Riassunto VDL letteratura e transculturalità - Manila Agrò studia la letteratura
Diversa dalla letteratura nazionale, ha vocazione teorica; da una prospettiva transnazionale, adotta metodi di studi comparativi, trans linguistica e pluridisciplinare, critici o descrittivi.
La comparazione riguarda la comparazione tra testi, arti-cinema, ma anche con altre. Nasce nell’800 come disciplina universitaria in Francia, nel novecento diventa disciplina generale mondialistica.
Studia fonti e influenze, temi, miti e generi letterari, insieme di regole e stili che governano l’apparenza di un testo rendendolo riconoscibile.
Letteratura e altre arti. Imagologia letteraria, studio delle idee sull’altro espresse nella letteratura. La traduzione letteraria: il traduttore è un mediatore culturale per eccellenza e fa da filtro tra culture. Post colonialismo, migrazione e gender studies.
Analisi sistematica delle forme narrative
Analisi sistematica delle forme narrative per individuare strutture, meccanismi interni; si concentra sulla comunicazione intratestuale, funzionamento del singolo testo.
No sugli autori = gli autori sono extratestuali. Individua le funzioni narrative, concetto di Vladimir Jakovlevič Propp.
Genette studia tecniche della narrazione, Gérard definisce i livelli di studio narratologico e categorie che costituiscono il funzionamento di un testo, indaga i nessi motore formali.
Concepisce la letteratura come evento comunicativo con vari attori. L’analisi sui testi concentra schemi e formali interrelazioni testuali. Descrive analiticamente le interrelazioni testuali, Julia Kristeva.
La letteratura è una rete in senso potenzialmente infinita, e produttori diversi, codici, discorsi e ideologie. È centrale in ambito letterario comparatistico, narratologico e semiotico.
Caratteristiche di questo approccio semiotico
- Marginalizzazione autore.
- Analisi quantitativa della ricorrenza di metafore o termini, anche con strumenti informatici.
- Riproduce modelli.
- È relazione intertestuale e strutture formali, generi letterari.
Transtestualità
Transtestualità di un testo con altri testi, relazione secondo Genette, varianti.
Presenza di un testo in un altro secondo citazioni, allusioni o esplicitazione.
Relazioni che il testo instaura con gli altri elementi che lo circondano come copertina, titolo, eserga, citazioni a inizio capitolo.
Relazione critica in base alla quale un testo è oggetto di commento o interpretazione in un altro testo, nel procedimento del commento, anche inventando e immaginando fonti.
Esempio = “Il Processo, Kafka”: c’è una parabola “davanti alla legge” in cui un uomo aspetto intimorito dal custode, invecchia e non entrerà mai nel parlamento, cioè l’insensatezza del concetto di legge e la parabola commenta il testo principale; il commento può essere intratestuale.
Relazione tra ipotesto, testo primario, e ipertesto, testo secondario. È la riscrittura, rifacimento di un testo ripercorrendo la stessa struttura.
Ipertesto richiama sempre ipotesto. Esempio: “Ulisse di Joyce” è un romanzo sperimentale che poggia sull’Odissea.
Relazione di un testo con diverse tipologie di generi discorsivi, retorici e stilistici. Esempio: il Romanzo nell’ottocento è un’espressione di ideologie.
Comparatistica e canone letterario
Di solito ci si concentra sull’autore, si ignorano le influenze, migrazione, guerre. La comparatistica tiene conto di questo sviluppando strumenti che entrano nel vivo del testo.
Include riflessioni sul canone letterario, comparazione tra culture. È aperto la letteratura mondiale e sul post colonialismo distanti. Riflette sulla natura eurocentrica dei nostri studi, si pensa a un’egemonia europea ma in realtà è un concetto che va rivisto ed è dato dall’ignoranza dell’altro e dalla volontà di predominio europea. Riflette sull’importanza del ripensamento dei canoni letterari, emergono letterature africane, orientali eccetera.
Post hoc ergo propter hoc
Post hoc ergo propter hoc. È un’applicazione della formula.
La comunicazione narrativa classica è bivoca e lineare.
Bivoca = perché da voce a massimo due soggetti.
Lineare = perché rispetta la regola del post-hoc.
Rivoluziona le categorie a causa di eventi come la rivoluzione digitale, Internet, Web 2.0 e social.
La comunicazione narrat. contemporanea è plurivoca multilineare e ipertesto.
Gratuità dei personaggi narrativi. È altresì caratterizzata dalla voce del narratore, voce dei personaggi, voci senza origine, disoriginariamento delle voci, non si sa di chi sono.
Ci sono intrecci principali e secondari, si moltiplicano i plot, le voci e i personaggi. È il racconto del possibile e del virtuale, un’ipotesi di racconto che ognuno ritaglia a modo suo, ci sono racconti possibili.
Ognuno a vari idioletti a seconda del ruolo, dell’aria, invece la narrativa classica da vari personaggi la voce dell’autore. Un reticolo costruito per livelli e non esaurisce la rappresentazione del reale.
Si salta spesso da un plot all’altro e si preferisce il collegamento via link anziché causale.
Esempio videogame = c’è un racconto da costruire che ha alternative logiche, ci sono possibilità di sviluppo infinite e quindi ognuno vivrà la storia a modo suo, avrà compiuto una selezione di sequenze differenti e ognuno avrà un suo testo.
I collegamenti non hanno consequenzialità temporale, logica o causale.
Narrativa classica e narrativa dello scrivibile
Nella narrativa classica sia più classico serietà, ogni testo è solo leggibile, che impedisce al lettore di accedere ad altre interpretazioni.
Il racconto è iscrivibile quando può essere scritto e riscritto, è un testo in cui il lettore e autore cooperano per raccontare la storia nella storia raccontata da qualcun altro dove c’è il desiderio di esprimersi, c’è uno spazio attivo nella trama.
“Narrativa dello scrivibile”. La volontà della scrittura di riscrivere è negata. Restituisce un racconto rielaborato, si può raccontare nel racconto dell’autore.
Autori, opere e film
Johnathan Lethem, La fortezza della solitudine, 2003.
Christopher Nolan, Inception, 2010.
David Forster Wallace, Infinite Jest, 1996.
Terrence Malick, Tree of life, 2011.
Don Delillo, Underworld, 1997.
Chuck Palaniuk, Rabbia, 2007.
Alejandro Inarritu, Babel, 2006.
Bret Easton Ellis, Glamorama, 1999.
Thomas Pynchon, Contro il giorno, 2009.
Michel Chabon, Fantastiche avventure di Kavalier e Clay, 2000.
Paul Haggis, Crash-contatto fisico, 2004.
Edward Morgan Toster in “Aspetti del romanzo”
Edward Morgan Toster in “Aspetti del Romanzo” racconta l’arte della narrativa dall’interno:
1) A poi B: il re morì, poi morì la regina. Il primo a una successione logica, poi temporale.
2) A poi conseguentemente B: il re, poi di dolore morì la regina. Mantiene intatta la sequenza ma introduce un nesso causale “di dolore”, descrive la natura del nesso causale.
3) B perché B, B a causa di A. La regina morì senza che nessuno ne indovinasse la ragione finché si scoprì che morì di dolore per la morte del re.
Sospende la sequenza, c’è solo l’evento B, c’è un mistero e A viene recuperato come causa di B in forma di complemento.
- Varia l’ordine cronologico.
- Evento A in fondo, come complemento.
- Evento B resta con soggetto-predicato.
- Eventi uniti da effetto di suspense che poi viene sciolto.
Sospensione > scioglimento.
Fabula, storia, intreccio e racconto
Il testo riproduce immediatamente senza alterazioni, trasparente. Fabula/storia.
I due testi rappresentano due possibili degli infiniti intrecci racconti ricavabili dalla fabula. Intreccio/racconto.
Lo straniamento è un meccanismo empiricamente dimostrabile secondo cui la prima volta una cosa ci impressiona, dopodiché si neutralizza e la visione diventa un semplice riconoscimento senza entusiasmo.
Visione: vedo una cosa per la prima volta e mi entusiasma.
Riconoscimento: riconosco una cosa vista in base a dei tratti e più volte la vedo meno entusiasmo provo, semplicemente so che cos’è e la riconoscerò.
Secondo “Il tempo ritrovato” di Marcel Proust, l’uomo perde il mondo che lo circonda, la visione diventa un riconoscimento. Smettiamo di vedere! È percepito come in continuità, l’uomo ha la tendenza a perdere la percezione del mondo e si stabiliscono delle consuetudini.
L’arte trasmette emozioni attraverso la visione e non riconoscimento, utilizzando lo “straniamento degli oggetti” e sottraendoli all’automazione, quindi l’arte restituisce alla realtà e il suo potere suggestivo riconducendo il riconoscimento di un oggetto a una visione prima.
Nei 3 esempi sono utilizzati stratagemmi per rendere la morte della regina interessante, straniandola!
Nessun testo contemporaneo è rappresentativo oggettivo della realtà.
La fabula è una massa da modellare, l’intreccio è l’insieme dei procedimenti stilistici che il narratore usa per rendere significativa la favola.
È il tempo in cui è ambientata la storia narrata. È il tempo impiegato a narrare la storia, righe, pagine da leggere.
Ci sono agenti, personaggi, che subiscono o svolgono eventi, il narratore non è l’autore Roland Barthes, informazione detta da.
Attenzione su autore, narratore e lettore
Attenzione: neanche l’autore, Manzoni, è lo stesso della persona reale.
Autore reale: soggetto storicamente determinato che produce un testo, è colui che scrive.
Autore implicito: versione ideale, controfigura dell’autore reale, è la letteraria dell’uomo reale che scrive, è la somma delle scelte e della strategia narrativa dell’autore reale. A differenza del narratore l’autore implicito non ha voce, utilizza mezzi e strumenti per istruirci su come comprendere il testo raccontato dal narratore iscritta dall’autore.
Narratore: istanza che regola la trasmissione dell’informazione narrativa.
Narratario: istanza di ricezione interna a cui si rivolge il narratore, esempio i 25 lettori fittizi di Manzoni.
Lettore implicito: percepisce la strategia dell’autore implicito, è un’istanza ricevente depositaria della competenza codificatori speculare alla competenza codificatore dell’autore implicito. Infatti il narratario è un espediente con cui l’autore implicito informa il lettore reale su come giocare la parte del lettore implicito.
Lettore reale: soggetto storicamente variabile che tenta di decodificare il testo.
Definizione di Gerard Genette in “Figure III: discorso del racconto”
Definizione di Gerard Genette in “Figure III: discorso del racconto”.
Storia, fabula: successione degli eventi narrati da un testo, esempio eventi che Ulisse racconta da Troia a Calipso.
Racconto, intreccio: è l’enunciato narrativo, discorso che mette in relazione gli avvenimenti, esempio il segmento dell’Odissea che riporta il discorso di Ulisse ai Feaci, è il testo formale.
Narrazione: atto enunciativo, narrativo produttore del racconto, esempio l’atto con cui Ulisse prende parole racconta eventi tra Troia e Calipso.
Teoria delle tracce = l’autore lascia tracce nel racconto che imita la storia mediando esempio con una voce che è responsabile dell’atto narrativo, esempio i Promessi sposi.
Definizione di Gerard Genette in “Figure III: discorso del racconto”.
Successione di avvenimenti narrati.
Testo nella sua concretezza formale, enunciato narrativo.
Atto produttivo, enunciativo del racconto.
Narra una storia, storia + narrazione.
Il racconto se non fosse per questo non sarebbe narrativo. Intermediate dal racconto sono l’oggetto stesso del discorso narrativo, e vive del rapporto con la narrazione o non sarebbe un discorso.
Collocazione logica rispetto al racconto. Ordine, durata e frequenza degli eventi della storia. Collocazione temporale.
Punti di vista che il racconto assume nel riferire la storia, e gradi di informazione connessi a quei punti lista.
Sfasature. La percezione umana storpia elemento temporale e crea delle queste fanno impossibile separare tempo e modo dalla voce trasparire interventi del narratore rendendo.
Relazioni di ordine
Relazioni di ordine tra la successione degli eventi nella storia e la loro disposizione nel racconto. Anacronia si trova in un tempo secondo dove il racco
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Parte 2 - Appunti Illustrati Storia Contemporanea
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Letterature comparate. Parte generale
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Glottologia parte 2