 anni), il consiglio del senato. Fu creato da Romolo che selezionò 100 patrizi che avrebbero dovuto tutelare le gentes. L’altro organo era il populus che in questo periodo, dopo Romolo con i re etruschi è organizzato nei comizi curiati.

Affianco al rex ci sono i collegi sacerdotali, interpretano la volontà divina. I più importanti sono i pontefici, feziali e gli auguri. Poi abbiamo un gruppo di sacerdotali, vestali, che custodivano il fuoco della città e i flamines, potevano essere investiti di far rispettare alcuni tabù.

Tra i collegi ci sono gli augures, un collegio di 5 membri, scelti al loro interno, i membri che già erano sacerdote potevano scegliere gli uomini più meritevoli, per cooptazione. La carica di tutti i collegi sacerdotali è vitalizia, all’inizio erano formati solo da patrizi.

Dovevano prendere gli auguria, segni divini, prima di compiere atti indefiniti nel tempo. Bisogna distinguere l’augurium dall’aspaucim, che viene preso dal rex o in età repubblicana dai magistrati ed è preso per un evento certo. Gli auguri valutavano la legittimità degli atti giuridici sacrali.

Un altro collegio sacerdotale importante è quello dei feziali, regolano i rapporti internazionali di Roma antica, si discute anche sulla sua etimologia, secondo alcuni deriva dal verbo ferire, concludere i trattati, secondo altri il termine deriva da fede, perché dovevano garantire il rapporto che c’era con gli altri popoli. Loro nascono nell’età monarchica, ma non si sa da chi. Dalla tradizione possiamo dire che sono stati istituiti dai re latino Sabini. Loro esistono anche in altre comunità indio europee.

Dovevano rivestire quegli atti secondo delle precise formalità, detentori della formalità, per la pax deorum. Dovevamo concludere gli accordi, avevano il ruolo di dichiarazione del bellum iustum, controllo sulla è stata applicazione dei trattati giuridici, richiesta del risarcimento di torti arrecati a Roma.

I pontefici erano prima composti da dieci sacerdoti e poi quindici, vengono scelti per cooptazione e sono vitalizi. I pontefici sono prima solo patrizi. Ci sono due diversi interpretazioni fanno da ponte, ma sul piano spirituale vuol, dire che fanno da ponte tra uomini e dei. Elaboravano e applicavano le prime regole giuridiche relative alla vita della città. Enunciano il calendario, i giorni fasti e nefasti, in cui non ci facevano attività. C’è il monopolio del potere giuridico perché sono gli unici detentori del sapere giuridico. L’attività dei pontefici era anche fornire consulenza a privati e magistrati sulla soluzione di casi controversi. Potevano creare o interpretare istituti.

I mores sono delle fonti di produzione del diritto orale che si tramandano fino a quando non c’è il codice delle 12 tavole. Due sono le fonti del diritto in età monarchica: i mores: si trasmettono oralmente, nei mores c’è la ripetizione costante di un determinato comportamento, manca la convinzione di rispettare una volontà giuridica. A Roma il diritto è insito nell’opinione delle cose, quindi non c’è teofania normativa.

22/09

Mores, leges regiae e diritto criminale

Mores: norme orali tramandate, l’inosservanza provocava una reazione nella società. L’ordinamento e la norma deve prevedere una sanzione, impone al soggetto di comportarsi in maniera lecita.

Leges regiae. Questa procedura di formalizzazione della lex non è come quella repubblicana, sono atti unilaterali, posti dal rex ai cittadini.

I mores prima di essere recepiti nelle dodici tavole sono d’ispirazione per le leges regiae.

Queste venivano comunicati ai comizi curiati, che avevano una funzione passiva, non avevano voto. Vengono chiamate anche leges curiate, ma non perché votate dai comizi curiati. Sono un corpus che precede quello che saranno le leggi. Le materie che venivano disciplinate dalle leges, rapporti privati, materia religiosa ecc.

Questo tempo è contenuto nei digesta, Pomponio, grazie a lui possiamo avere notizie dell’attività della giurisprudenza.

Secondo la tradizione si ebbe l’esigenza di metterle in un testo pubblico, accessibile a tutti, ius civile papirianum, dove le ha raccolte in ordine.

Un settore importante in cui sono intervenute le leges è il diritto criminale. Nel sistema originario, primitivo, criminale si faceva una distinzione tra scelus expiabile o inexpiabile (espiabili e non).

Per quelli meno gravi basta un’offerta espiatoria, si poteva stabilire che ci potesse essere un sacrificio di animale o dono. Quando si parlava di crimine inespiabile, provocava una reazione della comunità nei confronti del soggetto, che veniva considerato homo sacer, poteva essere privato dei suoi beni o allontanato. (I crimini: violazione dei vincoli familiari, rottura della fides tra patrono e cliente, divulgazione di segreti religiosi)

C’era la necessità di garantire la pace degli dei, per questo l’offerta espiatoria. Tra le leges regiae ci sono quelle che attengono il sistema punitivo, avevano il contenuto di regolare affini sacrali purificatori, reazione del gruppo che ha subito l’offesa è rifare la stessa cosa dell’offensore.

Dolo sciens: per l’individuazione della fattispecie criminosa si fa riferimento alla condizione psicologica, intenzionalmente.

Il diverso elemento psicologo, volontario o involontario pesa sulla conseguenza.

Tribù, curie e riforme dei re etruschi

3 tribù che istituì Romolo.

Tities (da Tazio), ramnes (da Romolo), luceres (etrusca), poi istituisce 30 curie e 300 decurie, questo è l’aspetto organizzativo che viene modificato da Tullio. L’appartenenza alla curia era designata da vincoli familiari. Ciascuna di queste 30 curie forniva 100 uomini per l’esercito. Queste costituivano il comizio curiato, per la nomina del rex, che acclamano per suffragio il soggetto che era stato scelto, e poi per le leggi regie.

Re etruschi: Tarquinio Prisco, Livy fonte per il diritto pubblico.

Servio Tullio, il più importante, riforma dell’ordinamento centuriato, per la prima volta il popolo viene diviso in base al censo e quella delle tribù.

L’ordinamento è una riforma militare, inizialmente venne istituito per dare un esercito stabile a Roma, nell’età della repubblica avrà una valenza politica. Divide la popolazione in 5 classi e 193 centurie, supera l’istituzione di Romolo. Questa divisione serve per l’esercito e per i carichi civili.

Man mano che si scendeva nelle classi l’esercito non aveva armi difensive, i più poveri non potevano permettersi l’armatura. Nell’età della repubblica questa distinzione assume rilevanza nella parte civile, avevano tutti gli onori, la prima classe, che conteneva 80 persone, aveva già preso la maggioranza, quando si univano i cavalieri avevano ancora la maggioranza. Si riunivano per votare le leggi ed eleggere i magistrati, e le altri classi non erano chiamati perché le prime classi già avevano la maggioranza.

  • Nella prima classe erano iscritti i cittadini che avevo almeno 100000 assi, erano 80 *p(40 iuniores e 40 seniores), hanno tutte le armi offensive e difensive. A questi dobbiamo aggiungere 18.
  • Nella seconda classe erano iscritti i cittadini con almeno 75000 assi, (10 iuniores e 10 seniores), armata con lo scudo al posto del tripleo.
  • Terza classe, censo di almeno 50000 assi (10 iuniores e 10 seniores).
  • Quarta classe, censo 25000 assi, hanno solo l’asta.
  • Quinta, censo di 11000 assi, armamento: solo fionde e pietre.

Questa divisione porterà che nell’età della repubblica ci saranno dei magistrati incaricati di vedere il censo, e nasce la censura, il censimento, che viene fatto prima dai consoli, dai magistrati, che devono verificare il livello di ricchezza (schiavi, bestiame, appezzamenti).

Sostituisce le tribù romolee con quelle urbane, suburbana, palatina, esquiliana, collina, qui sono iscritti i più poveri e quindi sono le più numerosi. Chi ha i terreni sono iscritti nelle tribù rustiche, arriveranno a diventare 31, quindi quando si vota le tribù rustiche hanno la maggioranza. Le tribù territoriali servono per motivi economici, per pagare il tributo, al rex, e poi per una funzione militare, ogni tribù forniva contingenti militare, piccole organizzazione che servono a scopi militare.

Comizi tributi, riunione di tutto il popolo, qui si vota per tribù. I comizi centuriati sono coinvolti per le funzioni più importanti, i comizi tributi sono convocati per eleggere i magistrati minori, è da se sempre la rilevanza a chi ha più ricchezza.

Tarquinio il Superbo, che porterà il passaggio dalla monarchia alla repubblica, è detto il Superbo perché si impone con la forza, non rispetta le regole.

27/09

Patrizi e plebei

Patrizi e plebei. All’inizio della monarchia abbiamo le gentes patrizi, sono maggiormente coinvolti nella vita politica ed economica di Roma. Da dove viene questo nome, deriva da

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

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