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Capitolo 1 (Lez. 1) - Società e comunicazioni di massa

Società di massa

Gili (1990) - È una società in cui le istituzioni sono organizzate in modo da trattare con vasti sistemi persone considerate come unità indifferenziate di una massa.

Differenziazione funzionale (1890-1900): gli individui non appartengono a una segmentazione ma accedono a diversi sistemi differenziati, anche solo per funzioni specifiche, di volta in volta rilevanti nella loro vita.

Periodo segnato da fenomeni di industrializzazione, urbanizzazione e modernizzazione; in questi anni nasce la sociologia!

Società organica

Claude-Henri Saint Simon (1760, 1825 fondatore del socialismo moderno e della sociologia positivista) - Società è come un organismo, al suo interno regna un'armonia tra i soggetti (mere parti del sistema) e un minimo mutamento può provocare squilibrio.

È necessario quindi che la società sia caratterizzata da una differenziazione funzionale inevitabile, che organizza i processi produttivi in base alle diverse finalità.

Saint-Simon e Auguste Comte (padre della sociologia) in “Corso di filosofia positiva” (1934), riprende S-S e indica una divisione dei compiti tra i soggetti introducendo il concetto di divisione, specializzazione.

Il rischio di un eccesso di specializzazione può portare a una più gli individui occupano posizioni diverse tanto più è difficile che si comprendano.

Rischio di produrre distanza, e l’incomunicabilità diventa uno dei punti di partenza sul dibattito sulle comunicazioni di massa (DeFleur, Ball-Rokeach 1989). L’isolamento è la base della teoria ipodermica.

Si ha un’atomizzazione della società e si perdono reti di relazioni sociali significative, ove gli individui sono sempre più soli e isolati.

Comunità e società

Ferdinand Tonnies in Comunità e società (1887) definisce questi due sistemi differenziandoli:

  • Comunità: modo sentire comune, ci si immedesima nella realtà e ci si sente parte di un “tutto” (convivenza durevole e genuina).
  • Società: forma impersonale e anonima di relazione sociale volta a un tornaconto personale (convivenza passeggera e apparente).

Anomia

Si prevede quindi che nella società moderna si creino modalità di relazione basate su contratti, e che gli individui siano sempre più soli, immersi in relazioni sempre meno condivise fino a dar luogo all’anomia, mancanza di norme.

Emile Durkheim - chiama “anomia” la mancanza di norme in “La divisione del lavoro sociale” (1893) e stabilisce che in una società le relazioni sono dettate da:

  • Solidarietà organica: relazioni formali e frammentate e divisione del lavoro molto sviluppata.
  • Solidarietà meccanica: dà vita a una collettività e c’è una divisione del lavoro elementare.

Quindi nella società organica questi individui incapaci di autoregolarsi e in convivenza con una separatezza data dall’estrema specializzazione sono:

  • In isolamento.
  • Vivono relazioni impersonali.
  • Sono liberi da pressioni sociali vincolanti.

*Euristico=idea guida nello sviluppo di ricerche, la “massa” è un’idea guida per lo sviluppo delle teorie.

Società di massa e psicologia delle folle

Gianni Statera (1993) definisce la massa come un qualcosa di imprevedibile e instabile, la massa è una “massa bruta”.

L’unica eccezione sono le chiavi di lettura marxiste che grazie alla massa si accelera un processo rivoluzionario, per il resto la massa è manipolabile e sottomissibile (Le Bon, 1895).

Mosca, Pareto e Michel - elitismo: la massa è uno strumento di manovra che le élites (istituzioni, grandi) usano a piacimento, non basta perciò essere in tanti per avanzare ma bisogna avere una struttura organizzativa. C’è quindi una minoranza organizzata che governa una massa disorganizzata.

José Ortega y Gasse (1930) antitesi colto-uomo-massa in con l’individuo.

Rischi della massificazione

George Simmel (1917) - Le azioni degli individui di una massa puntano allo scopo nel modo più semplice, ma i membri sono di rado organizzati secondo una stessa idea/pensiero, è difficile trovare tratti comuni.

Herbert Blume (1946) - La massa è un aggregato anonimo con individui con scarsa interazione, non è in grado di darsi una struttura organizzativa.

La massa determina cambiamenti profondi nella società, e da questa teoria si fonderà la teoria ipodermica, i cui postulati discendono da quelli della teoria della società di massa.

Postulati della teoria della società di massa

  • Individui isolati.
  • Tratti personali annullati per dare spazio a quelli impersonali della massa.
  • Il pubblico è atomizzato.
  • I mezzi di comunicazione sono onnipotenti e manipolano.

Mauro Wolf (1985) - L’isolamento del singolo è il prerequisito della prima teoria dei media.

Teoria ipodermica

(Bullet Theory / Teoria del proiettile magico / T. che “never was” / T. della cinghia di trasmissione)

È un modello di relazione diretta stimolo-risposta, graficamente sarebbe: S — R.

Kurt e Gladys Lang (1981) - dicono che è “never was” perché gli scienziati non la condivisero, ma fu più volte recuperata da Theodor Adorno e Max Horkheimer (per la “teoria critica”) e da Edgar Morin (per la “teoria culturologica”).

Elisabeth Noelle-Neumann (1973) pone la teoria ipodermica all’inizio dei suoi studi dell’evoluzione delle teorie.

Teoria behaviorista + teoria della società di massa = visione che il rapporto tra individui e mezzi sia determinato solo dai mezzi!

Si instaurò quindi un serio timore nei confronti della propaganda.

Postulati della teoria ipodermica

  • Pubblico indifferenziato e individui isolati.
  • I messaggi persuasori veicolati dai media sono potenti “ago ipodermico”.
  • Individui indifesi.
  • I messaggi sono ricevuti allo stesso modo da tutti.

Gli individui si trovano in un “vuoto sociale”, completamente soli, e i media hanno gioco facile colpendo come un “proiettile magico”, i messaggi sono indipendenti dal contesto e ricevuti da tutti allo stesso modo ma in questa definizione il rapporto comunicativo è troppo semplificato.

Si nega qualsiasi interpretazione, è quindi un modello molto semplificativo che serve solo a stabilire il nesso tra messaggio e fruizione.

Teoria matematica della comunicazione

Shannon e Weaver (1949) - studiano la trasmissione ottimale di un messaggio limitando i danni connessi al trasferimento, sviluppano la teoria matematica.

Teoria matematica e ipodermica coincidono, ma nel canale di trasmissione si individua una fonte di “rumore” che disturba la trasmissione ottimale del messaggio.

Una sorgente trasmette un messaggio tramite un apparato trasmittente, viene emesso un segnale che viaggia su un canale che può venire disturbato dal rumore. Uscito dal canale e raccolto da un ricevente viene convertito in un messaggio e arriva al destinatario.

Sorgente: mittente. Trasmittente: fonazione. Canale: aria. Rumore: suono forte che interrompe il dialogo. Ricevente: audizione. Destinatario.

Modello delle 5 W di Laswell

Harold D. Lasswell (1948) perfeziona la teoria ipodermica e descrive un atto di comunicazione in:

  • Chi: chi attiva il processo, emittente separata dal destinatario. Oggi: prosumers (mittente è sia mittente che destinatario e viceversa).
  • Cosa: messaggio con univoca interpretazione da parte dei destinatari. Oggi: mash up (ovvero + contenuti diversi) possono modificare il messaggio e le interpretazioni.
  • Con quale mezzo.
  • A chi: ci si concentra sull’audience dei media intesa solo come pubblico. Oggi: ci sono pubblici che si sovrappongono ai media e si “fanno media” (prosumers).
  • Effetti: mass communication research, effetti intenzionali, diretti o meno, a breve o lungo termine. Oggi: ci si concentra su emittenza, messaggio e ricezione.

Critiche alla teoria delle 5W

  • Asimmetria di relazione: tra mittente e destinatario, il ricevente è il termine finale.
  • Ruoli indipendenti: emittente e destinatario non entrano in contatto.
  • Intenzionalità: c’è sempre un obiettivo da parte di chi veicola il messaggio.

Schramm (1983) - Il modello è quindi un mero “indice” degli elementi della comunicazione più che un corretto processo.

Greg Wilson (2011) - Il modello è semplicistico e non considera nessuna interazione, non ci sono caselle dedicate al “come” e al “perché”, il contesto comunicativo è molto più complesso!!!

Difesa alla teoria delle 5W

È impossibile usare il modello come riferimento ma è un framework interpretativo che guida nelle fasi di ricerca però ed è ancora adatto a spiegare la comunicazione.

Payne Fund Studies

Sono la prima ricerca empirica sugli effetti dei media, e rappresentano la risposta empirica* sul clima di allarme diffuso dal cinema negli anni 30 negli Stati Uniti.

Dale (1935) - stimò una vendita settimanale di 40mln di biglietti nel 1922 e nel 1929 furono 40mln i minori tra gli spettatori (clima sociale di tensione a causa della crisi, il cinema diviene quindi un mondo per evadere e riposare).

Vennero finanziate 13 ricerche tra 1929 e il 1932 e si studiarono gli effetti sulle giovani generazioni.

Il filone che analizza i contenuti dei film individua 10 generi (crimine, sesso, amore, mistero, sesso, guerra, infanzia, storia, avventura e questioni sociali) di cui però il 75% dei film parla di crimine e amore. Ci si interroga allora su come ciò possa influire sui giovani:

2 filoni di ricerca

  • Effetti del cinema sugli atteggiamenti. Peterson e Thurstone (1933) osservano l’atteggiamento verso gruppi etnici di bambini prima e dopo la visione di un film, c’è un’effettiva influenza!
  • Effetti del cinema sul comportamento quotidiano. Blumer (1933) studia 1800 relazioni di uomini, donne, anziani, e bambini e capisce che il cinema influenza la vita stessa, le dinamiche di comportamento e permette di acquisire un linguaggio e stile, diviene una “scuola di etichetta” e permette di immaginare una vita diversa.

Funzione modellizzante dei media: le immagini dei film modellano gli stili di vita.

La ricerca di Blumer è la più rappresentativa tra i Payne Fund Studies.

Capitolo 2 (Lez. 12) - Società e media digitali (network, connective e platform society)

Visione cyberottimista (anni 90)

Sostenuta dall’utopia cibernetica in cui la struttura della società di massa assume un movimento più fluido e decentrato, orizzontale, che si regola in una prospettiva “reticolare”.

Si alimenta una società del controllo che trova la sua forma più completa nella diffusione della tecnologia che si estende anche gli ambiti quotidiani, al lavoro e al tempo libero.

Nasce l’idea di una dematerializzazione del mondo che segna l’era della globalizzazione, portando a dissolvere tutto ciò che è “solido”: si dissolvono stato, identità collettive, imprese, e si arriva a un’universalità del mercato. Il mondo è sempre più decentrato e si costituisce di nodi diversi in una rete eterarchica.

Prevale quindi un certo internet-entusiasmo visto che l’utopia cibernetica narra di comunità virtuali, condiviso del sapere, tecno-democrazia e adesso permanente e egualitarismo digitale.

L’ideologia associata a internet è di tipo liberatorio ma nel momento in cui tocca le routine del mondo della vita quotidiana alcuni studiosi si interrogano sui lati positivi e quelli negativi di questo rapporto.

Evgeny Morozov - comporta seri pericoli nel momento in cui la gente, oppressa da anni di regimi autoritari, si potrebbe ribellare mobilitandosi tramite strumenti che creano un reticolato fitto di condivisione tra nodi.

Network society (rete) (dagli anni 80)

L’offerta mediale si pluralizza, si moltiplicano i canali mediali (canali TV, Walkman, videoregistratori...) e declina l’idea di pubblico-massa, si ha una segmentazione delle audience!!!

Il senso dello schermo, per pubblici e studiosi, evolve in una realtà in cui tutto passa per schermi sempre più portatili.

La morfologia sociale viene riconfigurava in network society, e Castells ne delinea i contorni nella sua trilogia, cercando di rintracciare le radici della trasformazione (di fine anni 60 e metà anni 70).

Manuel Castells - Scrive una trilogia di testi:

  • The Information Age - the rise of the network society (1996).
  • The power of identity (1997).
  • The end of millenium (1998).

E dice che il fondamento essenziale della nuova società si basa su 5 caratteristiche:

  • Informazione centralizzata.
  • Diffusione pervasiva degli effetti delle tecnologie, che agiscono nel profondo individuale/collettivo.
  • Sviluppo della network logic (logica in rete).
  • Paradigma informazionale flessibile, le info si riconfigurano costantemente.
  • Unico sistema integrato delle tecnologie.

Informazione=materia prima.

La network society trasforma l’esperienza spaziale e temporale e a metà degli anni novanta l’integrazione elettronica si estende a tutti gli ambiti della vita, i pubblici dei media quindi mutano:

  • Differenziazione sociale: i pubblici si segmentano e il mercato studia forme di targetizzazione sempre più raffinate.
  • Stratificazione sociale: vi è un divario conoscitivo e diseguaglianze sia sulla conoscenza e sia su chi è incluso o meno nei meccanismi di partecipazione ai media (se non ho guardato un film non posso parlare in un dialogo su di esso, vengo escluso, c’è una diseguaglianza).
  • Schema cognitivo comune: forme di comunicazione miscelano i codici (gamification) confondendo codici simbolici, trattandosi di ambienti interattivi gli stessi pubblici partecipano al processo anche sulla produzione e rendono complesso il contesto semantico.
  • Assorbimento delle espressioni culturali: viene annullata la differenza tra cultura alta e bassa, informare e persuadere diventano quasi un tutt’uno e ogni espressione culturale (dalla peggiore alla migliore) sfocia in questo universo digitale. Castell definisce questo mondo “cultura della virtualità reale”.

Cultura della virtualità reale=capacità di nuove logiche di produzione, circolazione e accesso tramite nuove forme di interazione generate dalla connessione dei pubblici.

Connective society

Si basa sul nesso tra dimensione sociale e media nel momento in cui essere online networked diventa la normalità.

Lee Rainie e Barry Wellman in The New Social Operating System (2012) analizzano la società in rete, mettendo in luce che si è passati dalla connettività dei luoghi a quella degli individui.

Questo è il concetto di networked individualism=gli individui sono sempre meno isolati e possono appartenere a molteplici network in modo meno stabile piuttosto che in modo permanente a gruppi stabili.

Alla base di questo sistema ci sono 3 trasformazioni:

  • Social Network Revolution: legami sociali complessi anche con rapporti “deboli”.
  • Internet Revolution: + potere comunicativo, + capacità di reperire info.
  • Mobile Revolution: tecnologia pervasiva e portatile.

Empowerment comunicativo: essere connessi è permanente.

Mass self-communication

Castell (2007) definisce la mass self-communication una comunicazione basata su internet e reti digitali di comunicazione orizzontale con queste caratteristiche:

  • È di massa (raggiunge un’audience globale).
  • È multimodale (il digitale e la disponibilità di social software danno forme nuove ai contenuti e ne permettono la distribuzione online).
  • È autogenerata (sui contenuti) - rete molti-a-molti.
  • È autodiretta (sui meccanismi di emissione) rete molti-a-molti.
  • È autoselezionata (sulla ricezione) rete molti-a-molti.

Gli individui sanno di non essere semplici “oggetti” e grazie alla consapevolezza il pubblico audience diventa pubblici connessi.

Farsi media (Boccia Artieri 2012)

I pubblici si fanno media appropriandosi di:

  • Strumenti mediali e “fanno media”.
  • Codici e linguaggi e “diventano media”.

Quindi mutano:

  • Il senso della posizione: le persone percepiscono il ruolo comunicativo nella società e quindi prendono parola online, sfruttano la bidirezionalità per commentare, fare domande, partecipano a forme di protesta o eventi.
  • I modi in cui i pubblici partecipano: non esiste ambito che non sia comunicabile, i vissuti personali tendono a essere vissuti come pubblici.

Gli individui si mettono in gioco grazie a:

  • Diffusione delle tecnologie: le persone realizzano contenuti quasi come i mainstream.
  • Crescita di sistemi di disintermediazione.
  • Consapevolezza di una logica della costruzione di contenuti: linguaggi simili ai mass media ma contesto in cui le persone sono “collegate”.

Pervasività tecnologica

La pervasività tecnologica intreccia le reti sociali online e offline attraverso una natura locativa dei media, grazie alle possibilità ridefinite dalle affordances.

I social media rappresentan

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Manila96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica internazionale UNINETTUNO di Roma o del prof Sfandrini Anna.
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